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LEON VULPITTA PANTAREI: “LA MUSICA DAL VIVO E’ LA MASSIMA SODDISFAZIONE PER UN ARTISTA”

LEON VULPITTA PANTAREI: “LA MUSICA DAL VIVO E’ LA MASSIMA SODDISFAZIONE PER UN ARTISTA”

lug 10 2016

di DANIELA VELLANI – Percussionista calabrese, di origine siciliana, esperto di strumenti ritmici, entro l’anno inciderà un nuovo disco. Ha suonato con Pino Daniele, Mango, Teresa De Sio e Mariella Nava

 
 Leon Vulpitta Pantarei

Nell‘accogliente Caffè Le Mele di Christian Mele a San Nicola Arcella, una suggestiva “perla” della Calabria, tra gradevoli note jazz di sottofondo, ho avuto il piacere di intervistare Leon Vulpitta Pantarei, artista e persona di grande spessore culturale, dalle mille sfaccettature, dedito all’arte, alla ricerca, all’insegnamento e all’impegno sociale. Jazz It così lo definisce: “multi percussionista specializzato nell'uso di strumenti di provenienza mediterranea, mediorientale ed orientale, assemblati in chiave etnojazz in un fascinoso ed originale handpercussion set”.

La sua vita, pregnante di cultura e passione, è ricca di studio, esperienze, viaggi che, assieme ad una personalità interessante, fanno di lui una persona che può essere un punto di riferimento per i giovani, per altri musicisti e per tutti coloro che vogliono arricchire il proprio bagaglio di conoscenze. Vanta numerose collaborazioni in campo musicale, incisioni di dischi, partecipazioni a festival, tour, eventi, performance in jazz club, docenza in seminari e stage, conseguimento di prestigiosi premi, realizzazione di svariati progetti, direzione artistica di rassegne, assessorato alla Cultura presso il Comune di San Nicola Arcella e l’elenco potrebbe continuare ancora.  

Benvenuto a “La Voce del Nisseno”!

Benvenuti a voi e grazie!

Leon Vulpitta Pantarei, descrivi il tuo simpatico e vivace nome che mi fa pensare subito ad un divenire carico di energia e grinta.

Leon è dovuto alle mie origini spagnole, Vulpitta è il mio cognome “siciliano” di Trapani e “Panta rei” è la massima di Eraclito che ho adottato come pseudonimo in quanto autore e compositore associato alla SIAE. Al di là della questione pseudonimo, io mi ritrovo veramente nel “tutto scorre“ di Eraclito. Credo che esista un nesso tra la magia, per certi versi orientale, dei tamburi che suono, e gli antichi misteri della prima filosofia ellenica.

Vivi a San Nicola Arcella (Cosenza), ma mi risulta che non sei nativo di qui…

Infatti, sono nato a Cosenza da madre calabrese, con nonna spagnola, e il papà di origine siciliana, di Trapani.

San Nicola Arcella da alcuni anni sta vivendo un’intensa trasformazione culturale: musica, arte, teatro e tu hai contribuito concretamente a ciò, me ne parli?

Sono stato assessore alla Cultura del Comune di San Nicola dal 2006 al 2009, introducendo nuove concezioni, derivate dalla mia esperienza di direzione artistica e di concerti, nel concetto stesso di offerta pubblica che un Ente deve saper realizzare.  

Sei un artista eclettico, percussionista e grande esperto della varietà di strumenti ritmici, anche quelli più rari e di etnie lontane…

Vero! Sono definito dalla critica un “multipercussionista” e sono specializzato anche nell’uso delle mistiche “tablas indiane” che ho studiato per quasi dieci anni. Il mio “segreto” è l’integrazione tra i linguaggi. In ambito jazz ho costruito un set percussivo che integra più strumenti provenienti da mondi diversi che, mischiati insieme, producono quella che in musica è chiamata “sintesi”.

“Jazz Italia” ti definisce “un portabandiera della contaminazione”…

 
 Daniela Vellani dopo aver intervistato Leon Vulpitta Pantarei

E’ vero, lo confesso! A mio parere arte è sintesi!

Nella tua lunga carriera puoi vantare interessanti collaborazioni?

Sì! Ho prestato le mie percussioni dal vivo e su disco sia ad artisti pop che jazz. Tra le più importanti Pino Daniele (“Mascalzone latino” dell’89), Mango, Teresa De Sio, Mariella Nava e tanti altri. In ambito jazz ho incrociato gli strumenti con Antonello Salis, Luca Aquino, Hakon Kornstad e altri.

Hai effettuato tour, spettacoli, seminari in diversi luoghi che hanno arricchito le tue esperienze culturali e musicali…

La musica dal vivo è la massima soddisfazione per un artista, è il luogo dove si mettono a fuoco le scelte espressive, calcolando la risposta energetica del pubblico. I seminari invece sono entusiasmanti perché pieni di giovani e i giovani che vengono ad apprendere da me, mi aiutano in realtà ad apprendere da loro.

Mi risulta che hai inciso molti dischi.

Sì! Tra dischi solisti e collaborazioni credo di aver superato i quaranta.

Progetti futuri?

L’uscita entro fine anno del nuovo disco, il terzo di Omparty, la mia band World jazz. Nel 2017 l’uscita di A Science of Groove, un progetto di Dance Terapy  

Il prossimo evento?

Devo suonare il 15 luglio in Basilicata, non mi ricordo dove, con un trio fantastico che si chiama  HYPERBEAT CON Pasqualino Fulco e Felice Del Gaudio.  

Cosa consiglieresti ad un ragazzo che si avvicina al pianeta musica?

Passione, costanza, un continuo “incanto” nella ricerca del suono!

DANIELA VELLANI

La Voce del Nisseno online