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La Real Maestranza di Serradifalco

Tipica e peculiare di Serradifalco è la tradizionale «annacata» degli artigiani e soci del Circolo San Giuseppe. Ovvero «Lu Viaggiu di li Mastri». Un evento che il paese vive il Venerdì Santo, per tutta la mattinata. La Real Maestranza è veramente uno spettacolo unico, bello, imponente e suggestivo. Sistemati per tre in una lunga fila, accompagnati dalle marce funebri suonate dalla banda musicale (Cav. Angelo Licalsi o Maestro Cataldo Lalumia), percorrono le vie del paese. Con passo lento e costante, ordinati e impeccabili. Visitano gli altari delle varie chiese cittadine, pregano dinanzi al Santissimo custodito nel tabernacolo. La visita ai sepolcri avviene già a partire dal pomeriggio del giovedì da parte dei cristiani del paese, ma anche provenienti da fuori.

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Una parte di Real Maestranza

 

Ad aprire il corteo (si parte dalla chiesa San Giuseppe) è lo scudo con lo stemma di Sua Maestà Ferdinando IV di Borbone. Ci sono due scuole di pensiero. La prima racconta della visita a Serradifalco e dell’attribuzione del titolo di Reale alla Maestranza, nonché il nome di San Giuseppe per ribadire che il Circolo Artigiani è protetto dal Patriarca. Immediatamente dopo lo scudo, c’è la bandiera, nera e arrotolata, che rappresenta il lutto.

Il Circolo Artigiani San Giuseppe nasce l’11 giugno 1882, nel senso che istituisce la sua sede sociale. Le Maestranze e la confraternita omonima esisteva da alcuni anni, secondo la nostra paziente ricerca già dal 1750. Serradifalco, pur essendo un paese antiborbonico, improvvisamente aggiunge il titolo di Reale alla Maestranza. Ad oggi, comunque, non disponiamo di nessun documento che certifichi l’attribuzione. Ma evidentemente non è questa la sede per approfondire. Il compianto storico Salvatore Galletti, giustamente, scrisse, a tal proposito: “Le tradizioni si coltivano se sono sostenute dai documenti della storia”. 

L’associazione San Giuseppe forma il Circolo Artigiani. All’interno convivono due amministrazioni (una è composta dal Capitano della Real Maestranza, da due assistenti e quattro consiglieri; l’altra è formata dal Presidente, dal vice Presidente, dal segretario, un cassiere e quattro consiglieri).

Durante la famosa «annacata» della Real Maestranza, sia il capitano (attualmente è Ferdinando Castania) sia il presidente (da circa venti anni è Maurizio Venti) hanno ai loro fianchi i componenti del Consiglio d’Amministrazione. Ciascuno indossa una fascia di colore differente. Sostanzialmente simboleggia il ruolo svolto in seno al sodalizio. Dietro poi al Consiglio, ci sono i soci, i quali indossano la fascia gialla.

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La banda musicale “Maestro Cataldo Lalumia”

Nel 1994, il capitano pro tempore Salvatore Petix – lungimirante e innovativo assieme al Consiglio d’Amministrazione in carica – decise di ammettere una dozzina di donne. Anche l’universo femminile, con artigiane locali, venne rappresentato. Sino agli inizi degli anni Novanta, dunque, la Real Maestranza era soltanto un privilegio degli uomini. Nozze d’argento, quindi, quest’anno. Venticinque anni di parità tra mondo maschile e femminile. Una «par condicio» che fa di Serradifalco uno dei pochi paesi con un’apertura concreta alle donne.

Il 26 marzo 1996, sul Giornale di Sicilia, scrivevo: “Anche quest’anno, a Serradifalco, le artigiane del paese parteciperanno al famoso ‘viaggio’ della Real Maestranza, sino a due anni fa ‘esclusiva’ dei soli maschi. Per decenni è stata in mano soprattutto ai minatori e agli operatori dell’edilizia: i primi ormai in estinzione, i secondi da anni in crisi.

Dunque, per il Venerdì Santo – in mattinata – una dozzina di donne impegnate nel settore dell’artigianato saranno incolonnate, tre per fila, e sfileranno per le vie principali dell’abitato”.

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Banda musicale “Cav. Angelo Licalsi” (foto del 1956)

Ed ancora, il mio articolo spiegava: “Con pervicace insistenza il capitano del Circolo ricreativo ‘San Giuseppe’, Salvatore Petix, coadiuvato dal presidente, Agostino Aquilina, ha voluto che le lavoratrici serradifalchesi, in nome della ‘par condicio’ avessero un posto nella tradizionale «annacata» della Real Maestranza che parte, come da copione, dalla Chiesa San Giuseppe”.

Riporto ancora altri brani del mio pezzo perché raccontano quel periodo: “La novità, l’anno scorso, suscitò nei cittadini dapprima scetticismo e stupore, poi invece un ampio consenso. Ad accompagnare le maestranze locali, lungo le vie principali del paese, sarà il complesso bandistico… Saranno, ovviamente, sciorinate una gamma eterogenea di marce funebri. Con la presenza delle donne artigiane, si valorizza un aspetto della tradizione serradifalchese, che da anni vive una situazione di crisi”.

L’«annacata» dei Mastri è l’atteggiamento di mesto dolore che mostravano le donne attorno al feretro del parente defunto. Quindi è il lento dondolarsi, un oscillare costante degli uomini che compongono il corteo. Sfilano in ordine, in abito nero, in bombetta, con la tracolla distintiva dell’associazione. Rappresenta il pianto delle donne, in piena sostanza; del popolo intero per la morte del Signore.

Un accompagnamento funebre, fatto di mestizia e di silenzio, un procedere lento (due passi avanti e uno indietro al ritmo cadenzato delle struggenti marce funebri suonate dalla banda musicale). Da più parti si concorda con il seguire mesto e funereo dei Negri d’America (spirituals e jazz).

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Alcune donne della Real Maestranza

Una presenza cospicua di persone segue il sodalizio delle arti e dei mestieri. C’è lo scudiero, il portabandiera, le donne portano al collo una fascia gialla con un’immagine circolare in basso. Il venerdì mattina, quindi, fanno visita ai sepolcri. Il lungo corteo si ferma nelle chiese e prega. Il parroco e rettore della chiesa San Giuseppe, don Diego Trupia, accompagna la compagine, come fa analogamente presso la chiesa Madre l’arciprete Giovanni Galante.

Questo momento ha un significato profondo e nel corso degli anni è stato notevolmente perfezionato, migliorato vieppiù. Un encomio forte e convinto va senza ombra di smentita al gruppo affiatato che gestisce brillantemente questa antica e nobile tradizione. Va ulteriormente incoraggiata, valorizzata e tutelata per la sua preziosità.

MICHELE BRUCCHERI   

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Foto di gruppo per la Real Maestranza

 

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]