liste di attesa
Giuseppe Pastorello

“Quello che il paziente deve sapere sulle liste di attesa. Come è ben noto, da tempo il problema delle liste di attesa assilla i pazienti, che spesso non trovano risposta alle legittime richieste di essere sottoposti a visite specialistiche, esami diagnostici o interventi chirurgici necessari per le loro condizioni di salute. Esistono delle normative che regolano questo specifico aspetto della gestione della sanità pubblica?”

Una lunga nota stampa a firma dell’APS (acronimo di Associazione di Promozione Sociale) “Noi per la salute – Tina Anselmi” è stata inviata alla nostra redazione. E noi la pubblichiamo integralmente, perché utile e interessante, a nostro avviso. È a firma del Consiglio direttivo, così composto: Giuseppe Pastorello (presidente), Michele Rizzo (vice presidente), Ileana Raitano (segretaria), Ermanno Pasqualino (tesoriere), Gian Bruno Lo Porto (consigliere); il Consiglio degli Esperti è formato da Bernardo Alaimo, Piero Cavaleri, Giuseppe Pilato e Salvatore Vizzini.

“L’A.P.S. ‘Noi per la salute – Tina Anselmi’ – prosegue il documento – intende offrire il proprio contributo per informare i pazienti su questo specifico argomento. Riassumiamo pertanto quello che prevede la normativa più importante che tutte le Asp e le Aziende Ospedaliere sono tenute a rispettare. La normativa cui facciamo riferimento è il Piano Nazionale del Governo sulle Liste di Attesa. Ecco cosa prevede: – obbligo di indicare chiaramente su tutte le prescrizioni il quesito diagnostico, se trattasi di prestazioni in primo accesso o se trattasi di accesso successivo e, per le prestazioni in primo accesso la classe di priorità; – nel caso di visita o prenotazione di approfondimento erogati da specialista diverso dal primo osservatore e nel caso di paziente cronico, si considera primo accesso la visita o l’esame strumentali necessari in seguito ad un peggioramento del quadro clinico o prestazione successiva al primo accesso (visita o prestazioni di approfondimento, per pazienti presi in carico dal primo specialista, controlli e follow-up)”.

Ed ancora: “Le prestazioni successive al primo accesso devono essere prescritte dal professionista che ha preso in carico il paziente, senza che questi sia rimandato al Medico di Famiglia o al Pediatra di libera scelta per la prescrizione; – l’Asp, per le attività legate alla presa in carico ed ai controlli e follow-up, deve istituire apposite Agende dedicate alle prestazioni intese come visite/esami successivi al primo accesso e programmati dallo specialista, che ha già preso in carico il paziente, Agende che saranno integrate nel sistema Cup; – prevedere la separazione tra primi accessi e accessi successivi sia nella fase di prenotazione sia in quella di erogazione della prestazione”.

Ed inoltre: “Il PNGLA prevede la gestione trasparente e la totale visibilità delle Agende di prenotazione delle strutture pubbliche e private accreditate, nonché quelle dell’attività istituzionale e della libera professione intramuraria, da parte dei sistemi informativi aziendali e regionali; – la gestione delle Agende deve assicurare il rispetto del tempo massimo di attesa per ciascuna classe di priorità; – prevede la possibilità di acquisto delle prestazioni aggiuntive erogate in regime libero professionale, concordate con i professionisti e sostenute economicamente dall’Azienda, riservando al cittadino solo la eventuale partecipazione al costo (Ticket); – promuove il modello dei Raggruppamenti di Attesa Omogenei (RAO), per le prestazioni specialistiche ambulatoriali; – prevede l’erogazione delle attività diagnostiche in fasce orarie ulteriori e diverse da quelle già programmate”.

liste di attesa
Giuseppe Pastorello

Il documento continua: “Considera fondamentale che la programmazione dell’offerta sia basata su una accurata definizione del fabbisogno di prestazioni specialistiche ambulatoriali, che tenga conto anche della mobilità passiva interregionale; – prevede l’attivazione di modalità alternative di accesso alle prestazioni, nel caso in cui al cittadino non possa essere assicurata la prestazione entro i limiti previsti dalla Regione (Percorsi di Tutela ); – prevede la possibilità per le Asp e le Aziende Ospedaliere di assicurare ordinariamente le prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale per l’utenza esterna, attraverso l’apertura delle strutture anche nelle ore serali e durante il fine settimana, sia nell’ambito dell’attività istituzionale che attraverso le prestazioni aggiuntive di cui all’art.5 comma 2 lettera d del CCNL dell’area della dirigenza medica (8/6/2020); – la classe P si riferisce alle prestazioni di primo accesso (prestazioni per accertamenti/verifiche cliniche programmabili che non influenzano lo stato clinico/prognosi del paziente)”.

Devono essere garantite al massimo entro 120 giorni. Il Cup deve gestire in maniera centralizzata tutte le Agende delle Strutture Pubbliche e Private Accreditate, “il PNGLA prevede la totale visibilità da parte dei sistemi informativi aziendali e regionali delle Agende di Prenotazione, sia per il primo accesso che per gli accessi successivi, includendo sia l’attività erogata a carico del Sistema Sanitario Regionale sia in regime di Attività Libero Professionale Intramuraria; – prevede il governo dell’offerta attraverso la definizione del fabbisogno di prestazioni specialistiche e la separazione dei canali per le diverse tipologie di accesso delle stesse, cioè ‘primo accesso’ e ‘accesso successivo’ (controllo, follow-up); – il piano delle prestazioni erogabili deve contenere la definizione dell’elenco e dei volumi di prestazioni ambulatoriali, specifici per branca e diagnostica strumentale, programmati in risposta ai fabbisogni previsti, sia nel pubblico che nel privato accreditato, al fine di quantificare le prestazioni necessarie in termini di prime visite, primi esami e controlli”.

Leggiamo insieme, ancora, questo importante e articolato documento: “L’utente che non si presenti ovvero non preannunci l’impossibilità di fruire della prestazione prenotata, è tenuto, ove non esente, al pagamento della quota di partecipazione al costo della prestazione; – l’acquisto di prestazioni specialistiche aggiuntive è una integrazione dell’attività istituzionale e va effettuata prioritariamente per le prestazioni che risultino critiche ai fini dei tempi di attesa. Nell’espletamento dell’attività istituzionale aggiuntiva dovrà essere utilizzato il ricettario SSN per la richiesta di ulteriori accertamenti; – in caso di superamento del rapporto tra l’attività in libera professione e in istituzionale sulle prestazioni erogate, e/o di sforamento dei tempi di attesa massima già individuati dalla Regione, si attua il blocco dell’attività libero professionale, fatta salva l’eccezione delle prestazioni già prenotate”.

Proseguiamo la lettura: “La gestione dell’informazione e della comunicazione sulle liste di attesa, sui diritti e i doveri in coerenza con quanto previsto dal PNGLA, prevede la partecipazione di utenti e di associazioni di tutela e di volontariato, per favorire una adeguata conoscenza; – prevede la vigilanza sul rispetto del divieto di sospensione dell’attività di prenotazione e le relative sanzioni amministrative come da art.1, comma 282 e 284 della legge N°266/2005; – il superamento delle criticità legate ai lunghi tempi di attesa, costituiscono prioritario elemento di valutazione dei Direttori Generali; – il monitoraggio dei programmi Attuativi Aziendali prevede il coinvolgimento e la partecipazione di organizzazioni di tutela del diritto alla salute e pertanto, il periodico ricevimento da parte dell’Azienda delle Associazioni e dei Comitati dei diritti”.

Ed infine: “Ciascun paziente può richiedere di prendere visione della sua posizione nelle liste di attesa per il ricovero facendone opportuna richiesta alla Direzione Sanitaria o alla Direzione Medica Ospedaliera; – prevede l’adozione di modelli organizzativi atti a garantire l’incremento dell’efficienza di utilizzo dei posti letto ospedalieri, nonché prevedere l’incremento delle sedute operatorie, programmando le stesse anche nel pomeriggio; – le Aziende assicurano adeguate modalità di rilevazione dell’impegno orario che ciascun professionista dedica all’attività istituzionale, nonché all’attività libero professionale; – qualora il paziente rinuncia alla prima disponibilità offerta dal Cup, l’Asp non è tenuta a garantire i tempi massimi di attesa previsti dalla classe di priorità; – il Piano Attuativo Aziendale individua gli ambiti territoriali e le modalità organizzative secondo le quali le strutture pubbliche e private accreditate erogano le prestazioni in base alle Classi di Priorità e nel rispetto dei tempi massimi di attesa al 90% dei pazienti”.

MICHELE BRUCCHERI

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Michele Bruccheri
MICHELE BRUCCHERI, 57 anni, sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, venti anni di giornale e ben venticinque anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali.