Redazione Online – ATTUALITÀ. Diramato un comunicato stampa che illustra le varie iniziative liturgiche e culturali. Al via da oggi e gli appuntamenti proseguiranno per tutto l’anno     

È stato presentato martedì il programma degli eventi liturgici e culturali della Celebrazione del Centenario del Santuario di Sant’Antonio di Messina, 1921-2021; un secolo di storia raccontato da una settimana di eventi che partiranno oggi e che proseguiranno lungo tutto l’anno.

Il 3 aprile 1921 ci fu la posa della prima pietra della Basilica, per mano di Sant’Annibale Maria di Francia, il sacerdote messinese che ha dedicato la sua vita per la carità, canonizzato da Giovanni Poalo II il 16 maggio del 2004. Durante la conferenza stampa si sono collegati in videoconferenza da Roma Paolo Ruffini, Prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, e l’onorevole ed ex ministro Antonio Martino e hanno partecipato Padre Mario Magro, Rettore della Basilica di Sant’Antonio; Francesco Gallo, Assessore alla Cultura del Comune di Messina; Milena Romeo, Presidente di “Cara Beltà Sicilia” e autrice della mostra storica del centenario e Giuseppe Ministeri, Presidente del Conservatorio Corelli.

La Basilica di Sant’Antonio rappresenta, oggi come allora, la speranza della rinascita: ieri per il devastante terremoto del 1908, oggi per la gravissima pandemia sanitaria. Il terremoto del 1908 non affievolì lo spirito rogazionista di Padre Annibale, anzi gli diede più vita: ci fu infatti uno slancio di devozione dei Messinesi e di tutti i fedeli nel mondo di Sant’Antonio, e finalmente avvenne la posa della Prima Pietra.

Quel gesto fu il segno di una ripartenza per i messinesi che avevano perso tutto con il terremoto e che vivevano ancora in baracche; l’edificazione di una chiesa in muratura rappresentava un riferimento di stabilità e speranza in un contesto di precarietà e dolore, come racconta la mostra “Fate che Messina risorga!” 1921-2021 Cento anni del Santuario di Sant’Antonio: un cammino di speranza.

“Ancora oggi questo luogo è caro alla Città e continua ad essere un riferimento di accoglienza, fede, e incontro nella memoria di un Santo che diede case, lavoro e riscatto ai messinesi più fragili ed emarginati”, sottolinea la nota stampa inviata a La Voce del Nisseno (versione online).