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PASQUALE GRASSO: “BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI ANDARE VERSO NUOVI LIDI”

PASQUALE GRASSO: “BISOGNA AVERE IL CORAGGIO DI ANDARE VERSO NUOVI LIDI”

apr 05 2016

Daniela Vellani intervista per la versione online de “La Voce del Nisseno” il grande artista di origini campane che vive e suona a New York. Si è esibito a Napoli nell’unica data del Sud Italia. L’iniziativa musicale è stata promossa dall’associazione Otto Jazz Club di Maria Lucci

 

 
 Daniela Vellani dopo l'intervista a Pasquale Grasso

Nell’interessante complesso monumentale di San Gennaro all’Olmo, in pieno centro storico partenopeo si è svolto un evento eccezionale, unica data del Sud Italia. Direttamente da New York dove vive da diversi anni, si è esibito Pasquale Grasso in Guitar Solo. L’evento è stato organizzato da Maria Lucci della storica associazione Otto Jazz Club, che si sta attivando per realizzare una serie di iniziative importanti, di alta qualità e spesso uniche.

 

Reduce dal conseguimento del primo premio al Wes Montgomery International Jazz Guitar Competition, prestigioso concorso mondiale dedicato alla leggenda del jazz John Leslie Montgomery, l’artista ventisettenne, originario di Ariano Irpino in provincia di Avellino, attualmente è considerato tra i migliori chitarristi del mondo. Da quello che avevo sentito dire e letto mi aspettavo di assistere ad un concerto speciale, ma quello che ho visto e sentito sabato 2 aprile è stato “di più”. Con una tecnica straordinaria, un virtuosismo raffinato e ricco di armonie, una grande professionalità e semplicità al contempo, ha letteralmente incantato il pubblico accorso numeroso, che è rimasto col fiato sospeso durante tutto il concerto, provando fortemente una molteplicità di emozioni e belle sensazioni.

 

L’antica chiesa si è riempita di note vibranti. Le sue dita con grande competenza e una velocità impressionante, toccavano le corde come se fossero state una serie interminabile di tasti di pianoforte, un vero e proprio entrare nell’essenza della musica. Così con gran classe e con un suono ricco, pulito, dolce e a volte carezzevole, con momenti incalzanti o con rallentamenti ben modulati, con svariati ritmi rispecchianti diversi stili jazz e a tratti blues, con una velocità a volte veramente mostruosa di entrambe le mani, tra fraseggi e svisate, Pasquale Grasso  ha eseguito brani di sua composizione, standard, ballad come “Have you met miss Jones” di Chet Baker, “Pannonica” di T. Monk, un medley di quattro composizioni sempre di Monk, “Ruby my dear”, “Darn that dream”, “Night in Tunisia”, “Round midnight”, How high the moon”.

 

Alla padrona di casa ha dedicato una meravigliosa e personale interpretazione di “Anema e core”, ringraziando lei e i suoi genitori presenti in sala. Naturalmente non è mancato il bis, richiesto con grande calore dal pubblico grato. Alla fine del concerto, molti, compresa la sottoscritta, si sono procurati e fatti autografare il suo ultimo lavoro “Reflections of me”, in cui sono registrati brani prevalentemente di sua composizione.

 

Prima che iniziasse il concerto descritto ho avuto l’opportunità di “chiacchierare” col simpatico artista e qui di seguito riporto l’intervista.

 
 Pasquale Grasso alla chitarra

Buonasera e benvenuto a “La Voce del Nisseno”! Mi risulta che hai iniziato giovanissimo la tua carriera…

Sì, ho iniziato giovanissimo. Avevo più o meno cinque anni. Mio fratello Luigi, che suona il sax, è stato molto stimolante, un invito a suonare uno strumento musicale e così mi sono avvicinato alla chitarra.

Fin da piccolo hai partecipato ad eventi musicali importanti…

Sono stato finalista a “Bravo bravissimo” di Mike Bongiorno. Mio fratello l’anno prima della mia partecipazione vinse il primo premio.

Da allora hai fatto una grande carriera ed hai partecipato a moltissimi eventi…

Ho partecipato a Umbria jazz, a festival e diversi eventi. Sono stato a Roma, a Bologna, presso il conservatorio G. B.  Martini, fino ad approdare a New York dove risiedo attualmente. Ho intrapreso gli studi musicali fin da bambino. Il mio primo approccio è stato con la musica classica, poi c’è stata la svolta jazz e ne ho intrapreso gli studi. Il mio maestro è il grande Barry Harris, famoso per le sue “scale” e collaborazioni con nomi altisonanti del pianeta jazz come John Coltrane. Un altro maestro per me determinate e importante è stato Agostino Di Giorgio.

Mi risulta che la tua tecnica è particolare e originale: approcciare la chitarra che suoni come se fosse un pianoforte…

(Sorride, ndr): Sì, così dicono in molti…

 
 Un momento del concerto napoletano

Recentemente all’unanimità ti sei classificato al primo posto della prima edizione “Wes Montgomery International Jazz Guitar Competition”

Sì, un riconoscimento importante per me e la mia carriera, una soddisfazione enorme.

Vivi a New York da diversi anni. Come si svolge la tua vita in questa metropoli unica?

E’ una città che offre molte opportunità e mi ci trovo molto bene. Studio, svolgo attività didattica in alcune scuole di musica, suono con assiduità nei numerosi locali e jazz club della città, compreso il Blue note.

Sei qui in Italia per un tour?

Sì. Sono appena giunto dopo venti ore di viaggio. Napoli è la mia prima tappa, unica al sud, poi proseguirò al nord Italia per altre serate.

Sei molto giovane e già hai al tuo attivo una moltitudine di riconoscimenti ed una carriera ricca che continui ad alimentare con energia e passione. Ad un giovane che vuole intraprendere gli studi musicali, cosa consigli?

Consiglio di farlo, non arrendersi e avere il coraggio di andare verso nuovi lidi. Ci sono luoghi, come appunto New York, che offrono tante opportunità ai giovani volenterosi e talentosi.

Ti ringrazio e ti auguro di proseguire in modo brillante il tuo percorso musicale.

Grazie a te e ai lettori de “La Voce del Nisseno”.

 

DANIELA VELLANI

 

 

La Voce del Nisseno online