Ci sono onde che non fanno rumore, ma che riescono ad attraversare il tempo. Sono le onde delle idee, delle passioni, delle storie umane. Quelle che nascono spesso lontano dai riflettori, alimentate dalla dedizione quotidiana di chi sceglie di costruire, creare, custodire e donare qualcosa agli altri.

Da questa immagine poetica nasce “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”, un nuovo e prestigioso riconoscimento culturale ideato e diretto artisticamente dalla giornalista pugliese, scrittrice ed esperta di comunicazione Ilaria Solazzo.
Un progetto che non vuole essere soltanto una celebrazione, ma un racconto. Un racconto fatto di anime, di percorsi, di intuizioni e di quei piccoli grandi gesti che, nel tempo, riescono a lasciare un segno nella storia di una comunità.
Perché ogni eccellenza, prima ancora di essere un traguardo, è un viaggio. Dietro un successo c’è sempre una strada percorsa con coraggio, ci sono momenti difficili superati con determinazione, ci sono sogni coltivati con pazienza e quella forza invisibile che spinge una persona a credere nella propria missione.
“Le Onde del Destino” nasce proprio per raccontare questa parte più autentica delle storie: non soltanto ciò che appare alla fine del cammino, ma tutto ciò che ha reso possibile arrivarci. Un premio che sceglie di mettere al centro le persone e il valore delle loro esperienze, trasformando il riconoscimento in un momento di memoria, incontro e condivisione.
La prima edizione si svolgerà sabato 25 luglio 2026 alle ore 17, nella prestigiosa cornice delle Sale del Seicento di Palazzo Mauri a Spoleto, luogo simbolo della cultura umbra e spazio ideale per accogliere un evento dedicato alla bellezza del sapere, dell’arte e della professionalità.
La scelta di Spoleto appare quasi naturale. Ci sono città che non sono soltanto luoghi geografici, ma custodi di emozioni. Spoleto appartiene a questa categoria: una città dove il passato dialoga continuamente con il presente, dove ogni pietra sembra custodire una storia e dove la cultura diventa un linguaggio capace di unire generazioni diverse.
È proprio questo lo spirito de “Le Onde del Destino”: creare un ponte tra memoria e futuro, tra tradizione e innovazione, attraverso le storie di quelle anime che contribuiscono ogni giorno a rendere l’Umbria una terra straordinaria.
La manifestazione sarà condotta da Massimo Zamponi, chiamato ad accompagnare il pubblico in un viaggio fatto di emozioni, testimonianze e racconti. La scelta del conduttore rappresenta un elemento importante nella costruzione dell’evento, perché chi conduce una serata di questo valore non è soltanto una voce narrante, ma diventa il filo invisibile che collega il palco, i protagonisti e il pubblico.
Accanto a Ilaria Solazzo ci saranno due figure fondamentali in questo percorso: il Cavaliere Roberta Testaguzza, prezioso punto di riferimento e braccio destro della direttrice artistica, e la scrittrice umbra Eleonora Benedetti, autrice e collaboratrice che accompagnerà il progetto con la sua sensibilità culturale e umana.
Un lavoro corale nato dall’incontro di competenze, amicizia e visioni condivise. Perché i progetti più belli, proprio come le onde del mare, non nascono mai da una sola forza, ma dall’incontro di energie diverse capaci di muoversi nella stessa direzione. La prima edizione del Premio vedrà protagoniste 26 anime dell’Umbria, appartenenti a mondi differenti, ma unite dalla stessa capacità: quella di lasciare una traccia.
Saranno celebrate personalità della cultura, dell’arte, dell’imprenditoria, dello spettacolo, della comunicazione, della ricerca, dell’artigianato, del territorio e dell’impegno sociale. Un mosaico di esperienze che racconta un’Umbria viva, creativa e profondamente legata ai propri valori.
Tra i protagonisti dell’edizione 2026 figurano la giornalista e vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti dell’Umbria Donatella Binaglia, voce autorevole dell’informazione regionale; il Cavaliere del Lavoro Olga Urbani, simbolo dell’eccellenza imprenditoriale umbra attraverso la storia della Urbani Tartufi; l’imprenditore Francesco Loreti Urbani; la professoressa, storica e scrittrice Ambra Cenci, impegnata nella divulgazione della storia del costume, della moda e della società tra Ottocento e Novecento.
Ed ancora: il maestro David Pompili, artista e scenografo internazionale capace di trasformare la materia in emozione; il regista e performer C.L. Grugher; il presidente dell’Università dei Sapori Stefano Lupi; il professore, filosofo e scrittore Simone Fagioli; l’editore e produttore Jean Luc Bertoni; l’attore Spartaco Grilli; il presidente del Menotti Art Festival Spoleto Luca Filipponi; la professionista degli eventi culturali Sara Ruffinelli; il maestro Luca Angelosanti, autore, compositore e produttore musicale.
Ed inoltre: il regista teatrale Folco Napolini; gli architetti e creativi Giovanni Tonti e Maurizio Tonti; Luca Cisternino; Giacomo Innocenzi; l’avvocato, storico, critico d’arte e curatore internazionale Italo Tomassoni; il maestro Stefano Alleva, regista, sceneggiatore e produttore; l’attrice Camilla Ferranti.
Ed infine: l’imprenditrice Chiara Coricelli; il dottor Luca Ministrini, ideatore e anima della manifestazione “La SpoletoNorcia in MTB”; la dottoressa Caterina Grechi, volto noto e apprezzato della regione; e lo storico locale spoletino Tric Trac. Tra le personalità insignite sarà presente anche Stefano Bongarzone, direttore marketing editoriale di Rai Pubblicità.
Ognuno di loro rappresenta una diversa sfumatura della parola eccellenza. Non soltanto competenza e risultati, ma capacità di costruire qualcosa che rimanga: una conoscenza trasmessa, un esempio seguito, un’emozione condivisa. “Le Onde del Destino” nasce infatti con una convinzione precisa: il vero valore non è soltanto ciò che una persona raggiunge, ma ciò che riesce a lasciare agli altri.
È questa la filosofia che anima il progetto di Ilaria Solazzo, una giornalista che ha scelto di raccontare non soltanto le notizie, ma soprattutto le storie che meritano di essere ricordate. Perché alcune onde arrivano sulla riva e poi scompaiono. Altre, invece, continuano il loro viaggio nel tempo, portando con sé il profumo delle idee, la forza della passione e la luce delle anime capaci di trasformare un talento in una missione.
*
Ci sono progetti che nascono da un pensiero e altri che nascono da una necessità del cuore. “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre” appartiene a questa seconda categoria: è un’idea diventata racconto, un’intuizione trasformata in un viaggio attraverso le storie di quelle anime che, con il proprio talento e la propria passione, hanno saputo lasciare una traccia.
Dietro questo progetto c’è la sensibilità di Ilaria Solazzo, che ha immaginato un riconoscimento capace di andare oltre la semplice celebrazione di un successo, per riportare al centro il valore più autentico: quello delle persone, dei percorsi e delle emozioni che accompagnano ogni conquista.
In questa intervista la direttrice artistica racconta la nascita di un Premio che vuole diventare un appuntamento annuale dedicato all’anima più vera dell’Umbria.

L’INTERVISTA
Ilaria Solazzo, “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre” nasce come un progetto culturale molto ambizioso. Qual è stata la scintilla da cui tutto è partito?
Prima ancora di essere un progetto, è stata un’emozione. Credo che le idee più autentiche nascano sempre da qualcosa che sentiamo profondamente dentro di noi. Ho pensato a tutte quelle anime che ogni giorno, attraverso il proprio lavoro, la propria creatività e il proprio impegno, costruiscono qualcosa di importante senza necessariamente cercare il clamore. Anime che hanno trasformato una passione in una missione e che meritano di essere raccontate.
Dietro al successo, ad una eccellenza, c’è indubbiamente lavoro, sudore, sacrifici…
Dietro ogni eccellenza c’è sempre una storia invisibile: ci sono sacrifici, momenti di difficoltà, scelte coraggiose, incontri significativi e una grande forza interiore. Spesso vediamo il risultato finale, ma dimentichiamo il viaggio che ha portato fino a quel risultato.
Questo Premio, quindi, racconta questo viaggio?
“Le Onde del Destino” nasce proprio dal desiderio di raccontare quel viaggio. Le onde rappresentano il movimento della vita, gli incontri, le esperienze che si intrecciano e che portano ogni persona verso una nuova riva. Ho immaginato un Premio che non fosse soltanto una targa o un riconoscimento, ma un momento in cui fermarsi ad ascoltare le storie, perché ogni storia di valore può diventare una luce per qualcun altro.
Essere ideatrice e direttrice artistica significa seguire ogni fase del progetto. Come stai vivendo questo percorso?
Lo sto vivendo con grande emozione e con un profondo senso di responsabilità. Quando un’idea nasce dal cuore, arriva il momento in cui bisogna trasformarla in realtà e questo richiede attenzione, dedizione e cura. Sto seguendo personalmente ogni aspetto del Premio: dalla costruzione della sua identità alla comunicazione, dalla scelta dei protagonisti alla definizione dell’atmosfera che desidero creare durante la serata.
Continua…
Credo che un evento culturale non sia semplicemente una sequenza di momenti organizzativi. È un racconto fatto di dettagli, di sensibilità, di rispetto verso le persone che ne diventano protagoniste. Ogni scelta deve avere un significato. Anche il più piccolo particolare può contribuire a costruire l’anima di un progetto.
Vai avanti.
Per me “Le Onde del Destino” è come un’onda che lentamente prende forma: nasce da un sogno, cresce attraverso il lavoro quotidiano e desidera arrivare al cuore delle persone che credono nel valore della cultura, della conoscenza e del merito.
In questa avventura hai scelto di coinvolgere due persone a te vicine: il Cavaliere Roberta Testaguzza ed Eleonora Benedetti. Quanto conta il valore della condivisione?
Conta moltissimo, perché nessun grande progetto nasce veramente da soli. Le idee hanno bisogno di relazioni, di confronto, di persone capaci di arricchirle con la propria sensibilità. Ho scelto Roberta Testaguzza ed Eleonora Benedetti perché sono due anime che condividono con me l’amore per la cultura e il desiderio di valorizzare ciò che merita attenzione.
Cosa rappresentano entrambe?
Roberta rappresenta una presenza fondamentale in questo percorso. La sua esperienza, la sua affidabilità e la sua sensibilità sono state un sostegno prezioso. Eleonora, attraverso il suo sguardo di scrittrice, porta quella capacità particolare di leggere le emozioni e trasformarle in narrazione. Credo molto nel valore dell’amicizia quando incontra la stima professionale. Le relazioni autentiche sono quelle che permettono ai progetti di crescere. Le onde più belle sono quelle che si incontrano. Quando diverse energie si uniscono per un obiettivo comune, nasce qualcosa che appartiene a tutti.
La scelta del presentatore è sempre un momento importante. Come è nata l’idea di affidare la conduzione a Massimo Zamponi?
Ogni scelta importante nasce dall’incontro tra competenza e sensibilità. La proposta di affidare la conduzione a Massimo Zamponi è arrivata dalla dottoressa Roberta Testaguzza, che ha riconosciuto in lui una professionalità capace di interpretare con eleganza e attenzione il significato di questo evento.
Hai accolto questa indicazione, dunque…
Sì. Ho accolto con grande interesse questa indicazione perché credo che il conduttore non sia soltanto colui che presenta una serata, ma colui che riesce a creare un dialogo tra il palco e il pubblico. Una manifestazione dedicata alle storie delle persone ha bisogno di una voce capace di accompagnare, valorizzare e dare il giusto spazio alle emozioni. Massimo Zamponi rappresenta questa idea di equilibrio e di professionalità. Sarà il narratore di un viaggio in cui ogni premiato porterà con sé un frammento della propria storia.
La prima edizione vedrà protagoniste 26 personalità. Come sono nate le scelte dei premiati?
Ogni nome racchiude un universo. Ho cercato di individuare non soltanto professionisti affermati, ma persone che rappresentassero un valore. L’eccellenza, secondo la mia visione, non è soltanto raggiungere un traguardo personale, ma riuscire a creare qualcosa che rimanga nel tempo. I premiati appartengono a mondi diversi, ma sono uniti da una stessa filosofia: hanno saputo trasformare il proprio talento in un dono per la comunità.
Ci fai qualche esempio?
Penso all’avvocato Italo Tomassoni, figura di grande autorevolezza nel mondo della critica d’arte e della cultura; alla giornalista Donatella Binaglia, esempio di professionalità e passione nel campo dell’informazione; al maestro David Pompili, artista capace di trasformare la creatività in emozione; a Maurizio Tonti, architetto e designer che attraverso il suo lavoro ha contribuito anche alla valorizzazione di luoghi simbolo dell’Umbria. Ma ogni premiato è una pagina importante dello stesso libro. Insieme raccontano una regione ricca di talento, competenza e umanità.
La prima edizione si svolgerà a Spoleto. Che significato ha questa città per il Premio?
Spoleto è molto più di una location. È parte integrante del racconto. Ci sono luoghi che possiedono una propria energia, una propria voce. Spoleto è una città che parla attraverso la storia, l’arte e la cultura. Ho scelto questa città perché rappresenta perfettamente la filosofia de “Le Onde del Destino”: il dialogo tra passato e futuro, tra memoria e innovazione. Le Sale del Seicento di Palazzo Mauri saranno lo scenario di un incontro speciale, dove tante storie diverse si uniranno in un unico racconto. Spoleto non ospiterà semplicemente il Premio: lo accompagnerà, gli darà atmosfera e significato. Alcuni luoghi non sono soltanto cornici. Sono protagonisti silenziosi delle emozioni che accadono al loro interno.
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Ci sono progetti che si riconoscono dal modo in cui riescono a unire le persone. “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre” nasce proprio con questa vocazione: essere un punto d’incontro tra cultura, professionalità, territorio e sensibilità umane.
Dopo aver raccontato la nascita dell’iniziativa, la scelta della città di Spoleto e la filosofia che accompagna il Premio, Ilaria Solazzo ci svela altri dettagli di un progetto che vuole diventare nel tempo una finestra aperta sulle anime capaci di rappresentare il volto più autentico dell’Umbria.
Anche il logo de “Le Onde del Destino”, molto bello, racchiude un significato simbolico molto forte. Come è nata questa immagine e quale ruolo ha avuto tua sorella Silvia nella realizzazione?
Un logo non è mai soltanto un’immagine. È la prima parola con cui un progetto sceglie di presentarsi al mondo. È un simbolo che deve riuscire a racchiudere un pensiero, una filosofia e un’emozione.
Prosegui…
Quando ho immaginato “Le Onde del Destino”, ho desiderato che anche l’identità visiva raccontasse il significato più profondo del Premio. Le onde rappresentano il movimento della vita, gli incontri, i percorsi che si intrecciano e quelle esperienze che, nel tempo, conducono ogni anima verso nuovi orizzonti. Volevo un’immagine capace di trasmettere eleganza, armonia e profondità. Un simbolo che parlasse di cultura, bellezza, territorio e crescita.
Quindi, hai affidato la parte grafica a tua sorella Silvia.
Sì. La parte grafica è stata curata da mia sorella minore Silvia, che ha saputo trasformare una mia intuizione in una forma concreta. Ha interpretato il progetto attraverso la sua sensibilità creativa, dando vita a un’identità visiva capace di rappresentare lo spirito del Premio. È stato un percorso fatto di dialogo e confronto. Credo che quando un’idea incontra la professionalità e la sensibilità di chi sa darle forma, nasce qualcosa che va oltre la semplice grafica. Nasce un’identità. E quel logo rappresenta proprio questo: un pensiero che diventa immagine, un’emozione che diventa simbolo, un’onda che da un sogno riesce a raggiungere la realtà.
Siete state veramente brave. “Le Onde del Destino” è un progetto nato per valorizzare l’Umbria. Che messaggio desideri rivolgere a questa terra che ha accolto la tua idea?
Vorrei innanzitutto rivolgere un ringraziamento sincero all’Umbria. Una terra che mi ha accolto con grande calore e che ha saputo riconoscere il valore di un progetto nato con entusiasmo e passione. L’Umbria possiede una bellezza particolare: non è una bellezza che ha bisogno di essere raccontata con rumore, perché vive nella profondità della sua storia, nei suoi paesaggi, nelle sue tradizioni e soprattutto nelle persone che la abitano.
Sei innamorata di questa bella terra.
Questa regione custodisce anime straordinarie. Persone che ogni giorno lavorano, creano, innovano e contribuiscono a costruire un’identità positiva. Con “Le Onde del Destino” ho desiderato proprio questo: accendere una luce su queste storie, dare spazio a chi attraverso il proprio percorso rappresenta un esempio di valore. Ogni persona che ha creduto in questo progetto ha aggiunto una nuova onda a un mare più grande. Un mare fatto di collaborazione, cultura, amicizia e visione.
Qual è il tuo augurio?
Il mio augurio è che questo Premio possa crescere negli anni e diventare un appuntamento capace di raccontare sempre più profondamente il cuore dell’Umbria. Perché una terra non è fatta soltanto di monumenti, paesaggi e luoghi meravigliosi. Una terra è soprattutto fatta dalle sue anime.
Qual è il sogno più grande legato a questo Premio?
Il sogno è quello di creare nel tempo un appuntamento riconosciuto, capace di raccontare le eccellenze umbre attraverso una narrazione autentica. Vorrei che ogni edizione fosse un nuovo viaggio, una nuova occasione per incontrare persone straordinarie e dare voce a percorsi che meritano attenzione. Non desidero soltanto celebrare chi ha già raggiunto importanti risultati, ma anche trasmettere un messaggio alle nuove generazioni: il talento ha bisogno di impegno, la passione ha bisogno di costanza e ogni percorso di valore nasce dalla capacità di credere nei propri sogni.
Prego, continua.
La vera eredità che vorrei lasciare attraverso questo Premio è la consapevolezza che ogni storia può diventare fonte d’ispirazione per qualcun altro.
Dopo questa prima edizione, quale futuro immagini per “Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre”?
Immagino un cammino lungo, costruito con entusiasmo e rispetto. Vorrei che “Le Onde del Destino” diventasse una casa ideale dove ogni anno poter incontrare nuove storie, nuove sensibilità e nuovi talenti. Un luogo simbolico in cui la cultura possa continuare a essere un ponte tra persone diverse, dove il merito venga riconosciuto e dove le esperienze possano diventare patrimonio comune.
Come concludiamo?
Credo che oggi più che mai ci sia bisogno di raccontare esempi positivi. Abbiamo bisogno di riscoprire il valore della competenza, della gentilezza, della creatività e dell’impegno. Questo Premio nasce con questo spirito: ricordare che dietro ogni grande risultato c’è sempre un’anima che ha scelto di non arrendersi.

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“Le Onde del Destino – Premio alle Eccellenze Umbre” nasce come progetto culturale dedicato alla valorizzazione delle anime che, attraverso il proprio talento, la propria professionalità e la propria visione, contribuiscono ogni giorno a rendere grande l’Umbria.
Non una semplice cerimonia di premiazione, ma un racconto collettivo dedicato a chi rappresenta un esempio nei diversi ambiti della società contemporanea: cultura, arte, impresa, ricerca, comunicazione, artigianato, enogastronomia, spettacolo, professioni e impegno sociale.
L’obiettivo del Premio è creare un ponte tra passato e futuro, tra memoria e innovazione, attraverso le storie di chi custodisce conoscenza, creatività e valori.
“Le Onde del Destino” vuole diventare un appuntamento annuale capace di raccontare una regione attraverso le sue anime più rappresentative, trasformando ogni riconoscimento in una testimonianza di passione, coraggio e bellezza. Perché ogni grande onda nasce da un piccolo movimento. E ogni grande storia nasce sempre da un’anima che ha scelto di lasciare una traccia.
MICHELE BRUCCHERI
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