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CASA CIRCONDARIALE DI MESSINA, ARMANDO ALGOZZINO: “LA PROFESSIONALITA’ DEGLI AGENTI SVENTA LA FUGA DI UN DETENUTO”

CASA CIRCONDARIALE DI MESSINA, ARMANDO ALGOZZINO: “LA PROFESSIONALITA’ DEGLI AGENTI SVENTA LA FUGA DI UN DETENUTO”

nov 08 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Parla il segretario nazionale della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria. Il sindacato sollecita interventi urgenti per rimediare alla carenza di organico 

 

 
 Armando Algozzino (segretario naz. UILPA Polizia penitenziaria)

Un detenuto tenta di evadere, ma la prontezza e l’efficienza del personale di polizia penitenziaria sventa il progetto. E’ accaduto ieri pomeriggio presso la casa circondariale di Messina. Un recluso originario di Patti aveva messo in atto il tentativo di fuga, scavalcando il muro di recinzione e utilizzando una cyclette trovata in quella zona. L’uomo si trovava nel cortile passeggi riservato ai detenuti di media sicurezza.

 

“Ancora una volta un sentito grazie agli agenti penitenziari – ha dichiarato immediatamente il segretario nazionale della Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria Armando Algozzino – che producono sicurezza anche in condizioni difficili, a partire dalla carenza di organico”.

 

Ma torniamo alla cronaca dell’accaduto. Dopo avere raggiunto un ponteggio utilizzato per la ristrutturazione edilizia, l’uomo si è arrampicato lungo l’impalcatura interna che costeggia il padiglione Medicina ed è salito sul tetto di quest’ultimo, dove gli agenti lo hanno preso nell’arco di tre quarti d’ora. La sua individuazione, come hanno spiegato gli stessi poliziotti, si è resa possibile grazie alle telecamere della sala regia.

 

Nei mesi scorsi, la casa circondariale di Messina era stata interessata dall’azione di verifica condotta dalla Uil Pubblica Amministrazione Polizia Penitenziaria “all’interno delle strutture circondariali isolane - si legge in una nota stampa diramata -, corredata da scatti fotografici per illustrare al meglio alla collettività il lavoro del personale e le eventuali criticità degli ambienti”. Inoltre, una delegazione sindacale – lo scorso luglio – s’era recata presso la struttura di Messina per visitare i luoghi di lavoro destinati alla polizia penitenziaria e per raccogliere utili informazioni “sia sotto il profilo della dotazione organica che della popolazione detenuta presente nell’Istituto”. Quella delegazione era guidata dal segretario nazionale Algozzino e dal segretario territoriale Francesco Barresi, nonché dal segretario del Gruppo Aziendale Unitario Salvatore Chimirri.  

 

“Condizioni strutturali a parte, per le quali il sindacato chiede da tempo interventi urgenti - sottolinea il segretario Algozzino - la criticità numero uno è sempre la carenza di organico: a fronte di 261 unità previste, nella Casa Circondariale ne sono presenti solo 206 (164 uomini e 42 donne); i detenuti sono in tutto 237”. Nell’Istituto, infatti, sono ospitate anche detenute, per le quali sono state allestite cinque stanze al piano terra, “a seguito della chiusura del reparto femminile nella sua interezza, tra piano terra, primo e secondo piano”.

 

“Malgrado l’esiguità del personale – conclude il segretario Armando Algozzino – il Nucleo Traduzioni e Piantonamenti viene supportato da unità in servizio presso l’Istituto così come, inverosimilmente, il Nucleo talvolta supporta altri Nuclei provinciali. La promiscuità di questi servizi, di certo non addebitabile al personale impegnato su più fronti con dedizione e professionalità, genera una disorganizzazione dei servizi programmati, sia della Casa Circondariale che del Nucleo stesso”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

 

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