Si è presentato ieri mattina a Roccapalumba, in Contrada Rocche in Via Ficamara (nei pressi della stazione ferroviaria), il convegno dal titolo “Uomo di onore e di coscienza. A 100 anni dal Giuramento dei Campieri”.
Alla base dell’iniziativa: approfondire, a un secolo di distanza, una delle pagine più controverse e significative della storia siciliana del Novecento, attraverso il contributo di storici, studiosi e testimoni del dibattito culturale e civile sulla mafia, il fascismo e le lotte sociali.
Ad aprire i lavori sono stati i saluti del sindaco di Roccapalumba, Benedetto Giunta, e della presidente della sede di BCsicilia di Roccapalumba, Anna Maria Modica, seguiti dalla presentazione di Alfonso Lo Cascio, giornalista e presidente regionale di BCsicilia.
Il primo intervento è stato affidato a Vittorio Coco, docente di Storia Contemporanea presso l’Università di Palermo, con una relazione dedicata a “Cesare Mori, il Prefetto di ferro”. A seguire, Michelangelo Ingrassia, docente di Storia delle istituzioni educative contemporanee presso l’Università di Palermo. Ha affrontato il tema: “La Santissima Trinità: latifondo mafia e fascismo”.
Subito dopo Giovanni Tessitore, già professore associato di Sociologia del Siritto presso l’Università di Palermo su: “Cesare Mori e il rapporto con i Campieri”.
Dopo la pausa caffè, c’è stato l’intervento di Umberto Santino, presidente del Centro Peppino Impastato, con una relazione dal titolo “Lotte contadine e operaie prima del fascismo. Una testimonianza inedita sul Giuramento dei Campieri”, Rosario Mangiameli, dell’Università di Catania, sul tema “La violenza come sistema: il Giuramento dei Campieri”.
Infine Mario Siragusa, PhD e cultore di Storia contemporanea presso l’Università Kore, ha proposto una riflessione su “Mori e il Giuramento dei Campieri: una svolta nella lotta alla mafia?”. A curare l’intermezzo musicale Giulia Messina, arpista della Massimo Kids Orchestra.
A promuovere l’iniziativa è stata la Casa Editrice Don Lorenzo Milani, BCsicilia e l’Università Popolare.

“Il convegno ha inteso offrire – dichiara Alfonso Lo Cascio – una lettura critica e multidisciplinare di quel periodo storico, del ruolo di Cesare Mori, e in particolare della giornata del Giuramento dei Campieri, attraverso il contributo di studiosi provenienti dal mondo universitario e della ricerca, al fine di favorire una comprensione più ampia delle dinamiche sociali, economiche e politiche che hanno caratterizzato la Sicilia tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento”.
Ed infine: “L’iniziativa è nata con l’obiettivo di approfondire il rapporto tra mafia, latifondo, fascismo e controllo del territorio, temi che hanno inciso profondamente nella storia dell’Isola, e si inserisce nel più ampio percorso culturale promosso da BCsicilia per la tutela della memoria storica e per la diffusione della conoscenza quale elemento fondamentale di partecipazione civile e strumento indispensabile per costruire una società più libera, responsabile e giusta”.
MICHELE BRUCCHERI
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