maria letizia putti
Maria Letizia Putti

Pubblicato qualche settimana fa il libro “Canova – Vita di uno sculture” (Graphofeel) a firma di Maria Letizia Putti. Un volume di 340 pagine (costo 21 euro) curato dalla scrittrice romana, che è anche – tra le altre cose – archeologa medioevale.

In pratica, la storia “del grande Antonio Canova”. Questo libero descrive “il carattere, le manie, il quotidiano di Antonio Canova tratti dai suoi scritti, diari, lettere, libri di conti e resoconti di viaggio”. Si precisa, inoltre, che il libro non è una semplice biografia, né vuol essere un trattato di storia dell’arte; piuttosto, compone un mosaico di curiosità, amori, aneddoti ed episodi sull’artista che ha dato nuova vita alla scultura italiana tra Sette e Ottocento.

Nel romanzo, infatti, emerge la personalità di Canova: la quotidianità del gesto artistico; la riservatezza e umiltà che metteva da parte quando era a colloquio con papi, imperatori e re; l’insofferenza di essere al centro dell’attenzione; la beneficenza con cui provvedeva agli artisti in difficoltà e ai familiari. E sullo sfondo, come in un film, le travagliate vicende della storia italiana ed europea nel turbolento passaggio tra i due secoli.

Altre notizie dirette sono desunte dalle biografie scritte dai suoi contemporanei, in primis l’amico per la vita e scultore Antonio D’Este, poi gli amici Leopoldo Cicognara e Melchiorre Missirini, ma anche dalle migliaia di lettere scritte e ricevute da familiari, amici e personalità di tutta Europa, primo tra tutti Napoleone Bonaparte.

“Per anni ho curato la conservazione del fondo di libri antichi della biblioteca in cui lavoravo. Il fondo comprendeva 17 disegni a grafite e sanguigna, tavole anatomiche attribuite ad Antonio Canova dall’autentica di Alessandro D’Este scritta alla fine dell’annesso quaderno, autografo di Canova, con l’elenco dei fasci muscolari; successivi confronti calligrafici hanno rafforzato l’attribuzione – spiega Maria Letizia Putti -. Le tavole sono state esposte in mostre e congressi in cui parlavo dell’iter formativo e della carriera dello scultore. Da ex insegnante di storia dell’arte ero l’unica, in un ente di ricerca scientifico, idonea a dissertare sulla formazione anatomica degli artisti, in particolare Canova e Leonardo da Vinci, di cui ho parlato in occasione del centenario della morte”.

maria letizia putti
La copertina del libro

Prosegue Maria Letizia Putti: “In questo libro ho voluto approfondire l’uomo Canova, l’artista l’ho lasciato alla sterminata letteratura su di lui. È ovvio che di arte si parla, l’arte è stata la vita di Canova, quindi imprescindibile se si vuole parlare di lui. Ma nelle migliaia di pagine lette cercavo i dettagli del carattere, i comportamenti, le abitudini, gli amici, la storia di famiglia e gli amori. A volte mi sembrava di violare il suo privato, ma andando in profondità mi sorprendevo di fronte alla figura d’uomo che si delineava, in lui trovavo molte affinità con me stessa; timido, modesto, per nulla superbo o sprezzante, come ci si aspetterebbe da chi, di piccoli natali, arriva alla fama e alla ricchezza”.

E conclude: “Per scrivere su di lui ho pensato come lui, m’immedesimavo, i suoi ragionamenti erano i miei e le notizie che leggevo saltando tra le biografie coeve, gli articoli e i saggi, confermavano che stavo procedendo nel modo giusto. In parecchi parlavano del suo sguardo, mite e sincero, della voce pacata, dei modi gentili, dell’umanità e della prodigalità negli aiuti ai poveri e ai bisognosi, della dignità per nulla servile che mostrava quando era a colloquio con i grandi della storia, papi, principi e imperatori”.

MICHELE BRUCCHERI

LEGGI ANCHE: CALTANISSETTA, DACIA MARAINI: «LA LETTURA È FORMATIVA E CREA INTELLIGENZA»

Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!

Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.

Grazie per aiutarci a farci conoscere.

Creato da La Voce del Nisseno

Articolo Precedente«HO APERTO LA PORTA» È IL LIBRO D’ESORDIO DI CARMEN INGRAO CON LA PREFAZIONE DI MICHELE BRUCCHERI
Articolo successivoCONCETTA LA PLACA E LA SUA ESPERIENZA ALL’ODYSSEY INTERNATIONAL FESTIVAL OF WORLD POETS 2020
Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]