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LA VITA DENTRO LE PAGINE ANCHE NEL NUOVO ROMANZO DI FRANCA ADELAIDE AMICO

LA VITA DENTRO LE PAGINE ANCHE NEL NUOVO ROMANZO DI FRANCA ADELAIDE AMICO

mag 18 2017

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA / S’intitola “Myia e la storia delle storie”. Il libro dell’autrice di Caltanissetta ha la prefazione della scrittrice sarda Emma Fenu. Uscirà nei prossimi giorni

 

 
 La copertina del suo romanzo

Protagoniste del nuovo romanzo di Franca Adelaide Amico sono una giovane ventenne e la sua scrittrice. “Myia e la storia delle storie” (Edizione Segmenti) è un inno alla vita e a firmare di suo pugno la prefazione (“un capolavoro”, dichiara l’autrice nissena) è la brava Emma Fenu. “Ne sono orgogliosa - sottolinea al nostro microfono la docente -. Emma Fenu ha compreso, analizzato e scandagliato questo romanzo in maniera perfetta”.

Dal prossimo 25 maggio, dunque, questo romanzo che uscirà su tutto il territorio nazionale arricchirà ulteriormente l’editoria e avrà una prestigiosa vetrina nell’ambito dei vari meeting organizzati da “La Strada degli Scrittori”: “La mia Myia è stata scelta e insieme ad altre opere sarà oggetto di conversazione”, spiega visibilmente soddisfatta alla versione online del nostro periodico d’informazione La Voce del Nisseno.

“Attraverso la presenza degli scrittori in classe cerco di rendere vivo un mondo che, prima di appartenere alla carta stampata, appartiene alla vita”, conclude con una punta di orgoglio la docente di Caltanissetta che insegna materie letterarie presso il liceo scientifico “Alessandro Volta” del capoluogo.    

Nei prossimi giorni, esce il tuo romanzo “Myia e la storia delle storie”. Di cosa si tratta?

È una sorta di romanzo a cornice nella cui macrostoria (le conversazioni tra Myia e Xenia ) si incastonano le storie raccontate dai due personaggi del romanzo: Myia, una giovane ventenne e Xenia, la sua scrittrice.

So che la prefazione è a firma di una penna prestigiosa. E’ vero?

Sì e ne sono orgogliosa. Emma Fenu ha compreso, analizzato e scandagliato questo romanzo in una maniera perfetta. Con riferimenti a Platone, a Croce e a Pirandello, ha imbastito una prefazione che è un capolavoro.

Qual è il messaggio che intendi consegnare con questa nuova opera letteraria?

Innanzitutto la mia concezione sulla natura del personaggio. Personaggio non è, secondo me, chi acquisisce una vita solo nel momento in cui viene fissato nella forma, come affermava Pirandello; il personaggio, invece, è un'entità preesistente, che sua sponte si affida allo scrittore per essere eternato sulla pagina. Noi siamo meri esecutori e non possiamo che obbedire al personaggio, è lui che decide della sua vita e di ciò che della sua vita vuole che si manifesti. Non potrei spiegare altrimenti l'ispirazione. Da dove viene l'ispirazione se non da queste creature che ci "chiamano"? Non potrei spiegare altrimenti il motivo per cui  in un solo pomeriggio riesco a terminare un capitolo mentre per i due mesi successivi rimango ferma senza scrivere una parola...

Chi è interessato al libro, a chi deve rivolgersi per acquistarlo?

Dal 25 maggio “Myia e la storia delle storie” sarà in uscita su tutto il territorio nazionale. Penso che a fine mese anche le librerie di Caltanissetta saranno rifornite. So che la libreria Ubik, ad esempio, ha già prenotato delle copie. Ovviamente, per chi dovesse preferire l'acquisto online c'è Amazon. A questo proposito, voglio ringraziare con tutto il mio cuore tutti coloro che stanno già preordinando il testo che risulta già in classifica ancor prima della sua uscita. Grazie! E un grazie speciale anche da Myia... scoprirete perché.

Hai in programma delle presentazioni?

Ho in programma un talk letterario in occasione degli incontri organizzati da “La Strada degli Scrittori”. La mia Myia è stata scelta e insieme ad altre opere sarà oggetto di conversazione.

La tua prima opera letteraria ti ha regalato grandi soddisfazioni. A distanza di tempo, qual è il bilancio complessivo?

Ogni tanto mi chiedo cosa sia il successo per me. E a chi mi chiede cosa vorrei essere rispondo: "Una famosa sconosciuta". Grande soddisfazione è per me vedere le mie creature camminare da sole, farsi strada con il loro messaggio, vederle amate e capite. Poi, la mia soddisfazione più grande è sentire quei lettori che mi dicono: "Il tuo libro mi è servito". Questo è il successo. E vorrei averne sempre pur rimanendo nell'ombra.

 
 Il giornalista Michele Bruccheri con la scrittrice sarda Emma Fenu e la scrittrice nissena Franca Amico

Sei docente e spesso promuovi iniziative culturali per avvicinare i giovani ai libri. Dalla tua personale esperienza, qual è la risposta delle nuove generazioni?

Le nuove generazioni hanno perso il rapporto di intimità con il libro, quel rapporto di fisicità con la carta stampata che odora di nuovo, un regalo che si mostra a chi ha il privilegio di apprezzare. I giovani devono essere avviati al gusto del bello, dell'arte, della poesia. Attraverso la presenza degli scrittori in classe cerco di rendere vivo un mondo che, prima di appartenere alla carta stampata, appartiene alla vita. Il percorso è lento, tortuoso ma le soddisfazioni non mancano. Proprio qualche giorno fa, alla fine di un'ora intera di lezione sull'analisi di un testo poetico, ora impegnativa, faticosa, ecco che uno degli alunni della classe esordisce, con l'entusiasmo della scoperta: "Guardi, professoressa, questo vocabolo si ripete, si ripete continuamente nelle diverse strofe! Bellissimo!". Per il mio alunno, una scoperta, per me una grande soddisfazione.

Qual è il libro che stai leggendo in questo periodo?

Ho terminato da pochissimo la lettura e la recensione per Letteratura al Femminile di un bel libro di Chiara Pesenti "Le farfalle sotto l'arco di Tito". Sto assaporando, adesso, la scrittura di Ian Mc Ewan  con "Solar". La letteratura inglese attuale mi interessa perché pare abbia una cura particolare per gli eventi casuali, per l'imprevisto. Sono rimasta letteralmente folgorata da "Vita dopo vita" di K. Atkinson, ad esempio.

Qual è la città che più ami e perché?

Io credo che ci sia un'anima in ogni città del mondo. Penso che ogni città emani un'energia particolare che può avvicinarci o allontanarci. Ho provato la sensazione di sentirmi "a casa" a Sydney. Che strano, vero? Eppure se mi si chiede perché, non saprei rispondere. Ogni risposta sarebbe parziale. Io adoro viaggiare, ho visitato l'India, gli Usa, l'Argentina e la Patagonia, il Messico e anche un po' di Europa. In ogni posto lascio un pezzettino del mio cuore ma la sensazione provata per le strade di Sydney...

Dulcis in fundo, hai il potere – per un attimo – di titolare questa nostra intervista. Che titolo faresti?

La vita dentro le pagine. Perché ogni libro, prima di diventare tale è pura vita. Grazie, Michele per questa conversazione.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online