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La Scinennza al Calvario

Tra le sette chiese innalzate in tre secoli di storia, c’è quella del Calvario. Sorge sulla collina più alta di Serradifalco. Ed è dominata dalla croce. In occasione del Venerdì Santo, all’imbrunire, viene rappresentata “La Scinnenza”. Dal siciliano significa “scinniri”, ovvero: scendere. Ossia, la deposizione di Gesù dalla croce. Questa manifestazione, intrisa di autentici sentimenti di tristezza, è curata magistralmente dal Circolo Artigiani “San Giuseppe”.

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La Scinnenza al Calvario

Una statua di legno o di altro materiale, raffigurante Gesù, viene portata lì e crocifissa. Nella vicina Montedoro, almeno in passato, i migliori cantori del luogo si riunivano in una casa vicina e con tono salmodiante e strascicato cantavano. Anche camminando per le strade del paese. Un lamento straziante e coinvolgente sulla Passione, Crocifissione e Morte di Gesù. Una melodia semplice, fatta di scarne note, senza alcun ritmo, alla maniera del canto Gregoriano. Ovviamente è divisa in parti armoniose. Un canto di dolore profondo, toccante, straziante.

Nel pomeriggio del Venerdì Santo, dopo il secondo tempo del triduo pasquale, l’Urna del Biangardi – un’opera preziosa, veramente un’opera d’arte bella – viene portata a spalla al Calvario, assieme alle statue dei tre santi. Dalla chiesa Madre si percorre, a scendere, tutta la via Duca, poi via Roma e via delle Miniere… Per un discreto tratto, è presenziato dall’arciprete Galante e da padre Salvatore Randazzo (vice parroco). Nel piccolo terrazzo della chiesa Calvario, dunque, si rappresenta “La Scinnenza”. Gli attori raffigurano con peculiare e singolare pathos i tristi momenti del calvario di Gesù. Con enfasi, i personaggi recitano. 

Tra i personaggi principali, la Madonna, San Giovanni, la Veronica, l’altero Misandro, Nizech, il centurione, la Maddalena, il longino; Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo, che giungono a cavallo per prendere il corpo di Gesù Cristo. Acuto e straziante è il pianto di Maria. Questo segmento della Settimana santa è a metà strada tra la sacra rappresentazione e la pietà popolare.

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La processione per approdare al Calvario

Serradifalco vanta, da sempre, un forte e vivo senso di religiosità e delle tradizioni popolari. Un prezioso patrimonio da custodire e salvaguardare. In passato, anche per la nota Scinnenza (discesa dalla croce) si sono registrate difficoltà di vario genere. C’era il timore che si potesse sdilinquire come neve al sole questa antica e nobile rappresentazione. Grazie alla sensibilità e disponibilità di diverse persone e del Circolo Artigiani “San Giuseppe” che gioca un ruolo importante e da protagonista, questo momento viene rappresentato e vissuto con particolare intensità.

Il Venerdì Santo ci si vestiva di scuro, oggi forse un po’ meno. Si faceva e si fa il digiuno.

MICHELE BRUCCHERI

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