di PASQUALE PETIX – LA PREFAZIONE. Il sociologo: “I prossimi anni – quelli della maturità – dimostreranno ancora una volta la dedizione per il racconto delle notizie”

Pasquale Petix

Che cosa vuol dire per un giornale compiere diciott’anni? Di certo non ha il significato che può avere per una persona, perché non acquista le responsabilità giuridiche da sempre agognate dal minorenne: da ora in poi posso fare da solo, posso votare, posso guidare, posso firmare, la mia libertà si è allargata.

Immagino che molti ragazzi e ragazze nati nel 2002 aspettano con trepidazione il giorno del diciottesimo compleanno e preparano la festa per la felicità di essere vivi, di essere giovani, di essere finalmente pienamente responsabili dinanzi alla legge. Forse per molti la vita non è stata facile in questi 18 anni. Tanti avranno già attraversato difficili prove per motivi di salute o cause economiche o per avere vissuto relazioni tumultuose con i genitori, con gli insegnanti, con i coetanei. Tuttavia la gioia offerta dalla giovinezza rimane un privilegio incomparabile. Ecco perché la festa per i 18 anni è prima di tutto occasione di gratitudine.

Diventare adulto, cominciare ad esercitare le responsabilità è ragione di festa per l’orgoglio di poter essere utili, di contribuire al bene degli altri, di concorrere all’impresa – dovere che tutti abbiamo – di lasciare il mondo un poco più vivibile e più umano rispetto a come lo abbiamo trovato.

Si può dire che per qualcuno festeggiare i 18 anni è come restare bambini. Nonostante le sembianze dell’adulto, in realtà si è rimasti nella condizione di chi dev’essere accudito, accontentato per ogni capriccio e vivere nella comoda situazione di chi si aspetta tutto dagli altri. In questo caso la festa di compleanno rappresenta uno dei tanti divertimenti perché l’unico obiettivo è di stordirsi, distrarsi, sballare. Ma, per tornare al tema, i 18 anni di un giornale come La Voce del Nisseno non possono essere assimilati tout court alla maggiore età di una persona. Un giornale acquista la piena responsabilità giuridica e deve dimostrare la sua forza etica sin dal primo giorno di stampa. Nel fornire informazioni, il giornale deve aiutare a conoscere meglio la realtà, deve aiutare le persone a riconoscersi come comunità, a mettersi in relazione con il mondo, a situarsi nel proprio tempo con una chiara identità.

La diffusione della conoscenza un tempo era affidata in buona parte alla trasmissione orale e scritta, oggi avviene sempre di più attraverso la comunicazione tecnologica. Questo non significa che il rapporto personale, la testimonianza diretta ovvero la comunicazione tradizionale sia sparita. Tuttavia, nell’epoca dei social non siamo più sicuri se la valenza della comunicazione sia quella di creare rapporti, trasmettere conoscenze e valori o piuttosto rendere la realtà ancora più indecifrabile per via delle fake news o per il potere crescente dei prezzolati influencer.

Oggi, sempre di più, le idee che ci formiamo sul mondo e sulla vita, dipendono dal “pensiero unico” diffuso dai sofisticati mezzi di comunicazione dei potentati economici. Per questo c’è la necessità che ci siano anche strumenti di comunicazione locali, “tradizionali”, che sappiano crescere e sviluppare un pensiero schietto, umile e possibilmente critico. I giornali come La Voce del Nisseno hanno un’identità chiara, libera, veritiera. Un’identità forte perché capace di non scivolare nel mero provincialismo o di affondare nelle acque dell’autoreferenzialità.

D’altro canto tutto questo è provato dalla sua storia lunga 18 anni. Se vive ancora è perché svolge una funzione sociale accettata dagli operatori economici, dalla politica locale, dalle associazioni culturali e da chi la legge con piacere e curiosità. Naturalmente tutto questo nasce dall’abnegazione, dall’estro, dalla professionalità di Michele Bruccheri, fondatore e direttore del giornale. Allora, auguri vivissimi a La Voce del Nisseno. Siamo sicuri che i prossimi anni – quelli della piena maturità – dimostreranno, ancora una volta, la dedizione per il racconto delle notizie, piccole o grandi che siano. Sinceri auguri.                                    

PASQUALE PETIX

 

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