Incontri

 
     
SERRADIFALCO, OTTO PRECARI ASU DEL COMUNE INTERESSATI ALLA MOBILITA’

SERRADIFALCO, OTTO PRECARI ASU DEL COMUNE INTERESSATI ALLA MOBILITA’

nov 13 2017

di MICHELE BRUCCHERI – I lavoratori socialmente utili esprimono delusione ed amarezza. Una tegola sulla testa la loro fuoriuscita. Il commento del vice sindaco Lillo Speziale: le risorse sono ormai ridotte al lumicino    

 

 
 Il vice sindaco Lillo Speziale. In copertina, la sede del Comune di Serradifalco

Provvedimento di mobilità presso altri Enti per otto lavoratori socialmente utili che operano nel Comune di Serradifalco. Nei giorni scorsi, infatti, è stata approvata unanimemente dalla giunta municipale una delibera, che è stata resa immediatamente esecutiva. Una tegola, dunque, sulla loro testa.

Non sono, al momento, in itinere processi di stabilizzazione degli otto lavoratori ASU, destinatari del regime transitorio. Dunque, si ritiene – da parte dell’Amministrazione comunale – di adottare fra le misure di fuoriuscita quella della mobilità.

Nel provvedimento, tuttavia, viene evidenziato un dato importante: “Rimane comprovata la necessità di utilizzo dei lavoratori per le esigenze istituzionali dell’Ente in forza anche delle professionalità acquisite nel tempo e del carattere continuativo del loro operato”.

La delibera comunale n. 67 dello scorso 3 novembre che inerisce l’aggiornamento del programma di fuoriuscita dal bacino dei lavoratori socialmente utili dà incarico all’ufficio personale del Comune di Serradifalco di avviare le procedure di mobilità. Questi lavoratori precari manifestano chiaramente delusione e amarezza. In tutta la Sicilia pare che siano cinquemila in una situazione analoga. Un vero e proprio esercito di lavoratori con diritti ridotti e parziali, ma soprattutto con un futuro incerto. Ai quali si dovrebbero dare, invece, delle risposte serie e concrete.

Tornando a Serradifalco, gli otto lavoratori sono inquadrati con una convenzione. Non percepiscono nemmeno i contributi previdenziali. In seno al Comune, poi, vi sono altre 29 figure professionali contrattualizzate. Soltanto due lavoratori, quando avverrà – se avverrà -, potrebbero essere assunti. Gli altri tre posti disponibili andrebbero alle categorie protette. Nel fabbisogno comunale sarebbero appena cinque i posti vacanti. Quasi certamente, la situazione deficitaria delle risorse finanziarie impedisce di stabilizzare questi precari.    

Abbiamo interpellato il vice sindaco, Lillo Speziale, per sentire l’altra campana. Con sollecitudine ha rilasciato un commento: “Il numero elevato di precari da stabilizzare e le scarse capacità assunzionali che il nostro Ente ha, purtroppo, non ci hanno permesso di far fronte alle legittime aspettative dei lavoratori ASU in servizio presso il Comune di Serradifalco”. Poi sottolinea: “Se pur riconoscendo le capacità e l'utilità di detto personale non è pensabile che i Comuni, con le risorse ormai ridotte al lumicino a causa dei tagli ormai in atto da diversi anni, possano assicurare ad un numero così elevato di lavoratori la tanto legittima e agognata stabilizzazione”.

Infine, parole al vetriolo: “Vi è, da parte dei governi che si sono succeduti, il tentativo di scaricare sui Comuni questo annoso problema che si trascina da decenni. Ma è moralmente inaccettabile che questi lavoratori continuano ad essere sfruttati dalla pubblica amministrazione e quindi dallo Stato. Deve essere lo Stato in tutte le sue diramazioni ad assicurare un futuro a persone che ormai sono alla soglia della pensione”.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online