IL GIOCO DELLA DAMA. Prestigioso settimo posto a Palermo per il giovane di origine serradifalchese che vive a Catania

Nelle scorse settimane, nell’ambito del Dodicesimo Memorial Biagio Lo Porto, a Palermo, Salvatore Marchese Ragona ha ottenuto un prestigioso ed importante punteggio nel torneo di dama.

Il giocatore nisseno (le sue origini sono di Serradifalco), che milita per l’associazione sportiva dilettantistica Svalves Etneo (Catania), si è piazzato al settimo posto. C’è inoltre da considerare che i concorrenti erano numerosi, tanti maestri e candidati maestri. Lui ha ottenuto un significativo risultato (7 con un quoziente pari a 34.37).

E’ stato, di fatto, il primo della categoria Regionale. Infatti, gli altri sono stati: medaglia d’oro per Santo Lo Galbo (10 con quoziente 36.58, di Palermo, categoria Maestro); secondo posto per Giovanni Catanzaro (9 con quoziente 32.49, di Siracusa, categoria Maestro); terzo classificato Rosario Bellante (8 con quoziente 41.52, di Palermo, categoria Maestro); quarto piazzamento per Leonardo Stira (8 con quoziente 40.53, di Palermo, categoria Maestro); quinto posto per Romano Vinci (7 con quoziente 41.40, di Messina, categoria Maestro); sesto posto per Alfredo Ferreri (7 con quoziente 37.39, di Palermo, categoria Nazionale) e poi lui.

Dietro di lui, maestri, candidati maestri, della categoria provinciale e regionale. Dunque, un vero e proprio successo. Un grande riconoscimento per la sua passione che esercita da pochi anni. Una soddisfazione enorme per il giovane Salvatore Marchese Ragona.

Frattanto, ha vinto in parecchie occasioni. Premi a livello regionale e nazionale. Al nostro microfono ha, sovente, rammentato che il suo portafortuna è la figlia Maria Giovanna.

Giocare a dama è un passatempo, una piccola-grande passione. Però è anche una metafora della vita. Salvatore Marchese Ragona lo sottolinea frequentemente nei suoi discorsi e nelle sue dichiarazioni alla stampa.

Tra le altre virtù, bisogna coltivare la sana pazienza e la lungimirante capacità strategica. Per vincere. Non solo nel gioco della dama, ma anche nella vita. Tutto ciò è possibile soltanto se si affrontano seriamente i sacrifici. In quel caso, vincere le battaglie quotidiane e le grandi guerre che la vita ci riserva diventa più agevole.

Un altro semplice insegnamento che ci consegna è quello di saper individuare un interesse o una passione, per poi coltivarla costantemente e seriamente. In un’epoca in cui siamo reiteratamente bombardati da tutto e da tutti, avere una verace passione – anche per la dama – diventa un intelligente salvavita.

MICHELE BRUCCHERI