Antonietta Micali
Antonietta Micali

In un’epoca in cui la questione di genere è sempre più al centro del dibattito sociale, nasce La Cattedra delle Donne, una piattaforma culturale lanciata l’11 ottobre 2024 con una missione chiara: scardinare le fondamenta della cultura patriarcale e offrire una nuova visione di convivenza tra uomini e donne, fondata su rispetto, equità e dignità. Il progetto si ispira ai principi universali dei diritti umani e ha ottenuto il prestigioso patrocinio di UN Women, rientrando nella campagna globale Generation Equality. Un riconoscimento che sottolinea la serietà e la portata internazionale dell’iniziativa.

Antonietta Micali
Antonietta Micali

La Cattedra delle Donne è stata ideata dal dottor Renato Ongania, studioso impegnato nella riflessione etico-sociale, con l’obiettivo di creare uno spazio di pensiero e dialogo aperto, plurale e inclusivo. A dirigere e coordinare il progetto è Antonietta Micali, che con competenza e passione ha saputo dare forma concreta alla visione culturale alla base dell’iniziativa.

Antonietta Micali: una mente eclettica al servizio del cambiamento

Nata a Torregrotta in Sicilia, Antonietta Micali ha trasformato la sua passione per la letteratura in una carriera brillante e multiforme. Dopo la laurea in Lettere Moderne all’Università La Sapienza di Roma, ha costruito un profilo che unisce la profondità dell’intellettuale con l’impegno dell’attivista culturale: docente, poetessa, scrittrice, giornalista e direttrice di dipartimento all’interno dell’Accademia Tiberina, dove guida il settore dedicato alla Letteratura.

Micali non è solo una professionista della parola, ma una vera e propria artigiana del pensiero. Le sue opere, tra cui Dedalo e Icaro, Un ballo alla vita e Mentre eravamo altrove…, esplorano temi esistenziali, psicologici e sociali con sensibilità e rigore. I riconoscimenti non mancano: dai premi letterari nazionali come il Modigliani e il Canaletto, fino a menzioni internazionali della Writers Capital International Foundation, passando per eventi culturali di rilievo come la Biennale di Venezia e il Gran Prix de la Côte d’Azur.

La cultura come azione civile

Attraverso La Cattedra delle Donne, Antonietta Micali ha saputo trasformare la cultura in strumento di militanza etica, premiando contenuti capaci di generare consapevolezza e cambiamento. Ne è un esempio l’adozione del libro Femminicidio e Narcisismo Patologico come miglior saggio dell’anno 2024, un’opera collettiva che affronta il fenomeno della violenza sulle donne da una prospettiva psicologica e sociale.

Parallelamente, Antonietta Micali ha promosso eventi e incontri di alto valore simbolico. Nel corso dell’iniziativa “Universo Donna”, ha presentato l’antologia Le Sopravvissute, dando voce a storie di rinascita al femminile. Un’altra testimonianza concreta del suo approccio: unire narrazione e impegno civile per far emergere il coraggio e la forza delle donne.

Riconoscimenti e alleanze culturali

L’attività instancabile di Antonietta Micali non si limita ai confini nazionali. La Direttrice della Cattedra ha promosso un importante gemellaggio culturale tra l’Accademia Tiberina e l’Accademia delle Lingue di Atene, rafforzando così il ponte tra l’Italia e la Grecia nel nome della cultura e dell’educazione.

Nel 2025, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, ha ricevuto il titolo di “Segno di Pace”, un’onorificenza riservata a coloro che si sono distinti nella costruzione del dialogo e nella promozione dei valori umani attraverso l’arte e la cultura.

Un faro di pensiero per il futuro

Antonietta Micali rappresenta oggi una delle voci più lucide e appassionate nel panorama culturale italiano. Con La Cattedra delle Donne, ideata dal dottor Renato Ongania, ha creato un luogo non solo fisico ma anche simbolico dove la parola femminile può emergere libera, autorevole e trasformativa. Il suo lavoro incarna un’idea di cultura che non si limita a osservare il mondo, ma lo interroga, lo denuncia e lo ricostruisce.

In un tempo in cui la narrazione dominante ha bisogno di nuove radici, La Cattedra delle Donne – e con essa Antonietta Micali – si propone come uno spazio fertile in cui far crescere consapevolezza, bellezza e giustizia.

Antonietta Micali
Antonietta Micali

L’INTERVISTA

Buongiorno Professoressa Micali, grazie per aver accettato il nostro invito. Iniziamo dall’inizio: come nasce ‘La Cattedra delle Donne’?
“La ringrazio per l’attenzione. La Cattedra delle Donne nasce dal desiderio profondo – condiviso con il suo ideatore, il dottor Renato Ongania – di offrire uno spazio culturale in cui la voce femminile possa esprimersi pienamente, senza mediazioni, nel rispetto della parità e della dignità. È una risposta alla necessità di riformulare il nostro modo di convivere, ispirandoci ai principi della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani”.

Quali sono i valori fondanti di questo progetto?
“Equità, libertà, rispetto. Alla base c’è un’idea di cultura come azione civile: intendiamo superare gli stereotipi patriarcali per promuovere una società in cui donne e uomini possano davvero camminare fianco a fianco, senza ruoli prestabiliti”.

‘La Cattedra delle Donne’ ha ottenuto il patrocinio di UN Women. Che significato ha per Lei?
“È un riconoscimento importante che conferisce legittimità internazionale al nostro lavoro. Aderire alla campagna Generation Equality e poter affiancare il nostro simbolo al logo Onu è un onore, ma anche una responsabilità. Significa che ciò che facciamo ha una risonanza che va oltre i confini nazionali”.

Antonietta Micali
Un suo libro

C’è stato un momento simbolico che considera il cuore del progetto finora?
“Sicuramente la premiazione del saggio Femminicidio e Narcisismo Patologico è stata un momento chiave. È un testo corale che affronta un tema drammatico con lucidità e rigore. Abbiamo voluto premiarlo per ribadire che la cultura può – e deve – essere uno strumento di contrasto alla violenza”.

Nella sua visione, cultura e impegno sociale sono sempre connessi?
“Assolutamente sì. La cultura non è solo espressione estetica, ma anche responsabilità etica. Non possiamo limitarci a ‘rappresentare’ il mondo: dobbiamo avere il coraggio di cambiarlo, partendo dalla parola, dal pensiero critico, dall’educazione”.

Parliamo di lei. Come si definirebbe in tre parole?
“Curiosa, resiliente, appassionata”.

La sua formazione è letteraria. Quanto ha influito sul suo percorso?
“Immensamente. La letteratura è la mia casa, il mio orizzonte e la mia arma. Attraverso i testi ho imparato a pensare, a dubitare, a immaginare alternative. È una palestra straordinaria per chi voglia costruire visioni nuove della realtà”.

Le sue opere, comprese le poesie, trattano spesso di identità, dolore e rinascita. C’è un filo rosso?
“Direi che il filo è la complessità dell’umano. Amo indagare le contraddizioni, le ferite, ma anche la capacità di rigenerarsi. La parola, per me, è sempre un tentativo di cura”.

Antonietta Micali
Antonietta Micali

Ha ricevuto numerosi premi. Qual è quello a cui è più legata?
“Tutti hanno avuto un significato, ma il riconoscimento come ‘Segno di Pace’, ricevuto insieme a centinaia di personalità impegnate nella diplomazia culturale, è stato particolarmente toccante. Veder riconosciuto il valore della cultura come strumento di pace è stato davvero molto emozionante”.

Il progetto ha già raggiunto anche l’estero. Ci saranno altri sviluppi internazionali?
“Stiamo lavorando per rafforzare la rete. L’interesse è crescente e ci sono contatti in corso con altre accademie europee. L’obiettivo è creare un vero dialogo transnazionale tra donne e uomini della cultura impegnati nella costruzione di un nuovo umanesimo”.

Cosa consiglia alle giovani donne che oggi vogliono intraprendere un cammino culturale?
“Di non chiedere il permesso. Di essere sé stesse, sempre, e di non aver paura del pensiero, della profondità, della passione. La cultura non è elitaria: è un diritto e un dovere. E deve diventare anche uno strumento di emancipazione”.

Un sogno che non ha ancora realizzato?
“Trasformare La Cattedra delle Donne in una vera e propria scuola permanente di pensiero e dialogo, aperta al pubblico, alle scuole, ai territori. Un luogo fisico e simbolico dove coltivare una cultura della consapevolezza”.

La ringrazio, professoressa Micali. Le sue parole sono ispirazione e monito.
“Grazie a lei. Credo nel potere delle domande, e nel coraggio di chi le pone come arcobaleno nella quotidianità”.

Antonietta Micali
Antonietta Micali

Uscire da un dialogo con Antonietta Micali…
Lascia una sensazione nitida: quella di aver attraversato uno spazio di pensiero in cui la parola non è mai superficiale, mai casuale, mai vuota. In un tempo spesso dominato da rumore e velocità, il suo modo di raccontare – misurato, ma mai distaccato – ci ricorda che la cultura è ancora uno dei luoghi più rivoluzionari in cui abitare.

La Cattedra delle Donne non è soltanto un progetto, ma un gesto politico e poetico insieme. È la dimostrazione che cambiare immaginario collettivo è possibile, a patto che si scelga il coraggio dell’intelligenza e la fedeltà al senso umano delle cose. Antonietta Micali ci insegna che le parole possono essere strumenti di cura e di giustizia, che la letteratura non è un rifugio ma un atto di resistenza, e che dare spazio alle voci femminili non significa escludere, ma includere una parte di verità che per troppo tempo è stata silenziata.

La sua visione è limpida: se vogliamo un mondo più giusto, dobbiamo prima imparare a raccontarlo diversamente. Forse è proprio questo il compito più urgente della cultura oggi: non avere paura della complessità, e continuare a costruire ponti tra memoria, pensiero e futuro.

ILARIA SOLAZZO

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