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CLASSE, ELEGANZA, MAESTRIA E GRANDE JAZZ A MUSIC ART CON “ZEROORE” A NAPOLI

CLASSE, ELEGANZA, MAESTRIA E GRANDE JAZZ A MUSIC ART CON “ZEROORE” A NAPOLI

mag 29 2017

di DANIELA VELLANI – IL RESOCONTO / Ad ammaliare il pubblico cinque bravi musicisti: Lorenzo Federici (tromba e flicorno), Roberto Giangrande (basso elettrico), Mimmo Napolitano (pianoforte), Claudio Borrelli (batteria) e Giulio Martino (sassofono)

 
 

 

Classe, eleganza, raffinatezza, maestria e grande jazz sono stati gli ingredienti della magica serata che si è svolta, venerdì scorso, nello storico jazz club napoletano dell’associazione Music Art presieduta da Ennio Forte e diretta artisticamente da Giuseppe Reale affiancato dalla moglie Hermina e dalla vivida collaborazione di soci come Giuseppe de Lollis e Mariano Serra.

 

L’evento straordinario e di grande spessore è stato effettuato dal quartetto “Zeroore” costituito da Lorenzo Federici alla tromba e flicorno, Roberto Giangrande al basso elettrico, Mimmo Napolitano al pianoforte e Claudio Borrelli alla batteria. L’ensemble ha ospitato un musicista veramente speciale, uno dei più importanti sassofonisti italiani, Giulio Martino, che con il suo strumento dal “suono secco, diretto, privo di fronzoli” (cit. Flavio Caprera: Dizionario del Jazz Italiano), ha aggiunto un tocco di “respiro internazionale” (cit.) al concerto.

 

 
 

I brani sono stati eseguiti con grande trasporto, tenendo desta l’attenzione del pubblico fino all’ultima nota, letteralmente ammaliato da musica bella. Il repertorio proposto è stato indubbiamente interessante con brani scritti da grandi protagonisti del jazz. Non sono mancati standard e ballad. In particolare i musicisti hanno eseguito Whisper Not di Benny Golson, Nica's Dream di Horace Silver, Bohemian Raphsody di Nat Adderley, April Mist di Tom Harrell, Red Clay di Freddie Hubbard, The Nearness Of You di Hoagy Carmichael, Sicily  di Chick Corea. A gran richiesta del pubblico applaudente ed entusiasta, è stato poi eseguito il bis, West End Blues di Armstrong.

 

Durante le esecuzioni ciascun musicista ha avuto il proprio spazio improvvisativo che ha consentito di mettere in luce talento, virtuosismo e personalità. Il feeling tra tutti i componenti del gruppo era evidente e si trasformava in una bella sinergia che contagiava anche il pubblico. Domande e risposte tra gli strumenti, scambi di sguardi ammiccanti e sorridenti, brevi racconti di aneddoti, hanno ulteriormente arricchito la serata.

 

Il gruppo come già detto ha un nome particolare “Zeroore” e, spinta dalla curiosità, ho chiesto al leader, Lorenzo Federici, informazioni in merito. Ecco le sue parole: “Il nome al gruppo lo stabilii pensando a qualcosa che desse l'idea della massima energia che si esprime nello sforzo di raggiungere un risultato e presi spunto dalla fisica quantistica nella quale (parlo da profano) la massima energia delle particelle si esprime un attimo prima della propria realizzazione. Mantenere quel punto zero costante è l'intento ‘filosofico’ di questo gruppo, per cui avere special guest e aver fatto molteplici repertori è la naturale conseguenza di questa costante energia propulsiva…”.

 

DANIELA VELLANI

La Voce del Nisseno online