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MILENA ROMEO, STRAORDINARIA OPERATRICE CULTURALE E “CERCATORE DI BELLEZZA”

MILENA ROMEO, STRAORDINARIA OPERATRICE CULTURALE E “CERCATORE DI BELLEZZA”

ott 27 2016

di MICHELE BRUCCHERI – Siciliana di Messina, è esperta in progettazione culturale e gestione di eventi. Ha coordinato oltre trecento progetti. Sta scrivendo un libro 

 
 Milena Romeo

“Sono pazza per la Sicilia, nonostante viaggi tanto e continuamente per lavoro, sono radicata in questi magmi lavici, in questi blu cobalto di mare, in mezzo ad agavi e olivi saraceni”. Una profonda e poetica dichiarazione d’amore per la sua terra, firmata da Milena Romeo. Messinese, esperta in progettazione culturale, gestione di eventi e pubbliche relazioni, è una instancabile e straordinaria operatrice culturale che dà lustro e prestigio all’isola.

Fiera di essere siciliana, Milena Romeo ha ideato e coordinato più di 300 progetti per la valorizzazione della cultura regionale. Ha collaborato alacremente con vari soggetti istituzionali, pubblici e privati. Con tenacia e determinazione, con ferrea volontà. Per lei, inoltre, “la cultura è risorsa globale per i territori, leva e forza di identità civile; cultura come risorsa economica, ma anche valore educativo, simbolico, morale e di crescita collettiva”.

“Sono un cercatore di bellezza”, dichiara al microfono de La Voce del Nisseno (versione web). Risulta intenso anche il suo impegno giornalistico che divide con alcune testate. Modera meeting e seminari, con singolare professionalità e avida passione. Ha incontrato una miriade di personaggi famosi. Elencarli tutti sarebbe arduo. Nella nostra lunga conversazione ne cita alcuni: Vittorio Sgarbi, Anita Garibaldi, Giorgio Albertazzi… Si definisce “ipercinetica e attivissima”. Ed è così. Per la nostra intervista, tra un’attività professionale e un’altra, abbiamo impiegato qualche settimana. Ma ce l’abbiamo fatta. E raccontare Milena Romeo è un vero piacere. Perché è una donna eccezionale, volitiva e poliedrica. Direi, culturalmente magmatica. Di notevole spessore umano e intellettuale. Parlare, con lei, al telefono è come fermare il tempo. Un sano e fecondo confronto dialettico che arricchisce sempre.

Nel tratteggiare la sua personalità, asserisce di essere “ottimista e positiva”. Sono indubbiamente due elementi basilari per essere vincenti e convincenti. Queste due doti, unite alla smisurata passione per il lavoro che svolge egregiamente, ne fanno un personaggio non solo autorevole e prestigioso ma anche un serio e concreto divulgatore della cultura siciliana e non solo. Onnivora di libri, ne sta partorendo uno “scritto e pensato con un amico giornalista, il cui contenuto è top secret”.

Gli ambiti di tua competenza sono molteplici. Tutti rivolti alla promozione culturale. Chi è e cosa fa Milena Romeo?

L’alveo  in cui mi  muovo è la cultura come risorsa globale per i territori, come leva e forza di identità civile; cultura come risorsa economica, ma anche come valore educativo, simbolico, morale e di crescita collettiva. Mi sono impegnata in questo ambito attraverso una piccola società e diverse realtà associative, pianificando percorsi di valorizzazione dei beni culturali, di gestione di eventi e implementazione di progetti sulle memorie materiali e immateriale soprattutto della cultura siciliana.

Cosa hai ideato e curato, Milena?

Ho  ideato, curato  e coordinato più di trecento progetti sia sui contenuti che sull'organizzazione  generale per e con Enti pubblici e privati, Fondazioni, Istituti italiani di cultura, Associazioni,  Gallerie di arte moderna e contemporanea, Siti storici, Strutture museali, Università pubbliche e private, Festival cinematografici, Rassegne letterarie.

Interessante.

È realmente molto bello per me il momento in cui un'idea, una visione di un luogo, un autore, una storia prende corpo, diventa conoscibile e incontrabile per il pubblico attraverso espressioni come mostre, testimonianze, performance musicali e teatrali…

 
 Vittorio Sgarbi e Milena Romeo

Continua.

Se devo dire sinteticamente chi sono, dico che sono un cercatore di bellezza, una persona che ha fatto diventare lavoro  una passione, la passione per la bellezza che nasce dall'incontro con  talenti di uomini, dal paesaggio, da un testo letterario, da un affresco o la luce di un'istallazione e che può trasfigurare e cambiare tutto, se diventa riferimento individuale e collettivo.

Ovviamente la Sicilia è il centro di tutto. E’ così?

La Sicilia è il fulcro di questo viaggio, il nucleo ispirativo, il teatro principale delle mie attività; uno spazio sempre nuovo in cui si scoprono siti, scenari, esperienze innumerevoli con cui fare rete e da circuitare…

Prego, vai avanti nel tuo ragionamento.

C'è una cosa che diceva il principe e produttore  Francesco Alliata, che io condivido e faccio mia: Ero convinto che la Sicilia fosse la terra delle potenzialità inesplorate e che il mio compito, la mia vocazione, il mio destino fosse di farle emergere” con le dovute proporzioni. Io sento lo stesso bisogno.

C’è una infinita fierezza nel tuo essere siciliana.

Sono fieramente e geograficamente connotata, siciliana nel midollo e allo stesso tempo apertissima a tutto il mondo. Ho sempre viaggiato molto e continuo a farlo. Ho sempre guardato ad un orizzonte ampio per imparare, attingere, confrontarmi… Ma poi ho sempre riportato questo bagaglio nell'Isola, la ricchezza di rapporti, contatti e amici che mi onoro di avere con persone autorevoli, la faccio rifluire qua.

Prosegui.

Sono tanto aperta quanto radicata. Da quando ero giovanissima, facevo viaggi mirati, frequentavo festival, meeting. Ho avuto la fortuna di sentire giganti della politica, della letteratura, del cinema, del giornalismo, al Meeting dell'Amicizia tra i popoli di Rimini, al Festival letterario di Mantova, al Festival dei due mondi di Spoleto.

Hai curato e coordinato un sacco di progetti rivolti alla valorizzazione della cultura siciliana. A quali ti senti maggiormente affezionata e perché?

In particolare sono affezionata alla Rassegna da me curata Cento Sicilie per Cara beltà, realizzata negli ultimi anni con la Provincia Regionale di Messina nello storico Monte di Pietà, nata dall'idea di creare una settimana di incontro fra personalità siciliane impegnate in vari ambiti attorno al tema dell'identità e della cultura come risorsa. Abbiamo realizzato eventi legati a grandi  autori del passato  come l'Omaggio a Turi Vasile, a Giuseppe Sinopoli, a Salvatore Quasimodo, a Renato Guttuso, a Gesualdo Bufalino, a Giuseppe Longo, Angelo Musco, Vincenzo Consolo ed eventi con esponenti di arte, editoria, autori  contemporanei e responsabili di istituzioni pubbliche private, come case editrici, strutture espositive, imprese che vogliono bene al territorio. Il tema dell'anno scorso era  “Lutto e Luce” (Gesualdo Bufalino). Quest'anno il Mediterraneo, con  anteprima  invernale 2016 a novembre con tre libri bellissimi e molto importanti. E poi con edizione nuova  nell'ultima decade di aprile.

 
 Milena Romeo e Anita Garibaldi

E poi?

Un altro ciclo di eventi che mi ha preso molto è stato quello sul poeta  Salvatore Quasimodo che  sempre con la Provincia regionale abbiamo avviato, con la realizzazione dvd didattico Salvatore Quasimodo, con il convegno Omaggio a Quasimodo. Per l’anniversario del Premio Nobel, 2009, la  Mostra fotografica ”Oscuramente forte è la vita” che dopo di noi  è stata allestita da diversi Istituti di cultura, come Mosca e Vienna, rappresentazioni teatrali, letture, presentazioni di tre pubblicazioni sull'autore, percorso che ci ha portato fino all'Ungheria ad un Premio internazionale di poesia intitolato al Nobel siciliano. 

Collabori attivamente con una miriade di soggetti istituzionali. Me ne elenchi alcuni?

Ci siamo sempre posti a metà strada fra istituzioni pubbliche e il pubblico fruitore di  eventi,  offrendo ad enti locali l'esperienza di conoscenza del territorio e delle sue valenze artistiche e culturali per la realizzazione di progetti e iniziative attrattive, fungendo in realtà da vettore di marketing territoriale attraverso l'individuazione di genius loci e anima dei territori.

Continua.

Sia a titolo personale o come presidente di Cara beltà ho realizzato progetti con e per tante realtà pubbliche e private come la Regione Siciliana, Provincia di Messina; la Galleria di arte moderna e contemporanea e Archivio Quasimodo, società Ad artem Milano, IES di Rimini (International Exibition Service srl Consortile), Federcultura, Meeting mostre del Meeting di Rimini, Teatro di Messina, Comune di Massa Carrara, Provincia  regionale di Roma, moltissimi comuni siciliani;  Messina, Taormina, Curia di Messina, Curia di Patti, Fondazione Giuseppe Mazzullo, Museo Mazzullo, Naxos legge, Milazzo film festival, Rete nazionale e regionale santuari italiani, Università di Messina, Università Pegaso, Fondazione Bonino Pulejo, Curia Rogazionisti di Roma e tanti altri.  

Sei inoltre coordinatrice dell’Osservatorio nazionale sulla figura e le opere di Antonello da Messina e uno dei responsabili della sede siciliana dell'associazione.  Quali iniziative sono state portate avanti?

L'associazione  da cui  nascono queste esperienze ha sede a Roma da 40 anni con una storia di intensa attività di  studio, di riflessione e di eventi tutti legati ad approfondire il percorso biografico e artistico del pittore messinese. Fra i tanti cito l'evento Lo sguardo letterario su Antonello da Messina, Omaggio a Vincenzo Consolo e letture Antonelliane Roma Auditorium Basilica Santa Maria degli Angeli o la Conferenza Antonello da Messina e la pittura provenzale con lo storico dell’arte Mario Lucco (Università di Bologna) Auditorium Basilica degli Angeli; oppure eventi che  sviluppano tematiche che legano Antonello alla città di Messina e alla Sicilia o altri, tesi a valorizzare profili di eccellenze siciliane; ecco il Premio Antonello celebrato ogni due anni a Roma, o il Progetto “Identità Messina” - Luoghi della memoria (Toponomastica e valorizzazione dei  personaggi messinesi), il Progetto Identità Messina/Contemporanea: valorizzazione dei giovani talenti messinesi nella cultura e nelle arti (La mia ricerca giovane, Tavola rotonda su Giovani, Università e Ricerca, Roma, Sede del Parlamento europeo), Conferenza ”Talenti” messinesi nel mondo - Camera di Commercio Messina.

E infine?

Eventi a Messina come l'allestimento della Mostra didattica delle riproduzioni  dell'opera omnia di Antonello; della Notte della cultura a lui dedicata con il Comune di Messina, gli Incontri Antonelliani come Carlo Bo e la Sicilia; Antonello da Messina e i Gonfaloni, Giovanni Pascoli e Messina; Conferenza su Sinopoli e Messina con la Provincia regionale.

 

Intensa è anche la tua attività giornalistica. Con chi collabori?

Centonove, Blogtaormina, Moleskine e ogni tanto scrivo per I Love Sicilia. Sono bellissime esperienze editoriali e realtà diverse: un settimanale, due mensili e un giornale on line. Questa attività mi entusiasma. Mi occupo di articoli di cronaca e approfondimenti culturali e mi permette di conoscere, raccogliere e dare un po’ di luce nel mio piccolo a storie di siciliani talentuosi, portatori di valori o di talenti.

 

Hai moderato numerosi meeting e seminari. Quale ricordi con più soddisfazione?

I cicli di conferenze che ho coordinato a Roma con  l'ordine dei Padri Rogazionisti su temi sociali legati alle “Nuove povertà e disagio minorile, oggi: una mappa globale, giustizia, carità sociale, cultura” che mi ha dato la possibilità di conoscere realtà di progetti internazionali e personalità di primo piano.

E poi?

L'incontro presentato a Roma  a Villa Borghese, Messina e il suo Stretto, Rassegna Vieni in Provincia, un’iniziativa di marketing turistico del territorio, nell’ambito dell’area convegni ”Cittadinanza, immagine e territorio”.  Un altro incontro Around antonello da Messina, reintegrating Quattrocento culture nell'ambito del Convegno di studi Antonello e la cultura del Rinascimento in Sicilia che abbiamo organizzato con l'Università di Messina.

Sei componente dell’Osservatorio permanente regionale alla Famiglia e Politiche di genere, ma anche presidente della Commissione Pari opportunità. Quali progetti hai curato?

Sono stata presidente dal 2005 al 2009 della Commissione Pari Opportunità della Provincia Regionale. Si trattava di un Organismo permanente volto alla promozione e realizzazione delle Pari Opportunità tra uomo e donna nell’educazione e nella formazione, nella cultura e nei comportamenti, nella partecipazione alla vita politica, sociale ed economica, nelle istituzioni, nella vita familiare e professionale.

Cosa ricordi in particolare?

Ricordo in particolare i cicli di incontri sull'imprenditoria giovanile femminile con testimonianze di imprenditrici affermate e uno sui disturbi alimentari (anoressia e bulimia) realizzate nelle scuole con la collaborazioni di team di esperti come la psicologa Maria Rita Parsi. Ma anche seminari utili  in tema di conciliazione e campagne antiviolenza realizzate in collaborazione con il Ministero delle Pari Opportunità.

E inoltre?   

Inoltre sono stata per due mandati assessoriali membro dell'Osservatorio regionale permanente sulle Famiglie, istituito presso l’Assessorato delle Politiche della Famiglia, delle Politiche sociali, e delle Autonomie locali della Regione Sicilia; uno strumento privilegiato per concorrere a migliorare la qualità della vita delle famiglie, per progettare politiche familiari innovative. Uno strumento di informazione, collegamento e collaborazione fra servizi, le associazioni, le organizzazioni pubbliche e private,  e strumento di verifica e di programmazione. Ricordo con piacere quell'attività che ci permetteva valutazioni su importanti questioni di governo legate a problemi reali.

 
 Milena Romeo e Giorgio Albertazzi

Hai incontrato parecchi personaggi. Quali sono i principali e quelli indimenticabili?

Tantissimi come il cardinale Dziwisz, arcivescono di Cracovia e segretario storico di Giovanni Paolo II° che ho coinvolto per una rassegna dedicata a Karol Wojtila come intellettuale, poeta e drammaturgo; Giorgio Albertazzi, Vittorio Sgarbi, Pietrangelo Buttafuoco, Piero Guccione, Maria Rita Parsi, Silvia Cappellini, Sinopoli, Gabriele Greco, Davide Coco, Stefano Reali, Melo Freni, Francesco Leprino, Sebastiano Tusa, Alessandro Quasimodo, Anita Garibaldi, Andrea Riccardi, Paolo Valentino, Mauro Lucco, Nuccio Fava, Giuseppe Leone, Cheryl Porter, Gilberto Idenea, Massimo Dapporto, Ennio Fantastichini, Emidio Greco, Massimo Romeo Piparo…

Chi ti ha colpito in modo particolare?

Chi mi ha colpito in modo particolare è stato il grande regista, maestro Kristof Zanussi, che è venuto a Messina per un nostro progetto sulla Polonia, mostrando una grande disponibilità e generosità. Una persona veramente speciale, superiore, di un livello altissimo per visione ideale, cultura, raffinatezza.

Essendo un’operatrice culturale, hai il polso della situazione. Secondo te, come viene trattata la Cultura in Sicilia?

Questa domanda presuppone un'intervista dedicata. La Sicilia è un universo, un mondo, un macrocosmo, connotato da  un patrimonio sterminato fatto di saperi, di beni, di opere, di strutture museali, di teatri, di gallerie di arte contemporanea, di circuiti eno-gastronimici. Penso al vino, ai dolci, all'artigianato artistico come quello di Caltagirone, siti preistorici come le grotte dell'Addaura, le necropoli di Pantalica, ai circuiti di insediamenti romani e greci superiori anche a quelli presenti in Grecia, alle torri saracene, ai castelli, alle ville liberty, alle chiese barocche. Penso alle riserve naturali, ai fondali con giacimenti archeologici; penso al paesaggio, alle piccole e grandi isole; penso alla musica, alla poesia, al teatro dei Pupi, ai festival  di Jazz, e anche una ricchezza di esperienze associative private appassionate del destino e della storia dei luoghi. Dall'altra parte però troviamo Istituzioni lente, poco coordinate, poco sistemiche che impediscono che questo potenziale, questo immenso e vario, ricco, stratificato patrimonio diventi reddito, sviluppo, lavoro, petrolio e, perché no ?!, anche un brand.

Parliamo un po’ di te. Quali sono i tuoi pregi?

Sono una persona appassionata. Quando parlo e lavoro mi infiammo. In quello che faccio metto tutto: cuore, testa e pancia. Non amo le mezze misure e vivo con totalità e dedizione tutto quello che la vita mi chiede e mi pone davanti. Sono ipercinetica e attivissima, non ho mai subito le situazioni, credo che le persone debbano lavorare alacremente e senza riserva, per la società che amano, per il modo che desiderano. Il contesto è il risultato anche se non matematico ma sicuramente morale, della visione e dell'impegno di ciascuno…

Prosegui, cara Milena.

Non mi interessano i cambiamenti macroscopici. Credo che se ognuno di noi nel posto in cui è, facesse con serietà il proprio lavoro, tutto il contesto cambierebbe; se si leggesse di più, se la musica si insegnasse a scuola sul serio, se tutti buttassero la carte nel cestino il mondo sarebbe più bello e vivibile. E la mafia e i fenomeni criminali avrebbero uno spazio minimo di manovra nelle nostre città.

E poi?

Sono curiosa, scelgo le persone per desiderio di capire il loro mondo. Così un pittore a cui organizzare una mostra, un musicista per un concerto, un personaggio da intervistare diventano tutte chiavi di lettura e fonti di arricchimento. Sono libera, non ho padroni né padrini; ho collaborato con amministrazioni e soggetti istituzionali di tutti gli schieramenti, ho scelto la libera professione per mantenere questa autonomia, posso scegliere ciò che mi piace e mi convince, lavoro a progetto e questo mi aiuta. Sono ottimista e positiva, riparto sempre ogni giorno con indomita passione. Come diceva Pavese “Vivere è bello perché vivere è cominciare sempre ad ogni istante”.

E i tuoi difetti?

Potrei dire che i miei difetti sono il rovescio dei pregi che spesso penalizzano, ma aggiungerei anche che sono spericolata, troppo sturm und drung;  valuto sempre poco l'aspetto economico delle cose e ancora in qualche modo ho una certa ingenuità di sguardo verso tutto. Ancora oggi in età adulta, spesso ho la tentazione a guardare le persone troppo con i miei occhi e a credere che il mondo ragioni con la mia logica.

Continua.

Sono schematica, puntuale, nell'organizzazione maniacale, esagerata. I miei prossimi mesi sono programmati nel dettaglio, l'imprevisto non è minimamente contemplato. Per fortuna però la vita ci  sorprende sempre. Come dice Montale “l'imprevisto è la salvezza”. E in ultimo, il mio pregio /difetto più grande è l'amore per questa isola che mi rapisce, mi ammalia e mi incatena sempre.  Sono pazza per la Sicilia, nonostante viaggi tanto e continuamente per lavoro, sono radicata in questi magmi lavici, in questi blu cobalto di mare, in mezzo ad agavi e olivi saraceni. 

A quali valori credi ciecamente?

Credo fermamente nell'assetto fondamentale che la fede può dare alla vita di un uomo, donandogli  radici e unità. Credo di conseguenza che in ogni persona ci sia una dignità ineliminabile da riconoscere sempre. Credo al valore della bellezza come elemento identitario e dimensione imprescindibile della ricerca dell'uomo. Credo nel valore della libertà, rifuggo istintivamente da tutti quegli ambiti culturali e politici in cui la logica ideologica o di converticole condiziona la capacità della persona all'autonomia di pensiero; pertanto rifuggo da omologazioni, ordini di scuderia, mode. Mi trovo a mio agio fra le minoranze. Amo la tradizione intesa come fuoco e non come cenere, come suggeriva Malher.

Cosa ami leggere?

Sono malata di “libridine”. Dire che fagocito libri è dire poco, per diletto o per lavoro, ne leggo sui tre, quattro alla settimana. Sono appassionata di due generi: saggi su vari temi soprattutto sul rapporto fra estetica ed etica. Cito alcuni autori e titoli come  Guardini, Del Noce, Tarkovskij Scolpire il tempo, riflessioni sul cinema o La forma dell'anima; raccolta articoli, Scritti corsari di Pasolini e biografie soprattutto di  letterati, artisti, registi (Lettere a Theo di Vincent van Gogh). In particolare amo le biografie narrative come il racconto autobiografico di Philip Roth La leggenda del santo bevitore.

E ancora?

Mi attrae tutto ciò che ha un nesso con la realtà, riflessioni su fenomeni e temi legati ad essa, e con storie realmente vissute. La vita è veramente attrattiva e sorprendente. Rimango comunque attratta dalla buona letteratura dei classici in ambito di narrativa e di poesia (Luzi, Pavese, Peguy, Claudel, Pasolini, Yeats, Chesterton, Pasternak...). Naturalmente la mia biblioteca è folta nel reparto siciliano. Immancabili Sciascia, Bufalino, Quasimodo, Piccolo, Cattafi, Consolo, Borgese, Pirandello, Vittorini. Le attività che organizzo mi portano per fortuna a seguire anche il panorama delle produzioni contemporanee; va la mia predilezione per la penna di Buttafuoco e Savatteri.

Qual è il libro che ti ha più emozionato?

Questa veramente è una domanda dura, che mi mette in confusione. Troppi i libri che mi hanno formata, su cui ho plasmato la mia visione del mondo, che mi hanno rapito. Difficile rispondere e condensare titoli. Penso al Miguel Manara di Milosz, Il mestiere di vivere di Pavese, le Poesie di Quasimodo, di Mario Luzi.

Che genere di musica ascolti?

Direi cinque filoni e generi, la classica, in particolare barocca (adoro quel secolo anche in pittura) con sua maestà Bach che trovo oltre che, evidentemente, sublime, anche elettrizzante; poi  il jazz (fra gli esecutori Fresu e Rea) e quella musica leggera che ad esso si ispira come quella di interpreti del calibro di Mario Biondi, Cammariere; poi la Bossa nova  brasiliana (i classici eterni Jobim, Gil, i  testi di De Moraes); son cresciuta con i versi di alcuni cantautori come De Andrè (come dimenticare l'album tratto dall'Antologia di Spoon river, di E. L. Master), i volteggi di Battiato, le ballate di De Gregori, la grazia di Branduardi, le armoniche di Edoardo Bennato e Bob Dylan…

Ah, non abbiamo terminato?!

Infine amo la musica che racconta i territori, quella irlandese (tutta, da quella tradizionale dei Chiftains, a Cranberries, agli U2), quella portoghese (Madredeus, T. Salguiero), quella latinoamericana (Piazzolla, Mercedes Sosa).

Cosa pensi dei giovani di oggi?

Premetto che mi sento giovane e per certi versi non sono mai cresciuta, ma a parte questa considerazione, provo una vera  sintonia con i ragazzi. Mi capita spesso di incontrarli nelle scuole, con cui faccio molti progetti e sempre li coinvolgo attivamente. Non voglio che siano fruitori passivi, li coinvolgo, li ascolto. Ad esempio quando mi commissionano i dirigenti una mostra  tematica, io preparo gli studenti a fare da guida e accompagnatori alla mostra stessa per la città, gli studenti di altri istituti scolastici e per i propri genitori. Loro si preparano in un modo ineccepibile coinvolgendosi moltissimo. Commovente! Ma in generale credo che in un momento in cui loro sono bombardati da informazioni, debbano essere aiutati in una proposta educativa di valore che li aiuti a scremare in modo critico i messaggi infiniti che ricevono e spesso subiscono. Credo molto in loro. Nel mio gruppo di lavoro cerco sempre l'apporto di giovani che portano freschezza alle nostre iniziative.

Infine, quali sono i tuoi prossimi progetti da realizzare? 

Cento Sicilie di novembre, la rassegna che curo per il 2016-2017. I  prossimi 18-24-26 novembre e 2 dicembre, presenteremo il libro del compianto e gigantesco direttore d'orchestra  Giuseppe Sinopoli (editore Marsilio), Racconti dell'Isola, dedicato a Lipari; un saggio che documenta e racconta una pagina nobile della storia, l'accoglienza degli esuli istriani dalmati, fiumani a Termini Imerese scampati, in parte, alle Foibe di Tito di Fabio Lo Bono. Poi il saggio fresco di stampa, Federico II e il suo tempo di Maurici, Raffaele, Ruta, Sardella per Edizioni di Storia e Studi sociali.

So che c’è dell’altro?

Alla Villa Cianciafara, una dimora storica degli eredi della famiglia Tasca Filangeri di Cutò parenti dello scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa e il poeta Lucio Piccolo di Calanovella, continuerà la rassegna che ho curato l'anno passato sulla Sicilia con libri, musica, poesia. Poi incontri in tutta la Sicilia: il 9 saremo a Modica per il libro Incontri di Sicilia, nella Galleria d'arte Leone. A febbraio per l'associazione Antonello da Messina organizzeremo la nuova edizione del Premio omonimo a Roma e infine la pubblicazione di un mio libro scritto pensato con un amico giornalista, il cui contenuto è top secret.

MICHELE BRUCCHERI

 

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