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L'ingresso della scuola "Luigi Russo"

Grave disagio per dodici alunni della classe 3 B del Linguistico dell’Istituto “Luigi Russo” di Caltanissetta, di cui è dirigente scolastica la professoressa Maria Rita Basta. Non ci sarebbero fondi per il docente di Francese e, dunque, gli studenti, assieme alle loro famiglie, sono costretti a scegliere tra diverse opzioni che inevitabilmente però comporterà disagi, appunto, e rinunce.

La Voce del Nisseno ha avuto modo di parlare con diverse famiglie ed è in possesso della lettera che i genitori hanno inviato al Provveditorato di Caltanissetta. Ma prima di dipanare la matassa della questione, apprendiamo da fonti qualificate che lunedì mattina verso le ore 11 i genitori di questi studenti si recheranno presso la sede del Provveditorato degli Studi del capoluogo nisseno per capire se si può trovare una migliore soluzione per i propri figli. Questo problema non consente una reale serenità ai protagonisti della vicenda.

Ricostruiamo i fatti. In data 26 agosto di quest’anno, viene inviata una lettera al Provveditorato agli Studi, ad altri soggetti istituzionali e per conoscenza anche alla dirigente scolastica. Gerardo Firrera, padre di uno dei dodici alunni coinvolti, a nome della dozzina di studenti e relative famiglie, scrive: “Le famiglie di 12 alunni (su 26 in totale) delle classe 3B Linguistico dell’IISS Luigi Russo di Caltanissetta vivono un disagio che mai si sarebbero aspettati di affrontare: dopo 2 anni di studio della lingua francese, dall’a.s. 2021-2022 per questi 12 alunni non sarà più possibile proseguire lo studio della lingua francese e, di conseguenza, conseguire la certificazione linguistica Esabac”.

“Gli alunni hanno studiato per 2 anni le seguenti lingue straniere: inglese, francese e tedesco. La scuola aveva fatto richiesta all’USR per la Sicilia – Uff. VI – Caltanissetta/Enna di inserire nel sistema informatico scolastico n. 4 ore AA24, Lingua e Cultura Francese e n. 1 di ore di Conversazione in Francese nel mese di marzo 2021 – si legge ancora nel documento -. L’Ufficio Scolastico Provinciale risponde (da quanto ci è stato comunicato) ad agosto 2021 (5 mesi per una risposta) che non dispone dei fondi necessari per attivare l’insegnamento del Francese per i prossimi anni”.

Secondo la lettera, la dirigente scolastica dell’Istituto “Luigi Russo” informa immediatamente “dopo la comunicazione estiva dell’USR – le famiglie degli studenti coinvolti che dovranno scegliere tra varie opzioni: ‘migrare’ nella classe 3 A del medesimo Istituto (già numerosa per numero di alunni) per continuare lo studio del Francese accanto all’Inglese ed allo Spagnolo (lingua mai studiata fino ad ora) e rinunciare allo studio del Tedesco; rimanere nell’attuale classe, rinunciare (per mancanza di fondi dell’USR/Ministero) allo studio del Francese ed iniziare lo studio di una nuova lingua, lo Spagnolo (che gli altri compagni di classe hanno già studiato nei 2 anni precedenti); traferirsi ad altro Istituto scolastico cittadino ove proseguire lo studio del Francese, andando ad ingrossare il numero di alunni di altre classi”.

Nel documento, nero su bianco, sta scritto ancora: “Le opzioni sopraccitate implicano una scelta sofferta sia da parte dei ragazzi che delle famiglie: se si sceglie il trasferimento in massa ad altra classe, i ragazzi saranno ‘ammucchiati’ in numero eccessivo in un’aula inappropriata (considerato il periodo di pandemia) ad accogliere tali alunni e dovranno studiare, a partire dalle prime regole grammaticali, una nuova lingua: lo Spagnolo, rinunciando al Tedesco (già studiato nei 2 anni scolastici precedenti); se si rimane nell’attuale classe (3B), i ragazzi dovranno sempre studiare una nuova lingua, lo Spagnolo, rinunciando al Francese (per un’incomprensibile mancanza di fondi); se si opta per il trasferimento in altro istituto scolastico della città, i ragazzi dovranno essere inseriti in classi già formate, con altri compagni, con altri docenti che non ne conoscono il cammino didattico e con disagi da parte delle famiglie”.

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Aula scolastica

Un vero e proprio rompicapo, dunque. Per tutti. Prosegue la nota: “Le conseguenze di tale soppressione della lingua francese sono molteplici per i nostri ragazzi, i quali: non potranno conseguire la certificazione EsaBac, per la quale avevano scelto tale indirizzo di studi; dovranno studiare, prima dell’inizio delle lezioni, le regole grammaticali dello Spagnolo per affrontare l’esame di ammissione all’insegnamento della lingua per i prossimi anni; non potranno stare al passo degli altri compagni di classe che hanno già affrontato lo studio della lingua spagnolo nei precedenti anni scolastici; avranno una valutazione in Spagnolo che sarà minata dalle lacune che, inesorabilmente, si evidenzieranno; dovranno studiare privatamente Spagnolo per recuperare le conoscenze già acquisite dal resto della classe, con aggravio sul bilancio familiare”.

“Tutto ciò si abbatte come una tegola sulle teste di alunni e rispettive famiglie – scrivono le dodici famiglie coinvolte -. Tale gravissimo disagio, che implica un’inspiegabile menomazione del Diritto allo Studio dei nostri ragazzi, ricade sul loro percorso di studi, sul loro cammino professionale, sulla loro salute – che in questo periodo di pandemia è già precaria”.

“I ragazzi hanno vissuto mesi disagiati a causa del periodo storico che viviamo e della Dad; hanno affrontato sacrifici che nessun’altra generazione ha mai affrontato: dal lockdown ad una socialità compromessa dall’isolamento forzato; dalla mancanza di abbracci al trasferimento dell’aula scolastica in un piccolo schermo di pc”, si legge ancora.

“Nonostante la pioggia di soldi destinati proprio ai giovani, ai progetti del Piano Estate (specifico per gli alunni), al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, siamo costretti a subire l’ennesima difficoltà legata alla mancanza di fondi per l’insegnamento della lingua francese – un altro passaggio della nota -. Le famiglie degli alunni coinvolti e colpiti da tale situazione auspicano che l’USR Caltanissetta/Enna si impegni intensamente per il reperimento dei fondi necessari ad attivare l’insegnamento del Francese nella suddetta classe (3B) dell’IISS L. Russo di Caltanissetta in modo da mantenere inalterato il Diritto allo Studio degli alunni; si ritiene, altresì, profondamente lesivo per i ragazzi e per le famiglie che la sospensione dell’insegnamento della lingua francese sia stata comunicata con notevole ritardo e a ridosso dell’inizio del nuovo anno scolastico”.

Dulcis in fundo: “Si invita, inoltre, il Miur ad affrontare la situazione e ad erogare i fondi necessari per mantenere l’insegnamento della lingua francese nella classe sopraccitata. In attesa di Vs cordiale e sollecito riscontro, le famiglie degli alunni della 3B porgono, mediante il sottoscritto Firrera Gerardo (padre di uno degli alunni coinvolti), cordiali saluti”.

Speriamo che questa situazione possa essere risolta rapidamente. Il nostro giornale è pronto a sentire tutte le altre “campane” coinvolte. L’auspicio è che nessuno venga danneggiato, a partire dai giovani studenti dell’Istituto “Luigi Russo” di Caltanissetta.

MICHELE BRUCCHERI

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