Nella vita ci sono tre certezze: le tasse, la morte e il silenzio di… (ormai è morto). Dunque, la terza certezza è, a Serradifalco, la mancata consegna – da parte di Poste Italiane di Caltanissetta – della posta raccomandata. Non si suona più il campanello dell’abitazione (siamo ben lontani dal film “Il postino suona sempre due volte” o “Il postino” di Massimo Troisi), si deposita soltanto l’avviso di giacenza nella cassetta.
Ieri, come si sa, abbiamo pubblicato la notizia dell’ennesimo disservizio postale. Una signora ci ha raccontato la sua amara esperienza. Abbiamo ricevuto numerose mail, messaggi, prese di posizione.
Andiamo con ordine. Il paese è giustamente in subbuglio, arrabbiato. Il malessere serpeggiava. Per un bel po’ di tempo ha subito, in silenzio. Ma da ieri, qualcosa si muove. Finalmente. La notizia più importante, a nostro avviso, è non solo la reazione dei cittadini, ma soprattutto la risposta delle istituzioni.
Tutti sottoscrivono la vibrante e civile protesta della nostra lettrice che ha segnalato la grave inadempienza da parte del portalettere (non è un singolo) di Serradifalco. Sono al vaglio, per eventuali azioni legali, le immagini di video-sorveglianza della zona. La persona addetta al recapito delle raccomandate non suona mai il campanello. Deposita frettoloso, nella cassetta, solo l’avviso di giacenza.
Ecco alcuni messaggi ricevuti dal nostro giornale. “La signora ha messo in evidenza una triste realtà” (Giuseppe). “L’ho segnalato diverse volte allo sportello dell’ufficio postale di Serradifalco. La risposta era sempre la stessa: va segnalato alla sede centrale di Caltanissetta” (Andrea). “Questi postini non vanno bene. È capitato anche a me” (Maria Rosa).
“Nulla di nuovo. Questa situazione va avanti da diverso tempo, ne so qualcosa” (Enza). “Ho avuto la stessa esperienza con la persona che consegna la posta nel mio paese. Ma ho segnalato subito con un reclamo” (Maria Pia, una lettrice dell’hinterland).
Un altro lettore, Giuseppe, ringrazia il giornale per la denuncia pubblica e testimonia: “È stato denunciato qualcosa che tutti avremmo voluto fare, perché a tutti noi è capitato l’increscioso episodio della signora”.
“Mio figlio – aggiunge – ha perso 115 euro, un pacco che risulta consegnato, ma non certamente a mio figlio. Spero che seguano i fatti da parte di Poste Italiane con un bel licenziamento per questo tizio che neanche merita questo lavoro” (abbiamo omesso le espressioni colorite, ndr).

Ci sono altri messaggi che sintetizziamo: “Confermo, succede anche a me. Pur trovandomi a casa non suonano per farmi firmare le raccomandate, di cui trovo l’avviso nella cassetta portalettere. Ho anche segnalato più volte nel sito postale, ma senza avere nessun riscontro” (Ilenia). Ed ancora: “Altra anomalia e cattiva abitudine è trovare posta nella mia cassetta, di altre persone. Non parlo di caso sporadico, ma giornaliero. Succede da diversi anni”. Sono diversi i lettori che segnalano questi fatti.
“Confermo anch’io – scrive Rita –. Sarà facile individuare il responsabile perché succede al centro storico”. “Anche a Santa Caterina – a scrivere è la lettrice Raimonda – succede la stessa cosa, col disagio poi di doversi recare all’ufficio postale e perdere tempo”.
“Ogni volta che arriva una raccomandata – racconta al nostro giornale un altro Giuseppe – mai che suonano. Lasciano sempre l’avviso. Per ritrarla poi bisogna prendere un giorno di ferie per andare alla posta. Per non dire l’ansia che si accumula perché non sai mai di cosa si tratta. Basterebbe un po’ di più attenzione e professionalità per evitare l’inconveniente”.
“Ormai la consegna delle raccomandate – dichiara Michela – è diventata uno sport olimpico: il lancio dell’avviso nella giacenza. L’altro giorno stavo uscendo di casa e incontro il postino sul portone. Mi chiede di lasciargli aperto ‘così mette un avviso nella cassetta’. Controllo ed era l’avviso di raccomandata diretta proprio a me”.
“Al che – aggiunge – gli chiedo: ‘Scusa, ma hai provato a citofonare?’. Ragazzi, è scappata a gambe levate senza dire una parola! Ormai non ci provano nemmeno più a suonare. Hanno l’avviso pronto prima ancora di scendere dallo scooter: assurdo”. Ci hanno scritto anche Daniela, Massimo, Michela, Cettina, Matilde, Patrizia, Teresa, Giusy, Pina, Danila, Iolanda, Luisa, Gaetano, Enza, Alessandra, Maria… l’elenco continuerebbe.
Completiamo, però, con Giovanna: “Mia mamma è sempre a casa. È veramente un problema grave questo delle poste. Dovrebbero fare qualcosa per risolvere la situazione delle raccomandate”. Per Damiano “è una guerra persa”. Infine, Salvatore dice: “È capitato anche a me. Mi hanno fatto rischiare una visita importantissima. Bisognerebbe fare qualcosa”.
Da parte delle istituzioni cittadine, registriamo alcuni interventi. Di consigliere comunali. Verdiana Russo: “Sottoporremo la questione delle raccomandate al Consiglio comunale”. Marta Gebbia: “Questa notizia è assurda”. Elogia il giornale per il servizio pubblico. Ilenia Bellavia osserva: “Grazie a La Voce del Nisseno per aver pubblicato la notizia. L’argomento è problematico. Insieme ad altri, ci stiamo organizzando per trattare il tema in Consiglio comunale e con l’intera Amministrazione. Già stiamo provvedendo a discuterne e azionarci per cercare di risolvere questo problema collettivo”.
Sappiamo che si registra anche la sensibilità da parte del sindaco Leonardo Burgio. Speriamo che si risolva definitivamente questo increscioso modo di fare.
MICHELE BRUCCHERI
LEGGI ANCHE: SERRADIFALCO, MESSA DI RINGRAZIAMENTO DI PADRE SALVATORE RANDAZZO
Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!
Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.
Grazie per aiutarci a farci conoscere.
Creato da La Voce del Nisseno















































