L’Arnas “Civico – Di Cristina – Benfratelli” di Palermo, domani a mezzogiorno, inaugurerà il Centro di riferimento regionale per la diagnosi e la cura dell’Endometriosi, diretto dal dottor Antonio Maiorana, e l’annessa nuova “sala operatoria integrata Teleion” dedicata alla Ginecologia. 
L’appuntamento prevede una prima fase che si svolgerà presso l’aula multimediale dell’Azienda, sita al piano 2° del padiglione 1, in Piazza Nicola Leotta 4, e a seguire il consueto taglio del nastro davanti l’ingresso del centro, sito al padiglione 3 b (edificio adiacente a quello dell’UOC “Ginecologia e Ostetricia”), piano terra.
È prevista la presenza dell’assessore regionale della Salute, Marcello Caruso, precisa l’efficiente ufficio stampa.
L’UOC “Ginecologia e Ostetricia” dell’Arnas “Civico – Di Cristina – Benfratelli” di Palermo, accanto a quella dell’Arnas “Garibaldi” di Catania, rappresenta uno dei centri di riferimento regionale in Sicilia per la diagnosi e la cura dell’Endometriosi, istituiti con la legge regionale n. 27 del 28 dicembre 2019 “Disposizioni per la tutela e il sostegno delle donne affette da endometriosi”.
“Grazie alla sensibilità dell’attuale Governo, inoltre, con il DA. 652 del 23 giugno 2025 è stato adottato un PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) dedicato alla diagnosi e alla cura della patologia, al fine di garantire omogeneità ed equità di accesso alle cure sul territorio regionale, sfatando difformità assistenziali e perfezionando il percorso virtuoso già introdotto dalla Rete Endometriosi Siciliana: ovvero un modello di cura esemplare anche per altre Regioni”, prosegue la nota stampa.
“La nostra Regione è stata pioniera nella standardizzazione di un percorso assistenziale, a carattere multidisciplinare, che ha permesso di offrire, alle donne che convivono con questa difficile patologia, tempestiva risposta e una presa in carico complessiva e consapevole. L’Endometriosi ha pesanti ripercussioni in termini di costi diretti e indiretti e, laddove non può contare sullo stesso modello di cura, registra ancora oggi purtroppo, notevoli ritardi diagnostici rispetto all’esordio della malattia”, conclude il comunicato.
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