Archivio per la categoria Prima edizione
LA VOCE DEL NISSENO – Copertina prima edizione 2010
Scritto da MeC STUDIO in Archivio 2010, Prima edizione il 18 marzo 2010

LA VOCE DEL NISSENO
OTTAVA CANDELINA PER “LA VOCE DEL NISSENO”, ECCO IL LOGO DEL PERIODICO D’INFORMAZIONE
Scritto da MeC STUDIO in Archivio 2010, Prima edizione il 17 marzo 2010

Michele Bruccheri
Quando nasce una “voce” è sempre un fatto positivo, di democrazia, di crescita sociale e culturale. Questa “voce” oggi compie otto anni. Non sono pochi, ma nemmeno tanti. Per festeggiare questo importante anniversario ho chiesto ad un prezioso collaboratore del nostro periodico d’informazione la creazione di un logo. Un segno ufficiale e tangibile di questo storico evento.
Leonardo Bruccheri, mio fratello, ha realizzato dunque il “marchio” del giornale e mi ha, inoltre, sollecitato a rivedere la testata della copertina. E per l’occasione ho deciso, quindi, di cambiare anche la veste grafica dell’intero progetto editoriale. Un cambiamento per sancire una svolta epocale alla nostra “voce” informativa che dalla scorsa estate è anche on line. Gli ho chiesto di spiegare il logo per comprendere meglio il simbolo del periodico: “Fondamentalmente questo luogo prende ispirazione nel particolare di uno degli attrezzi del mestiere che rappresenta. La scritta ‘La Voce del Nisseno’ sembra distaccarsi dal resto, ma ha un cordone ombelicale nella ‘V’ di ‘Voce’, che tiene idealmente per mano un foglio che la punta di una stilografica impatta e sovrasta, incidendo il proprio tratto, che a sua volta crea il risvolto del foglio ondulato e sfumato. I fatti, la descrizione di cose o persone, i racconti, le notizie, fermo restando la realtà oggettiva, vengono esplecati con sfumature di chi quella stilografica fa uso. Il giallo e il grigio, al di là della loro combinazione grafico-visiva, rappresentano i colori dell’oro e dell’argento, e vogliono immedesimare la notizia raccontata da una stilografica-gioiello. Il giallo risalta sul nero, che sfuma, e viene abbracciato dalla cromatura grigio argento lucente, tendente ad abbagliare dalla luce riflessa dei riflettori di chi guarda (legge)”.
SAN CATALDO, REALIZZAZIONE DELLA RADIOTERAPIA E BATTAGLIA CONTRO L’ATO RIFIUTI: DUE FIORI ALL’OCCHIELLO
Scritto da MeC STUDIO in Archivio 2010, Prima edizione il 17 marzo 2010
Intervista al sindaco Giuseppe Di Forti che traccia un bilancio dopo due anni e mezzo di attività.

Il sindaco Giuseppe Di Forti
Com’è l’attività di sindaco di un grosso Comune qual è San Cataldo?
“Coinvolgente ed assorbente. L’attività è intensa ed impegnativa su più fronti, 24 ore su 24, festivi compresi. Occorre essere molto presenti per governare vari aspetti: l’amministrazione della città, l’organizzazione interna del Comune, i rapporti politici, la rappresentanza esterna, i rapporti con i concittadini, il dialogo con le altre Istituzioni. Per i cittadini, il sindaco è il punto di riferimento e quindi è normale che sul suo tavolo arrivino i problemi di tutti. La città è grande e i bisogni sono tanti. Ma ci sono anche le soddisfazioni”.
Oggi occorre una buona dose di coraggio a fare il sindaco. Ci dice cosa spinge un uomo come lei, che non aveva mai fatto un giorno di politica, a farlo?
“Se si pensano ai rischi che si corrono, il solo coraggio non è sufficiente: occorre un pizzico di incoscienza. Nel caso mio, che mi ritengo un uomo fortunato per aver avuto la possibilità di esprimermi professionalmente in giovane età, ho colto l’opportunità di rendere un servizio alla mia città. In fondo è giusto che ognuno di noi partecipi, nei modi in cui può, alla crescita collettiva dando il proprio contributo”.
IL “PERCHE’” DI UNA QUERELA
Scritto da MeC STUDIO in Archivio 2010, Prima edizione il 17 marzo 2010
Esclusivo. Il documento integrale del sindaco di San Cataldo, Giuseppe Di Forti.
La critica è garanzia di libertà e indice di democrazia. L’opposizione è utile perché obbliga a fare scelte meditate e, se del caso, a rivederle. La critica, anche aspra, severa, pungente, pesante, si può fare con tutte le modalità espressive e quindi è ammessa anche la satira. Per fare critica e opposizione non è necessario offendere; l’offesa non è mai costruttiva, non è espressione di civiltà, è l’esatto contrario del concetto di libertà perché le libertà di ognuno di noi finiscono dove iniziano i diritti degli altri: il diritto alla dignità, il diritto a non essere leso nell’onore, il diritto a mantenere la buona reputazione. Il personaggio pubblico, quale è il primo cittadino, non solo deve accettare la satira ma la deve accettare nelle forme più pesanti e nei limiti più ampi possibili rispetto ad un comune cittadino; gli uomini pubblici, infatti, sono esposti ad un maggior grado di criticabilità e, pertanto, sono soggetti ad attacchi denigratori in misura maggiore, che non vuol dire però senza limiti. Nel caso specifico siamo in presenza di una vignetta, titolata “uomini e cani”, in cui vengo raffigurato, con fascia tricolore, con le sembianze di cane trattenuto al guinzaglio. In due anni e mezzo di sindacatura attraverso quel periodico sono stato costantemente attaccato e più di una volta offeso pesantemente in un crescendo continuo, anche negli affetti materni, in modo del tutto gratuito e senza un minimo di continenza.
“DARE FORZA ALLA CULTURA DELLA LEGALITÀ PER COMBATTERE E VINCERE TUTTE LE MAFIE”
Scritto da MeC STUDIO in Archivio 2010, Prima edizione il 17 marzo 2010
Michele Bruccheri intervista il senatore Beppe Lumia del Partito Democratico. Per il componente della Commissione parlamentare antimafia, senza i giovani la politica muore.

Michele Bruccheri intervista il senatore Beppe Lumia
Parole fulminanti ed inequivocabili: “Il Vallone è terra anche di antimafia”. Poi, il tuono secco e fragoroso: “Le forze dell’ordine colpiranno pesantemente Cosa Nostra nel Vallone nelle prossime settimane”. Ed infine: “Il sistema dei rifiuti è un sistema che produce inefficienze e dietro c’è la mano della mafia”.
A parlare è il senatore Beppe Lumia (Pd), componente della Commissione parlamentare antimafia. Un politico autorevole, impegnato sul versante del volontariato, dell’associazionismo, del lavoro e delle imprese, ma principalmente sul fronte della lotta contro le mafie e per una sana cultura della legalità. Per lui la lotta alla mafia deve essere la prima priorità: “Il rapporto mafia e politica – spiega – è un nodo ancora non sciolto. Bisogna trovare quel filo per rompere le catene della mafia che danneggia lo sviluppo economico del Mezzogiorno”.
Vive da anni sotto scorta questo cinquantenne parlamentare nazionale del Partito democratico che preferisce l’antimafia del “giorno prima” anziché quella del “giorno dopo”. Registra che c’è un salto di qualità dell’antimafia, che bisogna organizzare le migliori speranze dell’antimafia. E crederci. Ci sono, infatti, i semi della speranza. Per un nuovo corso. Ecco l’intervista rilasciata al nostro periodico d’informazione.

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