giuseppe giudice
Giuseppe Giudice

Ultimo giorno di lavoro – domani – per Giuseppe Giudice, ragioniere capo del Comune di Serradifalco. Dopo 31 anni andrà in pensione. Venne assunto il 16 gennaio 1990 avendo vinto il concorso come ragioniere comunale. E da ben dodici anni è il responsabile dell’area finanziaria e poi anche del Personale.

Giuseppe Giudice, 67 anni compiuti nel giorno di Natale, sposato e padre di due figli, ha ricevuto anche una targa da parte dell’Amministrazione comunale. Si tratta di un attestato di stima e di gratitudine per il lavoro espletato nel corso degli anni. “La conclusione di un percorso professionale – si legge – è motivo per ogni uomo di soddisfazione ed è il momento per l’organizzazione che lo ha visto partecipe delle sue sorti, di prendere atto del contributo che il professionista ha saputo dare”.

“Nel caso del Ragioniere Giuseppe Giudice però – continua la motivazione riportata sulla pergamena – non è solo il professionista che esce dall’organizzazione, ma è l’uomo che in questi anni ha saputo convivere con tutte le contraddizioni sociali di ogni momento, mantenendo con saggezza ora il distacco ora il coinvolgimento, ora la pazienza ora l’intraprendenza, ora la pacatezza ora il coraggio, ora la riservatezza ora l’aperto sostegno, ma mai, mai in tutti questi anni e soprattutto in questi ultimi anni ha fatto mancare agli uomini e alle donne di questa organizzazione: lealtà, collaborazione, correttezza, rettitudine, in un principio di fedeltà alle Istituzioni mai venuto meno e che contraddistingue da sempre il ruolo del pubblico dipendente nel nostro Stato”.

“Nel caso del Ragioniere Giuseppe Giudice – conclude la scritta – la fedeltà al Comune di Serradifalco è stata espressa con senso di onore e di profondo sentimento di appartenenza ed ha consentito di porre in essere azioni a tutela della collettività e scelte talvolta difficili e sempre concluse per il bene della gente, anche quando sarebbe stato più semplice e scontato tirarsi indietro per sfuggire alle responsabilità. Per questo il momento della conclusione del percorso di questa esperienza diventa esempio per tutti e persino l’ironia, il sarcasmo e la semplicità di cui è intriso ogni attimo trascorso in queste stanze ne farà ricordare per lungo tempo il Suo esserci stato”.

La fedeltà al Comune è stata espressa con senso di onore 

e di profondo sentimento di appartenenza 

Parole che descrivono il professionista capace e competente, ma anche l’aspetto caratteriale ed umano. A firma non solo del sindaco Leonardo Burgio, ma anche degli assessori al gran completo: Basilio Martino (vice sindaco), Enza Surrenti, Rosario Ristagno e Gioachino Magro Malosso. E del giovane presidente del Consiglio comunale, Daniele Territo.

Dal 2008, dunque, guida un’area delicata del Comune. Al cronista che lo contatta per un commento, dichiara a La Voce del Nisseno (versione online): “Si è sempre stati in deficit finanziario. Quest’anno invece, grazie ad un decreto ministeriale del maggio scorso, Serradifalco ha aderito all’ADL (acronimo di Anticipazione di Liquidità, ndr) per pagare fornitori e professionisti che prima non si potevano pagare per difficoltà economiche dell’Ente. Adesso sì. Il Comune chiude positivamente. Abbiamo onorato spese per forniture e professionisti per un milione e 400mila euro. In cassa ci sono, adesso, tre milioni di euro. Sono soldi del ministero competente, ma disponibili per il nostro Ente. Lascio un Comune più tranquillo e con un attivo (l’anticipazione dovrà essere restituita in trent’anni)”.

giuseppe giudice
Giuseppe Giudice

Ha lavorato, Giuseppe Giudice, con diversi sindaci: Michele Territo, Michele Ninfa, Cettina Blando, Bernardo Alaimo, Michele Ricotta, Giuseppe Maria Dacquì e, infine, con l’attuale massimo inquilino del municipio Leonardo Burgio. Vi sono, inoltre, anche diversi commissari. “Con tutti – dichiara al nostro microfono – ho lavorato lealmente, correttamente, ci siamo relazionati sempre bene”. “Sono andato d’accordo con tutti – sottolinea -, un rapporto ottimo fatto di fiducia, lealtà, stretta collaborazione, così come vuole il nostro giuramento”.

Giuseppe Giudice, poi, ricorda questo 2020 così strano e devastante per la terribile emergenza sanitaria da Covid-19. Parla del periodo difficile e pesante, del Comune deserto per il lavoro da remoto, dei quattro dipendenti comunali che avevano contratto il micidiale virus, un momento inedito per tutti. Ringrazia i colleghi che gli hanno dimostrato affetto e stima, per i numerosi doni ricevuti. Lui avrebbe voluto continuare a lavorare, ma la legge è legge. “Un sostituto è difficile da avere – aggiunge -, darò certamente una mano, poi mi godrò la pensione”.

Dopo ben 31 anni di attività lavorativa, rappresenta indubbiamente una sorta di memoria storica. Una risorsa al servizio della sua comunità. “È tutto in mano all’Amministrazione comunale – conclude Giudice – e valuteranno la migliore delle ipotesi”. Ci vuole – aggiungiamo noi – un dirigente di valore, capace e competente. E lui che è un amante dell’arte e della cultura (un intenditore di quadri e di libri), potrà finalmente dedicarsi alle sue antiche passioni.

MICHELE BRUCCHERI

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