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	<title>La voce del nisseno &#187; Quinta edizione</title>
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	<description>Archivio online del periodico d&#039;informazione politica, attualità e cultura LA VOCE DEL NISSENO</description>
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		<title>LA VOCE DEL NISSENO – Copertina quinta edizione 2010</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 17:32:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Quinta edizione]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignnone" style="width: 235px"><img title="LA VOCE DEL NISSENO" src="http://img143.imageshack.us/img143/5518/copertinal.jpg" alt="LA VOCE DEL NISSENO" width="225" height="320" /><p class="wp-caption-text">LA VOCE DEL NISSENO</p></div>
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		<title>IL POTERE DELLA MEMORIA</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:14:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’EDITORIALE/1. “Dobbiamo imparare a mandare in onda il nostro passato, per capire meglio il presente e proiettarci nel futuro”
Molti di noi, certamente, ricordano con piacere se stessi da bambini. Magari accoccolati sulle gambe di un nonno: assorti, incantati e attenti. A non perdere una parola delle varie storie che ci venivano raccontate. Con il passare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’EDITORIALE/1. “Dobbiamo imparare a mandare in onda il nostro passato, per capire meglio il presente e proiettarci nel futuro”</strong><br />
<div class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><img title="Michele Bruccheri " src="http://img227.imageshack.us/img227/4255/michelebruccheriarticol.jpg" alt="Michele Bruccheri " width="233" height="320" /><p class="wp-caption-text">Michele Bruccheri </p></div></p>
<p>Molti di noi, certamente, ricordano con piacere se stessi da bambini. Magari accoccolati sulle gambe di un nonno: assorti, incantati e attenti. A non perdere una parola delle varie storie che ci venivano raccontate. Con il passare degli anni, queste meravigliose narrazioni vengono comprese meglio e ricordate vividamente. Come esperienze di vita vera, vissuta in un certo senso. Quei racconti avevano, probabilmente, l&#8217;ambizioso scopo di insegnare quello che l&#8217;esperienza aveva portato ad imparare, perché fossero di esempio o per mantenere la memoria di vite vissute secondo usanze e valori di un&#8217;altra epoca. Per molti di noi, sicuramente, l&#8217;importanza di queste esperienze si è svelata ed è cresciuta contestualmente alla nostra maturità. Quando abbiamo cominciato a capirne il reale valore e ad avere una maggiore consapevolezza della vita che, inesorabile, fluisce. In quel momento capita, verosimilmente a tutti, di ritrovarci alla ricerca. Di inseguire, cioè, quello che i nostri cari vecchi saprebbero narrarci. Prima che tutto diventi oblio. Quando scatta questa scintilla si scopre, magicamente, un mondo assai interessante e affascinante. Quando si ha davvero la fortuna di riuscire a trovare, dopo averlo cercato spasmodicamente, il tempo fra i numerosi impegni della vita quotidiana per sedersi ad ascoltare, ecco che il potere della memoria ci investe e ci abbaglia.</p>
<p><span id="more-1914"></span></p>
<p>Si corre sempre e freneticamente. Abbiamo altre priorità. Sovente non dedichiamo il tempo utile e necessario a ciò che realmente merita lo sguardo del nostro cuore e della nostra mente. Mi piacerebbe, alle porte del Santo Natale e del Nuovo Anno, che ciascuno di noi dedicasse il tempo a ciò che conta davvero. Se si vuole, si può creare questa magia. Dovremmo un po&#8217; tutti, sapientemente, veicolare la voce, i volti e le espressioni dei nostri nonni e dei nostri genitori. Trasmettere tutto ciò ai nostri figli o ai nostri nipoti. Fanno parte imprescindibile di una persona e dei suoi racconti. Dobbiamo imparare a mandare in onda il nostro passato, per capire meglio il presente e proiettarci nel futuro. La memoria è preziosa e dobbiamo trasmetterla alle nuove generazioni. Ne sono i destinatari e i custodi dell&#8217;esperienza. Bisogna “staccare” la spina al superfluo e a ciò che può essere nocivo. Abbiamo l&#8217;arduo compito di essere, noi adulti, “ponte” ideale e culturale per i nostri figli. Abbiamo il dovere di nutrire la memoria per un domani migliore. Coltiviamo i ricordi. Sono ricchezza umana e spirituale, non da accumulare ma da distribuire. Un patrimonio etico da condividere.</p>
<p><em>Michele Bruccheri</em></p>
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		<title>CALTANISSETTA PERDE L’ULTIMO TRENO</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:12:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[L’EDITORIALE/2. Un’altra tegola colpisce i nisseni: sospesa la linea per Roma
Non è proprio il tempo della fortuna per la provincia di Caltanissetta. Le notizie che la feriscono si accavallano ad un ritmo così accelerato da non permettere allo sgomento di trasformarsi in una reazione costruttiva. L’ultima tegola caduta sulla testa dei nisseni è quella che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’EDITORIALE/2. Un’altra tegola colpisce i nisseni: sospesa la linea per Roma</strong><br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><img title="Il sociologo Pasquale Petix" src="http://img140.imageshack.us/img140/2777/ilsociologopasqualepeti.jpg" alt="Il sociologo Pasquale Petix" width="209" height="320" /><p class="wp-caption-text">Il sociologo Pasquale Petix</p></div></p>
<p>Non è proprio il tempo della fortuna per la provincia di Caltanissetta. Le notizie che la feriscono si accavallano ad un ritmo così accelerato da non permettere allo sgomento di trasformarsi in una reazione costruttiva. L’ultima tegola caduta sulla testa dei nisseni è quella che preannuncia la possibile sospensione dello storico collegamento ferroviario Agrigento-Roma. La situazione si era già fatta grave nel marzo scorso quando l’altra linea continentale che passava da Caltanissetta, l’Agrigento-Milano, venne tagliata. Ora, stando al nuovo orario messo a punto dai vertici di Trenitalia, anche l’ultima linea per il continente dovrebbe subire lo stesso destino. Così si chiuderebbe definitivamente un’epoca.</p>
<p><span id="more-1912"></span></p>
<p>Quanta nostra gente negli anni Sessanta e Settanta, attraverso questi treni, ha portato il sogno del riscatto in una valigia di cartone, assieme ai ricordi e ai mestieri reclamati da quel Nord che oggi respinge, talvolta a ragione, un Sud che ai governanti spesso ha preferito i dominatori? Quante stazioni intermedie sono morte negli ultimi dieci anni? Se è vero che esistono dei luoghi concreti che sul piano simbolico portano alla luce i fantasmi interiori che agitano la vita quotidiana, sicuramente la stazione ferroviaria di piazza Roma a Caltanissetta è uno degli emblemi che meglio rappresenta la diffusa sensazione che la provincia di Caltanissetta sia precipitata in uno stato di abbandono indicibile. I grandi spazi destinati ai viaggiatori sono pressoché deserti. Sono quasi del tutto vuoti gli uffici del primo piano, risulta completamente abbandonato il secondo piano che ospitava gli alloggi destinati ai dipendenti delle FS. La stazione nelle ore serali chiude e diviene punto di transito soltanto per chi è in cerca di una qualche <em>boccadirosa</em>. I treni in partenza da Caltanissetta trasportano ormai non più di quindicimila viaggiatori all’anno. Persone che non hanno ancora trovato alternative al mezzo ferrato. Ma sono troppo pochi per mantenere attiva la stazione.</p>
<p>Da tempo sono state chiuse le officine (dove lavoravano circa sessanta operai); chiuso il deposito locomotive (dove c’erano almeno duecento macchinisti); chiusa l’area trasporto merci (dove lavoravano cinquanta operai). Con la conseguenza che è scomparso anche il personale che si occupava delle infrastrutture, degli impianti elettrici, della manutenzione della stazione di Caltanissetta. Dal 1985 (da quando le Ferrovie dello Stato hanno ceduto a Rete Ferrovie Italia la gestione delle infrastrutture e a Trenitalia il trasporto dei viaggiatori) il numero dei ferrovieri che lavorava in questa provincia è passato da poco più di duemila ai trecento di oggi. che è scomparso anche il personale che si occupava delle infrastrutture, degli impianti elettrici, della manutenzione della stazione di Caltanissetta. Dal 1985 (da quando le Ferrovie dello Stato hanno ceduto a Rete Ferrovie Italia la gestione delle infrastrutture e a Trenitalia il trasporto dei viaggiatori) il numero dei ferrovieri che lavorava in questa provincia è passato da poco più di duemila ai trecento di oggi.</p>
<p>A gestire la questione, che in fondo riguarda tutta la Sicilia, dovrebbe essere il Governo Regionale che ha il compito di saper garantire un sistema di trasporti moderno ed efficiente a tutti i siciliani, specialmente a quelli che vivono nelle aree pi interne. Ma non si vedono segnali in tal senso. Anzi, la tendenza sembra essere quella di smantellare quanto più possibile la rete ferroviaria per diminuire i costi di gestione. E tutto questo finisce per produrre disservizi sempre più insostenibili che costringono gli stoici viaggiatori a scegliere altre soluzioni. Da Caltanissetta per raggiungere Roma, Milano o Torino, si preferisce prendere il treno da Catania, per cui non si passa nemmeno dalla stazione di piazza Roma a Caltanissetta.</p>
<p>In crescita sono poi i passeggeri che scelgono l’aereo e sempre più pendolari, data la comodità, preferiscono i costosi pullman per Palermo e Catania.</p>
<p>Ormai l’esigua pattuglia di ferrovieri rimasta in servizio sente di avere i giorni contati. Del resto quante speranze di rinascita ha la <em>Provincia</em><em> dei Castelli</em>?</p>
<p><em>Pasquale Petix</em></p>
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		<title>MICHELE MANCUSO: “TUTTE LE ISTITUZIONI DEVONO ESSERE UNITE CONTRO LA MAFIA”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:06:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[IN PRIMO PIANO. Intervista al dottor Michele Mancuso, presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta che aderisce a Forza del Sud
Da due anni e mezzo guida il Consiglio provinciale di Caltanissetta. Sovente, il presidente Michele Mancuso, 42 anni, di Milena, visita i comuni del Nisseno per conoscerli meglio. Per capire di più e meglio il territorio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>IN PRIMO PIANO. Intervista al dottor Michele Mancuso, presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta che aderisce a Forza del Sud</strong></p>
<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Michele Mancuso" src="http://img545.imageshack.us/img545/3226/michelemancuso.jpg" alt="Michele Mancuso" width="320" height="263" /><p class="wp-caption-text">Michele Mancuso</p></div>
<p>Da due anni e mezzo guida il Consiglio provinciale di Caltanissetta. Sovente, il presidente Michele Mancuso, 42 anni, di Milena, visita i comuni del Nisseno per conoscerli meglio. Per capire di più e meglio il territorio, per individuare le soluzioni più efficaci ed incisive. Si riconosce integralmente nel nuovo progetto politico voluto strenuamente dal sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio (con delega di peso al Cipe), Gianfranco Miccichè. Credono tenacemente nelle potenzialità del Meridione e in modo peculiare della Sicilia. Da un paio di mesi è nata la nuova formazione politica: Forza del Sud. Uno strumento moderno ed innovativo, come dichiarano all&#8217;unisono i dirigenti del neonato partito, per realizzare una politica seria e concreta in favore della Sicilia che dispone di una straordinaria ricchezza monumentale, ambientale e culturale. Ovviamente va tutelata, salvaguardata e valorizzata.</p>
<p><span id="more-1909"></span></p>
<p><strong>Nelle scorse settimane è nato, su spinta propulsiva di Gianfranco Miccichè, il partito Forza del Sud. Perché, dottor Mancuso?<br />
</strong>“Questo è un nuovo partito con il compito primario di creare serie occasioni di sviluppo per la nostra terra. Per avere forte voce in capitolo in favore del territorio. Si colloca nell&#8217;ambito del centrodestra. Bisogna dare, finalmente, risposte concrete al Meridione e soprattutto alla nostra Sicilia”.</p>
<p><strong>Quali sono i capisaldi della nuova formazione politica?<br />
</strong>“Forza del Sud è sinonimo di nuove opportunità. Si basa sulla politica del fare. Valorizzeremo il talento e il merito. Chi possiede questi requisiti può produrre ricchezza per la nostra terra. Dobbiamo far crescere il territorio nel quale siamo nati, creando opportunità di benessere. Non siamo secondi a nessuno. Eppure…”.</p>
<p><strong>Eppure?<br />
</strong>“Dovremmo imparare dalla Lega Nord. Loro fanno gli interessi della loro terra, noi dobbiamo tenacemente impegnarci per far crescere il Sud. Dobbiamo fare gli interessi della Sicilia, del territorio”.</p>
<p><strong>Qual è stata la risposta a questa nuova proposta politica e partitica?<br />
</strong>“Tra sindaci e vari amministratori pubblici hanno aderito, ad oggi, oltre seicento persone. Noi abbiamo il coraggio delle nostre idee e delle nostre scelte. Siamo un movimento politico e culturale in favore del territorio. Staremo, come sempre, tra la gente per approfondire le problematiche esistenti e per trovare, insieme, le migliori risposte”.</p>
<p><strong>Lei ha avuto modo di partecipare a numerosi incontri. Può tracciare un identikit di chi ha aderito al vostro partito?<br />
</strong>“C&#8217;è grande entusiasmo al nuovo progetto politico di cui è leader Gianfranco Miccichè. Fioccano le adesioni ogni giorno. Siamo un punto di riferimento. C&#8217;è enorme interesse non solo da parte di amministratori pubblici e politici con esperienze, ma soprattutto c&#8217;è attiva e attenta la società civile che guarda a noi con fiducia e speranza. Ci sono molti giovani, professionisti…”.</p>
<p><strong>Cosa pensa, lei, dell&#8217;onorevole Miccichè?<br />
</strong>“E&#8217; un esempio per tutti. Si è messo in discussione per la sua terra, pur avendo una posizione importante. Per fare gli interessi del Meridione e della Sicilia in particolare. Migliaia di persone lo segue perché crede in questo ambizioso progetto. Siamo portatori di valori positivi e concreti. Miccichè è la prova provata che la politica può essere rinnovata. Con lui, incarniamo la vera speranza. Il Pdl ha fallito nella sua classe dirigente, a tutti i livelli. Noi tutti e in primis Miccichè vogliamo far riscattare la nostra Sicilia. C&#8217;è lungimiranza e pazientemente otterremo i risultati che inseguiamo. Domenica 16 gennaio alle ore 10 l’onorevole Miccichè verrà a Caltanissetta per presentare ufficialmente Forza del Sud presso il Centro Michele Abbate”.</p>
<p><strong>Cosa pensa, dottor Mancuso, in merito al recente invito del procuratore capo della Repubblica di Caltanissetta, Sergio Lari, di appoggiare le iniziative di Confindustria contro gli imprenditori che non denunciano il pizzo attraverso un efficace sistema di sanzioni?<br />
</strong>“L&#8217;appello del procuratore Lari merita di essere tenuto in grande considerazione. Nessuna persona, a mio avviso, può rappresentare la Politica e le Istituzioni senza essere esempio concreto ed emblematico di onestà e garante della legalità”.</p>
<p><strong>Che percezione ha, lei, dell&#8217;opinione pubblica nissena?<br />
</strong>“Siamo nella fortunata coincidenza di ritrovarci in una provincia dove, oltre al rimarcato sentimento popolare di ribellione alla diffusa criminalità e alla cultura mafiosa, si sono accompagnate azioni coraggiose da parte di magistrati, forze dell&#8217;ordine, categorie economiche e sociali, come ad esempio Confindustria ed associazioni antiracket che indubbia-mente meritano di essere seguiti. Presi ad esempio ed imitati”.</p>
<p><strong>Nella qualità di presidente del Consiglio provinciale di Caltanissetta cosa intende fare?<br />
</strong>“Intanto, le posso dire questo: il Consiglio provinciale che mi onoro di rappresentare non può che essere portatore di questi ed altri valori. I nostri giovani sono la vera speranza del futuro. Ecco che, dinanzi alla dichiarata crisi politica a cui assistiamo, sarà certamente affrontato il tema del contrasto alla mafia in conferenza di capigruppo e in seno al Consiglio provinciale. Tutte le istituzioni devono essere attive protagoniste su questo versante”.</p>
<p><strong>Chi si sente ringraziare, presidente Mancuso?<br />
</strong>“Il mio ringraziamento va a coloro che rischiando giornalmente la loro vita ci indicano le scelte giuste. C&#8217;è tanta bella gente, di buona fede, di sani principi che vive con entusiasmo e grande senso della legalità la propria esperienza politica… Ecco, la politica deve prendere atto di tutto ciò: adeguarsi a questa importante scelta culturale perché il tessuto sociale e imprenditoriale trainante della nostra terra ce lo impone”.</p>
<p><strong>Siamo alla vigilia del Santo Natale. Qual è il suo augurio da politico e da cittadino del Nisseno?<br />
</strong>“Il mio augurio come politico è che i cittadini della nostra provincia possano sperare nella classe politica e dirigente. La politica sia sempre al servizio della gente e del territorio. Vivo la politica in modo sereno, laborioso e all&#8217;insegna della legalità. Cerco di rappresentare al meglio il territorio. Dico sempre che dobbiamo far sventolare alta la bandiera della speranza. Per noi e per i nostri figli”.</p>
<p><em>Michele Bruccheri     </em></p>
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		<title>“RISPONDO SEMPRE CON I FATTI”</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Dec 2010 15:03:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MeC STUDIO</dc:creator>
				<category><![CDATA[Archivio 2010]]></category>
		<category><![CDATA[Quinta edizione]]></category>

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		<description><![CDATA[SOMMATINO. Intervista al dottor Salvatore Sanfilippo, consigliere provinciale del Pdl
Consigliere provinciale del Pdl dalla primavera del 2008, allorquando ottenne circa 1800 voti di preferenza (di cui 1444 a Sommatino, la sua città), il dottor Salvatore Sanfilippo, 58 anni, dal 1980 ricopre il prestigioso incarico di Ufficiale sanitario e dirigente medico responsabile presso il Poliambulatorio del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>SOMMATINO. Intervista al dottor Salvatore Sanfilippo, consigliere provinciale del Pdl</strong><br />
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 218px"><img title="Salvatore Sanfilippo" src="http://img256.imageshack.us/img256/1607/salvatoresanfilippofoto.jpg" alt="Salvatore Sanfilippo" width="208" height="320" /><p class="wp-caption-text">Salvatore Sanfilippo</p></div></p>
<p>Consigliere provinciale del Pdl dalla primavera del 2008, allorquando ottenne circa 1800 voti di preferenza (di cui 1444 a Sommatino, la sua città), il dottor Salvatore Sanfilippo, 58 anni, dal 1980 ricopre il prestigioso incarico di Ufficiale sanitario e dirigente medico responsabile presso il Poliambulatorio del suo paese. Eccolo al microfono del nostro periodico d’informazione <em>La Voce</em> <em>del Nisseno</em>.</p>
<p><strong>Dottor Salvatore Sanfilippo, recentemente è stato al centro di un&#8217;aspra polemica politica in merito alla problematica viaria del suo territorio. Qual è la sua posizione?<br />
</strong>“E&#8217; mia convinzione come Consigliere provinciale, che la &#8216;cartina di tornasole&#8217;, per verificare l&#8217;efficienza e l&#8217;operosità di un’Amministrazione provinciale, sia quella della percezione immediata che i cittadini avvertono allorquando si trovino a constatare le condizioni infrastrutturali e di manutenzione dell&#8217;asse viario di pertinenza. A tal proposito mi sono adoperato perché l&#8217;Amministrazione provinciale e la nuova maggioranza di centro-destra, uscita vincitrice dalle consultazioni elettorali del 2008, avendo ereditato dal precedente governo di centro-sinistra una serie di criticità che interessavano molte delle strade provinciali, si adoperasse per la soluzione di tali problematiche. Infatti, il primo atto di questa nuova maggioranza è stato quello di predisporre ed approvare il Piano viario da 25 milioni di euro (delibera di Giunta n. 227 del 3/10/2008) inserendolo nel Programma Triennale delle Opere pubbliche 2009/2011. In aggiunta a ciò, ha approntato una serie di interventi di lavori di manutenzione straordinaria, i cui fondi sono stati equamente indirizzati su molte strade provinciali. Su questo fronte il mio impegno è stato profuso, persistente e continuativo”.</p>
<p><span id="more-1907"></span></p>
<p><strong>Perché ha deciso di autosospendersi?<br />
</strong>“E&#8217; stato straordinariamente inimmaginabile e quanto mai ridicolo, avere constatato di essere al centro di una polemica sterile, pretestuosa e demagogica sollevata dal &#8216;Verginello della Politica&#8217;, cioè Filippo Falcone, ex consigliere provinciale che, corresponsabile del disastro viario verificatosi sulla Sp 2 in contrada Draffù, per pulirsi la coscienza delle sue &#8216;malefatte politiche&#8217; di quest&#8217;ultimi anni, ha cercato di montare una polemica inutile, che gli sarebbe servita solo per cercare di uscire dall&#8217;oblio politico in cui versa ormai da parecchio tempo. Sapeva infatti benissimo che con i fondi di pronto intervento si stava provvedendo ad asfaltare tutto l&#8217;asse viario che interessava le Sp 34, 127 e 2. Quando, a seguito dell&#8217;evento franoso che ha colpito quest&#8217;ultima provinciale, su mia sollecitazione l&#8217;Amministrazione provinciale è prontamente intervenuta bloccando i fondi necessari ed allestendo una serie di interventi tecnici per la soluzione immediata del problema, Falcone non ha potuto resistere a &#8216;questa ghiotta occasione&#8217; per sollevare un polverone mediatico puerile, gratuito e sterile”.<br />
<div class="wp-caption alignright" style="width: 330px"><img title="Salvatore Sanfilippo e i dirigenti del Pdl" src="http://img833.imageshack.us/img833/7383/salvatoresanfilippoeidi.jpg" alt="Salvatore Sanfilippo e i dirigenti del Pdl" width="320" height="213" /><p class="wp-caption-text">Salvatore Sanfilippo e i dirigenti del Pdl</p></div></p>
<p><strong>Perché dottor Sanfilippo?<br />
</strong>“Mi viene da pensare, che essendo venuto a conoscenza del mio intervento politico che ha costretto l’Amministrazione provinciale ad indirizzare tutte le risorse disponibili per potere affrontare e risolvere il problema in tempi rapidi, interessamento questo pubblicamente riconosciutomi dai responsabili dell’Ufficio tecnico in occasione della riunione del 22 aprile convocata dal prefetto, richiesta sia dal sindaco di Sommatino, sia dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali locali, è stato colto forse da quello che in termini scientifici viene indicato come ‘complesso di inferiorità’, che da sempre ha inciso in tutti i suoi comportamenti politici e sociali. Ma a questo attacco mediatico ho risposto con il &#8216;gioco di squadra&#8217;. Insieme ai cittadini, ai sindacati e alle forze politiche &#8217;serie&#8217; presenti nel territorio abbiamo costretto la Provincia ad impegnarsi per definire i tempi di inizio e fine lavori necessari per rendere transitabile e sicuro il tratto di strada franato. La mia protesta e successiva autosopensione dalla partecipazione ai lavori della Quarta Commissione Bilancio, di cui sono presidente, e dalle sedute del Consiglio provinciale, accompagnate da un&#8217;ampia ed articolata critica verso l&#8217;Amministrazione provinciale, non è stato un modo per &#8216;mettermi a posto la coscienza&#8217;, ma un atto politico fermo e deciso per ribadire e mantenere l&#8217;impegno preso in quella riunione prefettizia”.</p>
<p><strong>Attualmente, qual è la situazione sul versante viario oggetto di feroci critiche politiche?<br />
</strong>“Questo mio gesto politico ha avuto un suo esito positivo, tanto è vero che ha indotto il Presidente Federico e la Giunta provinciale ad affrontare e risolvere con celerità il problema. Oggi possiamo essere soddisfatti perché i lavori sono stati completati e la strada provinciale è stata asfaltata e messa in sicurezza. Al capitano degli &#8216;uccelli del malaugurio&#8217;, signor Filippo Falcone, che si è limitato a lanciare &#8216;bufale di San Martino&#8217; e a &#8217;sparare&#8217; cifre spropositate (120-150 mila euro) frutto della sua dinamica fantasia, vorrei inviare questo messaggio e rassicurarlo circa il costo effettivo dell&#8217;intervento, poiché il tutto è stato completato utilizzando i fondi del ribasso d&#8217;asta, senza alcuna altra spesa aggiuntiva per i contribuenti. Non vorrei però che qualcuno dimenticasse il vero sperpero di denaro pubblico fatto in dieci anni di amministrazione Collura-Falcone, per i lavori periodici sulla curva &#8216;Augello&#8217;, quando ad ogni breve precipitazione piovosa, la fanghiglia, tracimata dal terreno soprastante, con pericolo di incidenti automobilistici, veniva tolta più di una volta all&#8217;anno, con spese di migliaia di euro che la Provincia sborsava per rimuoverla. Calcolate il tutto per dieci anni ed otterrete il volume di affari e d&#8217;interessi che c&#8217;era dietro ogni evento piovoso. Ora, grazie al mio interessamento, l&#8217;ufficio tecnico ha effettuato un intervento definitivo e radicale. Da quest&#8217;anno, infatti, non una briciola di fango ha invaso la strada interessata consentendo una maggiore tranquillità e sicurezza per gli automobilisti. Inoltre, lo stesso Falcone è stato l&#8217;uomo delle due indennità, percepite contemporaneamente nella qualità di consigliere provinciale e di vice sindaco della Giunta Gattuso, nonché destinatario di somme ricevute per promuovere la sua attività di &#8216;Ricercatore Storico&#8217; le cui pubblicazioni, sovvenzionate dal Comune di Sommatino e dalla Provincia, &#8216;rivendeva&#8217; tranquillamente ai cittadini di Sommatino. Altro di lui, i sommatinesi, non ricordano. Parafrasando il detto del tecnico Mourinho, ex allenatore dell&#8217;Inter, si può tranquillamente affermare, senza pericolo di smentita, che il Falcone, in dieci anni di attività come consigliere provinciale, ha conquistato &#8216;zero tituli&#8217;. Del suo operato sono rimaste solo le chiacchiere, gli articoli e i resoconti. Ed è per questo che gli elettori lo hanno sonoramente bocciato alle elezioni del 2008, certificando così il suo &#8216;necrologio politico&#8217;, costringendolo a riciclarsi. Alle sue chiacchiere io ho sempre risposto con i fatti”.</p>
<p><strong>Ci troviamo al giro di boa, per quanto concerne la Provincia Regionale di Caltanissetta. Qual è il bilancio politico-amministrativo, dal suo punto di vista?<br />
</strong>“Da questa mia prima esperienza politico-amministrativa posso trarre, a metà mandato, un bilancio più che positivo, anche se oggi posso affermare che si poteva fare di più per incidere con maggior efficacia sullo sviluppo socio-economico di questa nostra Provincia. Come in più occasioni da me denunciato, le ragioni che non hanno permesso tutto ciò, sono sotto gli occhi di tutti, e sono le stesse legate a quella che io ho sempre chiamato &#8216;amoralità politica&#8217;. Coincidono con quelle che si stanno consumando in campo nazionale e regionale. Per quanto mi riguarda, sono stato coerente e leale nei confronti del Presidente della Provincia e della sua Giunta, ma soprattutto fedele ai miei elettori, che ho sempre ritenuto meritevoli di rispetto per il mandato affidatomi con il loro voto nel 2008”.</p>
<p><strong>E sul piano personale?<br />
</strong>“Mi ritengo soddisfatto. La professionalità e la caparbietà con cui ho sempre seguito l&#8217;iter tecnico ed amministrativo dei provvedimenti adottati e che hanno coinvolto tutto il personale degli uffici della Provincia, mi hanno spronato a tal punto che, come una &#8216;zicca parrinara&#8217;, non ho mollato mai la presa fino alla soluzione degli impegni assunti”.                                                                                  </p>
<p><em>Michele Bruccheri</em></p>
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