l'abbraccio di serradifalco
Padre Randazzo, padre Galante e Padre Trupia

C’è l’abbraccio di Serradifalco nella cerimonia di saluto per l’arciprete Giovanni Galante e per il vice parroco Salvatore Randazzo. In piazza San Francesco. È presente anche don Diego Trupia, parroco all’Immacolata Concezione che andrà a servire pastoralmente Caltanissetta.

l'abbraccio di serradifalco
Due momenti topici della santa messa

Sono presenti diversi sindaci ed ex sindaci del paese. Intanto, l’attuale massimo inquilino del Municipio: Leonardo Burgio con la fascia tricolore. E poi: Bernardo Alaimo, Michele Territo e Cettina Blando. In prima fila anche il presidente della Banca Sicana, Giuseppe Di Forti e il maresciallo Tommaso Maria Vozza, comandante della stazione dei carabinieri di Serradifalco.

Ad animare liturgicamente vi sono il Piccolo Coro San Francesco della Chiesa Madre e una rappresentanza dei nuovi coristi di animazione liturgica. Anche per questa storica occasione c’è in prima linea la Croce rossa italiana. “Diamo il nostro saluto alla comunità”, introduce l’arciprete Galante.

Angelo Livrizzi legge la prima lettura, Calogero Ricotta il salmo responsoriale e Gianni Santulli la seconda lettura. Poi, dopo il Vangelo, padre Galante: “Gesù parla a tutti e non dimentica mai la singola persona”. Parla della fede come esperienza della misericordia di Dio, che il servizio del sacerdote è alimentare, trasmettere e conservare la fede. Anticipa che al termine della santa messa verrà distribuito un cartoncino-ricordo.

Ricorda che la fede dà senso e dà forza. Ma anche che “va coltivata giorno dopo giorno”. Ed esorta il popolo di Serradifalco a conservare la fede. Arriva – dopo la breve omelia – il momento della preghiera dei fedeli (leggono Enza Alì e Rosa Crucillà). Dopo i vari segmenti del rito eucaristico, si giunge alla fine. E parla la professoressa Raimonda Prizzi. Ripercorre le tappe principali del cammino pastorale della parrocchia, fatto ovviamente di tanti successi e qualche fallimento. Rimarca l’entusiasmo e l’ottimismo di padre Galante.

Tra le altre cose, elogia l’impegno “per guidarci, per essere testimoni credibili della nostra fede”. Ed esprime “tutta la nostra gratitudine per ciò che ha fatto”. Sottolinea l’impegno nell’evangelizzazione. Ma anche l’aver creato un volto dinamico e attivo, riferendosi alla parrocchia. “Lascia certamente un segno indelebile”, osserva emozionata.

l'abbraccio di serradifalco
Una parte dell’assemblea all’aperto

Enzo Falzone dona un “pensierino” a padre Galante, a nome del Consiglio pastorale parrocchiale. Poi parla Rita Brancato. A lei tocca di “raccontare” padre Salvatore Randazzo. E lo ringrazia, a nome di tutti per tutto quello che ha fatto nel tempo. “Ogni distacco – dice – è forte ed è fonte di incertezza. Hai imparato ad amare questa comunità”, un passaggio bello del suo discorso.

Evidenzia, inoltre: abbiamo fatto un tratto di vita insieme, lasci un segno incancellabile. Poi, fa scorrere delle immagini che narrano – in parte – i momenti vissuti durante questi dieci anni di servizio pastorale a Serradifalco. Riprende la parola e sottolinea alcuni progetti di grande importanza: l’oratorio Chiara Luce Badano, il Grest, i momenti di preghiera, i Ministranti, l’associazione “Don Pino Puglisi onlus”. Descrive due qualità di padre Salvatore: l’umiltà e la coerenza. “Bisogna essere cristiani coerenti”, conclude e Gianni Pera provvede a donare un “pensierino” (sempre a nome del Consiglio pastorale parrocchiale). Sono l’abbraccio di Serradifalco.

Padre Salvatore Randazzo ricorda, ad un certo punto, padre Filippo Bonasera. Spiega che, per lui, è stato importante seguirne l’esempio. Parla di famiglia, di giovani, di ammalati e della povertà, dei poveri… I primi dieci anni del suo sacerdozio sono stati meno forti rispetto agli ultimi dieci, vissuti a Serradifalco. In merito alla povertà, confessa, “ho sperimentato la Croce”. E poi: “Abbiamo vissuto tante realtà”. Da tre anni porta avanti i progetti legati al sostegno del bisogno. È un progetto di Dio, è opera di Dio: sono le sue parole chiave. “Il nostro lavoro è stato quello di dare dignità alla persona, sempre”, afferma. Ed elenca: ci siamo presi cura di 800 persone, abbiamo convenzioni con 85 ditte nazionali…

Padre Galante, legge una pagina tratta dagli Atti degli Apostoli. E infine: “Vi affido a Dio”, rivolgendosi alla comunità serradifalchese. “C’è più gioia nel dare che nel ricevere”, asserisce. Con gioia, esprime gratitudine per l’affetto ricevuto. “Serradifalco è casa mia”, confessa. E non è la prima volta che lo dice, pubblicamente.

Ricorda le cinque vittime del Covid-19 di Serradifalco e la figura esemplare di padre Bonasera. Poi dà una notizia: il deficit della parrocchia è di 36.000 euro. Debito azzerato, perché ha deciso di farsene carico lui. E dà un’altra notizia, in questa serata di commiato: il 24 o 27 agosto verrà pubblicato un libro, di 160 pagine, su San Leonardo Abate, patrono di Serradifalco. È, sostanzialmente, la sintesi della nostra identità. E ringrazia per il sostegno la Banca Sicana. Quella data è la ricorrenza del 250° anniversario dell’arcipretura di Serradifalco. Infine: “Pregate per me”.

C’è un mini concerto a cura dell’associazione musicale “Maestro Aldo Lalumia”, sotto la direzione del professor Pasquale Lalumia. Anche questo è l’abbraccio di Serradifalco. E prima ancora, un omaggio musicale al violino a cura del Maestro Luigi Sferrazza. Insomma, la musica che è linguaggio universale è protagonista in questa serata memorabile. Il sindaco Leonardo Burgio informa: in occasione della Festa del Santo Patrono, speriamo di riavere in paese i tre sacerdoti per omaggiarli adeguatamente. Sottolinea l’importanza dell’associazione “Don Pino Puglisi onlus”, dei 35 anni di servizio di padre Galante e ricorda padre Filippo Bonasera. Tutti in piedi, per un applauso alla sua memoria. L’abbraccio di Serradifalco è per tutti i sacerdoti.

Frattanto, ricordiamo che anche padre Diego Trupia – sabato pomeriggio – ha celebrato la santa messa di commiato dinanzi ai suoi parrocchiani. Tra i presenti, opportunamente, il sindaco Burgio. Ha ringraziato tutti per questo lungo cammino serradifalchese che ha arricchito la sua vita. Con sobrietà e vibrante emozione, è stato applaudito al termine della sua omelia. Subentrerà padre Calogero Mantione, nato il 21 agosto 1967, di Montedoro, già parroco a Mussomeli.

Alla Chiesa Madre arriva invece don Biagio Bancheri, arciprete a San Cataldo dal 5 settembre 2007, nato il 28 dicembre 1964 e ordinato sacerdote il 29 giugno 2007. Al posto del vice parroco Salvatore Randazzo, il vicario parrocchiale Vincenzo Sciacchitano.

l'abbraccio di serradifalco
I tre sacerdoti durante il rito eucaristico

Padre Salvatore Randazzo, 46 anni, di Mussomeli (è nato in Germania), è sacerdote da 20 anni, tra qualche giorno. Venne ordinato infatti prete dal vescovo Alfredo Maria Garsia il primo luglio 2001. Ha dedicato il suo servizio pastorale, nei primi due anni, a Campofranco. Poi, altri due anni (2003-2005) a Caltanissetta nella parrocchia San Biagio. Successivamente, dal 2005 al 2011 è stato a Milena. Infine, dall’agosto 2011 (sono quasi dieci anni) è stato vice parroco alla Chiesa Madre di Serradifalco.

Trentacinque anni a Serradifalco, da arciprete. Dall’agosto 1986. A padre Giovanni Galante per i suoi cinquant’anni di sacerdozio, nel 2015, è stata conferita la cittadinanza emerita dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Leonardo Burgio. In oltre mezzo secolo di sacerdozio, ha servito pastoralmente le comunità di San Cataldo, Mussomeli e Serradifalco (“il mio paese”, ha sempre dichiarato, lui nativo di Montedoro). È stato, tra le altre cose, il promotore del Movimento giovanile parrocchiale e del Giomeeting.

Tra le sue tappe più significative, da ricordare il sinodo parrocchiale. Vennero elaborati cinque documenti, raccolti poi in un volume, pubblicato in occasione del 150° anniversario della consacrazione della Chiesa Madre dedicata a San Leonardo Abate. È stato dapprima vicario parrocchiale presso la parrocchia Santo Stefano, a San Cataldo, poi nel parrocato della Madonna del Carmelo e nell’arcipretura della Chiesa Madre a Mussomeli, infine a Serradifalco dove ha operato per quasi trentacinque anni (mancano pochi mesi). A fine agosto (il 27), verranno spente 79 candeline.

Insomma, l’abbraccio di Serradifalco è forte e sentito. Simbolo di affetto e gratitudine. Domani pubblichiamo il reportage filmico con le diverse interviste ai protagonisti di questa storica serata.

MICHELE BRUCCHERI

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