taormina
Felicia Isabella Butera

Fin dal Settecento, Taormina era la metà prediletta di personalità eccelse nei vari campi. La kermesse di Tao@Buk è stata dedicata alla ricognizione delle libertà, quelle riconosciute e soprattutto quelle negate, ai singoli come alla collettività, in una mappatura spazio temporale le cui coordinate sono state tracciate in un evento multidisciplinare, dai più autorevoli scrittori, intellettuali, filosofi ed artisti, provenienti da ogni parte del mondo, come: Annie Ernaux, Nobel 2022, con la scrittura che è un “Atto Politico”.

Joyce Carol Oates, più volte finalista al premio Pulitzer, capace di esplorare temi come la violenza domestica, l’oppressione e la mercificazione delle donne. Ed Azar Nafisi, autrice del capolavoro Leggere Lolita a Teheran, testimone del suo tempo, costretta a scegliere l’esilio negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni del regime Iraniano.

La libertà non è solo condizione necessaria, è scintilla della letteratura: percorre come una scossa elettrica l’intero sapere, aprendo ulteriori nuove finestre alla realtà. A partire dalle nostre città d’arte che possono diventare Smart Cities sfruttando appieno la tecnologia, mettendola al servizio dei nuovi modelli di amministrazione del territorio.

All’evento del Tao@Buk Award, il Chief Enterprise and Innovative Solution Office di Tim, Elio Schiavo è intervenuto per consolidare la tecnologia all’arte, alla medicina con la possibilità di applicare l’intelligenza artificiale, si è potuto approfondire l’analisi geopolitica, con il quarto osservatorio su Europa e Mediterraneo e sul ruolo di cerniera che la Sicilia può svolgere tra i continenti.

Con l’artista Giuseppe Penone, la collaborazione della mostra di Isabell Ducrot e di Velasco Vitali, si è potuto abbracciare le arti visive, propagando il sapere dal centro del Mediterraneo, simboleggiato dalla mongolfiera, frutto dell’età di Voltaire fino a Tao@Buk, un festival libero, di cui Tim è main Sponsor; dal 15 al 19 giugno, si è parlato di come vivere la bellezza del nostro Paese in modi nuovi. Una serata di Gala al teatro Antico di Taormina ha permesso di consolidare la connessione tra arte e tecnologia premiando gli artisti.

taormina
Iniziativa a Taormina

La chiusura del Tao@Buk mi ha colpito in modo particolare per la chiarezza; è l’amara realtà nel meridione, l’Odissea del precariato. Ad esempio i giornalisti: dal racconto “Volevo solo fare il giornalista”: il monologo crudo e drammatico su Alessandro Bozzo, interpretato dal bravissimo Salvo Piparo: Attore e cantastorie, da anni racconta la Sicilia, attraverso la tecnica del cunto. Testimonial per Unicef, è impegnato in un progetto laboratoriale di teatro sociale dal titolo “La città raccontata”, con le musiche di Michele Piccione, tratto dal libro: Quattro centesimi a riga di Lucio Luca. Giornalista e scrittore da oltre trent’anni lavora a La Repubblica dove si è occupato di cronaca nera, giudiziaria, politica estera, sport e cultura. Quattro centesimi a riga. Morire di giornalismo, (Zolfo Editore) è il suo sesto ed ultimo libro.

Mi sono ricordata di una madre coraggio, scrittrice che difenderà suo figlio per sempre Felicia Bartolotta Impastato, madre di Peppino Impastato, giornalista: “Un giorno la madre viene a sapere che Peppino ha scritto sul foglio ciclostilato ‘L’Idea Socialista’ un articolo sulla mafia e va in giro per il paese a raccogliere le copie per distruggerle. Quando l’attività politica di Peppino entra nel vivo, la madre non ha il coraggio di andare ad ascoltare i suoi comizi; chiede agli amici di non farlo parlare di mafia. La mattina del 9 maggio 1978 viene trovato il corpo dilaniato di Peppino”.

Felicia dopo alcuni giorni di smarrimento decide di costituirsi parte civile nel processo per l’omicidio. Questa è la storia di una donna prima rimasta vedova, e poi senza un figlio, la storia di una casa. Una casa a cento passi da quella di uno dei più grandi mafiosi del Novecento. Di un uomo che per pagarsi una riga di scritto di un giornale alla lira, perderà a causa delle persecuzioni mafiose, per i suoi scritti, che erano anche la sua fonte economica, la vita. Il precariato.

Felicia Isabella Butera

LEGGI ANCHE: GIORNALISMO, A MICHELE BRUCCHERI UN PREMIO PRESSO IL SALONE D’ONORE DEL CONI A ROMA

Articolo PrecedenteNAPOLI, “VITE SOSPESE” DI ELIO SABIA
Articolo successivoA CEFALÙ LE DISABILITÀ NEURO-EVOLUTIVE: PROSPETTIVE PER UN MONDO PIÙ INCLUSIVO