Salvatore Augello

“Vogliamo dire la nostra nella politica di programmazione della Regione con proposte, idee e progetti”. L’intervento del presidente Carse, segretario generale dell’Usef, nonché giornalista

La crisi che sta attraversando l’associazionismo, la necessità di adeguamento e diversificazione dello stesso, il progressivo disinteresse della politica nei riguardi delle comunità emigrate, impongono una profonda riflessione sul modello associativo più aderente alla realtà attuale.

La prima considerazione che ci viene da fare, è quella della necessità di uscire dal ristretto recinto dell’individualismo per spaziare in un orizzonte maggiore, che può offrire nuovi spazi, nuovi stimoli ed anche una maggiore forza contrattuale.

Da qui nasce l’idea del Coordinamento delle Associazioni Regionali Siciliane dell’Emigrazione (CARSE). Uno strumento che nasce per unire le forze, per prendere atto e coscienza prima di tutto, del fatto che il movimento unito, è titolare di un potere politico reale, che deve sapere mettere a disposizione della comunità emigrata.

Salvatore Augello

Il CARSE ci sta provando, forte al momento delle dodici associazioni (federazioni regionali) che lo compongono, che dispongono di una rete associativa sparsa per il mondo, che parecchie diecine di associazioni che in questo modo, oggi, si ritrovano tutte dentro il nuovo soggetto politico-organizzativo.

Il CARSE vuole essere una istituzione unitaria aperta a tutti, un pungolo per stimolare la Regione a ricordarsi della numerosa emigrazione che ha dovuto subire e che ancora oggi continua a spopolare i nostri paesi, le nostre città, specialmente quelle dell’entroterra.

Il CARSE vuole anche essere un organismo di rappresentanza capace di potere dire la sua nella politica di programmazione della Regione, capace di avanzare proposte, idee, progetti. Un soggetto politico di rappresentanza in grado di difendere diritti ed interessi degli emigrati.

Voglio sottolineare il termine politico prima adoperato, sapendo che spesso è considerato ostico da diverse associazioni. Un movimento come il nostro, non può chiamarsi fuori dalla politica, deve tirarsi fuori da una appartenenza partitica, come è giusto, ferma restando la libertà di idee di ognuno, ma avere forza e capacità di confrontarsi con le istituzioni politiche in Italia e all’estero, che sono quelle titolate a prendere le decisioni.

Mi riferisco ad assessorati, governi, presidenti di province mai veramente abolite, sindaci, tutti interlocutori politici. Rafforzare e prendere parte alle iniziative per difendere ed ampliare gli organi di rappresentanza dell’emigrazione, intessere una politica di alleanze necessaria per la presenza sul territorio. Questo è quello che ha fatto e fa il CARSE, che ha già promosso e realizzato incontri con vari assessorati regionali a partire da quello della Famiglia delle Politiche Sociali e del Lavoro, per poi passare a quello del Turismo e a quello dei Beni Culturali.

Ha promosso e realizzato incontri con la V Commissione dell’ARS che si occupa del lavoro e la II Commissione che si occupa del bilancio. Un lavoro che malgrado la pandemia e con i limiti da essa imposta, sta cercando di riportare alla ribalta della politica siciliana l’emigrazione chiedendo anche il ripristino della delega assessoriale dell’emigrazione.

Un ente, il CARSE, che come prima iniziativa, nel settembre 2019 ha promosso il convegno sul tema «la legge dimenticata» che ha avuto grande rilevanza. Su questa strada puntiamo alla massima unità. Se è vero che l’unità fa la forza, credo che l’unica strada da seguire è quella di potenziare l’unità del movimento associativo, di cercare di amalgamare il vecchio con il nuovo per evitare di disperdere importanti forze nuove preziose per il futuro del movimento stesso, occupandoci anche di conservare la memoria.

Il CARSE ha da tempo imboccato questa strada e su di essa speriamo di incontrare tanti altri amanti dell’unità, che vogliano cimentarsi in maniera nuova ed unitaria con le nuove e le vecchie problematiche che assillano l’emigrazione, che vogliano percorrere con noi un pezzo di questa strada.

SALVATORE AUGELLO