INCONTRI

 
     
TURISMO, IN CALO NEL SECONDO TRIMESTRE 2016: CALTANISSETTA FANALINO DI CODA

TURISMO, IN CALO NEL SECONDO TRIMESTRE 2016: CALTANISSETTA FANALINO DI CODA

dic 03 2016

di MICHELE BRUCCHERI – In Sicilia, Catania fa registrare la crescita più elevata nell’artigianato turistico. Ecco i dati forniti da Beniamino Tarcisio Sberna (presidente di Confartigianato Imprese)   

 
 Beniamino Tarcisio Sberna

 

Caltanissetta è fanalino di coda nell’ambito del turismo. Un dato allarmante e preoccupante. Infatti, il secondo trimestre 2016 non si chiude bene per le imprese artigiane a vocazione turistica. Calano, inesorabilmente, del 2% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso le Piccole e medie imprese (Pmi) artigiane che nel Nisseno operano in attività economiche legate al settore.

 

Sono 789 su un totale di 3.455 le imprese registrate fra aprile e giugno 2016 e rappresentano il 22,8% del totale del tessuto imprenditoriale interessato dalla domanda turistica nel Mezzogiorno. Peggio di Caltanissetta, Isernia (-4,5%), Caserta (-3,4%), Avellino (-2,3%), Chieti e Siracusa (-2,1%). A rilevarlo è l’Osservatorio dell’Ufficio studi di Confartigianato Sicilia su dati Unioncamere-Infocamere.

 

Malgrado la riduzione delle imprese del settore, la provincia di Caltanissetta è quarta fra le dodici province del Sud per maggiore quota di artigianato potenzialmente interessato da attività turistiche (22,8%), preceduta  da Napoli (24%), Palermo (23,7%) e Agrigento (23,6%). Seguono poi Reggio Calabria (22,6%), Catania (21,9%), Messina (21,7%), Caserta (21%), Siracusa (20,8%), Trapani (20,7%), Enna (20,4%) e Crotone (19,4%).

 

«A fare da traino, nonostante il calo registrato, sono alcuni comparti chiave - dichiara Beniamino Tarcisio Sberna, presidente di Confartigianato Imprese Caltanissetta, commentando la dinamica delle imprese analizzata dall’Osservatorio di Confartigianato Sicilia - individuati in otto ambiti: l’Agroalimentare con 307 imprese; Altre attività manifatturiere e dei servizi con 169 aziende; Ristoranti e pizzerie con 134 imprese; Bar, caffè e pasticcerie con 75 imprese; Trasporti con 51 imprese; Abbigliamento e calzature con 51 imprese; Attività ricreative, culturali e intrattenimento con una sola impresa; Giornali e guide editoria con un’impresa”.

 

“In Sicilia – prosegue il presidente Sberna - è Catania a registrare la crescita più elevata nell’artigianato turistico, con un incremento dell’1% pari a 3.718 imprese. E’ il risultato migliore fra tutte le province del Mezzogiorno. A seguire c’è Palermo con 3.468 imprese turistiche con una crescita dello 0,1%. Poi ci sono Messina con 2.461 imprese ed un calo dell’1,4%; Agrigento con 1.432 in crescita dello 0,2%; Trapani con 1.451, in crescita dello 0,4%; Siracusa con 1.292, con un calo del 2,1%; Ragusa con 1.106 (per ultima e un lieve calo dello 0,2%) ed Enna con 651 imprese con un calo dell’1,1%”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

 

 

 

 

La Voce del Nisseno online