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MAURIZIO BIANCHINI: “NON ACCONTENTARSI MAI E NON AVER PAURA DI METTERSI ALLA PROVA”

MAURIZIO BIANCHINI: “NON ACCONTENTARSI MAI E NON AVER PAURA DI METTERSI ALLA PROVA”

set 26 2016

di MICHELE BRUCCHERI – L’INTERVISTA / Al microfono de La Voce del Nisseno il direttore artistico di Videoradio Channel. Milanese, vanta esperienze come direttore d’orchestra, percussionista e compositore. Ha collaborato con nomi importanti 

 
 Maurizio Bianchini

 

“Non accontentarsi mai e non aver paura di mettersi alla prova”. A conclusione di questa lunga e bella intervista a Maurizio Bianchini, nato a Milano e attuale direttore artistico di Videoradio Channel, nasce il titolo all’articolo online per il nostro periodico d’informazione La Voce del Nisseno. Mi ricorda le parole che rilasciò al mio microfono, parecchi anni fa, il grande Ron, in occasione della prima – delle quattro – interviste che feci al bravo cantautore italiano.

 

Maurizio Bianchini, diploma in Strumenti e Percussioni, ma anche in Corno, al conservatorio milanese, è un artista brillante e poliedrico. Direttore d’orchestra, percussionista, compositore, arrangiatore e fonico, da un bel po’ di tempo intervista personaggi di rilievo della musica. Video-interviste interessanti ad un sacco di nomi famosi. Tra gli altri, ha incontrato Albano, Beppe Carletti dei Nomadi, Massimiliano Pani. E poi, inserisco nell’elenco tre nomi a personaggi che ho avuto pure io l’onore e il piacere d’intervistare, nel corso degli anni, come ad esempio Pippo Franco, Amedeo Minghi ed Enrico Beruschi.

 

Già percussionista presso l’Orchestra sinfonica nazionale della Rai, Bianchini ha lavorato con celebri e prestigiose formazioni, ma anche con nomi importanti del tipo di Karajan e Abbado. Ha inoltre collaborato con artisti di notevole calibro. Citiamo Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Milva. L’elenco continuerebbe. Ma per ragioni di economia espositiva, ci fermiamo a questi personaggi. Infine, c’è da riferire che è l’autore di numerose musiche per fiction e cartoni animati. Ma è anche compositore di musiche per la pubblicità. Un artista, dunque, versatile. Un’esperienza professionale “bellissima” (il superlativo assoluto è suo) riguarda il ruolo di docente con l’Accademia musicale internazionale Fenaroli di Lanciano. “I Beatles – dichiara al nostro taccuino – mi hanno cambiato la vita”.         

 

Quando è nata la tua passione per le video-interviste?

Terminato il mio rapporto con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, pensavo di continuare a scrivere musica, poi c’è stata questa idea del mio editore Beppe Aleo, che mi ha spinto a intraprendere un’attività per me insolita, che non avrei mai immaginato di fare ma che oggi mi diverte e mi dà soddisfazione. Oltretutto, ed è il nostro fiore all’occhiello, facciamo interviste a personaggi importanti del mondo della musica classica, una novità assoluta nel panorama dei canali web.

 

So che hai intervistato un sacco di personaggi. Ci fai un breve elenco?

Potrei ricordare Al Bano, Pippo Franco, Amedeo Minghi, Beppe Carletti dei Nomadi, Massimiliano Pani, Cristina D’Avena, Enrico Beruschi, Mauro Pagani, per la classica Mariella Devia, Gianandrea Noseda, Juray Valcuha...

 

Chi ti ha colpito di più?

Decisamente Mariella Devia, una dei più grandi soprano del mondo, un’artista di grandissima professionalità e preparazione tecnica eccezionale.

 

Una delle tue ultime interviste è al regista Stefano Reali. Chi è?

Stefano Reali, sceneggiatore e regista di tantissime produzioni televisive e cinematografiche, tra le quali “Rimbocchiamoci le maniche” che attualmente è in palinsesto su Canale 5. Ma non solo, Reali è un musicista per intenderci alla Morricone, uno che scrive con carta e penna e non con il computer. Avendo lavorato con lui in studio di registrazione, posso dire di avere avuto a che fare, oltre che con il regista della fiction, anche con un grande musicista, dalla profonda sensibilità.

 

 
 Maurizio Bianchini e alcuni personaggi intervistati

In cosa consiste il tuo lavoro di direttore artistico per Videoradio Channel?

Premesso che ero già nel direttivo di Videoradio Ed. Musicali, il mio lavoro consiste nel valutare e scegliere i contenuti delle nostre rubriche, cercando di seguire una via omogenea tra le varie pubblicazioni, curando la qualità delle video-interviste.

 

Tu sei un uomo di musica: direttore d’orchestra, percussionista, compositore, arrangiatore e fonico. Mi fai un bilancio della tua attività artistico-musicale?

Mi sento di dire di essere stato fortunato a intraprendere l’attività che da piccolo sognavo, cioè di essere e sentirmi musicista senza etichettature. Il mio modo di pensare la musica mi ha portato a sviluppare interessi sempre diversi e questo mi ha permesso di trovarmi a mio agio con ogni genere musicale

 

Hai collaborato con diversi nomi importanti della musica italiana. E’ vero?

Sì, faccio qualche nome: Edoardo Bennato, Angelo Branduardi, Milva, i fratelli La Bionda, Leo Ferré grande poeta della musica.

 

Hai inoltre lavorato con molte orchestre. Quali ricordi con maggiore affetto?

Il Teatro alla Scala poiché ho avuto la possibilità di lavorare con maestri del calibro di Karajan, Kleiber e Abbado; ero molto giovane ma capivo di avere di fronte dei mostri sacri della musica classica.

 

Sei stato percussionista dell’Orchestra sinfonica nazionale della Rai. Cosa ti ha insegnato questa esperienza?

Ho passato veramente degli anni stupendi. Ho trovato tanti amici oltre che colleghi con cui ho condiviso moltissime soddisfazioni. L’orchestra è un microcosmo con una vita propria e tutte le dinamiche di relazione proprie di una comunità. Ma vivere in questo microcosmo è sicuramente una fortuna e un privilegio. Con l’OSN ho fatto tournée in tutto il mondo, con direttori importanti come Sawallish, Prêtre, Sinopoli, Chailly, Inball, De Burgos e tanti altri, e artisti di alto livello. Personalmente ho avuto l’onore di suonare la Sonata di Bela Bartòk per due pianoforti e percussioni, con Martha Argerich e Nelson Freire. 

 

Mi risulta che nel 1998 tu abbia fondato un gruppo: “I Percussionisti”. Me ne racconti?

Sono un grande appassionato degli strumenti a percussione, quindi la mia idea è stata quella di creare un gruppo che potesse eseguire, oltre che musica specificamente composta per questi strumenti, anche composizioni per orchestra come “Ma mère l’oye” di Ravel, West Side Story di Bernstein, “Quadri di un esposizione” di Musorgskji, mettendo in risalto l'enorme potenzialità timbrica degli strumenti, siano essi di natura classica, tradizionale o etnica.

 

Tra le altre cose, componi musica per fiction e cartoni animati. Ma anche per pubblicità. E’ così?

Sì. Negli anni passati ho scritto musica in particolare per alcune sigle televisive, tra cui una fiction con Veronica Castro, i cartoni animati Bakugan, Little Pony, Shugo Chara e altre.

 
 Maurizio Bianchini

 

So anche che sei stato docente, per un decennio. Cosa è stata, per te, l’Accademia musicale internazionale Fenaroli di Lanciano?

E’ stata una bellissima esperienza. A Lanciano passavo 20 giorni all’anno nel mese di luglio, ed ero a contatto con giovani diplomandi e diplomati che venivano da tutti i conservatori d’Italia e anche dall’estero. Non si insegnava solo la musica o lo strumento, la scuola diventava una vera lezione di vita che sfociava con i concerti finali e l’immancabile cena a base di “arrosticini”.

 

Quali sono i valori ai quali credi strenuamente?

Studio, lavoro e perseveranza.

 

Musicalmente, chi è il tuo artista preferito? E perché?

I Beatles perché mi hanno cambiato la vita.

 

Qual è l’ultimo film che hai visto?

“Perfetti sconosciuti” di Paolo Genovese, un film che mi ha colpito per la grande attualità della vicenda raccontata.

 

E l’ultimo libro che hai letto?

La biografia di Mick Jagger.

 

Tratteggiamo brevemente il profilo di Maurizio Bianchini. Mi dici tre qualità e tre difetti?

Sono un grande lavoratore, quando decido di fare una cosa la porto avanti fino in fondo, ho grande disponibilità verso gli altri. Tre difetti: non ho pazienza per le cose che non mi interessano, non ricordo mai i nomi delle persone che conosco e non sono molto diplomatico.

 

Quale messaggio consegni ai nostri lettori online?

Grazie per l’intervista. Il mio messaggio è di non accontentarsi mai, di non aver paura di mettersi alla prova o addirittura di ricominciare perché ogni nuova esperienza è un nuovo tassello del puzzle, e quindi un arricchimento. Spero di avervi incuriosito. Continuate a seguirci sui nostri canali. Un caro saluto a tutti.

 

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online