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GLI ANNI DI MAGGIOR SPLENDORE DEL FOLKSTUDIO

di LEONARDO COSTA – MUSICA. In una targa si legge: “Laboratorio internazionale di canto e di musica popolare”. “Non c’erano regole, bastava prendere una chitarra, salire su un palchetto…”

Folkstudio
L'avvocato Leonardo Costa
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Harold W. Bradley è stato un pittore, attore e cantante statunitense, oltre che giocatore di football americano, conduttore televisivo e docente universitario. A metà degli anni Cinquanta, decise di viaggiare per l’Europa per apprendere qualcosa sull’arte e sulla cultura d’oltreoceano, frequentò l’università di Perugia per poi trasferirsi a Roma dove, in una piccola cantina, aprì uno studio d’arte per esporre le sue opere. Questo piccolo locale, sito in via Garibaldi 58, rione Trastevere, lungo la salita del Gianicolo, divenne un punto di riferimento per artisti, pittori e musicisti romani e costituì un vero e proprio laboratorio culturale grazie al quale spiccarono il volo artisti che, negli anni successivi, hanno fatto la storia della musica italiana.

Folkstudio
L’avvocato Leonardo Costa

Il nome di questo locale, Folkstudio, divenne presto un simbolo nella scena musicale italiana e internazionale. Innumerevoli sono i musicisti, alcuni già famosi altri pressoché sconosciuti, che si sono esibiti tra i tavolini e il fumo del locale, proponendo, a un pubblico di giovanissimi, canzoni e musica di tutti i generi, dal folk ai primi assaggi di jazz, dal pop alla musica etnica. Non c’erano regole, bastava prendere una chitarra, salire su un palchetto improvvisato ed iniziare a cantare, spesso nell’indifferenza generale. Erano gli anni della dolce vita e Roma splendeva in tutta la sua bellezza, frequentata da attori hollywoodiani, artisti provenienti da tutto il mondo, latin lovers e paparazzi.

Si racconta che nel 1962 un giovanissimo e semi sconosciuto Bob Dylan, di passaggio a Roma, si esibì nel locale di via Garibaldi. Dal Folkstudio sono passati Giorgio Lo Cascio, Ernesto Bassignano, Edoardo De Angelis, Renzo Zenobi, Mimmo Locasciulli, Sergio Caputo, Grazia Di Michele, Rino Gaetano, Antonello Venditti, Gianni Togni, Claudio Lolli, Caterina Bueno solo per citarne alcuni.

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Francesco De Gregori esordì al Folkstudio, grazie al fratello Luigi Grechi, anche lui cantautore, che lo introdusse in quell’ambiente. Anche jazzisti poi diventati famosi come Mario Schiano, Tullio De Piscopo, Albertino Radius hanno iniziato la loro carriera esibendosi nel piccolo locale di via Garibaldi. Uno dei più importanti gruppi gospel italiani, The Folkstudio Singers, nacque al Folkstudio. Giovanna Marini, la più grande interprete di musica popolare italiana, deliziava il pubblico con le sue melodie accattivanti. Addirittura nacque un gruppo chiamato I Giovani del Folkstudio, formato da De Gregori, Venditti, Bassignano e Lo Cascio, i famosi “quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla” cantati da Venditti in uno dei suoi brani più famosi.

Il primo Lp pubblicato insieme da De Gregori e Venditti nel 1972, Theorius Campus, nacque proprio da questa collaborazione e fu il disco di esordio di entrambi. “Ho conosciuto Francesco nel ’69 e poco dopo abbiamo messo in piedi un gruppo, ci chiamavamo, senza troppa fantasia, I giovani del Folkstudio. Suonavamo solo la domenica, iniziavamo il pomeriggio e poi via, fino a sera”, racconta Antonello Venditti. “L’accesso era libero a tutti, tra birre e poco da mangiare”, dice Francesco De Gregori che, riferendosi al Folkstudio, parlerà di “fiori falsi e sogni veri” nel suo brano “Arlecchino”.

Intanto Harold Bradley era tornato in America e la direzione del locale fu assunta da Giancarlo Cesaroni che ebbe il merito di lanciare molti nuovi artisti e di pubblicizzare l’attività del Folkstudio, tanto da costituire anche una propria etichetta discografica.

Folkstudio
Il Folkstudio

Questi furono gli anni di maggior splendore del Folkstudio, addirittura alcuni artisti registrarono dischi dal vivo nel locale, come Francesco Guccini che nel 1973 vi registrò alcuni brani dell’album dal vivo “Opera buffa”, o Francesco De Gregori che nel 1990 incise i brani “Natale” e “Due Zingari”, poi pubblicati negli album dal vivo “Musica Leggera” e “Niente da capire”. Nel 1976 la Folk Magic Band registrò l’album live “Jazz al Folkstudio”.

Folkstudio
L’avvocato Costa davanti alla storica sede a Roma

Nel corso degli anni la sede del Folkstudio si spostò in via Sacchi e, infine, in via Frangipane, dalle parti del Colosseo, ma il periodo magico era ormai finito. Nel 1998, dopo la morte di Cesaroni, il locale chiuse definitivamente i battenti.

Di questa magnifica esperienza artistica restano i ricordi di chi ha frequentato il locale di via Garibaldi e di chi ha avuto la fortuna di esibirsi tra un boccale di birra e una sigaretta, davanti a un pubblico di giovani capelloni. E una targa, collocata al n. 58 di via Garibaldi dove si legge: “Qui era il Folkstudio, fondato da Harold Bradley nel 1961. Laboratorio internazionale di canto e di musica popolare”.

LEONARDO COSTA

(Avvocato, appassionato di letteratura e musica)

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