IL RICORDO. Fu un grande educatore e uomo di fede. Un intellettuale impegnato. Grazie a lui venne riabilitata la figura del terzo vescovo della diocesi, Ignazio Zuccaro, che subì l’infamante accusa di «donnaiolo»

 Il professor Sergio Mangiavillano

Lo scorso 2 aprile a Milano  si  è  spento improvvisamente  il professor Sergio Mangiavillano.  Grande educatore, uomo di fede, testimone generoso d’impegno civile, politico e culturale. E’ stato un esempio per tanti di noi che, sin dagli anni ’70, hanno avuto l’onore di conoscerlo prima come presidente diocesano della FUCI, come animatore del gruppo «Ricerca ’80», come coordinatore della sede didattica decentrata della LUMSA. 

Molti lo hanno conosciuto prima come professore di materie letterarie al Liceo e poi come Preside  a  Mussomeli, a Mazzarino, a Caltanissetta. 

Uomo di grande cultura e di saggezza educativa è stato mentore per tanti insegnanti. La sua proverbiale libertà lo portò nel 1986 ad accettare la candidatura al Senato come “indipendente” nel PCI evento che gli venne rimproverato dai settori della Chiesa locale ancorata alla tradizionale alleanza con la DC.  Dopo questa esperienza politica, riprese il suo impegno di lavoro nella scuola e nella società civile.

Sergio Mangiavillano è stato un intellettuale che “amava  ricostruire la memoria”.  Nei suoi libri  parla  della Caltanissetta dove aveva insegnato Brancati e dove aveva studiato Sciascia. Grazie alle sue ricerche ha salvato “dall’oblio centinaia di personaggi minimi tratteggiandoli con ironica nostalgia”.

Con il libro “La venerabile impostura” ha reso giustizia a un galantuomo: Ignazio Zuccaro, terzo Vescovo della città di Caltanissetta, che subì l’infamante accusa di essere un “donnaiolo impenitente”.

Da qui il disonore dell’inquisizione e della rimozione. Grazie a Sergio Mangiavillano la verità è stata ristabilita. La salma del Vescovo, nato e morto a Palermo, oggi si trova nella Cattedrale di Caltanissetta con gli onori che merita.

PASQUALE PETIX

(Sociologo e docente universitario)