mia sorella
L'ospedale di San Cataldo

In un momento storico in cui spesso si parla di malasanità, specie quando si tratta della nostra Sicilia, vorrei invece affermare che l’Asp di Caltanissetta può vantarsi di avere un’isola dove si esercita una “Buona Sanità, “L’Hospice” di San Cataldo.

L’Unità Operativa è diretta dal dottor Giuseppe Biagio Mulè, collaborato dai dirigenti medici: dottor Rosario Paradiso, dottor Giovanni Licata e dal dottor Fabio Naro, dalla psicoterapeuta dottoressa Valentina Bordino, dalla logopedista dottoressa Luana Naro, dalla fisioterapista dottoressa Giovanna Martorana, dal dottor Marcello Palermo coordinatore del gruppo infermieristico, OSS e del personale ausiliario.

Le motivazioni che mi spingono a scrivere questa lettera sono da attribuire a una esperienza vissuta personalmente a seguito del ricovero di una mia sorella, di 87 anni, con morbo di Alzheimer, e da parecchi anni con problemi di disfagia, con calo ponderale e con una grande paura di soffocarsi durante i pasti e, quindi, con il quasi costante rifiuto di ogni tipo di alimento. Questo era il quadro clinico fino al giorno del suo ricovero all’Hospice.

Io mi sono rivolta al dottor Mulè, certa che con la sua équipe ci avrebbe aiutato a gestire al meglio tale situazione, sempre più difficile e penosa, sia per mia sorella che per noi familiari. L’impatto con questa realtà è stato sorprendente e dico con sincerità, al di sopra di ogni mia aspettativa. Ci siamo sentite circondate di affettuosità, gentilezza, familiarità, tanto da affermare “mi sento tra amici”.

Ogni figura professionale, ciascuno per la propria specificità, ha dato il meglio di sé e con competenza, garbo e cortesia ci ha fornito informazioni e suggerimenti utili per gestire al meglio il nostro caso. Abbiamo trovato competenza, professionalità, dedizione, pazienza, in un ambiente silenzioso, ordinato, pulito e confortevole, dove basta suonare il campanello che qualcuno arriva nella tua stanza. Spesso mi dispiacevo nel dover chiedere qualcosa, ma ho sentito soltanto dire: “è il nostro lavoro, siamo qui per questo”.

Oggi altre cose stanno cambiando: mia sorella sta recuperando peso, è più serena, gusta il cibo e non ha più paura di alimentarsi. Devo inoltre aggiungere che tale esperienza è servita anche a noi familiari, che abbiamo appreso come meglio accudire una paziente con disfagia sia nella preparazione dei pasti, che nella loro somministrazione.

mia sorella
L’ospedale di San Cataldo

Grazie di cuore a ognuno di voi, carissimi operatori. Vi ricordo con piacere, è stata una esperienza importante, utile e piacevole e non posso dunque che esprimere apprezzamento, riconoscenza e profonda gratitudine. Sono stata anch’io un’infermiera dell’Asp di Caltanissetta, e so cosa significa fare bene il proprio lavoro, ma diventa un ottimo servizio se si è in grado di offrire un’assistenza personalizzata, gestita con professionalità amore e umanità, come voi sapete fare. Continuate così, abbiamo bisogno di voi.

Voglio dunque affermare con profonda convinzione che ho vissuto un’ottima esperienza di buona Sanità e che Caltanissetta è in grado di offrire ottimi servizi sanitari e se tali strutture continuano a essere ben supportate possono diventare delle vere eccellenze sanitarie per il bene di tutta comunità.

NORINA RAIMONDI 

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