L’arte può accendere una scintilla e dare spazio alla creatività facendo vivere emozioni e stati d’animo difficilmente manifeste a parole. Ancor più il mezzo artistico sta diventando sempre più un tramite importante di relazione per quanti a causa di difficoltà psichiche e intellettive non riescono a comunicare normalmente con il mondo circostante.
Ad interessarsi anche alle possibilità comunicative racchiuse nell’arte – tra pittura, scultura – volte a sostenere persone con disabilità in particolare intellettiva nel loro interagire con l’esterno, sono i collezionisti Carmen e Reinhold Würth che da diverso tempo hanno individuato come la pratica dell’arte da parte di queste persone con disabilità possa aiutarli ad integrarsi nella società.
I collezionisti Würth hanno dato visibilità a queste persone nei Musei e negli Spazi espositivi del gruppo Würth; ed inoltre all’interno della loro collezione vi è un gruppo di opere realizzate proprio da artisti con disabilità intellettiva attivi in diversi “ateliers assistiti” presenti in Germania. I collezionisti Carmen e Reinhold Würth hanno intravisto nell’arte irregolare” un’occasione non soltanto per promuovere un’integrazione sociale, ma anche per valutare nuovi e originali risultati sul piano artistico.
A pochi passi da Roma, a Capena nel 2006 in concomitanza con la costruzione della sede Würth, viene fondata l’Art Forum Wurth, che, come per le altre sedi, si propone di accogliere e realizzare esposizioni temporanee finalizzate a rendere fruibile al pubblico la ricca collezione di Reinhold Würth, comprendente soprattutto opere del XX e del XXI secolo. A riguardo segnaliamo l’esposizione attualmente in corso “Pathos und Pastos. Christopher Lehmpfuhl nella Collezione Würth” inaugurata lo scorso anno a settembre e che sta riscontrando un grande interesse da parte di un pubblico sempre più attento e partecipe a iniziative legate all’arte.
Il percorso espositivo dedicato all’artista tedesco Christopher Lehmpfuhl (Berlino, 1972) dove sono riunite oltre 40 opere tra quelle della collezione e diverse di sua proprietà visibili fino al 4 ottobre 2025, in occasione della giornata mondiale dell’Amicizia che si celebra il 30 luglio, apre le porte al pubblico invitandolo a prendere parte alle visite guidate dalle ore 10 alle ore 17, a metà prezzo se in compagnia di un amico (4 euro invece di 8 euro per gli individuali, 30 euro invece di 60 euro per gruppi di almeno 8 persone).
“Pathos und Pastos” permette di esplorare alcune delle serie più significative del lavoro di Lehmpfuhl: dalle scultoree rappresentazioni urbane ai luminosi paesaggi naturali eseguiti in diverse parti del mondo. Noto per la sua capacità di catturare la bellezza e l’essenza dei paesaggi attraverso la pittura en plein air, l’artista attraverso i suoi viaggi che lo hanno portato a visitare diversi paesi dall’Islanda al Giappone, dall’Italia all’India ha immortalato scenari unici in cui emergono nostalgia, smarrimento, ma anche inquietudine e un senso di abbandono. 
La sua arte pittorica diventa il mezzo privilegiato non solo per calarsi nei luoghi che rappresenta, ma per vivere un’esperienza sensoriale completa che trasmette attraverso contrasti di luci e ombre, segni avvolgenti di pennellate e grumi di materia e vernice stesi manualmente in un’esecuzione organica e magistrale. Se da un lato vi sono rimandi all’Impressionismo nell’utilizzare gli effetti prodotti dalla luce all’aria aperta, dall’altro è evidente un chiaro riferimento all’Espressionismo per quel sondare entro i luoghi silenziosi del pensiero dove si nascondono dolori e paure pronte a riemergere in un’elaborazione fatta di percezioni visive e immaginarie che rivivono in forme e segni dinamici nel loro ricostruire sentieri evanescenti talora visionari, pronti per essere lasciati andare.
Lontano dall’idillio da cartolina, Lehmpfuhl registra i cambiamenti negli spazi pubblici durante le attività di costruzione: gru edili e rovine incombono nel suo lavoro. Per decenni, ha catturato su tela luoghi emblematici come il Castello di Berlino, creando opere che mostrano una situazione e al contempo trasmettono anche sensazioni inattese.
Entrando con lo sguardo e la mente in queste rappresentazioni di ampio respiro si viene catturati entro i ritmi in divenire del fluire della vita tra visibile e invisibile, presenza e assenza a partire dai luoghi della natura, paesaggi cittadini (tra i più celebri quelli incentrati sulla nativa Berlino, inesauribile fonte d’ispirazione per l’autore) e dipinti di viaggio.
Edito da Swiridoff con la prefazione di C. Sylvia Weber, direttrice della Collezione Würth, il catalogo che accompagna la mostra presenta i saggi di Thomas Gädeke, Susanne Zargar Swiridoff e Kirsten Fiege compreso il contributo dell’artista.
SILVANA LAZZARINO
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