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	<title>La voce del nisseno &#187; Prima edizione</title>
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	<description>Archivio online del periodico d&#039;informazione politica, attualità e cultura LA VOCE DEL NISSENO</description>
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		<title>LA VOCE DEL NISSENO – Copertina prima edizione 2011</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:42:18 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 236px"><img title="LA VOCE DEL NISSENO" src="http://img191.imageshack.us/img191/1585/copertinatiff.jpg" alt="LA VOCE DEL NISSENO" width="226" height="320" /><p class="wp-caption-text">LA VOCE DEL NISSENO</p></div>
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		<title>SE LA SCUOLA CROLLA</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:39:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2011]]></category>
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		<description><![CDATA[L’EDITORIALE. Radiografia del sociologo e docente universitario Pasquale Petix. I dati sono inquietanti: “Ecco la realtà nuda e cruda”

I genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare di Serradifalco, oggi per fortuna non piangono. Il caso questa volta ha protetto i loro figlioli. Lo squarcio è impressionante e in modo crudelmente plastico rappresenta lo stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 255px"><img title="Pasquale Petix" src="http://img52.imageshack.us/img52/4479/pasqualepetixeditoriale.jpg" alt="Pasquale Petix" width="245" height="320" /><p class="wp-caption-text">Pasquale Petix</p></div>
<p><strong>L’EDITORIALE. Radiografia del sociologo e docente universitario Pasquale Petix. I dati sono inquietanti: “Ecco la realtà nuda e cruda”</p>
<p></strong></p>
<p>I genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare di Serradifalco, oggi per fortuna non piangono. Il caso questa volta ha protetto i loro figlioli. Lo squarcio è impressionante e in modo crudelmente plastico rappresenta lo stato attuale della scuola italiana. La tragedia è stata evitata forse con l&#8217;occhio benevolo dei santi che dobbiamo sperare non si distraggano mai.</p>
<p>E però la speranza non è sufficiente, anzi è incosciente visto che le cause di questi potenziali disastri sono note e da tempo da più voci denunciate. E allora la domanda è: in una moderna democrazia, si possono mandare i propri figli a scuola e correre il concreto rischio di non più rivederli vivi?</p>
<p><span id="more-2052"></span></p>
<p>Dal censimento effettuato dai tecnici del dipartimento regionale all&#8217;Istruzione e da quelli della Protezione civile, emerge che in Sicilia ci sono 4.245 scuole (di cui il 10% in affitto). La maggiore concentrazione di strutture scolastiche si ha  nelle province di Palermo e Catania, rispettivamente 843 e 809. Segue Messina (740) e poi Trapani (478), Agrigento (416), Siracusa (291), Ragusa (270), Enna e Caltanissetta (con 199 ciascuno). Ma il dato inquietante è che: ben 315 scuole hanno urgente bisogno di interventi di messa in sicurezza strutturale; 62 edifici risultano inagibili; oltre 2 mila necessitano di importanti opere di messa in sicurezza, prevenzione del rischio, adeguamento delle barriere architettoniche, ristrutturazione degli impianti tecnologici. Ma ancora il monitoraggio non si è concluso. Ad oggi, in questa Regione, quasi il 60 per cento del patrimonio costituito dall&#8217;edilizia scolastica, non è degno di uno Stato che si è assunto in base alla sua Costituzione l&#8217;obbligo del servizio scolastico per tutti gli ordini e gradi di istruzione. Questa è la realtà nuda e cruda. Ma il Governo nazionale per tutta risposta, di anno in anno, continua a tagliare le risorse per la scuola. L&#8217;istruzione per questo esecutivo non ha una valenza strategica, pertanto perché effettuare investimenti? E&#8217; una palla al piede e produce troppa consapevolezza critica che finisce per disturbare i manovratori (presenti e futuri). Tuttavia non possiamo pensare che i politici siano così cinici da non vedere il concreto pericolo che bambini e giovani, maestri e professori, bidelli e amministrativi, possano restare seppelliti dalle macerie. Gli edifici scolastici non sono eterni ed immutabili; soprattutto se li si lascia ad un lento ed inesorabile invecchiamento.</p>
<p>Ed allora su quali risorse in questo momento l&#8217;edilizia scolastica siciliana può contare? Un segnale di attenzione è arrivato dall&#8217;assessore regionale all&#8217;Istruzione Centorrino che, all&#8217;indomani del crollo, è giunto a Serradifalco per confortare i neo amministratori e fare il punto della situazione. In sede di confronto ai cronisti ha dato conto del complesso delle risorse statali, regionali ed europee che col piano regionale dell&#8217;edilizia scolastica la Regione movimenterà per fronteggiare le diverse emergenze dell&#8217;edilizia scolastica. L&#8217;assessore è consapevole che c&#8217;è una grave sproporzione tra le risorse finanziarie disponibili e gli interventi che si dovrebbero fare nelle scuole, tra messa in sicurezza, riduzione del rischio e interventi strutturali. Ci sono poche risorse rispetto agli obblighi che lo Stato si è assunto con i suoi cittadini, specie con quelli più giovani che aspettano di essere educati al rispetto dei doveri civici da istituzioni che siano modelli credibili di responsabilità e capaci di generare speranza nel futuro.</p>
<p><em>PASQUALE PETIX</em></p>
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		<title>SERRADIFALCO, CROLLA IL PADIGLIONE DELLA SCUOLA ELEMENTARE: NESSUN FERITO E TANTO PANICO</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Prima edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[
IL REPORTAGE. Risposta unanime da parte delle istituzioni. La magistratura apre un’inchiesta. Dal clero una proposta: istituire la Giornata del Ringraziamento  
Mancano pochi minuti a mezzogiorno e inopinatamente giunge un boato, fragoroso e sinistro. Si alza una fitta nube di polvere che di primo acchito sembra fumo. Crolla un padiglione della scuola elementare “Giovanni Verga” di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Il padiglione scolastico crollato" src="http://img546.imageshack.us/img546/7567/ilpadiglionescolasticoc.jpg" alt="Il padiglione scolastico crollato" width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">Il padiglione scolastico crollato</p></div>
<p><strong><br />
IL REPORTAGE. Risposta unanime da parte delle istituzioni. La magistratura apre un’inchiesta. Dal clero una proposta: istituire la Giornata del Ringraziamento  </strong></p>
<p>Mancano pochi minuti a mezzogiorno e inopinatamente giunge un boato, fragoroso e sinistro. Si alza una fitta nube di polvere che di primo acchito sembra fumo. Crolla un padiglione della scuola elementare “Giovanni Verga” di Serradifalco. Crolla il passato, la memoria, il presente e forse il futuro. Speriamo di no. Sono attimi interminabili di confusione, di sbalordimento, di panico. Genitori e nonni, avvertiti telefonicamente, giungono sul posto. Spaventati, quasi annichiliti. I bambini escono da scuola in fila, ordinati e composti. Ancora non si ha, comunque, la percezione di ciò che è accaduto. Intervengono immediatamente i soccorsi: carabinieri, polizia municipale, Protezione civile, Genio civile, amministratori e tecnici comunali. Poi anche i vigili del fuoco, nel frattempo allertati. L’area viene transennata, dopo l’evacuazione, e si verifica che non vi siano né feriti né morti.</p>
<p><span id="more-2049"></span></p>
<p>A crollare è, dunque, un’ala della scuola elementare. Il tetto trascina con sé i tre solai. In quel momento stanno lavorando gli operai della ditta “Di Bella” di Paternò. Di fatto, hanno rischiato di morire. Sono dei veri e propri miracolati. La parte dell’edificio scolastico è interessata ad opere di consolidamento strutturale. Viene inibito l’accesso anche a noi giornalisti che escogitiamo come poter documentare l’accaduto, pur tra mille difficoltà. Il padiglione è distrutto, sventrato. Le immagini sono sconvolgenti e non tutti possono vedere ciò che è avvenuto. In prima linea vi sono il sindaco Giuseppe Maria Dacquì, assessori e consiglieri comunali, il maresciallo dei carabinieri Salvatore Rapacciuolo (comandante della stazione locale), uomini e donne della Protezione civile, il 118, vigili del fuoco, tecnici dell’Enel… Ed ancora, il dirigente scolastico Mario Cassetti, a vario titolo insegnanti, rappresentanti della scuola e delle famiglie. C’è una vera e propria mobilitazione per capire e fronteggiare efficacemente la grave situazione.</p>
<p>Con encomiabile zelo si registra, due giorni dopo, la visita istituzionale dell’assessore regionale all’Istruzione e Formazione, Mario Centorrino su sollecitazione anche dell’onorevole Daniela Cardinale. Dopo il sopralluogo nella zona del crollo e prima di entrare nelle sede municipale, consegna ai nostri taccuini parole di solidarietà per Serradifalco e apprezzamento per la capacità di reazione senza isterismi inutili. Elogia la risposta del territorio di grande rilievo. Informa che è stata aperta una pratica di natura giudiziaria e tecnica. “Bisogna tornare alla normalità – dichiara alla stampa -. La scuola di Serradifalco sarà tra le prime priorità del governo regionale”. Il sindaco Dacquì, presso il Comune, esprime gratitudine per la visita immediata ed auspica la ripresa, in tempi brevi, anche in altri luoghi, delle attività didattiche: “E’ stato un evento tragico e non luttuoso – commenta -. Bisogna dare serenità e garantire il diritto allo studio”.</p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Il sopralluogo del presidente Lombardo " src="http://img200.imageshack.us/img200/9852/ilsopralluogodelpreside.jpg" alt="Il sopralluogo del presidente Lombardo " width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">Il sopralluogo del presidente Lombardo </p></div>
<p>Dopo l’accurata relazione del sindaco, interviene il dirigente scolastico Cassetti che integra con i suoi dati e conclude: “Bisogna fare in fretta. Bisogna puntare alla continuità didattica e alla sicurezza”. Per l’attestazione di stima ringrazia l’assessore regionale che chiede, poi, al sindaco, una nota finanziaria per essere già operativi da subito. Frattanto, la Procura della Repubblica di Caltanissetta apre un fascicolo. Per il pubblico ministero Edoardo De Santis l’ipotesi di reato è danneggiamento colposo (perché il crollo non ha provocato vittime), ma nessuno risulta nel registro degli indagati. La magistratura nissena e gli investigatori dell’Arma vaglieranno la posizione di alcune persone come ad esempio progettisti, direttori dei lavori ed esecutori dell’opera pubblica.  </p>
<p>In occasione del Consiglio comunale in seduta straordinaria ed urgente, del giorno successivo, il sindaco relaziona dettagliatamente e parla di “comunità sconvolta” dal crollo del padiglione scolastico. L’attività di consolidamento strutturale in fase di esecuzione è inserito nell’ambito di un progetto finanziato dalla Regione Sicilia per un ammontare di un milione e 400mila euro. “E’ stata istituita un’unità di crisi – aggiunge -. Non è stata disposta la procedura di sequestro della struttura da parte dell’autorità competente”. Puntigliosamente descrive il punto della situazione: assicurare la sicurezza, vigilare la struttura, recuperare la restante parte dell’attrezzatura scolastica; che sono state individuate nuove aule all’interno della scuola media, che bisogna ripristinare l’ordinaria attività didattica e puntare sulla predisposizione logistica per evitare scombussolamenti psicologici ai bambini; che è stato nominato un tecnico, l’ingegnere Michele Scarpulla, per accertare le cause del crollo; effettuare le verifiche statiche, demolire in sicurezza e ricostruire eventualmente l’ala… Plaude alla risposta pragmatica ed operativa da parte di tutti. E analogamente, il dirigente scolastico ringrazia i soggetti istituzionali intervenuti. Il dibattito è all’insegna della maturità. Salvatore Caramanna, capogruppo consiliare della maggioranza, auspica il recupero delle risorse per ricostruire la scuola e predisporre un programma per tornare alla normalità: “Il crollo rappresenta una profonda ferita che ha lacerato tutti”. Il capogruppo della minoranza, Salvatore Pace, che definisce il crollo “uno degli interventi più tristi”, manifesta lo stupore per il fatto che non sia stato disposto il sequestro giudiziario della struttura. E conclude: “Chi ha sbagliato ne deve rispondere in sede penale e civile”. Il consigliere comunale Paola Lobue, rivolgendosi alla comunità, chiede di “evitare il panico e il terrorismo psicologico”, mentre Rosario Ristagno nel ringraziare gli operatori scolastici per la risposta esemplare tuona: “Serradifalco rivuole la sua scuola”. Il presidente della massima assise cittadina, Carmelo Magro Malosso, elogia “i bravi bambini che sono in ottime mani” e riporta le “parole positive per la nostra laboriosità pronunciate dall’assessore Centorrino”. Il Consiglio comunale fa quadrato attorno al paese ed approva, unanimemente, un documento inviato alle massime autorità politico-istituzionali.</p>
<p>A pochi giorni dall’episodio, verrà anche il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, assieme all’assessore regionale agli Enti locali, Caterina Chinnici, al presidente della commissione regionale antimafia Lillo Speziale, al presidente della Provincia, Pino Federico, e ad altre autorità politiche. Qualche giorno dopo riprende l’attività scolastica, in maniera ridotta negli orari, con due turni mattutini. Si registra qualche comprensibile ed inevitabile disagio, ma complessivamente la macchina organizzativa ha retto dinanzi all’emergenza. Un’altra importante visita istituzionale è quella dell’assessore regionale alle Attività produttive, Marco Venturi, sollecitata, tra gli altri, dal presidente della Camera di Commercio, Antonello Montante, e dal giovane assessore comunale Giuseppe Lucchese.</p>
<p>A poco meno di due settimane dal crollo, la comunità intera partecipa alla messa di ringraziamento presso la chiesa Madre. Ad officiare il rito eucaristico è il sacerdote Filippo Bonasera, concelebrato dall’arciprete Giovanni Galante (“lo spirito di collaborazione sia uno stile di vita”, dirà nell’omelia) e dal prete Diego Trupia. Dinanzi ad un’assemblea gremita, dove è presente anche il sindaco Giuseppe Maria Dacquì che legge la prima lettura, padre Bonasera lancia una proposta semplice ed intelligente per una sana cultura della gratitudine. Ossia l’istituzione della Giornata del Ringraziamento da celebrarsi proprio il 10 gennaio, giorno del crollo del padiglione scolastico. La ferita ancora aperta, indubitabilmente può essere sanata soltanto con risposte concrete e rapide da parte degli organismi competenti per garantire il sacrosanto diritto allo studio alle nuove generazioni.</p>
<p><em>MICHELE BRUCCHERI</em></p>
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		<title>GIUSEPPE MARIA DACQUÌ: “SERRADIFALCO MERITA UNA SCUOLA NUOVA E SICURA”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2011]]></category>
		<category><![CDATA[Prima edizione]]></category>

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L’INTERVISTA. Il sindaco manifesta grande fiducia nelle istituzioni che devono dare risposte certe: “Ora dobbiamo rimarginare questa ferita ancora viva nel nostro animo”

Eletto sindaco di Serradifalco plebiscitariamente a fine maggio dell&#8217;anno scorso, l&#8217;avvocato Giuseppe Maria Dacquì ha dovuto fronteggiare la grave e spinosa emergenza legata all&#8217;improvviso crollo del padiglione della scuola elementare del paese avvenuto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 330px"><img title="Il sindaco Dacquì e il presidente Lombardo" src="http://img148.imageshack.us/img148/3523/ilsindacodacqueilpresid.jpg" alt="Il sindaco Dacquì e il presidente Lombardo" width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">Il sindaco Dacquì e il presidente Lombardo</p></div><br />
<strong></p>
<p>L’INTERVISTA. Il sindaco manifesta grande fiducia nelle istituzioni che devono dare risposte certe: “Ora dobbiamo rimarginare questa ferita ancora viva nel nostro animo”</p>
<p></strong></p>
<p>Eletto sindaco di Serradifalco plebiscitariamente a fine maggio dell&#8217;anno scorso, l&#8217;avvocato Giuseppe Maria Dacquì ha dovuto fronteggiare la grave e spinosa emergenza legata all&#8217;improvviso crollo del padiglione della scuola elementare del paese avvenuto nella prima decade di gennaio. Con destrezza e pragmatismo si è mosso per dare le prime risposte, dimostrando indubbiamente capacità operativa e bravura organizzativa: “Serradifalco &#8211; dichiara al nostro microfono &#8211; merita una scuola nuova e sicura”.</p>
<p><span id="more-2043"></span></p>
<p><strong>Sindaco Dacquì, dove si trovava e quando ha appreso la notizia del crollo dell&#8217;ala della scuola elementare?</p>
<p></strong>“Ero al Comune e in tempo rapidissimo mi sono trovato sul luogo del crollo. Era in corso la fase di evacuazione degli alunni. Insieme al presidente del Consiglio comunale e agli assessori ero praticamente lì. Gli alunni e i docenti, ma anche il personale scolastico, non avevano subito danni e questo era ciò che importava sapere immediatamente”.</p>
<p><strong>Cosa avete fatto, operativamente?</p>
<p></strong>“Abbiamo visto l&#8217;ala crollata e attivato subito un&#8217;unità di crisi. Abbiamo creato un cordone di sicurezza. Ho emanato un&#8217;ordinanza di interdizione, per mezzi e persone, per evitare l&#8217;accesso nell&#8217;area interessata al crollo…”.</p>
<p><div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Il sindaco di Serradifalco e l'assessore Venturi" src="http://img26.imageshack.us/img26/6296/assessoreventuri2interv.jpg" alt="Il sindaco di Serradifalco e l'assessore Venturi" width="320" height="240" /><p class="wp-caption-text">Il sindaco di Serradifalco e l&#39;assessore Venturi</p></div><br />
<strong></p>
<p>Dopo appena dieci giorni, l&#8217;attività didattica è stata ripresa. In che modo avete agito?</strong></p>
<p>“Abbiamo individuato i locali della scuola media grazie all&#8217;ufficio tecnico comunale. Abbiamo fatto i necessari adeguamenti, elaborato un piano di sicurezza, effettuato i traslochi degli arredi scolastici e delle varie attrezzature… Sono state costruite nuove aule, cioè ricavate dalle demolizioni interne di tramezzi. La spesa per questa emergenza ammonta a centomila euro”.</p>
<p><strong>L&#8217;istituto scolastico è stato chiuso. Perché sindaco?</p>
<p></strong>“Per una questione di sicurezza. Sono state effettuate le verifiche statiche sull&#8217;edificio. Le prove di carico e di carotaggio. I flessimetri hanno sentenziato esito positivo, cioè che la struttura va bene. I solai sono affidabili. Mentre i carotaggi hanno evidenziato seri problemi”.</p>
<p><strong>Anche la scuola materna, per precauzione, è stata chiusa. E ora cosa accade?</p>
<p></strong>“In sintonia con il dirigente scolastico e il Consiglio d’istituto sono stati individuati nuovi ambienti da adibire temporaneamente ad aule. Si tratta del centro diurno di via Kennedy e dei locali dell&#8217;ex comando di polizia municipale ubicati nel piano terra del palazzo comunale”.</p>
<p><strong>So che dopo appena due settimane dal crollo dell&#8217;edificio scolastico, avete presentato un progetto di demolizione controllata al Genio civile. Che risposta avete ricevuto?</p>
<p></strong>“Solo nei giorni scorsi è stato approvato dall&#8217;organismo competente. Attendiamo, dunque, il nulla osta da parte della magistratura per la demolizione delle parti pericolanti dell&#8217;edificio per procedere alla demolizione”.</p>
<p><strong>Sindaco, questa brutta vicenda ha coinvolto le istituzioni ai massimi livelli. A Serradifalco sono venuti diversi assessori regionali e su tutti va ricordata la presenza del governatore Raffaele Lombardo. Quali rassicurazioni ha ricevuto?</p>
<p></strong>“Va intanto elogiata la presenza dei numerosi rappresentanti del governo regionale. Tutti hanno espresso la propria solidarietà. Nutro la massima fiducia nel presidente Lombardo. Crediamo nell&#8217;impegno della Regione che sollecitiamo costantemente. Dopo la fase dell&#8217;emergenza, ora c&#8217;è la fase della progettazione”.</p>
<p><strong>Riesce a trovare da questa triste vicenda un aspetto o un risvolto, diciamo, positivo?</p>
<p></strong>“Viene fuori un messaggio di unità della nostra comunità. Un messaggio forte. Anziché compiangerci, ciascuno ha dato il proprio contributo concreto e fattivo per affrontare bene e al meglio la delicata fase dell’emergenza”.</p>
<p><strong>Si sente di ringraziare qualcuno, a livello locale?</p>
<p></strong>“Sì, certo. Mi ha notevolmente commosso il messaggio di mamme e docenti per l&#8217;impegno profuso nella fase di gestione dell&#8217;emergenza. Una lettera di ringraziamento molto bella. Ringrazio tutti quanti. Ora dobbiamo rimarginare questa ferita ancora viva nel nostro animo. Quella scuola è stata la scuola di tutti noi”.</p>
<p><strong>E per quanto concerne la sfera istituzionale, chi si sente di ringraziare?</p>
<p></strong>“Indubbiamente il presidente Lombardo, gli assessori regionali Centorrino, Venturi e Chinnici, il Consiglio comunale di Serradifalco, i membri della mia giunta, il dipartimento dell&#8217;ufficio tecnico comunale, la protezione civile, i volontari del nostro paese… Insomma, grazie davvero a tutti. Spero di non aver dimenticato nessuno. Il contributo di ciascuno è stato prezioso ed importante”.</p>
<p><strong>Un&#8217;ultima domanda, sindaco Dacquì. Cosa auspica per Serradifalco sul fronte scolastico?</p>
<p></strong>“Serradifalco merita una scuola nuova e sicura”.</p>
<p><em>MICHELE BRUCCHERI   </em></p>
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		<title>SERRADIFALCO: “TESORERIA COMUNALE, ECCO COME L’HO SBLOCCATA”</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 15:25:11 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Prima edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[Parla il sindaco Giuseppe Maria Dacquì che ricostruisce le varie fasi della lunga vicenda

Da dicembre, Serradifalco dispone del servizio di tesoreria dopo quattordici lunghi mesi di “estrema difficoltà per dipendenti comunali, fornitori e utenti”, come asserisce il sindaco Giuseppe Maria Dacquì, “con la possibilità preclusa di riscuotere i nostri crediti”. Il giovane capo dell&#8217;amministrazione municipale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Una filiale di Unicredit" src="http://img819.imageshack.us/img819/5572/unafilialediunicreditar.jpg" alt="Una filiale di Unicredit" width="320" height="142" /><p class="wp-caption-text">Una filiale di Unicredit</p></div>
<div><strong>Parla il sindaco Giuseppe Maria Dacquì che ricostruisce le varie fasi della lunga vicenda</p>
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<div>Da dicembre, Serradifalco dispone del servizio di tesoreria dopo quattordici lunghi mesi di “estrema difficoltà per dipendenti comunali, fornitori e utenti”, come asserisce il sindaco Giuseppe Maria Dacquì, “con la possibilità preclusa di riscuotere i nostri crediti”. Il giovane capo dell&#8217;amministrazione municipale ricostruisce la controversa e travagliata vicenda, scoppiata poi in una sua forte denuncia, ad ottobre, coinvolgendo l&#8217;opinione pubblica e le istituzioni, come ad esempio i ministri degli Interni e dell&#8217;Economia, il presidente delle Regione Sicilia, gli assessorati regionali alle Autonomie locali e all&#8217;Economia, la Banca d&#8217;Italia, l&#8217;Anci, la Corte dei conti, la procura della Repubblica di Caltanissetta e l&#8217;Autorità Garante della libera concorrenza e del mercato. “Dopo questa forte presa di posizione &#8211; prosegue &#8211; abbiamo permesso al Comune di Serradifalco di intraprendere il giusto percorso per ripristinare il servizio di tesoreria comunale di cui l&#8217;Ente era privo già dal primo novembre 2009”.</div>
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<p>Secondo la ricostruzione del sindaco, agli inizi del 2009 il Consiglio comunale approva un primo schema di convenzione per affidare il servizio. Viene esperita la procedura di gara per un importo a base d&#8217;asta di 7.500 euro annui da parte degli uffici finanziari comunali. Le tre gare vanno però deserte. A fine ottobre 2009, la Bccn &#8211; tesoriere uscente &#8211; termina il servizio in proroga (ne aveva concesse ben cinque, <strong>ndr</strong>) e considerato che nessun nuovo soggetto bancario aderisce alla gara, “il nostro Comune &#8211; spiega Dacquì &#8211; rimane bloccato senza poter né riscuotere i crediti, né pagare i debiti. Un danno per tutti”. Nel 2010 viene approvato il secondo schema di convenzione da parte del commissario regionale in sostituzione del massimo consesso civico. Anche le due gare (importo di 15.000 euro) vanno deserte. Con il nuovo esecutivo municipale, eletto a fine maggio, il sindaco si attiva “per svincolare la nota polizza fideiussoria di 614mila euro che pregiudicava qualsiasi sviluppo della vicenda”.</p>
<p>Tuttavia, anche le tre successive gare con un importo a base d’asta di 30.000 euro registrano un esito negativo. “Il Decreto Legge 267/2000 &#8211; dichiara il sindaco Dacquì &#8211; obbliga gli Enti locali ad avere un tesoriere. È un obbligo di legge, ma anche una necessità. Pur volendo adempiere agli obblighi previsti dall&#8217;ordinamento agli enti locali che preserva la gestione della tesoreria comunale agli istituti bancari, il Comune di Serradifalco ha registrato per molto tempo il disinteresse delle banche del territorio”. Dopo una breve pausa, riprende: “Una situazione alquanto singolare, se non unica in Italia, che ci ha messo in estrema difficoltà gestionale che si colloca finanche ai limiti del rispetto della normativa in materia di pubblica contabilità”.</p>
<p>Nell’autunno scorso, continua il sindaco Dacquì, avvia una serie di incontri tecnici alla Regione Sicilia e colloqui istituzionali con l’assessore regionale competente, Caterina Chinnici. Un filo diretto con i vertici isolani dei principali istituti bancari “per sensibilizzare a partecipare alla gara che lo scorso dicembre si risolve con l’aggiudicazione del già Banco di Sicilia, oggi Unicredit, per 7.200 euro annui. Siamo riusciti a superare la paralisi amministrativa che ci impediva di perseguire i nostri compiti istituzionali”.</p>
<p><em>MICHELE BRUCCHERI     </em></p>
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