<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La voce del nisseno &#187; Novembre 2010</title>
	<atom:link href="http://www.lavocedelnisseno.it/category/incontri/novembre-2010/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.lavocedelnisseno.it</link>
	<description>Archivio online del periodico d&#039;informazione politica, attualità e cultura LA VOCE DEL NISSENO</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 May 2012 10:01:45 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>“FOTOGRAFIE DI PAROLE” PER RACCONTARE ANCHE SE STESSI</title>
		<link>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/%e2%80%9cfotografie-di-parole%e2%80%9d-per-raccontare-anche-se-stessi/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=%25e2%2580%259cfotografie-di-parole%25e2%2580%259d-per-raccontare-anche-se-stessi</link>
		<comments>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/%e2%80%9cfotografie-di-parole%e2%80%9d-per-raccontare-anche-se-stessi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Nov 2010 06:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavocedelnisseno.it/?p=1850</guid>
		<description><![CDATA[Michele Bruccheri intervista Daniela Vellani che ha di recente pubblicato un libro di poesie. La docente partenopea vuole narrare la storia di Napoli attraverso la “voce” degli scugnizzi
A distanza di un anno, torno ad intervistare Daniela Vellani. Una brava docente partenopea con la divorante passione per la poesia. Nelle scorse settimane ha pubblicato “Fotografie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Michele Bruccheri intervista Daniela Vellani che ha di recente pubblicato un libro di poesie. La docente partenopea vuole narrare la storia di Napoli attraverso la “voce” degli scugnizzi</strong><div class="wp-caption alignright" style="width: 293px"><img title="Daniela Vellani" src="http://img574.imageshack.us/img574/9956/1001danielavellani.jpg" alt="Daniela Vellani" width="283" height="320" /><p class="wp-caption-text">Daniela Vellani</p></div></p>
<p>A distanza di un anno, torno ad intervistare Daniela Vellani. Una brava docente partenopea con la divorante passione per la poesia. Nelle scorse settimane ha pubblicato “Fotografie di parole”. Un volume di vibrante lirismo che è metafora del suo ricco e variegato universo interiore. Sono scatti di emozioni, sentimenti, sapori. Versi scritti con eleganza ed arguzia. Una forma di straordinaria condivisione di stati d’animo e di esperienze. Un modo per raccontare anche se stessi attraverso le parole che sono preziose, incisive e vere istantanee. Possiede la rara capacità innata di cogliere immediatamente la bellezza di una situazione, di un volto, di un paesaggio. Un’autrice capace di scavare con grande abilità nelle latebre oscure dell’animo umano. Ma nel suo cassetto c’è pure l’ambizioso progetto di raccontare la sua Napoli tramite la “voce” degli scugnizzi. Interloquire con lei è sempre un momento piacevole ed edificante. Ecco il resoconto del nostro dialogo per la versione on line de “La Voce del Nisseno”. <strong> </strong></p>
<p><span id="more-1850"></span></p>
<p><strong>Nelle scorse settimane hai pubblicato un libro di poesie. Ce ne parli?</strong></p>
<p>“Sì, certo. Ho pubblicato recentemente questo libro. Si tratta di una raccolta di testi che ho scritto negli ultimi due anni. L’ho intitolata ‘Fotografie di parole’ perché, più che di poesie, si tratta di momenti che ho voluto impressionare, come fa il fotografo quando cattura col suo flash scene di vita, o come fa l’artista con i colori, mentre cerca di riportare sulla tela gli scenari che osserva avidamente”.</p>
<p><strong>Il volume quante liriche comprende?</strong></p>
<p>“Centododici”.</p>
<p><strong></p>
<p>Qual è il filo conduttore?</strong></p>
<p>“La natura e le sue diverse sfaccettature che diventano la metafora della mia intensa vita interiore. Devo dire che un elemento ricorrente è il mare”.</p>
<p><strong>Dove l’hai presentato e quali sono i prossimi appuntamenti in calendario?</strong></p>
<p>“L’ho presentato nella vetrina online del miolibro it., sul Facebook e sul Myspace. Ho intenzione di fare una ristampa a breve termine. Non appena sarà pronta la presenterò in alcuni centri culturali della zona e te lo farò sapere. La pubblicazione è nata dalla voglia di comunicare e condividere con persone sensibili sensazioni, emozioni ed esperienze. Molte persone che apprezzano i miei testi, mi hanno incoraggiata a farlo. Così ho voluto sperimentare quest’esperienza che non è assolutamente a scopo di lucro”.</p>
<p><strong>Chi legge la poetica di Daniela Vellani? Puoi tratteggiare un rapido identikit del tuo lettore?</p>
<p></strong>“Non posso fare un identikit del mio lettore. Ho ricevuto apprezzamenti da persone completamente diverse tra di loro, per personalità, professione, età. Leggono i miei testi, ad esempio, insegnanti, poeti, casalinghe, medici, musicisti, farmacisti, negozianti, impiegati, studenti… Sono molto richiesti anche dai miei alunni. Credo che ciò che accomuni queste persone, indipendentemente dalla professione e dall’età, sia la sensibilità e la capacità di provare emozioni”.</p>
<p><strong>Tu riesci sapientemente a dipingere con le parole. C’è stato mai un evento che ti ha, come dire, frenato creativamente, cioè ti ha impedito a “fotografare con le parole”?</strong></p>
<p>“Ci sono stati momenti in cui l’ispirazione mi è venuta meno, o meglio non ho provato l’impulso a scrivere. Non parlerei di eventi, ma di periodi in cui sono stata particolarmente coinvolta dal lavoro con riunioni, programmazioni, corsi di aggiornamento e così il lato freddo e professionale di me ha preso il sopravvento. Gli eventi invece, belli, brutti, dolorosi e angoscianti, la scoperta di posti diversi, di città, di luoghi naturali m’ispirano tantissimo. E’ allora che una forza irrefrenabile mi spinge quasi automaticamente a scrivere”.</p>
<p><strong>Qual è usualmente il tuo stato d’animo prima di scrivere una lirica?</strong></p>
<p>“Mi viene improvvisamente un impulso, come una specie di ansia che placo scrivendo velocemente, ovunque mi trovi: scuola, treno, sala d’attesa di un medico, centro commerciale, auto, aereo, nave, spiaggia, bosco, ogni ambiente di casa, anche la stanza da bagno, chiesa, strada…Uno dei testi riportati nel libro, ‘Harem’, l’ho concepito mentre facevo la doccia. Uscita dalla cabina, ancora bagnata, lo scrissi in pochi minuti”.<div class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><img title="La copertina del libro di Daniela Vellani" src="http://img502.imageshack.us/img502/104/732lacopertinadellibrod.jpg" alt="La copertina del libro di Daniela Vellani" width="206" height="320" /><p class="wp-caption-text">La copertina del libro di Daniela Vellani</p></div></p>
<p><strong>Come ci si sente dopo aver scritto una poesia?</p>
<p></strong>“Soddisfatta e insoddisfatta. Sicuramente rilassata. Sto bene con me stessa e sento il desiderio di scrivere ancora”.</p>
<p><strong>Secondo te, i migliori versi si scrivono quando si è tristi o quando si è felici?</p>
<p></strong>“Sicuramente quando si è tristi, addolorati, angosciati. Naturalmente anche i pochi momenti di felicità ispirano. Ma il dolore, la tristezza, la malinconia, la nostalgia, sono grandi ispiratori”.</p>
<p><strong>Un tuo progetto editoriale tanto importante quanto ambizioso riguarda la storia di Napoli, la tua città, raccontata però da scugnizzi. A che punto sei con questo lodevole progetto culturale?</p>
<p></strong>“Si tratta di un testo che sto scrivendo per la scuola. Ho intenzione di realizzare un progetto musicale insieme ad una collega musicista. Per avvicinare gli alunni alla storia della loro città, ho pensato di farlo attraverso il racconto degli scugnizzi, da quelli ‘greci’ fino agli odierni. I ragazzini e i narratori, attraverso battute ironiche, frasi in latino maccheronico tradotte in napoletano, filastrocche in rima, canti e balli, faranno un excursus storico, attraversando i momenti salienti della città partenopea. Si parlerà ad esempio della leggenda di Partenope, della fondazione della città da parte dei Greci, della presenza romana, del periodo medievale, degli Svevi, degli Angioini, di Masaniello,dei Borboni, della Repubblica partenopea, dei Savoia, delle Guerre Mondiali, della presenza americana, della camorra. Ho quasi ultimato la stesura del copione, che potrà subire dei cambiamenti in itinere, se dovessero esserci proposte interessanti da parte degli alunni coinvolti”.</p>
<p><strong>So che è pronto un tuo libro autobiografico sulla scuola. Quando lo pubblichi?</strong></p>
<p>“Il libro è prontissimo. S’intitola ‘Mamma, esiste una scuola per me’. Uscirà a breve scadenza e naturalmente sarai subito avvisato. In quel libro c’è la mia vita, quella dei miei figli, dei miei alunni. Per questo ci tengo particolarmente. E’ scritto in modo spontaneo… E’ un ‘libro aperto’ della mia vita di madre ed insegnante, in cui metto a nudo esperienze, errori e successi. Ho cercato, inoltre, di trattare tutti gli aspetti della scuola: attività, metodologie, bullismo, integrazione di alunni diversamente abili, inserimento di stranieri ed extracomunitari, teatro, musica, creatività e pensiero divergente, psicomotricità, viaggi di istruzione, prove d’esame e INVALSI, valutazione ed altro…”. </p>
<p><strong>Qual è stato il giorno più bello della tua vita?</p>
<p></strong>“Questa domanda per me è molto imbarazzante. Non so. Potrei risponderti il giorno del matrimonio, ma ero molto indaffarata e confusa per viverlo pienamente. Potrei dirti quando è nata mia figlia Roberta o quando è nato mio figlio Luigi. Anche allora ero frastornata per poter assaporare pienamente la bellezza di quei vissuti. Forse il giorno della laurea, coronamento di anni di studio, il giorno in cui la mia autostima fino ad allora molto bassa, incominciò a crescere, giorno in cui regalai una grande soddisfazione ai miei genitori. Li resi veramente felici e la loro felicità rese anche me felice”.</p>
<p><strong>Diametralmente opposto, qual è stato invece il giorno più brutto della tua esistenza?</p>
<p></strong>“Bella domanda anche questa. Sicuramente il giorno in cui persi mio padre è stato uno dei più brutti della mia esistenza”.</p>
<p><strong>Qual è, a tuo parere, la migliore qualità morale che possiedi?</p>
<p></strong>“La spontaneità”.</p>
<p><strong>Qual è, se c’è, ovviamente, il tuo peggior difetto caratteriale?</strong></p>
<p>“La spontaneità”.</p>
<p><strong>Che cosa ti rende felice?</p>
<p></strong>“Il sorriso di un bambino”.</p>
<p><strong>Di cosai hai paura, abitualmente?</p>
<p></strong>“Del futuro dei miei figli”.</p>
<p><strong>Qual è l’errore che ti riconosci?</p>
<p></strong>“Agire d’impulso senza riflettere, spinta dall’emozione. Ah quanti errori ho commesso! Ne pago le conseguenze, ma persevero… Non imparo mai e continuo ad errare…: ‘errare humanum est, sed perseverare diabolicum’. Io sono diabolica!”.</p>
<p><strong>Qual è il tuo regista preferito e perché?</strong></p>
<p>“Stanley Kubrick. I suoi film, pur presentando una grande varietà di tematiche, sono affascinanti, ti entrano nell’anima, toccano le nostre paure nascoste e i nostri desideri, stimolano la fantasia, ti lasciano strascichi di pensieri: ‘Odissea nello spazio’, con le sue scene affascinati e futuristiche</p>
<p>accompagnate da musiche eterne; ‘Shining’ con le sue atmosfere inquietanti che mettono a nudo la psiche. Ho indicato istintivamente Kubrick, ma non posso non citare altri grandi registi come Federico Fellini, Claude Lelouch, Milos Forman”.</p>
<p><strong>Chi sono i tuoi attori cinematografici prediletti?</strong></p>
<p>“Jack Nicholson, Robert De Niro, Meryl Streep, Dustin Hoffman”.</p>
<p><strong>Qual è il tuo personale bilancio in merito a quest’anno?</p>
<p></strong>“E’ stato un anno molto ‘movimentato’. Ho vissuto momento belli e ricchi di soddisfazioni sul piano professionale, familiare e delle amicizie. Ma ho vissuto anche molti momenti deludenti di quelli che ti corazzano, ti mettono alla prova e ti fanno crescere. Nella vita non si finisce mai d’imparare. Le esperienze belle, brutte, traumatiche ti arricchiscono e sono mattoncini che pian piano erigono il palazzo della tua esistenza. Questo è stato un anno pieno di mattoncini. Il palazzo è cresciuto di qualche piano”.</p>
<p><em>Michele Bruccheri</p>
<p></em></p>
<p>Per saperne di più</p>
<p><a href="http://www.myspace.com/danielavellani" target="_blank">www.myspace.com/danielavellani</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/%e2%80%9cfotografie-di-parole%e2%80%9d-per-raccontare-anche-se-stessi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>IAGO, IL POETA DELL’EMOZIONE: “LO SCOPO DELLA POESIA E’ CONTAGIARE E STIMOLARE”</title>
		<link>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/iago-il-poeta-dell%e2%80%99emozione-%e2%80%9clo-scopo-della-poesia-e%e2%80%99-contagiare-e-stimolare%e2%80%9d/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=iago-il-poeta-dell%25e2%2580%2599emozione-%25e2%2580%259clo-scopo-della-poesia-e%25e2%2580%2599-contagiare-e-stimolare%25e2%2580%259d</link>
		<comments>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/iago-il-poeta-dell%e2%80%99emozione-%e2%80%9clo-scopo-della-poesia-e%e2%80%99-contagiare-e-stimolare%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 03 Nov 2010 16:03:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavocedelnisseno.it/?p=1856</guid>
		<description><![CDATA[Il suo vero nome è Roberto Sannino. Ha vinto numerosi premi e in questa intervista di Michele Bruccheri ci parla anche del suo incontro con Renato Zero. Vuole pubblicare un romanzo.
Un poeta che sa abbracciare, un poeta che coccola l’emozione: sa emozionarsi e sa emozionare. Iago, pseudonimo di Roberto Sannino, nato a Roma quarantadue anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il suo vero nome è Roberto Sannino. Ha vinto numerosi premi e in questa intervista di Michele Bruccheri ci parla anche del suo incontro con Renato Zero. Vuole pubblicare un romanzo.</strong><br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Iago, pseudonino di Roberto Sannino" src="http://img183.imageshack.us/img183/1122/21iagopseudoninodiroberf.jpg" alt="Iago, pseudonino di Roberto Sannino" width="320" height="302" /><p class="wp-caption-text">Iago, pseudonino di Roberto Sannino</p></div></p>
<p>Un poeta che sa abbracciare, un poeta che coccola l’emozione: sa emozionarsi e sa emozionare. Iago, pseudonimo di Roberto Sannino, nato a Roma quarantadue anni fa, si è scoperto poeta poco più di un quinquennio addietro. Per lui la poesia è “contagiare, stimolare e creare”. I suoi versi, profondi e geniali, sono inseriti in parecchie antologie. Ha inoltre vinto numerosi concorsi letterari tra i quali Fonopoli 2004 e 2008. E in questa intervista ci racconta anche del suo incontro con il cantautore romano Renato Zero. Ormai la sua produzione poetica è copiosa e pregevole. Ama il contatto con il suo pubblico. Partecipa spesso a serate di letture e a manifestazioni poetiche. L’ho conosciuto, in provincia di Roma, proprio mentre declamava i suoi versi. Che sono l’inchiostro che veicolano la sua vita. Per lui, l’ispirazione nasce dalla “fissità della natura”. Vuole pubblicare un romanzo. Il suo ultimo volume poetico è intitolato “Delirium Tremens” (Giulio Perrone editore) pubblicato un anno fa, esattamente a novembre. “Credo che il valore per eccellenza sia la coerenza di vita, non dire quello che si pensa ma fare quello che si pensa, nel rispetto dello spazio esistenziale altrui”, dichiara al microfono del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”. Ecco l’intervista nella versione web.</p>
<p><span id="more-1856"></span></p>
<p> <strong>Quando e come hai scoperto il fuoco della poesia nella tua vita?<br />
</strong>“Circa sette anni fa, verso la fine di una notte decisiva. Avevo pianificato nei minimi dettagli la mia dipartita, moralmente chiamata suicidio. Stavo scrivendo qualcosa ai miei cari, invece scrissi un testo strano, alla mia vista piacevole, per i miei sensi stupefacente. Rimasi a fissarlo per diverso tempo, per assurdo dalla disperazione passai ad uno stato di amichevole calma. Quella notte scrissi senza sosta fino all’alba quando il sole mi apparve magnifico”.<strong> </strong></p>
<p><strong>Il tuo vero nome è Roberto Sannino. Il tuo pseudonimo è invece Iago. Perché?<br />
</strong>“Ho scelto il nome del personaggio di Shakespeare per due motivi: il secondo riguarda la determinata ostinazione dell’anti-eroe dell’Otello che riesce a mettere in scena il suo piano diabolico, solo perché conosce a fondo l’animo umano, le sue debolezze, le sue corruttibilità. Il di me poeta parla delle dinamiche incastrate nei nostri istinti, le possiede, le respira e poi le incide sul foglio. Inoltre mi affascinano le personalità complesse, poco lineari e contorte. Il primo evidenzia la volontà di notificare una rinascita, la presenza di una nuova persona, più consapevole e pronta ad affrontare i girotondi della vita”.</p>
<p><strong>Cosa hai provato quando il tuo primo componimento è stato inserito in un’importante antologia di Milano? Ci sono state altre analoghe soddisfazioni?<br />
</strong>“Un’indicazione, come quando chiedi ad un passante se stai procedendo bene per andare in una zona che non conosci. Quel giorno lo ricordo molto bene, fu una gioia enorme ma compresi anche che da lì in avanti avrei dovuto lavorare molto su di me, cosa che non finirò mai di fare. Con la casa editrice Montedit pubblicai la mia prima poesia, con loro ho conseguito poi altre pubblicazioni in antologie a tema e relative ai molti concorsi annuali che svolgevano e che svolgono. Poi ho continuato a partecipare a concorsi e antologie con selezione di partecipazione, comparendo negli ultimi tempi al fianco dei poeti e degli scrittori più affermati (Calabrò, Spaziani, Bevilacqua, Zavoli, Pecora ed altri); in questo caso oltre all’ulteriore conferma di una certa qualità poetica, rimane il piacere di affiancare il grande nome, che di rado accetta di apparire con un poeta in emersione”.</p>
<p><strong>Un poeta svizzero ti ha voluto come curatore dell’antologia wiki. Di che tipo di progetto si tratta?<br />
</strong>“L’idea fu di Andrea Galli che in collaborazione con Nuoviautori.org di Carlo Trotta volle unire molti poeti che accettarono di seguirlo in questo progetto ormai ultimato, che vide luce sul web per poi trovare concretezza sul cartaceo. Si è cercato di far interagire molti poeti, partendo da argomenti noti; le poesie risultavano intimamente legate dal titolo delle stesse, da una parola contenuta nei versi di ognuno (che costituiva il titolo della successiva) o dal contenuto che veniva ripreso nella seguente. Il risultato è stato la messa in scena del mostro ‘Wikismo’, un organismo in continua mutazione emotiva alimentato dalla simbiosi fra i versi che al termine, produssero più di 1500 poesie spartite tra i 50 poeti partecipanti, tra cui anche francesi, tedeschi, inglesi, romeni ed indiani. Gli effetti di questo grande sforzo si sono visti negli anni, considerando che le ‘poesie corali’ costituiscono oggi una pratica molto usata dagli internauti e non solo. Con orgoglio posso dire che ho preso parte ad un movimento che ha aperto una strada comune, che è poi lo scopo della Poesia: contagiare, stimolare, creare”.</p>
<p><strong>So che hai ottenuto numerosi riconoscimenti. A quale ti senti più legato e perché?<br />
</strong>“L’importanza di un riconoscimento è utile ma aggiunge poco al valore intrinseco del poeta; sono giunto a questa conclusione nel corso degli ultimi tempi. Di sicuro però il riconoscimento più gradito l’ho avuto da Renato Zero, vincendo il concorso indetto da Fonopoli nel 2004, che mi ha prodotto anche un libro di poesie dal titolo ‘Il biancospino’. I concorsi veramente genuini in Italia sono molto rari, di certo non appartengono a questa categoria quelli più blasonati che ormai sono ostaggio delle case editrici e non conseguenza del valore oggettivo del testo prodotto. Ho scambiato qualche parola con il cantautore romano, che ammise la scarsa attenzione della società verso il mondo della poesia che non aiuta le persone ad ascoltarsi nel modo migliore”.</p>
<p><strong>Hai pubblicato diversi libri. Stenograficamente me ne parli?<br />
</strong>“Nessun libro da me prodotto è un discorso chiuso. Sono contrario a ‘nomificare’ i lavori poetici, però così volendo non troverei editori, la legge di mercato vuole che il lettore venga subito catturato; si passa quindi da ‘Inquietudine’ il primo, a ‘Delirium Tremens’ l’ultimo. Ci tengo però a ripetere che altro non sono che l’ininterrotta vicissitudine tra il mio sistema corpo-anima ed il nostro mondo. Mi scarnifico espandendo la mia storia che reputo simile a quella degli altri, le mie opere cercano una comunione di intenti che mancano. Spero di non essere stato troppo stenografico”.</p>
<p><strong>Complessivamente quante poesie hai scritto?<br />
</strong>“La mia produzione ufficiale, quindi editata da strutture riconosciute, rappresenta una minima parte dei miei scritti totali: sommando gli inediti ho prodotto oltre duemila poesie”.</p>
<p><strong>Recentemente hai “partorito” un volume di racconti intitolato “Il mosaico”. Qual è il filo conduttore?<br />
</strong>“Non esiste perché tutti quei racconti sono stati scritti in un arco temporale di circa sei mesi. Appartengono ad una ‘spinta animale’ ben precisa, mi viene da dire che la tramatura unica sia il mio stato d’animo frammentato in differenti immagini dissimili ma che alla fine compongono ‘il mosaico’ di me”.</p>
<p><strong>Sovente partecipi a serate di letture e a manifestazioni poetiche. Nasce un fecondo scambio culturale con i tuoi colleghi oppure no?<br />
</strong>“Il cross-over esiste ma ciò che rimane non viene verificato nel tempo, questo perché è presente una forte invidia tra i poeti, una stupida ed ottusa ostinazione verso il proprio nome, come se la Poesia esistesse grazie a loro. Poveri idioti, non sanno quanto si sbagliano. Assistendo agli incontri o ai seminari specifici poi, mi trovo di fronte a discorsi poco proficui, di scarso stimolo, fatti in rigoroso stile accademico con l’unico scopo di pescare altri ‘alunni’ disposti a seguire le gesta del maestro di turno, ed accettando quindi di farsi indottrinare a scapito della personale vena creativa, dico questo per esperienza diretta. Mostrarsi in pubblico è una gradevole forzatura, nelle serate di letture ho l’opportunità di emozionare ed emozionarmi, rimane evidente che se la situazione fosse diversa me ne starei a casa, vicino al bosco in compagnia dell’unica matrice ispirativa… la fissità della natura. Ho compreso più cose osservando un insetto che assistere ad un convegno sulla poetica del Montale”.</p>
<p><strong>Sei coinvolto in lezioni di poesia istantanea in istituti scolastici romani. Di che si tratta, concretamente?<br />
</strong>“Questa domanda riguarda la mia missione poetica. Non sono un invasato ma se Lei mi ha chiamato ci dovrà pur essere un motivo: credo nell’inadeguatezza dell’attuale sistema letterario nelle scuole. Rimane opportuno stimolare il giovane, prima all’approccio verso il foglio, guidarlo nella formazione del testo poetico senza inquinamenti di stile e di forma. Solo in un secondo tempo va affrontato uno studio più tecnico e accademico. Quando entro nelle classi la prima cosa che dico è: ‘buongiorno poeti, perché voi siete dei poeti ed ora vi mostrerò il perché’, la fase che segue verte sul coinvolgimento diretto degli alunni alla scrittura, gradualmente si sciolgono e scrivono con me. Vedere la bellezza dei loro scritti vale per me più di qualunque altro premio. Per far sì che il testimone della poesia passi di mano in mano, ci dobbiamo convincere che è controproducente allietare le serate dei benestanti in pensione che tra poco se ne andranno. E’ il momento di cambiare ‘verso’, accendere lo spirito dei virgulti per farne delle persone equilibrate, sicure e pronte a non farsi vincere dalle insidie della vita. Chiedo troppo?”.</p>
<p><strong>Circa un anno addietro hai pubblicato il libro in versi dal titolo “Delirium Tremens”. Qual è il “succo”?<br />
</strong>“Il titolo tiene fede alla serie di fatti che avvengono quando scrivo e che si accavallano senza alcuna interruzione: penna alla mano, rapido sguardo al foglio, pioggia di immagini che parlano a formare una musica muta, inizialmente impetuosa poi gradualmente ordinata, le parole vanno al loro posto, io non esisto essendo parte integrante di un sistema dinamico che ha come unico scopo quello di vitalizzare la parola, renderla pensante e autonoma. Il mio corpo è investito in toto, il rapporto di connessione non riguarda solo la mente ma ogni apparato. Il cuore batte più forte, il fiato si fa irregolare, mi sento come un mare in tempesta mai distaccato eppure assente…Delirium Tremens, appunto”.</p>
<p><strong>L’hai dedicato a tutte le persone che sanno abbracciare. Perché?<br />
</strong>“La nostra società ha progressivamente perso la sensibilità del vivere. Porgere una mano, comprendere prima di offendere, sentire chi ci sta di fronte, toccarlo, abbracciarlo. Abbracciare è forse il movimento del corpo più importante, è dire al prossimo: ‘Ehi, guarda io ci sono, ti ascolto’”.</p>
<p><strong>Come è stato accolto, il volume, dalla critica e dal pubblico?<br />
</strong>“Considerando che per un libro di poesia ci vuole più tempo, direi bene. La critica ufficiale è automatica e mi interessa meno, mi preme molto di più sapere cosa pensa la gente e la loro approvazione mi carica, non scrivo mai pensando a chi legge e ascoltare i loro complimenti è magnifico. Come ogni anno porto in giro il mio ultimo libro, ho appena finito il primo programma di presentazioni. Da novembre riparto, Milano, Roma, Torino ed altre sedi meno conosciute. Il contatto con i lettori rimane fondamentale per la mia crescita”.<strong></strong></p>
<p><strong>Letizia Leone, nella prefazione, scrive: “Iago porta nel sangue il germe spirituale degli espressionisti…”. Puoi descrivere la tua poetica?<br />
</strong>“Amo ascoltare i ritmi delle cose ed i loro pensieri. Sto inseguendo la sorgente della personalità, l’origine che si rinnova senza mai sparire. So che è conciso, ma la mia poetica la posso riassumere così”.</p>
<p><strong>Ci sono tracce di autobiografismo nelle tue liriche?<br />
</strong>“L’inchiostro veicola la mia esistenza, la porta sulla carta dove nasce l’attualità che vivo. La mia poesia è ciò che sono, che ero e che sarò. Uso le parole con rispetto e precisione perché è opportuno fornire la giusta dimensione del mio punto di vista, fornito da ciò che mi accade. Scrivere versi per me è paradossale come la vita e reale come la morte”.</p>
<p><strong>Chi sono i tuoi poeti preferiti?<br />
</strong>“Partendo dal fatto che la conoscenza poetica l’ho affrontata dopo aver scritto le liriche d’inizio e non prima, posso affermare che non ci sono stati maestri di introduzione all’arte dello scrivere. Poco dopo ho ascoltato le parole dei nomi illustri, senza mai vivermi una lecita sudditanza letteraria che può nascere. Rimango affascinato dai poeti autodidatti che hanno ‘esperienziato’ il loro vocabolo, i liberi pensatori del passato che non hanno condiviso le scuole di pensiero o difeso a spada tratta un ideale non verificabile sul campo. Il mio poeta preferito rimane su tutti Gesù Cristo, leggerlo è come ascoltare la voce di ogni età”.</p>
<p><strong>Hai scritto queste parole: “V’è differenza, contrariamente al comune pensiero accademico, tra scrivere poesia ed essere poeta; il poeta del terzo millennio lo vedo spogliato da ogni riferimento d’appartenenza che lo porta a scrivere di qualsiasi cosa, in tutti i luoghi, in ogni istante di tempo, tenendo sempre a mente la propria coerenza artistica, legame distillato tra coscienza e parola. Io scrivo in istantanea, non apporto mai correzioni…”. Puoi fornirci ulteriori delucidazioni in merito?<br />
</strong>“La valenza poetica di un artista trascende dallo scrivere versi su un foglio, prendendo in considerazione il passato, noto ad esempio che le visioni di Van Gogh erano impresse nel suo sangue, dal suo originale impatto sugli eventi, come si poneva dentro gli aspetti, il coraggio con cui non permetteva al parere ordinario di ostacolare il suo percorso. Stesso concetto posso esprimerlo per il ‘poeta della pietra’ Michelangelo, che vedeva già la scultura imprigionata nel marmo, ritenendo la sua azione una sorta di granitica potatura. Potrei continuare con Mozart e Beethoven; il prologo è la parte principale, permette al corpo di essere una struttura di contatto, un<strong> </strong>portale fra il nostro mondo ed il rumore universale, vivere non di memoria ma con la memoria al fine di poter guardare al futuro con occhi nuovi. Mi immagino questi ‘illuminati’, come delle spugne… assorbono in ogni istante di tempo, sono perennemente poeti facendosi guidare senza pregiudizi dalla loro anima artistica. Di base l’humus è lo stesso, cambia l’epilogo che porta uno a dipingere, l’altro a scolpire o a comporre musica; l’attenzione però è quella del poeta che possiede il colpo d’occhio dell’insieme vivente. Oggi questo manca, i ‘potenti del<strong> </strong>verso’, coloro che<strong> </strong>sono schiavi dell’editoria attuale, non la pensano come me e spesso ho discusso con loro. Riducono l’attività poetica esclusivamente a semplice professione, creando stili e specificità d’azione. Il terzo millennio è iniziato; ancora si parla di poesia religiosa, sociale, visionaria, erotica ed altre sezioni. La Poesia è una sola e di volta in volta la persona deve scrivere ciò che affronta, scartare immagini perché non rientrano nel filone, è il suicidio della mente. Io scrivo di qualunque cosa, ovunque mi trovo senza precludermi nulla. L’istantanea la considero una fede, rispetto a molti che lavorano sulla parola tagliando e cucendo perdendo il contatto con ciò che li segue, con altre emozioni e vissuti che non torneranno”.</p>
<p><strong>Dal tuo punto di vista, qual è lo stato di salute della cultura italiana?<br />
</strong>“Il patrimonio culturale del nostro paese è il più imponente e variegato del resto del mondo. Attualmente però gli intellettuali sono autoreferenziali, non si confrontano con la realtà sociale e questo ha portato ad una deleteria perdita di memoria. Stiamo sperperando il tesoro letterario del passato, se pensiamo che il maggior ‘esperto’ di Dante è americano. Di certo c’è qualcosa che non va. Oggi siamo sicuramente più informati rispetto ai periodi precedenti, ma è un tipo di preparazione puramente nozionistica, mancante di passione che è madre della sapienza. Bisogna usare la cultura per aggregare, non per separare ceti sociali. Se poi ci aggiungiamo la premeditata azione dei nostri governanti (sia di destra che di sinistra) volta a creare un appiattimento verso il basso, ecco che non ci si può lamentare se poi i programmi in voga sono quelli di intrattenimento; sì la cultura oggi è un modo per conversare piuttosto che un mezzo per comprendere e non farsi friggere la mente. Mi spiego quindi perché un poeta non viene mai interpellato, è impossibile portarlo verso una concezione di parte e, se è un poeta vero, dirà sempre e solo l’opinione esatta, smascherando ogni interesse che inquina la morale dei giudizi”.</p>
<p><strong>Quali sono le principali doti che dovrebbe avere un poeta per scrivere poesie?<br />
</strong>“Esiste un fattore X detto ‘dono divino’ che per definizione non dipende dalla persona e se sostenuto da un elevato senso critico, condito da una forte predisposizione alla lettura poetica e non, porta al conseguimento di una consapevolezza molto positiva, di volta in volta rinnovabile e lungimirante. La grande difficoltà rimane lavorare su se stessi più che sui lavori degli altri; io dico spesso a chi scrive chiedendomi dei consigli: ‘Non abbiate fretta di vedervi pubblicati ma cercate il vostro stile, la vostra metrica, il vostro percorso formativo’. La scrittura poetica è il risultato di diversi piccoli fattori che insieme devono creare un grande equilibrio”.</p>
<p><strong>Quali sono, umanamente, le tue migliori virtù?<br />
</strong>“So abbracciare”.</p>
<p><strong>E i tuoi peggiori difetti?<br />
</strong>“La ricerca ostinata dell’immortalità artistica, che a volte mi fa essere poco pratico”.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi valori di base?<br />
</strong>“Non mi piace essere scontato, di fronte ad un luogo comune preferisco il silenzio. Però credo che il valore per eccellenza sia la coerenza di vita, non dire quello che si pensa ma fare quello che si pensa, nel rispetto dello spazio esistenziale altrui”.</p>
<p><strong>Qual è stato il giorno più bello della tua vita?<br />
</strong>“Aver detto a mio fratello ‘ti voglio bene’. Quel giorno alla fine di una forte discussione lo abbracciai e pronunciai quelle magiche parole. Altro giorno fantastico è stato quando ho visto per la prima volta la mia attuale compagna, credo che quell’istante stia ancora durando”.</p>
<p><strong> Qual è l’errore che ti riconosci?<br />
</strong>“Come poeta nessuno visto che mi considero perennemente informato sui fatti. La componente umana mi ha visto commettere un oceano di errori, non mi perdono il non aver capito prima la mia attitudine alla scrittura, le avvisaglie ci sono state, ora le vedo ma per codardia e per quieto vivere non le ho ascoltate”.</p>
<p><strong>Che musica ascolti?<br />
</strong>“Tutti i generi, stornelli popolari compresi, ma è solo con la classica che viaggio oltre l’uomo. Adoro Beethoven, tra i pochi che hanno veramente tentato di musicare l’ignoto”.</p>
<p><strong>Infine, a quali progetti stai lavorando nell’immediato?<br />
</strong>“Con Silvestro Sentiero, poeta istantaneo napoletano, stiamo presentando un progetto di sensibilizzazione poetica, rivolto alle scuole superiori. Sto programmando le presentazioni del mio ultimo libro, collaboro con un poeta di Milano per la messa a punto di un libro di poesie e foto. Ho ripreso le mie ‘storie lunghe’, vorrei pubblicare un romanzo scegliendolo fra i tre che sto scrivendo. A breve sarò presente in alcuni comuni, dove scriverò in istantanea nei rispettivi centri storici, non credo ci sia in giro una persona disposta a scrivere in diretta di fronte ad un pubblico. Ho quasi ultimato il cartaceo relativo agli aforismi ed haiku. Ah dimenticavo… vincerò il Nobel e poi non ritirerò il premio”.</p>
<p><em>Michele Bruccheri</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/iago-il-poeta-dell%e2%80%99emozione-%e2%80%9clo-scopo-della-poesia-e%e2%80%99-contagiare-e-stimolare%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>20</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L’ECLETTISMO DI RAFFAELLA PICCIRILLO: CANTANTE, ATTRICE E BALLERINA</title>
		<link>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/l%e2%80%99eclettismo-di-raffaella-piccirillo-cantante-attrice-e-ballerina/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=l%25e2%2580%2599eclettismo-di-raffaella-piccirillo-cantante-attrice-e-ballerina</link>
		<comments>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/l%e2%80%99eclettismo-di-raffaella-piccirillo-cantante-attrice-e-ballerina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Nov 2010 15:45:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavocedelnisseno.it/?p=1860</guid>
		<description><![CDATA[La giovane artista di Cremona, intervistata da Michele Bruccheri, è stata quest’anno finalista al concorso canoro di Saint Vincent. Presto inciderà un inedito. Ama la musica che trasmette il “tormento dell’anima”
Ha la grinta e la forza di non fermarsi mai. E’ tenace, volitiva e piena di entusiasmo. Diploma in ragioneria-programmatore, Raffaella Piccirillo, 32 anni, di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La giovane artista di Cremona, intervistata da Michele Bruccheri, è stata quest’anno finalista al concorso canoro di Saint Vincent. Presto inciderà un inedito. Ama la musica che trasmette il “tormento dell’anima”</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Raffaella Piccirillo" src="http://img80.imageshack.us/img80/1017/5raffaellapiccirillo.jpg" alt="Raffaella Piccirillo" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Raffaella Piccirillo</p></div>
<p>Ha la grinta e la forza di non fermarsi mai. E’ tenace, volitiva e piena di entusiasmo. Diploma in ragioneria-programmatore, Raffaella Piccirillo, 32 anni, di Cremona, ama l’arte e la musica. Si è cimentata con la batteria, ha pubblicato un cd di cover e presto inciderà un inedito. Predilige la musica che trasmette il “tormento dell’anima”. E’ un’artista davvero eclettica: cantante, attrice e ballerina. E’ stata finalista al concorso canoro di Saint Vincent di quest’anno ed ha frequentato un prestigioso corso cinematografico con l’attrice Barbara Enrichi che, nel 1997, vinse il David di Donatello. “Mi auguro di poter andare avanti con la musica e poter crescere artisticamente ancora con altre importanti esperienze”, dichiara in questa intervista per la versione on line del nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.    </p>
<p><span id="more-1860"></span></p>
<p><strong>Quando scopri la tua passione per l’arte e per la musica?<br />
</strong>“Fin da piccola, da buona bambina introversa e taciturna, mi sono isolata presto nel mio piccolo mondo scegliendo così canali espressivi alternativi come poteva essere il disegno, le recite scolastiche, il canto, eccetera eccetera. Che poi con gli anni sono diventate vere e proprie passioni che tutt’ora cerco di portare avanti”.<strong></strong></p>
<p><strong>So che hai realizzato un cd di cover. Quali brani hai cantato?<br />
</strong>“Sì, è un cd di presentazione: Because the night di Patty Smith, Don’t Know Why di Norah Jones, Minuetto di Mia Martini, Il Cielo D’Irlanda di Fiorella Mannoia, This is the Life di Amy MacDonald e Remedios di Giusi Ferreri”.</p>
<p><strong>E’ vero che sei stata finalista al concorso canoro di Saint Vincent quest’anno?<br />
</strong>“Sì, ne ho fatti diversi tra i quali appunto questo di Saint Vincent che mi ha portato fino in finale con il pezzo Minuetto di Mia Martini… E’ stata un’esperienza parecchio lunga tra le varie selezioni, però molto importante che mi ha fatto capire meglio come districarsi nel mondo musicale”.</p>
<p><strong>Attualmente, in quali progetti sei impegnata?<br />
</strong>“Registrerò a breve il mio inedito e spero di potervelo far ascoltare al più presto”.</p>
<p><strong>Che genere di musica ami ascoltare?<br />
</strong>“Nasco come musicista. Per diversi anni mi sono cimentata con la batteria, quindi musica ben suonata: hard rock, AOR, rock e metal. Poi per conoscere al meglio le mie qualità vocali mi sono dedicata alla musica italiana…”.</p>
<p><strong>Qual è, a tuo parere, la voce femminile più bella della musica italiana? E della musica straniera?<br />
</strong>“Ce ne sono tantissime. Adoro Mia Martini, Loredana Bertè, Aida Cooper, Antonella Ruggiero, Fiorella Mannoia… Tutte le voci dallo spessore interpretativo, per intenderci. Così come per le cantanti straniere: Tina Turner, Patty Smith, Barbra Streisand, Anastacia… Diciamo che prediligo quelle cantanti che riescono a trasmettere quel ‘tormento dell’anima’ un po’ tipico di tutti i veri artisti”.</p>
<p><strong>Due anni addietro hai partecipato ad un musical a Cremona. Di cosa si trattava?<br />
</strong>“Sì, dal titolo ‘Carpe Diem’. Una bella rivisitazione ed omaggio agli anni ‘70 durante i quali si percepiva ancora più fortemente il bisogno di poter inseguire i propri sogni”.</p>
<p><strong>Tra essere cantante, attrice e ballerina (le hai fatte tutte e tre), cosa preferisci di più e perché?<br />
</strong>“Senza dubbio la cantante. E’ il settore dove studio di più, anche tutti i giorni, cercando di migliorarmi continuamente e rafforzandomi tecnicamente. Anche se ti dirò che, dopo il corso cinematografico e realizzazione del video ‘Stella per un giorno’ il ruolo di attrice non mi sta poi così male. Quindi, mai dire mai!”.</p>
<p><strong>Hai partecipato, inoltre, allo spettacolo teatrale “Il Mago di Oz”. Cosa facevi?<br />
</strong>“Mi sono prestata per diversi ruoli…  Zia Emma, ho interpretato con la mia voce il brano ‘Somewhere over the rainbow’ e infine ho ballato nella coreografia delle Streghe previsto dallo spettacolo”.</p>
<p><strong>Sei stata impegnata anche, presso il Teatro Monteverdi di Cremona, nell’ambito dello spettacolo “L’eredità”. Quale è stato il tuo ruolo?<br />
</strong>“Appunto, perché non mi ci vedo male nel ruolo di attrice! Ho interpretato una bella ‘Finta Suora’ con i tacchi a spillo… Spettacolo molto divertente ed ironico: due fidanzatini che progettano di far fuori un lontano zio, appunto perché mirano alla sua eredità per potersi sposare”.</p>
<p><strong>C’è un’attrice italiana o straniera, teatrale o cinematografica, che apprezzi maggiormente rispetto alle altre?<br />
</strong>“Anche qui la mia ammirazione per la loro bravura va a molte: Jody Foster, Woopy Goldberg, Sandra Bullock…Delle italiane, la nostra mitica Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Stefania Sandrelli”.</p>
<p><strong>E’ vero che hai frequentato un corso cinematografico? E con chi?<br />
</strong>“Sì. E’ stata una esperienza bellissima della durata di ben nove mesi con la nota attrice Barbara Enrichi (premio David di Donaltello 1997) che ci ha spiegato nel concreto come si recita davanti ad una telecamera con tutti gli eventuali problemi tecnici che si posso presentare durante le riprese”.</p>
<p><strong>Mi risulta che tu abbia recitato nel video “Stella per un giorno”. Me ne parli?<br />
</strong>“Sì. E’ stato il lavoro e risultato finale di questo corso. Ad ogni allievo in coppia con un altro è stato assegnata una scena di un noto film da realizzare poi nel concreto davanti ad una telecamera, dando ovviamente una propria interpretazione personale. A me è toccata appunto la rivisitazione di una scena tratta dal film ‘L’ultimo bacio’ (litigata fra moglie e marito, nell’originale con l’attrice Stefania Sandrelli)”.</p>
<p><strong>Qual è l’ultima pellicola cinematografica che hai visto?<br />
</strong>“Maschi contro Femmine…: bellissimo!”.</p>
<p><strong>Chi sono i tuoi scrittori preferiti?<br />
</strong>“Amo il genere fantasy in generale”.</p>
<p><strong>Che rapporto c’è tra te e la poesia?<br />
</strong>“Abbastanza tormentato. Avevo una mia carissima amica scrittrice che purtroppo è scomparsa un paio di anni fa in un incidente stradale… E’ un canale espressivo che non amo usare molto”.</p>
<p><strong>Qual è la tua migliore qualità morale?<br />
</strong>“Non sopporto le ingiustizie e rendo pane al pane e vino al vino…”.</p>
<p><strong>E il tuo peggior difetto?<br />
</strong>“Idem. Purtroppo il mio pregio è anche il mio peggior difetto, oltre ad essere molto testarda”.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi irrinunciabili valori di riferimento?<br />
</strong>“La mia famiglia e coloro che credono in me”.</p>
<p><strong>Qual è il tuo piatto preferito?<br />
</strong>“Sono golosissima: dolci, dolci, dolci”.</p>
<p><strong>Qual è il colore che ami di più e perché?<br />
</strong>“Il nero: è universale, elegante e sta bene con tutto”.</p>
<p><strong>Come riesci a sedurre un uomo?<br />
</strong>“Semplicemente essendo me stessa, anche se preferisco essere io la corteggiata”.</p>
<p><strong>Dalla tua sfera di cristallo, cosa “prevedi” per te nel prossimo anno?<br />
</strong>“Più che prevedere, mi auguro di poter andare avanti con la musica e poter crescere artisticamente ancora con altre importanti esperienze. E’ una sfida continua e bisogna aver la forza di non fermarsi mai”.</p>
<p><em>Michele Bruccheri</em></p>
<p>Per saperne di più<br />
<a href="http://www.myspace.com/piccirilloraffaella" target="_blank">www.myspace.com/piccirilloraffaella</a></p>
<p>     <strong></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/l%e2%80%99eclettismo-di-raffaella-piccirillo-cantante-attrice-e-ballerina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>14</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>NOEMI BAIOCCHI COLTIVA IL SOGNO DI ANDARE A SANREMO</title>
		<link>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/noemi-baiocchi-coltiva-il-sogno-di-andare-a-sanremo/?utm_source=rss&amp;utm_medium=rss&amp;utm_campaign=noemi-baiocchi-coltiva-il-sogno-di-andare-a-sanremo</link>
		<comments>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/noemi-baiocchi-coltiva-il-sogno-di-andare-a-sanremo/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Nov 2010 17:25:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Novembre 2010]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.lavocedelnisseno.it/?p=1864</guid>
		<description><![CDATA[Intervista di Michele Bruccheri alla giovane cantante di Livorno. Nonostante la sua giovane età, vanta importanti esperienze artistiche. La chiave di svolta, per lei, è stata Saint Vincent.
Dolce e determinata, la giovane cantante livornese, Noemi Baiocchi, coltiva il sogno di approdare a Sanremo. Ci sta lavorando tenacemente. La promettente artista toscana frequenta l’ultimo anno al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Intervista di Michele Bruccheri alla giovane cantante di Livorno. Nonostante la sua giovane età, vanta importanti esperienze artistiche. La chiave di svolta, per lei, è stata Saint Vincent.</strong></p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Noemi Baiocchi" src="http://img715.imageshack.us/img715/4998/49noemibaiocchi.jpg" alt="Noemi Baiocchi" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Noemi Baiocchi</p></div>
<p>Dolce e determinata, la giovane cantante livornese, Noemi Baiocchi, coltiva il sogno di approdare a Sanremo. Ci sta lavorando tenacemente. La promettente artista toscana frequenta l’ultimo anno al liceo linguistico e vanta una significativa esperienza professionale, nonostante la sua giovane età. Sostenuta nell’ambizioso progetto dalla famiglia, si avvale di collaboratori di notevole calibro. Su tutti, il produttore artistico Vladimiro Tosetto. Si tratta dell’autore di pezzi importanti di Eros Ramazzotti, Giorgia e Laura Pausini. La bella interprete è anche grata a Donatella Pandimiglio perché le ha fatto capire l’arte di cantare. Alla finale di Castrocaro ha interpretato brillantemente “Cercami” di Renato Zero. E in modo convincente canta il singolo “Bello ma scemo”, scritto da Francesco Palmieri. </p>
<p>Noemi Baiocchi, in questa intervista rilasciata al nostro sito web de “La Voce del Nisseno”, racconta l’emozione e la commozione provate in occasione del memorial dedicato al grande Giorgio Gaber, a Monte Magno, alla presenza della moglie dell’artista milanese. Un ricordo forte e indelebile. Tuttavia, la chiave di svolta, artisticamente per lei, è rappresentata da Saint Vincent. Ecco il resoconto del nostro faccia a faccia.      </p>
<p><span id="more-1864"></span></p>
<p><strong>Recentemente sei stata impegnata come co-protagonista in un videoclip del cantante Mariano Apicella. E’ vero?<br />
</strong>“Sì, confermo. E’ stata un’esperienza divertente e allo stesso tempo importante”.</p>
<p><strong>Questa esperienza professionale quanto incide nella tua sfera personale?<br />
</strong>“Non incide nella mia sfera personale assolutamente, però ho colto l&#8217;occasione di conoscere un bravissimo musicista, il signor Apicella, e di divertirmi in un ruolo che non mi appartiene visto che il mio sogno non è fare l&#8217;attrice ma la cantante”.</p>
<p><strong>Partiamo dagli esordi. Artisticamente nasci quattro anni addietro. Mi racconti il tuo inizio canoro?<br />
</strong>“In realtà il mio inizio canoro nasce ben dieci anni fa. Tutto nacque per gioco e partecipai, all&#8217;età di otto anni, ad un concorso. Mi ascoltarono e mi consigliarono di prendere lezioni di canto. Da lì è nato il mio sogno”.</p>
<p><strong>Mi risulta che hai ottenuto il podio più alto nell’ambito di un importante festival di Cerveteri. Confermi?<br />
</strong>“Sì. Avevo solo 11 anni. Però avevo già la grinta giusta e forse grazie alla semplicità che contraddistingue una giovane ragazzina, venni premiata su tutti gli altri adulti vincendo questo concorso, che è decisamente un pezzo significativo della mia vita. Infatti la vittoria mi diede la possibilità di frequentare dieci corsi gratuiti della maestra Donatella Pandimiglio della scuola di Pino e Claudio Insegno a.i.d. (associazione italiana danzatori). Mi ricordo che ogni venerdì andavo a Roma, non sentendo il sacrificio di spostarmi da Livorno a Roma”.</p>
<p><strong>A quali altri concorsi hai partecipato?<br />
</strong>“Ho partecipato un po&#8217; a tutti i concorsi della mia città, Livorno, e dintorni, piazzandomi sempre nei primi posti. Poi un giorno ho deciso di seguire un altro percorso perché avevo trovato un team con il quale lavorare. Questo è successo a Saint Vincent 2006 dove ho conosciuto Vladimiro Tosetto, adesso mio produttore artistico, con il quale ho collaborato da subito alla realizzazione del singolo ‘Bello ma scemo’ scritto da Francesco Palmieri”.</p>
<p><strong>Tramite una borsa di studio hai perfezionato le tue doti canore nella scuola di Pino e Claudio Insegno, come hai appena accennato. Concretamente, cosa hai appreso?<br />
</strong>“Grazie alla bravissima Donatella Pandimiglio, finalmente, riuscii a capire l&#8217;arte di cantare e non sforzarsi che è un po&#8217; il punto debole di ogni artista. Perché usare il diaframma e acquisire la giusta mimica facciale penso siano i punti chiave per divenire un cantante con la C maiuscola”.</p>
<p><strong>Qual è il tuo repertorio musicale, generalmente?<br />
</strong>“Non c&#8217; è in realtà un genere musicale che ascolto ma ce ne sono diversi<em>, </em>in quanto infatti amo ogni tipo di musica. Ovviamente sento che il mio stile sicuramente fa parte della pura canzone italiana”.</p>
<p><strong>So che sei stata ospite d’onore in occasione del memorial dedicato a Giorgio Gaber. Esattamente dove?<br />
</strong>“Ero a Monte Magno, fu una serata indimenticabile. Mi ricordo ancora la moglie in prima fila che era commossa. E&#8217; un ricordo importante per me, visto che ho sempre amato la sua musica d&#8217;autore e il suo modo di dire le cose. Quindi pensare di aver avuto l&#8217;opportunità di aver preso parte a quell&#8217;incontro così suggestivo, mi fa ancora emozionare”.<strong> </strong></p>
<p><strong>Mi parli dei concorsi “Golden Disc” e “Norfini” nei quali hai avuto un ruolo attivo?<br />
</strong>“Sì. Ho partecipato più volte a questi concorsi, classificandomi la maggior parte delle volte ai primi posti. Ed in entrambi, ho conosciuto diversi giovani e trovato anche molti amici. Mi sono davvero divertita e ogni anno era più una sfida con me stessa che con gli altri”.</p>
<p><strong>Sei stata anche impegnata al Festival di Saint Vincent. Che tipo di esperienza hai vissuto?<br />
</strong>“Penso sia stato il festival che mi abbia dato la chiave di volta. Qui, come ho detto prima, ho conosciuto Vladimiro Tosetto (autore di pezzi quali ‘Stella gemella’ di Eros Ramazzotti, ‘Come saprei’ di Giorgia, ‘Fidati di me’ di Laura Pausini). E all&#8217;inizio non sapendo in realtà ancora chi fosse, ero dubbiosa. Devo dire che non mi fidai troppo, ma poi con il tempo conoscendolo ho capito quale grande occasione mi stavo perdendo! E adesso, infatti, sono già quattro anni che lavoriamo insieme e posso dire di non essermi mai pentita della scelta fatta”.</p>
<p><strong>L&#8217;anno scorso sei stata a Castrocaro. O no?<br />
</strong>“Sì, grazie alla mia casa discografica Lungomare, Castrocaro 2009 mi ha aperto le porte alla vetrina tanto criticata ma la più popolare: la tv. Oltretutto in prima serata di venerdì sera! Era il 10 luglio e chi se lo dimentica più?! Dietro a quei 2 minuti e mezzo di canzone ci sono stati mille provini e altrettante selezioni, per non parlare di una settimana intera a Castrocaro che racchiudeva gli ultimi colpi finali<em>.</em> Era la prima volta che provavo un’emozione così grande.<em> </em>Mi sentivo un po’ fuori luogo. C&#8217;erano persone che ogni anno si rincontravano e avevano tutte la stessa ambizione: arrivare in finale. Diciamo così: un mix di fortuna, bravura e freschezza all&#8217;interno del mio inedito mi hanno premiato facendomi aggiudicare la finale”.<strong> </strong></p>
<p><strong>Spesso sei stata in prima linea in serate di beneficienza in compagnia, ad esempio, di Paolo Mingone di Zelig e di Dario Ballantini di “Striscia la notizia”. Che cosa significa, per te, umanamente ed artisticamente tutto ciò?<br />
</strong>“Per me è molto importante partecipare a questi eventi, perché sai di poter fare del bene a delle persone semplicemente facendo un’offerta. E nel mio piccolo, mi trovo a fare parte di tutto ciò grazie al canto, ovvero quello che amo fare e mi auguro di poter essere utile anch&#8217;io attraverso quella manciata di minuti. Quindi direi che sia una miscela di buoni motivi per partecipare sempre. Ad esempio, nei giorni scorsi ho partecipato ad un altro evento di beneficenza. Una raccolta di fondi in ricordo di un mio coetaneo che purtroppo è mancato in un incidente stradale e non c&#8217;è più”.</p>
<p><strong>Professionalmente che ruolo ha, nella tua vita, Vladimiro Tosetto?<br />
</strong>“Vladi ama definirsi il mio ‘papà artistico’ e quindi io prendendolo alla lettera molto spesso mi faccio sentire. Infatti, il nostro è un &#8216;amore e odio&#8217; che ci porta sempre su una buona strada. Mi fido molto di lui e mi capisce molto bene, e questo lo vede soprattutto anche nei pezzi che mi assegna. Inoltre si avvale di numerosi collaboratori, come Pino Carella (autore di molti testi di Laura Pausini) e questo mi rassicura molto”.</p>
<p><strong>Chi sono i tuoi artisti preferiti, sia italiani sia stranieri, in ambito canoro-musicale?<br />
</strong>“Amo tutta la musica in generale, di qualsiasi genere e di qualsiasi epoca”.</p>
<p><strong>Qual è la canzone più difficile che hai interpretato?<br />
</strong>&#8220;’All by my self’, sia dal punto di vista interpretativo che tecnico”.</p>
<p><strong>Cosa pensi del Festival di Sanremo?<br />
</strong>“E&#8217; il più grande dei trampolini di lancio per un cantante, un concorso che è al tempo stesso un grande evento mediatico. Sarebbe un sogno riuscirci a partecipare&#8230;diciamo che ci stiamo lavorando”.</p>
<p><strong>E dei programmi televisivi per cercare talenti di ogni genere?<br />
</strong>“Penso siano molto importanti in quanto offrono moltissima visibilità. Però allo stesso tempo si corre il rischio di avere un successo immediato senza riuscire poi a mantenerlo”.<strong><em> </em></strong></p>
<p><strong>Come trascorri il tuo tempo libero?<br />
</strong>“Sono una studentessa all&#8217; ultimo anno di liceo linguistico. Quindi la mia giornata la passo tra lo studio, il canto, il fidanzato e gli amici”.</p>
<p><strong>Quali sono i valori ai quali credi ciecamente?<br />
</strong>“Credo molto nell&#8217;onestà, nell&#8217;amicizia e nella famiglia”.</p>
<p><strong>Quali sono i tuoi punti forti, caratterialmente? E viceversa, quali sono invece i tuoi lati deboli, se ci sono?<br />
</strong>Sono molto sincera e semplice. Mi accontento di poco e tendo a fidarmi, forse troppo, delle persone. Con il rischio, a volte, di rimanerne delusa”.</p>
<p><strong>Qual è il sogno più ambizioso che vorresti realizzare?<br />
</strong>“Sicuramente diventare una cantante di successo”.<br />
<em></em></p>
<p><em>Michele Bruccheri </em></p>
<p>Per saperne di più<br />
<a href="http://www.myspace.com/noemibaiocchi" target="_blank">www.myspace.com/noemibaiocchi</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.lavocedelnisseno.it/2010/11/noemi-baiocchi-coltiva-il-sogno-di-andare-a-sanremo/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>11</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

