Falcone
Filippo Falcone (foto di A. Gerbino)

“Storia di Sommatino dalla Preistoria al Novecento” dello storico Filippo Falcone è fresco di stampa. È stato appena pubblicato per le Edizioni Lussografica di Caltanissetta. Un volume alquanto corposo. Vengono infatti superate le 350 pagine.

Falcone
La copertina del libro

Il nuovo libro di Falcone si avvale dell’ampia e preziosa prefazione del grecista Salvatore Nicosia, già ordinario di Lingua e Letteratura Greca all’Università di Palermo e Preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo.

Scrive l’illustre docente universitario di uno studio, quello di Filippo Falcone, «avanzato e sorretto dalla consapevolezza del “fare storia”, quello che prende ad oggetto una comunità nelle sue vicende politiche, economiche, sociali e culturali».

Ed è appunto il caso di questo libro, il cui autore di Sommatino ha già dato vari contributi storiografici sulla storia della Sicilia, e in particolare gli studi sull’antifascismo, la tradizione democratica e le lotte politiche e sociali tra Otto e Novecento.

Continua il professore Nicosia: «Falcone traccia la storia di un importante centro, “Storia locale” nel senso pregnante del termine, lumeggiato sui numerosi episodi e aspetti culturali, ricostruendo una storia completa, a partire dalle più antiche tracce di età preistorica e fino al XX secolo».

In effetti il volume, attingendo ad ogni possibile fonte archivistica, traccia la storia del Feudum et casale Summatini, un ampio territorio con un nucleo di case attestato già nel XIII secolo, e trasmesso in eredità ad una sequenza di nobili famiglie, fino alla licentia populandi del 1507 concessa da Ferdinando il cattolico al nobile Gerlando Lo Porto.

Si pongono con essa le premesse per la costituzione di un vero e proprio centro abitato che nel 1747 conterà 1.503 abitanti, 4.324 nel 1867 e 11.284 nel 1951, quando avrà inizio lo svuotamento migratorio.

Di questo centro si ripercorrono, nel lavoro di Filippo Falcone, gli eventi storici regionali o nazionali: i moti antiborbonici del 1820 e 1848, l’adesione al Regno d’Italia sotto Vittorio Emanuele II; la partecipazione ai Fasci Siciliani; la grande migrazione di inizio Novecento, di quanti riuscirono, come si dice ancora oggi, a “trovare l’America”, cioè condizioni di vita migliori.

Ed ancora “l’olocausto” della I e II guerra mondiale (interminabili elenchi di caduti), il «bagno di fede» del Fascismo sommatinese; fronteggiato, però, da una consistente presenza di antifascisti, soprattutto minatori, «individui disfattisti e sovversivi», molti dei quali spediti al confino. Sino ad arrivare alle lotte contadine e minerarie degli anni ’50 e ’60.

Falcone
Il nostro direttore Michele Bruccheri in una presentazione con Falcone

Non manca la documentazione relativa alla vita religiosa (chiese, conventi, confraternite), ai danni prodotti da epidemie, per le quali allora non si poteva che «fare affidamento alla grazia dell’Altissimo» (l’invasione delle cavallette nel 1832-33, il colera nel 1867, la “spagnola” nel 1918). Ricostruita è anche la vita associata nei vari “circoli” (dei civili, degli zolfatari, degli artigiani). Apprezzabile è il fatto che, tutte le volte che se ne offra l’occasione, vengano riprodotte le poesie di poeti popolari ispirate a determinati eventi.

Centrali sono le pagine sulle dure condizioni di vita del grano e dello zolfo (“l’oro del demonio”, con lo sfruttamento anche di manodopera infantile, i carusi), che non poterono che produrre lotte popolari, sempre duramente represse senza riguardo, fino alla crisi irreversibile degli anni Sessanta e la chiusura del comparto.

La storia di un paese come Sommatino, dunque, affonda le proprie radici in una realtà sociale e culturale varia e complessa. «Componendo quest’opera – conclude il professore Nicosia – l’autore non solo fornisce elementi nuovi di conoscenza di quella realtà, ma svolge anche l’ulteriore funzione di rafforzare i vincoli comunitari, oltre che contribuire alla comprensione della realtà presente, attraverso la conoscenza del passato, favorendo la presa di coscienza e la coesione identitaria».

Filippo Falcone, instancabile, ci dona un sorso di passato per conoscerlo bene, meglio, e magari per capire di più il nostro presente che è padre del nostro futuro. Si dimostra ancora una volta una “voce” seria ed autorevole, capace di farci comprendere il nostro territorio.

MICHELE BRUCCHERI

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Michele Bruccheri
BREVE BIOGRAFIA DEL DIRETTORE MICHELE BRUCCHERI (classe 1968), sposato e padre di un figlio, è giornalista iscritto all’Albo professionale della Sicilia. Ha lavorato per i due principali quotidiani regionali: “La Sicilia” e “Giornale di Sicilia”. È stato corrispondente e capo redattore per alcune emittenti televisive private e vanta una lunga esperienza nel campo radiofonico. È stato direttore responsabile e addetto stampa per alcuni enti comunali. È autore di diverse prefazioni ed ha intervistato una miriade di personaggi famosi. Presenta eventi di vario genere, modera dibattiti politici e culturali. Ha realizzato numerosi reportage televisivi insieme al cineoperatore Totò Middione. Tra i più importanti, “Serradifalco: salotto del Nisseno” e “Padre Nino, vescovo missionario”. Ha pubblicato inoltre parecchie monografie: “Serradifalco” (guida turistica nel dicembre 1999 e il relativo opuscolo nella primavera 2000), “Ritratti serradifalchesi – volume primo” (marzo 2005), “Ritratti serradifalchesi – volume secondo” (aprile 2006) e “Ritratti serradifalchesi – volume terzo” (agosto 2007). Ed ancora: il supplemento monografico “Montedoro” (dicembre 2010), “Salvatore Galletti” (aprile 2011), “Dieci anni d’informazione” (17 marzo 2012), “Banca del Nisseno” (dicembre 2013), “Serradifalco” (dicembre 2014), “Le mie interviste – volume primo” (ai vip) nel gennaio 2018, “La Settimana Santa di Serradifalco” (aprile 2019) e “Diciotto anni d’informazione” (17 marzo 2020). Tra i premi più importanti: nel dicembre 1999 ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito del Premio “Noi serradifalchesi” e nel luglio 2017, ad Anzio (Roma), ha ricevuto il Premio Categoria Informazione Periodici in occasione del Photofestival “Attraverso le pieghe del tempo” diretto da Lisa Bernardini assieme ad altri nomi famosi del giornalismo italiano. Nel settembre 2022, un prestigioso premio in Umbria (a Spoleto). A Roma, presso il Salone d’Onore del Coni, nel giugno 2023 ha ricevuto un altro importante premio nella categoria Informazione (nell’ambito dell’iniziativa “Fair Play for Life”) assieme ad autorevoli colleghi giornalisti. Per due anni e mezzo (dal 4 luglio 2023 al 3 gennaio 2026) è stato anche il direttore responsabile della testata giornalistica di Radio Rcs Sicilia (emittente radiofonica nata il 10 marzo 1979). Dal 17 marzo 2002, è il fondatore e direttore responsabile del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” che si occupa del territorio. Quest’anno sono, dunque, ventiquattro anni di giornale e ben ventinove anni d’iscrizione all’Albo professionale dell’Ordine dei Giornalisti della Sicilia. Ha collaborato con diverse riviste e in cantiere vi sono altri interessanti progetti editoriali. [Aggiornata al gennaio 2026]