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Simona Modeo (al centro nella foto) con alcuni relatori

SiciliAntica è un’Associazione culturale di volontariato, dal carattere regionale, che da venticinque anni (1996-2021) opera nel territorio siciliano con numerose sedi dislocate in tutta l’Isola per promuovere la ricerca, lo studio, la conoscenza, la tutela, la valorizzazione e la fruizione dei beni culturali, collaborando con le Istituzioni preposte.

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Il giornalista Michele Bruccheri e la professoressa Simona Modeo

Sono entrata a far parte di questa benemerita Associazione nel lontano 2003 quando ho costituito la sede locale di Caltanissetta che si è imposta fin da subito come una realtà in grado di esprimere una grande vivacità culturale e dove opera ormai da ben diciotto anni (dopo di me la sede locale è stata presieduta da Marina Congiu e, dal 2019, da Stefania D’Angelo) pur tra grandi difficoltà economiche e con un debole supporto da parte degli enti locali. Diciotto anni di impegno e di attività di volontariato a sostegno dei Beni culturali del territorio della Provincia e con l’intento di promuovere e sensibilizzare l’opinione pubblica sul vasto patrimonio che essa vanta.

In questi diciotto anni di “militanza” in SiciliAntica ho avuto anche l’onore e l’onere di ricoprire per nove intensi anni la carica di Presidente Regionale e poi, dal 10 luglio di quest’anno, quella di Vicepresidente, partecipando a numerose iniziative ed eventi e occupandomi peraltro, spesso in prima persona, dell’organizzazione di molti di essi.

In particolare, ricordo con maggiore soddisfazione i convegni di studio della sede nissena che, a partire dal 2004, hanno fatto registrare ogni anno la presenza nella nostra città di numerosi studiosi di chiara fama per dibattere temi riguardanti l’archeologia e la storia della Sicilia antica, la fondazione della collana di studi di storia e archeologia della Sicilia antica, Mesogheia, in collaborazione con la Lussografica, le molteplici conferenze sul patrimonio culturale siciliano, i seminari di Paleopatologia con due grandi studiosi del settore, Francesco Maria Galassi ed Elena Varotto, il convegno organizzato a Siracusa nel 2016 per celebrare i vent’anni di attività dell’Associazione, l’incontro/dibattito del 22 febbraio 2020, “Umbilicus Siciliae: Cerere tradita e abbandonata. Prospettive per il futuro del patrimonio archeologico della Sicilia centrale”, in cui è stato presentato un video-denuncia sullo status di abbandono e di degrado delle aree archeologiche della Sicilia centrale, realizzato insieme ad altre Associazioni operanti nel territorio, afferenti al gruppo SOS Sicilia centrale, che, sempre nel 2020, hanno presentato un esposto in Procura al riguardo.

Infine, tra le iniziative più recenti, voglio ricordare il XVII convegno di studi sulla Sicilia antica, “Nelle terre dei Sicani. Passato, presente e futuro dei siti archeologici della Sicilia centrale: problematiche e proposte”, che si è tenuto lo scorso 9 ottobre presso il Museo Archeologico di Caltanissetta, il cui principale obiettivo è stato quello di tenere ancora accesi i riflettori sul problema della tutela e della valorizzazione del nostro patrimonio archeologico, la presentazione del volume Ladri di Antichità, curato da me e dall’archeologa ennese Serena Raffiotta, sul traffico illecito dei reperti archeologici e delle opere d’arte in Sicilia e il progetto dal titolo “A scuola di Archeologia: conosciamo e tuteliamo il patrimonio culturale di Caltanissetta” che vede il coinvolgimento dei docenti e degli studenti delle classi quarte e quinte della scuola primaria e delle classi prime della scuola secondaria di I grado dell’Istituto Comprensivo “Antonino Caponnetto, in collaborazione con il Parco Archeologico di Gela, con il Comitato di Quartiere di Gibil Habib e con il Nucleo Tutela Patrimonio culturale dei Carabinieri di Palermo.

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La professoressa Modeo con alcuni soci dell’associazione

La finalità di questo progetto è sia quella di trasmettere agli studenti la conoscenza della storia, del territorio e dei metodi della ricerca archeologica sia di far acquisire loro una nuova coscienza del bene culturale, intesa non solo come consapevolezza del valore e della tutela del bene archeologico in sé, ma anche del territorio e delle realtà antiche, scoprendo insieme come il passato e i suoi monumentali resti siano ancora parte integrante del nostro presente e facendo crescere la consapevolezza che i beni culturali costituiscono una testimonianza importante del nostro passato e una risorsa per il futuro.

SiciliAntica dunque con le sue iniziative si rivolge anche e soprattutto alle nuove generazioni, con l’auspicio che sappiano prendersi cura del nostro patrimonio culturale meglio di quanto abbiamo fatto noi finora.

Ma il racconto non finisce qui… stay tuned!

SIMONA MODEO

(Vicepresidente regionale di SiciliAntica, archeologa e docente)

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