di MICHELE BRUCCHERI – POLITICA. Presidente del Consiglio comunale di Serradifalco, aggiunge: “Ci vuole una proposta per venire fuori dalle condizioni di inadeguatezza infrastrutturale”

“Dalla riclassificazione sismica della Regione siciliana passa il futuro di tanti territori purtroppo finora emarginati dal progresso e vittime di una grave ingiustizia territoriale”. A pronunciare queste parole, chiare ed inequivocabili, è Daniele Territo, giovane presidente del Consiglio comunale di Serradifalco, nonché segretario cittadino del Partito democratico.

foto primo piano Daniele Territo
Daniele Territo

“La classificazione sismica vigente, approvata con deliberazione della Giunta regionale nell’ormai  lontano 2003 appare ormai vetusta e oggi più che mai se ne avverte urgente l’aggiornamento della stessa che considera in zona sismica 4 (lieve rischio) diversi comuni della Provincia di Caltanissetta e che in caso di aggiornamento, adeguando la classificazione alle recenti normative nazionali,  passerebbero in zona sismica 3 ed usufruirebbero dei numerosi vantaggi economici previsti dal Sisma Bonus che garantirebbero ai cittadini di mettere in sicurezza gli edifici con inevitabili ricadute positive nel settore edilizio e nel decoro urbano”, dichiara ancora l’esponente politico.

“Per queste ragioni, immediatamente dopo la nota dell’Ordine degli Ingegneri di Caltanissetta, grazie alla professionalità del collega Totino Saia, Presidente del Consiglio Comunale di Bompensiere, abbiamo preparato una proposta di delibera, approvata da pochi giorni dai Consigli Comunali di Caltanissetta e Bompensiere e già presentata a Serradifalco ed in altri Comuni della Provincia, consistente in un appello alla Giunta regionale per la riclassificazione sismica de territorio”, prosegue.

“Apprendo dunque con piacere l’interesse manifestato dai deputati Arancio e Pignatone che ringrazio – conclude Daniele Territo – e colgo l’occasione per chiedere un impegno anche alle forze di maggioranza del territorio, in particolare all’On. Michele Mancuso, su una proposta di buon senso che incentiverebbe questi paesi a venir fuori dalle condizioni di inadeguatezza infrastrutturale in cui spesso si trovano”.

MICHELE BRUCCHERI

 

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