Gentile direttore MICHELE BRUCCHERI,
sono un assiduo lettore del periodico d’informazione La Voce del Nisseno e scrivo per ringraziare pubblicamente il reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Cervello di Palermo, diretto egregiamente dalla dottoressa Caterina Patti.
Sono stato un paziente oncologico e da diversi mesi sono stato in cura presso questa struttura non solo eccellente, ma ricca di autentica empatia. Un encomio sincero va, inoltre, al direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Ospedali Riuniti Villa Sofia – Cervello, dottor Alessandro Mazzara. Questo presidio sanitario è veramente un fiore all’occhiello di cui andar fieri.
Mesi addietro, dopo un intervento chirurgico effettuato dal dottor Dario Sajeva di Villa Sofia (lo ringrazio per la sua professionalità e squisitezza), dall’esame istologico è emerso purtroppo – a mio carico – un linfoma. Un tumore del sangue. Una doccia scozzese, una botta micidiale. Sono stato subito indirizzato presso questa eccellenza sanitaria palermitana, di fama regionale, punto di riferimento anche a livello nazionale. E mi sono trovato non bene, ma benissimo da subito.
È stato – dopo la fase preliminare fatta di numerosi esami diagnostici di ogni genere – attivato il protocollo per la chemioterapia. Un intervento, dunque, necessario. Chemioterapia significa cura, significa speranza di guarire. Ho incontrato la buona sanità, la sanità dal volto umano: esiste. Le mie lunghe e frequenti trasferte (provengo dall’entroterra siciliano), la mia stanchezza che ha pesato sulle ossa, la nausea che toglie il gusto, le notti inquiete e silenziose, la caduta dei capelli come se fossero foglie in autunno…, insomma tutto è stato alleggerito dalla singolare professionalità ed empatia dei medici, degli infermieri, degli operatori socio-sanitari, degli addetti alle pulizie.
I miei cicli chemioterapici hanno previsto anche lunghe degenze ospedaliere, di tre settimane. Stare a stretto contatto con i sanitari è stato, dunque, un modo per conoscere la loro competenza e il loro cuore, la loro professionalità e la loro sensibilità. Nel nostro reparto, delicato, non sono consentite le visite. A nessuno. Il personale ci assiste munito di mascherine chirurgiche e/o Ffp2. Proprio perché le nostre malattie sono gravi e importanti, noi siamo vulnerabili e dobbiamo essere protetti in tutti i modi.
Sembra cadere, ad un certo punto, anche un pezzo della nostra identità. Diventiamo alquanto fragili, nonostante la nostra (la mia sicuramente) tempra coriacea e forte. Con la mia energia, immensa, ho affrontato tutto. Un percorso lungo e impegnativo, difficile e complesso. Fatto però di coraggio, di dignità. Grazie alla mia straordinaria famiglia, ai miei cari amici. La loro presenza è stata preziosa, basilare, vitale.

Mi sono detto, da subito: devi essere forte e paziente. E così sono andato avanti, a testa alta. Con grinta. Per tanti mesi. L’amore incondizionato della famiglia, il sostegno costante degli amici, in vari modi, le incessanti preghiere (io sono credente), insomma, tutto è servito. Ma su tutto, ovviamente, non mi ha fatto perdere mai la speranza la preparazione e la sensibilità del reparto di Oncoematologia dell’Ospedale Cervello di Palermo che mi ha in cura (per un certo periodo verrò monitorato).
Ogni ciocca di capelli che cade è anche un passo verso la guarigione; ogni flebo è una dura battaglia combattuta; ogni giorno affrontato con lo spirito giusto è una vittoria che non si vede fuori, ma si sente dentro. Nell’anima forse resta qualche piccola-grande cicatrice, ma sono medaglie. La malattia ti rende più forte, più consapevole, più vivo. Ci ho creduto da subito. Sapevo che questa difficile sfida l’avrei vinta. Sono stato dichiarato ufficialmente, nelle scorse ore, guarito (remissione completa dalla malattia, si legge nel referto).
Oggi sento, doveroso e forte, il desiderio di ringraziare la struttura sanitaria che mi tiene ancora per mano. Su tutti, per ovvie ragioni, ringrazio solennemente – come scritto in apertura – il dottor Mazzara e la dottoressa Patti, le dottoresse Marika Porrazzo e Valeria Calafiore, il dottor Antonino Mulè. Loro sono stati i più presenti nel mio lungo cammino, un essenziale punto di riferimento. Sono diventati parte della mia famiglia.
Ma non posso dimenticare gli altri medici del reparto dell’Oncoematologia (sono veramente tanti): Giuseppina Calvaruso, Roberto Mauro, Vittoria Tarantino, Monica Leone. Sorvolo sui nomi dei numerosi medici ed infermieri conosciuti in occasione dei vari esami diagnostici di PET, risonanza magnetica, Tac… Ci sono e menziono i nomi di tanti infermieri e operatori socio-sanitari: Valentina 1 e 2, Virginia, Michela, Simone, Manfredi, Domenico, Giampiero, Emilio, Elisa, Pino, Alessia, Michele, Daniele, Ivana, Linda, Simone, Rosanna e forse dimentico qualcuno: perdonatemi!
Non dimenticherò mai i vostri occhi attenti, le vostre mani competenti, i vostri sorrisi rassicuranti (aggiungo le infermiere Silvia e Sofia, del mio territorio, per la medicazione settimanale al Picc): siete state persone meravigliose. E un abbraccio immenso alla mia dottoressa, medico curante: sei eccezionale!
Un grazie speciale anche agli addetti alle pulizie. Pure con loro si è instaurato, nel corso delle lunghe degenze ospedaliere, un rapporto di bella amicizia. Su tutti, Giovanna ed Enza, Santino. Ciliegina sulla torta, un grande “in bocca al lupo” ai miei compagni di stanza: Gaetano e Giuseppe. Ce la faremo! Citarli, tutti, oggi è un modo schietto per abbracciarli affettuosamente, per ringraziarli. Di vero cuore, sinceramente.
Con immenso affetto e infinita gratitudine.
LETTERA FIRMATA
LEGGI ANCHE: Michele Bruccheri intervista i Ricchi e Poveri a Serradifalco
INAUGURATI I LOCALI DELL’ONCOEMATOLOGIA DELL’OSPEDALE DI AGRIGENTO
Hai un blog sulla Sicilia, cronaca, cultura o turismo? Linka questo sito per offrire ai tuoi lettori un giornale unico!
Copia il codice e incollalo nel tuo sito o post.
Grazie per aiutarci a farci conoscere.
Creato da La Voce del Nisseno
Articoli correlati
- DISTRETTO SANITARIO SAN CATALDO, VALERIA SPEZIALE DI SERRADIFALCO REFERENTE AFT
- HOSPICE TERAPIA DEL DOLORE DI GELA: EFFETTUATO IL PRIMO PRELIEVO DI CORNEE
- DIGITALIZZAZIONE, “RIPRENDIAMOCI LA CITTÀ”: L’AMMINISTRAZIONE DI SAN CATALDO ADERISCA
- STUDENTI DEL “FRANCESCO REDI” VISITANO LA RIANIMAZIONE DEL CANNIZZARO DI CATANIA















































