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IL TALENTO CANORO E MUSICALE DELL’ARTISTA ROMANA DANIELA DI ROCCO

IL TALENTO CANORO E MUSICALE DELL’ARTISTA ROMANA DANIELA DI ROCCO

mag 06 2010

Michele Bruccheri intervista la giovane cantante che ha appena inciso il brano intitolato “Insomnia”. Laureata al Dams di Tor Vergata, ama viaggiare e leggere 

 
 Daniela Di Rocco

Una voce gradevole ed avvolgente, capace di splendide interpretazioni. Una cantante pop rock dalla bella vocalità. Daniela Di Rocco, quasi trentenne, romana, è laureata al Dams – indirizzo musicale – presso l’Università di Tor Vergata con il massimo dei voti.

E’ un’artista di notevole spessore e una donna di grande sensibilità. Ha appena terminato la registrazione del pezzo solista intitolato “Insomnia”. Intensa è la sua attività artistica e didattica. Ama molto i viaggi e leggere romanzi. Ha riscoperto recentemente una sua vecchia passione per la letteratura nipponica.

Ecco tutto ciò che c’è da sapere in questa intervista rilasciata al nostro periodico d’informazione “La Voce del Nisseno” nella versione on line.  

Tratteggia un breve profilo umano ed artistico, guardandoti allo specchio. Chi è, in definitiva, Daniela Di Rocco?

Questa è una domanda alla quale ancora non so rispondere e alla quale forse non saprò rispondere mai. Ma ci proverò, almeno in parte. Sono una persona sincera, piena di entusiasmo e gioia di vivere. Anche se non è stato sempre così. Ultimamente, ho passato dei momenti parecchio bui,  cercando di capire appunto chi fossi e cosa volessi dalla vita, tanto da pensare di abbandonare completamente l’idea di cantare. Ora ho le idee un po’ più chiare, almeno per quanto riguarda la direzione; quello che succederà durante il percorso non lo so ancora. Nella vita voglio cantare. Il che non vuol dire avere successo, ma semplicemente riuscire a vivere facendo quello che mi piace di più e mi riesce meglio”.

So che già a sei anni hai iniziato a suonare il flauto. E’ vero?

“Esatto: alle elementari ho avuto l’enorme fortuna di trovarmi in una sezione ‘sperimentale’ per quanto riguarda la musica”.

E ad otto ti sei dedicata al pianoforte. Confermi?

“Confermo: sono state le mie stesse maestre a consigliarmi di iniziare a suonare uno strumento, data la naturalezza con la quale avevo imparato a suonare il flauto”.

Hai conseguito una laurea al Dams di Roma, indirizzo musicale. Questa importante esperienza formativa e culturale, come s’inquadra nell’ambito della tua naturale inclinazione per il canto e la musica?

“Pura e semplice cultura personale, dal momento in cui non credo mi risulterà mai utile nella vita aver conseguito questa laurea. Anche perché, quando mi iscrissi, ero sicura che avrei almeno potuto insegnare nelle scuole pubbliche con questo titolo di studio, mentre invece sono state cambiate le carte in tavola e dunque…”.

Circa due anni addietro avviene la svolta epocale della tua vita. Tutto ciò è possibile grazie ad Elsa Baldini. E’ vero?

“Verissimo. Amo quella donna. Oltre ad essere una grandissima cantante soul, per quanto mi riguarda, Elsa è una delle più grandi didatte nel territorio romano.  Un grande esempio di professionalità, cuore e umanità. Con lei ho appena condiviso Agriturock, un importante e coinvolgente festival che si svolge da tre anni a Tarquinia e durante il quale ho avuto l’onore di essere sua assistente all’interno della masterclass di canto”.

Hai avuto molti insegnanti di musica e di canto. A chi ti senti più legata o più riconoscente? E perché?

“Credo di aver già risposto a questa domanda. Anche se, a pensarci bene, devo ringraziare anche la Maestra Luisa Malagrida, con la quale ho studiato canto lirico e che per prima è riuscita a ‘tirar fuori’ la voce alla ragazzina timida e spaurita che ero”.

Gli ultimi due anni sono stati, per te, assai intensi ed importanti. Ti sei dedicata ad un paio di workshop. Concretamente in cosa consistevano?

“Negli ultimi anni ho seguito corsi e seminari di ogni genere: da quello di fisiopatologia della voce col professor Ugo Cesari, foniatra e medico di molti cantanti, al metodo Estill Voicecraft, un valido aiuto per la scoperta e l’inquadramento di alcuni suoni dal punto di vista fisiologico e propriocettivo.  Entrambi utilissimi per ottenere maggiore coscienza del proprio strumento”.

Hai inoltre partecipato a “Vocinsieme”. Che cos’è?

“Una settimana di approfondimento dello strumento voce, all’interno della manifestazione culturale Fara Music, a Fara Sabina, insieme a otto docenti con i quali io e altre 20 persone ci siamo confrontati su tecnica vocale, interpretazione, improvvisazione, presenza scenica, coro gospel, canto popolare...  Un’esperienza davvero unica”.

Cosa significa, per te, insegnare canto?

“Partendo dal presupposto che non credo di poter ‘insegnare’ realmente qualcosa a qualcuno, quanto piuttosto di essere una guida per chi decide di approfondire lo studio dello strumento-voce, ho scoperto una grande passione. Seguire i progressi degli ‘allievi’, altro termine che non amo affatto, è una soddisfazione incredibile!”.

A quale manifestazione canora e musicale ti senti maggiormente legata sul piano affettivo e tecnico?

“Ricordo con grande piacere una performance all’interno di una Roma Estate a Villa Ada, luogo a me caro dai tempi dell’adolescenza.  Cantai un paio di pezzi insieme ad altri ragazzi della scuola di musica Ciac”.

Quali sono, a tuo avviso, le principali virtù che deve avere, caratterialmente, una persona che voglia intraprendere il percorso artistico-musicale?

“Innanzi tutto bisogna essere forti. Fortissimi. Pronti a incassare anche i colpi più duri. Purtroppo è un mondo spietato e bisogna saper accettare, e in alcuni casi ignorare, anche le critiche più dure, dovute nella maggior parte dei casi all’invidia. Per il resto, io credo che la sincerità vinca sempre, anche dal punto di vista artistico. Non credo nei progetti ‘a tavolino’”.

E’ vero che canti con un gruppo musicale, i PostPop?

“Sì, e mi diverto un mondo: sono nata negli anni ’80 e mi sento particolarmente legata a quel tipo di sonorità”. 

Che repertorio proponete?

“Con i PostPop abbiamo un repertorio che spazia dalle sonorità elettroniche a quelle più propriamente rock, fino ad arrivare a brani ballabili. Per fare alcuni esempi, Depeche Mode, Ultravox, Duran Duran, Toto, Michael Jackson, Yes, Police, Blondie, Cyndi Lauper…”.

Nella tua carriera vi sono delle collaborazioni o più precisamente delle partecipazioni. In cosa consistono questi progetti?

“Pur essendo una che ama la musica rock, in questo momento sto collaborando con degli amici dee jay con i quali sto scrivendo alcuni pezzi. Uno sarà in uscita a breve: si chiama “Take a chace on me” di Velka Project, alias Daniele Ceccarini e William dj”.

E poi?

“Ho appena terminato la registrazione di un mio pezzo solista, “Insomnia”, non ancora pubblicato, per il quale sto cercando dei canali di distribuzione.  E infine un brano chillout, insieme all’autore e arrangiatore, Raffaele Santoro, dal titolo ‘Silent love’, anch’esso in fase di ultimazione”.

Qual è, per te, la voce femminile più bella nel panorama musicale italiano? E a livello internazionale?

“La voce italiana che prediligo e alla quale mi sento più vicina è quella di Elisa, anche se preferisco la produzione degli esordi a quella attuale. A livello internazionale è difficile scegliere una voce in particolare, ma posso dire che la cantante che per prima mi ha ispirato e che mi ha spinto ad approfondire lo studio della voce è Anneke Van Giersbergen, ex cantante di un gruppo olandese, i The Gathering”.

Come trascorri il tuo tempo libero?

“Mi piace viaggiare. E non parlo di viaggi lontani. Non soltanto. Mi piace visitare posti nuovi, girare per le strade di campagna. Adoro il mare. Appena posso scappo a Tarquinia, dove ho un appartamento e tanti amici… E poi in Sicilia: anche lì è come stare a casa.  Mi piace nuotare e stare all’aria aperta il più possibile, ma anche starmene a casa da sola a meditare o a leggere un libro”.

Cosa leggi usualmente?

“Romanzi prima di tutto. Ultimamente sto riscoprendo una vecchia passione, che avevo da adolescente, e cioè la letteratura giapponese. Ma anche trattati di filosofia, psicologia, storia delle religioni…”.

Quali sono i tuoi ideali irrinunciabili e perché?

“Vivo con un profondo e radicato senso della giustizia. Credo nel rispetto degli altri e del nostro pianeta.  E sono convinta che se ognuno di noi si sforzasse a migliorare se stesso, sarebbe possibile realizzare un mondo migliore”.

Quali sono, ancora, i tuoi sogni nel cassetto?

“Essere sempre fiera di me stessa, qualsiasi cosa succeda”.

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online