Angela Nobile

di MICHELE BRUCCHERI – MUSICA. In rotazione radiofonica da due giorni, è stato realizzato anche un videoclip.  Il brano “è il risultato dell’esaurimento mentale a cui siamo sottoposti in questo periodo”    

 Due giorni fa – in digitale e in radio – è uscito “Drive In”. È il titolo del nuovo singolo della cantautrice siciliana Angela Nobile. Un brano scritto dalla stessa artista con un briciolo di ironia. Forse per alleggerire il cuore di chi ascolta e cercare, dunque, di accorciare in qualche modo le distanze. In contemporanea c’è anche l’uscita del videoclip.

La direzione artistica è di Barbara Catera (la produzione è di Iacopo Pinna). Angela Nobile racconta in questi termini il brano (registrazione e edit della voce di Vincenzo Cavalli): “Questo pezzo è il risultato dell’esaurimento mentale a cui siamo sottoposti in questo lungo periodo. Il primo lockdown è stato per molti, e anche per me, un motivo di analisi, studio e riflessione, il secondo ha iniziato però ad essere una vera abitudine”.

“L’incertezza del domani, di un futuro sentimentale per chi è single o di un futuro lavorativo per chi deve mantenere una famiglia o per chi più semplicemente, aveva dei sogni nel cassetto da realizzare. Passa la voglia di prendersi cura di sé, di vestirsi bene, sorridere senza motivo ad un passante. Troppo peso sulle spalle e per quanto sicuramente tragico e forse indimenticabile per molti, ho provato a parlarne guardando la cosa da un punto di vista differente”.

“Una semplicità che non è superficialità, che non vuole sottovalutare niente ma vorrebbe solo che ci si potesse svegliare come dopo un brutto sogno – prosegue l’artista siciliana -. La vita ormai, quella fatta anche di leggerezza che è una componente fondamentale, mi sembra come un bel paio di scarpe in vetrina. Guardare ma non toccare. Sono una persona molto fisica e affettuosa, almeno dicono. La privazione del contatto, degli abbracci, lo sento come un grande sacrificio.”

La cantautrice siciliana conclude: “Ricordo quando salutando un amico, un familiare, con grande affetto, mi lasciava il suo profumo sulla sciarpa, sulla camicia e lo portavo in giro con me per tutto il giorno. Ecco, mi manca tremendamente tutto questo. Mi manca vedere e non solo immaginare un sorriso. Per quanto sia magico concentrarsi sull’immensità di uno sguardo, non sempre basta a primo impatto. Mi mancano le persone. Passerà e lo sappiamo e non volevamo essere banali e didascalici in quello che abbiamo voluto realizzare né per il brano né per il videoclip ma se l’Italia è in ginocchio, se il lavoro su cui si fonda la nostra democrazia non c’è e se non possiamo consolarci nemmeno abbracciando un amico, allora volevamo almeno provare ad alleggerire il cuore di chi ascolta. Volevamo e vogliamo solo accorciare la distanza”.

MICHELE BRUCCHERI