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Manuela Chiarottino

Manuela Chiarottino è tornata in libreria da alcuni mesi con La casa dei nuovi inizi (More Stories). Una storia intensa, che vuole scuotere le corde più sensibili dell’anima e che pone delle domande alle quali non potranno fare a meno di cercare le risposte, dentro di loro, i lettori e le lettrici.

Manuela, nella tua carriera di scrittrice hai pubblicato numerosi romanzi. C’è un aspetto o un tema ricorrente che ami esplorare nei tuoi libri?

Nelle mie storie cerco di affrontare tematiche diverse muovendomi tra i sentimenti, un linguaggio universale fatto dalle nostre paure, sogni, passioni, amori. La cosa importante, per me, è lasciare un messaggio di speranza, così come ho cercato di fare in quest’ultimo romanzo. Ho posto alle lettrici degli interrogativi che credo tutti noi abbiamo affrontato almeno una volta nella vita. Quanto costa perdonare? Si può sempre ricominciare nonostante gli sbagli? Come ci si rialza dopo una caduta? Ecco, la “casa dei nuovi inizi” diventa un simbolo della volontà e della speranza di regalarci un nuovo futuro.

Ti ritieni una grande osservatrice per trovare la giusta ispirazione?

Più che altro sono molto curiosa e questo mi porta a interessarmi a tante cose, a guardarmi intorno. Se c’è un argomento, una notizia, una qualsiasi cosa che mi colpisce, cerco di approfondire. Ad esempio, dalla scoperta degli ex libris è nata una ricerca sulle loro origini e un romanzo che si basa sulla risoluzione di un enigma nascosto proprio in un ex libris: “La bambina che annusava i libri”.

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Come descriveresti il tuo rapporto con i lettori e le lettrici?

Amo molto interagire con le lettrici e i lettori, soprattutto durante le presentazioni o le fiere letterarie. Il Salone del Libro in questo senso è uno degli eventi che più mi hanno concesso un contatto diretto e vedere delle persone che tornano anno dopo anno per comprare i miei libri è qualcosa che mi sorprende e commuove sempre.

Ne La casa dei nuovi inizi (More Stories) troviamo Alisya, che vive in un piccolo monolocale con una sola finestra da cui si vede il faro. La sua vita trascorre tra il lavoro alla casa di riposo, la serra di Arthur, la lettura di libri con Susan e le chiacchiere con Elizabeth. Tutto in lei è smorzato, contenuto, anche la sua bellezza, perché Alisya pensa di non meritarsi nulla, nonostante tutti sembrino volerle bene. Credi che sia questo un atteggiamento tipicamente femminile?

In questo caso l’atteggiamento di Alisya è indotto da un senso di colpa, a voi giudicare poi se giusto o meno. Il tema centrale della storia è il perdono e quanto a volte sia più difficile perdonare noi stessi che gli altri. Non so se definirlo un atteggiamento femminile, di certo la donna è più introspettiva dell’uomo e forse maggiormente portata in certe situazioni a colpevolizzarsi, per vecchi retaggi, ma nel romanzo c’è una motivazione precisa e anche Brandon, in realtà, sta seguendo un percorso di redenzione, se pur in modo del tutto diverso. Addentrandosi nella storia i personaggi vengono svelati in tutte le loro sfaccettature, in qualcuna forse ci riconosceremo, in altre no, ma posso affermare che cambierete man mano idea, soprattutto su Alisya.

Dall’altra parte, lo hai appena citato, abbiamo Brandon, un ex giocatore di rugby che dopo un incidente ha dovuto lasciare lo sport tanto amato e questo lo ha portato a bere. Entrambi sono spezzati e restii a un sentimento, ma piano piano qualcosa sboccerà tra loro… l’Amore può sempre guarire ferite così profonde?

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La copertina

L’amore è uno stimolo, un sostegno, ma non la soluzione. Prima di tutto bisogna imparare ad amare sé stessi e solo dopo ci si può abbandonare al sentimento verso qualcun altro. Alisya e Brandon riusciranno a vivere davvero il loro amore solo quando si spoglieranno delle loro paure e ognuno di loro affronterà il proprio passato, lasciando finalmente guarire le antiche ferite per essere pronto a ricominciare con una nuova e più matura consapevolezza.

In chiusura, Manuela, quali sono i tuoi progetti futuri? Ci sono nuovi libri o progetti creativi a cui stai lavorando?

A dicembre uscirà il seguito de “La libreria delle storie rimaste”. Molte lettrici mi avevano espresso il desiderio di rituffarsi nel mondo di Emily e io stessa, forse per la prima volta, avevo avuto difficoltà nel chiudere la storia, lasciare Bibery e tutti i suoi personaggi. In primavera è previsto invece un romance regency. Lavorando come editor e ghostwriter lascio maggiore spazio alle storie che mi vengono affidate o richieste, ma ho già abbozzato due nuove trame da portare avanti, sperando prima o poi di trovare la formula magica per raddoppiare le ore a disposizione, chissà…

LISA BERNARDINI

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