Incontri

 
     
“DIMENTICANDO SANTORINI” E’ IL SESTO ROMANZO DELLA SCRITTRICE MARTA LOCK

“DIMENTICANDO SANTORINI” E’ IL SESTO ROMANZO DELLA SCRITTRICE MARTA LOCK

giu 13 2017

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA / Nata a Terni, vive e lavora a Milano. Nei prossimi giorni presenterà il libro a Verona, Treviso e Gubbio. “Sono molto felice dell’affetto che il mio romanzo ha sui lettori” (foto di Stefano Rizzi)  

 

 
 La copertina del suo sesto romanzo

“Sono molto felice dell’effetto che il mio romanzo ha sui lettori, perché il messaggio è di speranza, un’esortazione a combattere, a non rinunciare ai sogni e a non rinunciare mai a prendere in mano la propria vita lasciando che siano altri a fare delle scelte per noi”. In maniera chiara ed efficace, parla al microfono de La Voce del Nisseno (versione web) la brava scrittrice umbra Marta Lock.

 

Nata a Terni 46 anni fa, vive e lavora a Milano. Ha già pubblicato sei romanzi. L’ultimo, cronologicamente, è “Dimenticando Santorini”, un libro di 340 pagine che i lettori divorano avidamente e rapidamente. L’ha già presentato a Milano, a Roma, nella sua Terni, a Cremona e a Bologna. Nei prossimi giorni (16 giugno) verrà presentato a Verona e il 22 giugno sarà il turno di Treviso. Il 15 luglio, poi, a Gubbio. In programma altri incontri. Certamente, tra le date fattibili, ci saranno Torino e Perugia.

 
 La scrittrice umbra Marta Lock

 

Marta Lock scrive con delicatezza e con bravura imbarazzante. Ha ricevuto numerose recensioni, positive e lusinghiere. Tutto ciò testimonia il suo notevole talento narrativo. Non a caso ha vinto parecchi premi e indubbiamente anche questa sesta opera letteraria otterrà i meritati riconoscimenti. Ecco la sua “voce” per i nostri lettori digitali.  

 

“Dimenticando Santorini” è, cronologicamente, la tua ultima fatica letteraria. Di cosa si tratta?

Dimenticando Santorini racconta delle vicende di Jade, donna debole e remissiva, che per volere del padre deve rinunciare a un amore giovanile, Damian, conosciuto appunto nell’isola greca, che non dimenticherà mai, e al suo sogno professionale. Per venti lunghi anni vive una vita che non sente sua, tra conflitti con il genitore impositivo e prepotente, con una madre troppo fragile e sottomessa per contrastarne la volontà e con una sorella con cui i dissapori giovanili si cronicizzano fino a provocare una frattura profonda. Sposa l’uomo scelto per lei dal padre, un uomo speciale per la verità, marito devoto e solido compagno, forte laddove Jade è invece insicura e rassegnata, un porto sicuro che le dà una figlia, Sofia, unica gioia in una vita piatta.

 

Poi?

Poi all’improvviso la vita la rimette sulla strada per Santorini, aprendo lo scenario a nuove consapevolezze, che in alcuni casi sono più delle conferme, e alla possibilità per la protagonista di riscoprire e ritrovare la propria forza. Il polo energetico di attrazione karmica è Santorini, dove tutto è iniziato e dove il destino continua a ricondurla, a volte attraverso il viaggio, altre attraverso uno strano intreccio di casualità, altre nella figura emblematica di Damian.

 
 Marta Lock

 

Nello scorrere delle pagine, il lettore troverà “un perpetuo ritrovarsi e perdersi, riavvicinasi e allontanarsi”. Ci puoi raccontare qualche colpo di scena?

Il libro, come d’altronde tutti i miei romanzi, è pieno di colpi di scena, soprattutto a partire dal primo giro di boa della vita di Jade, quello in cui per la prima volta dopo venti lunghi anni torna nell’isola della sua adolescenza e letteralmente va a sbattere contro Damian. E lì tutte le emozioni messe a tacere per tanto tempo sembrano investirla, e investire il suo innamorato, come un uragano, al punto di non riuscire a sottrarsi a quella forza e scegliere di lasciarsi andare per il periodo della vacanza senza pensare al domani, senza pensare al marito Cooper che la stava aspettando a Chicago, la sua città.

 

Ma…

Ma poi la mancanza di coraggio di fare una scelta, l’incapacità di far uscire fuori quella forza interiore a cui aveva rinunciato per tanto tempo, le fanno decidere di chiudere quel breve capitolo di felicità e tornare alla vita che si è abituata a vivere. Eppure il destino non è d’accordo e inizia a far susseguire una serie di colpi di scena, dal ritmo via via più incalzante man mano che si prosegue con la lettura, necessari a Jade per crescere e diventare forte e sicura di sé.

 

Dove hai presentato il libro, i tuoi lettori come hanno accolto il nuovo volume di Marta Lock?

Il lancio nazionale ha avuto luogo a Milano il 15 marzo, con il patrocinio della Comunità Ellenica Milanese e della Società Filellenica Lombarda, poi è stata la volta di Roma, ospite della Confedilizia nella prestigiosa sede nazionale di via Borgognona, poi sono seguite Terni, Cremona e Bologna. Il pubblico ha adorato il romanzo, addirittura ci sono state persone che lo hanno letto in un giorno e mezzo, parliamo di trecentoquaranta pagine, e che si sono ritrovate nei personaggi. Molte donne hanno condiviso e compreso le vicende di Jade, chissà forse perché in qualche modo avevano vissuto dei frammenti simili, così come molti uomini hanno particolarmente amato la figura di Cooper, marito straordinario e devoto capace di fare delle rinunce importanti per la donna che ama, o quella di Damian, anche lui a sua volta polo di forza emotivo, punto fermo nel tempo che pur passando non riesce a cancellare la forza delle emozioni.

 

Prosegui.

Molte persone si sono ritrovate in Sofia, figlia coraggiosa che ricorda alla madre di vivere la propria vita, più amica e sostegno che non ragazza, pur sapendo che il suo suggerimento sarebbe andato a discapito dell’amato padre. Sono molto felice dell’effetto che il mio romanzo ha sui lettori, perché il messaggio è di speranza, un’esortazione a combattere, a non rinunciare ai sogni e a non rinunciare mai a prendere in mano la propria vita lasciando che siano altri a fare delle scelte per noi.

 

So che vi sono altre presentazioni. Puoi aggiornarci?

Certamente: il 16 giugno sarò a Verona, nella prestigiosa e centrale Sala Birolli in via del Macello 17, ospite dell’Associazione Ars Mea, il cui presidente Juri Comaglio sarà anche moderatore della presentazione, all’interno della mostra collettiva Donna, libertà d’essere, dedicata ai diritti della donna. L’evento è patrocinato dal Comune di Verona e dalla Circoscrizione Centro Storico.

 

Poi il 22 giugno…

Il 22 giugno sarò a Treviso, nella galleria d’arte del secondo piano del Mecenate Tea Lounge, bellissimo locale multifunzionale del centro della meravigliosa città veneta, ospite dell’Associazione Artescalza e della Tavolozza Trevigiana. La moderatrice sarà l’artista Cristina Biassotto, i quadri esposti durante la presentazione di un’altra artista, Ada Caccin.

 

A luglio…

Il 15 luglio sarò a Gubbio, nella Chiesa di Santa Maria dei Laici in piazza dei Quaranta Martiri, davanti alla Basilica di San Francesco, con il patrocinio del Museo Diocesano e del Comune di Gubbio, ospite dell’Associazione Medusa. Poi ci sono già date previste, da confermare, per l’autunno (Torino, Perugia) e altre ancora da pianificare.

 

Hai ricevuto numerose e lusinghiere recensioni. Ci fai un sunto?

 
 La scrittrice Marta Lock

E’ vero, ho ricevuto moltissime recensioni e sono grata a tutti i giornalisti, critici letterari e blogger che continuano a dimostrarmi tanta stima professionale. Posso citarti le frasi che più mi hanno lusingata e che credo siano quelle che ogni scrittore vorrebbe sentirsi rivolgere, come per esempio la giornalista Desirée Proietti di Informa Sicilia che parla del mio “dinamismo letterario carico di possente espressività linguistica”, o Antonia Storace critica letteraria di MyWhere che della mia scrittura dice “uno stile delicato, scorrevole, grazie al quale il lettore può viaggiare, da un capo all’altro del mondo, al ritmo dei colpi di scena incalzanti che la Lock piazza in rapida successione, come fili nella cruna di un ago”.

 

Vai avanti.

Oppure Ilaria Grasso critica letteraria per Liberi Libri e non solo che del mio linguaggio dice: “Il linguaggio di Marta è fluido e raffinato, e la narrazione è tale da introdurci sin dalla prima pagina nella dinamica piena della storia e nella psicologia dei suoi personaggi”. E ancora le bellissime parole della giornalista Lorena Politi di Polinews, sito di riferimento letterario, che dice “quando Marta Lock scrive qualcosa ci mette il cuore ed è capace di traslare la quotidianità di ciascuno di noi in pagine intrise di inchiostro che difficilmente riescono a lasciare il cuore dopo averle lette”; Lucia Montauti, editrice di In Book “Marta Lock ha uno stile particolarmente onesto nel descrivere la vita, non tradisce il lettore perché è capace di affascinare con la semplicità e non promette niente di ciò che non può mantenere fino in fondo, i suoi personaggi sono reali, così veri che non si ha la percezione di quanto crescano dentro di noi e si appiccichino col loro vissuto al nostro, questo ritmo sotto pelle che penetra la mente con le emozioni lascia alla fine l’inequivocabile sapore del libro che ti resta dentro”. E sono solo alcune delle tantissime manifestazioni di apprezzamento. Le recensioni complete, sia a Dimenticando Santorini che agli altri miei romanzi, si possono leggere sul mio sito www.martalock.net.

 

Questo libro è il tuo sesto romanzo. Li definisci con un aggettivo?

Notte Tunisina, il romanzo d’esordio, lo definirei “giovane”; Quell’anno a Cuba “solare”; Ritrovarsi a Parigi “intenso”; Miami Diaries “formativo”; La sabbia del Messico “interiore”; Dimenticando Santorini  “karmico”.

 

Ormai presenti spesso e ovunque i tuoi libri. Riesci a tratteggiare il profilo dei tuoi lettori?

Ho un pubblico molto variegato sia per età – mi leggono sia ragazze giovanissime che signore molto grandi - che per sesso – con mia grande gioia ho lettori uomini che mi dicono di leggere solo me come autrice donna - che per titolo di studio o attività professionale perché, così mi sottolineano e mi rinnovano di romanzo in romanzo, ho la capacità di trasportare il lettore dentro il libro e, non definendo in modo netto la fisicità dei personaggi ma privilegiando invece l’interiorità, l’emotività, il sentire, riesco a far diventare chi legge regista e attore del libro. Questo perché l’emozione non ha sesso, non ha religione, non ha razza, davanti a lei non possiamo che abbassare le difese e viverla.

 
 La scrittrice Marta Lock

 

Qual è l’ultimo libro, di altri, che hai letto?

L’ultimo che ho letto è Il bar delle grandi speranze di J.R. Moeringer, che mi è piaciuto molto, ma quello che mi è rimasto più dentro tra quelli letti di recente è sicuramente La valle dell’Eden di John Steinbeck di cui adoro la semplicità nell’esposizione e la capacità di dare vita a personaggi che ti restano dentro.

 

Tre anni fa, a conclusione di una mia precedente intervista, affermasti, in merito ai tuoi sogni nel cassetto: “…E poi il desiderio ormai noto che Ritrovarsi a Parigi possa diventare un film, è il mio sogno nel cassetto ma so che prima o poi si realizzerà”. Ci sono novità?

Purtroppo non sono ancora riuscita a realizzare questo sogno, ma continuo a credere che prima o poi, quando le energie saranno allineate e il momento sarà quello giusto, si concretizzerà! Anche perché ora ci sarebbe anche Miami Diaries, già strutturato per diventare una serie televisiva che ha ricevuto l’interesse di una regista molto esperta che però non ha in questa fase un produttore di riferimento, e tu ben sai che senza finanziamenti non si può fare nulla; e un film anche su Dimenticando Santorini… insomma, quando (e non se) il cinema busserà, mi troverà pronta ad aprirgli la porta.

 

Hai la possibilità di scrivere un biglietto e di farlo navigare, a mare aperto, protetto dentro una bottiglia. Quale messaggio scriveresti?

Metterei nella bottiglia l’aforisma di apertura di Dimenticando Santorini – inizio sempre tutti i miei romanzi con uno dei miei pensieri -: “I luoghi come anche le persone che ci emozionano non si lasciano… andando portiamo sempre via un po’ di loro… mentre lasciamo a loro un po’ di noi”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

La Voce del Nisseno online