INCONTRI

 
     
MADDALENA SAITTA: “E’ IMPORTANTE ESSERE SE STESSI”

MADDALENA SAITTA: “E’ IMPORTANTE ESSERE SE STESSI”

mar 02 2010

ESCLUSIVO. Michele Bruccheri intervista una donna di grande spessore umano. Romana, ama il canto classico e possiede una voce di soprano lirico. Suona il pianoforte e… Ecco la sua toccante testimonianza

 

 

 
 Maddalena Saitta

Palpita di ineguagliabile ed inesauribile fioritura creativa in ogni campo del sapere e del vivere. Maddalena Saitta, romana, è traboccante di energia positiva. Una donna volitiva e dolce che racconta, in questa intervista esclusiva, più il suo privato che il suo pubblico. Una testimonianza verace e bella, impreziosita dai suoi profondi pensieri. Affida le sue riflessioni e i suoi attimi di vita vissuta al nostro microfono.

 

“Una corda troppo tesa si spezza, ma una corda troppo molle non suona. Occorre la giusta tensione per trarre accordi meravigliosi”, descrive poeticamente al cronista. Riesco ad estrapolare più i suoi sentimenti che i suoi gusti musicali o letterari. Sono delle pepite d’oro, di rara bellezza.

 

Maddalena è una donna di grande spessore umano che ho imparato a conoscere da parecchio tempo, ormai. Una voce soprano, che suona il pianoforte e soprattutto, oggi, suona sullo spartito della vita. Ecco l’intervista rilasciata a “La Voce del Nisseno”.

 

So che ami il canto classico e che sei una voce di soprano lirico. E’ vero?

“E’ vero! Ho studiato canto per qualche anno e cantato con soddisfazione in molti concerti… Mi sono iscritta alla SPMT (Scuola Popolare di Musica di Testaccio) nel 1989 per riprendere gli studi di pianoforte e per iniziare quelli di canto, pensando di essere proprio stonata! Mi sono resa conto che avevo solo perso intonazione ed ho avuto grande facilità negli studi. Gli apprezzamenti da parte di insegnanti mi spronavano a prendere il diploma di canto al Conservatorio per utilizzare le doti innate e il talento non comune”.

     

      Da quanto tempo sai suonare il pianoforte?

“Ho sempre amato il pianoforte al punto di disegnare su un foglietto di carta una tastiera immaginaria, fatta di una sola ottava… silenziosa. Ascoltavo esercizi noiosissimi da una compagna che studiava e lo facevo solo per sentire quel magico suono. Quando ho avuto un pianoforte tutto per me stavo sempre a suonare, a pigiare delicatamente i tasti, a cercare di leggere uno spartito per suonarlo fino a quando ho preso lezioni da un meraviglioso Maestro che mi ha fatto amare ancora di più la musica, gli esercizi e perfino i solfeggi! Mi sentivo quasi in una favola entrando nella sua sala di musica, attirata dalle tende di broccato rosso, dal quadro di Narciso che si specchia, dai leggii e dalle fotografie di inizio ‘900 del mio amato Maestro, in Svizzera, sorridente come potevano esserlo ai tempi i giovani che avevano la fortuna di studiare e vivere all’estero. Anche in questo caso il Maestro Cavarra voleva prendessi il diploma di pianoforte… credeva in me”.

 

Qual è il pezzo che ami suonare di più?

“Da molti anni non suono più ma continuo ad avere lo stesso atteggiamento sognante di quando ero bambina, quando mi bastava sentire il suono dei tasti e respirare l’odore di antico del pianoforte per essere felice… ed apprezzare Mozart, Beethoven, Bach cercando di suonarli sorretta sempre dall’amore per questa nobile arte”.

 
 Maddalena Saitta e Michele Bruccheri a Roma

 

Quando nasce il tuo amore per la psicologia e perché?

“Da sempre intrigata nei misteriosi recessi della vita, come molti, mi sono interessata per cercare di ‘capire’ i meccanismi dei problemi in cui mi dibattevo come un pesciolino fuori dall’acqua. Quando ho avuto un problema importante di salute nel 1989 ho inizialmente cercato fuori di me una soluzione al problema, per arrivare a rivolgere la domanda a me stessa nel tentativo di comprendere il motivo che mi aveva portato ad averlo. Ho fatto una terapia ai tempi sconosciuta e sicuramente avversata, quella della reincarnazione o rinascita. Conoscevo una persona che la praticava in Italia, proveniente da studi di Fisica a Londra e Psicologia ad Heidelberg. Mi sono isolata dalle persone care e conosciute per stare cinque settimane in una casa fuori Roma e fare la terapia in uno stato di coscienza alterata, non ipnosi. Dieta vegetariana iniziale, dodici giorni di digiuno con la sola assunzione di due litri di the con zucchero e vita da sola, senza televisione o radio, con due ore di terapia tutti i giorni. Al ritorno a casa scrivevo tutto quello che avevo visto e sentito durante la terapia e disegnavo le immagini che mi avevano colpito. Avevo paura. Quando ho iniziato desideravo tutte le persone vicine, le mie ‘stampelle emotive’ ed ho fatto un grande sforzo di volontà e coraggio anche se avevo nostalgia di quello che avevo lasciato”.

 

E’ stato un percorso molto impegnativo, dunque?

“Non è stato facile. Gli amici pensavano volessi sapere chi ero stata, quale Regina o personaggio importante in quel profondo passato ma io non ho mai avuto queste curiosità. Volevo sapere cosa era successo per trovarmi in quelle condizioni ed ho attraversato quello che posso definire il mio inferno, il mio deserto sconosciuto. Dopo questa grande esperienza sono cambiate molte cose nel mio modo di pensare e di essere. Non credo nel ‘caso’ come tale perché so che ogni cosa arriva nel momento in cui è necessario farne esperienza e guardare, come davanti ad uno specchio, quello che non vogliamo riconoscere e accettare. Credo che questa sia stata una delle esperienze più importanti insieme alla visualizzazione, meditazione, yoga e all’apprendimento di tecniche di guarigione energetiche, tecniche rivolte soprattutto alle persone che soffrivano. Un lungo viaggio che mi ha permesso anche di riconoscere e ‘santificare’ le parti di me che non conoscevo e mi facevano paura fin dall’infanzia. Le ho accettate sapendo di poterle usare per il bene e per la vita”.

 

So che sei buddista. Quando hai scoperto di esserlo?

“Ho conosciuto, circa vent’anni fa, la prima persona che mi ha invitata durante una sua recitazione al mare. In seguito ho incontrato diverse persone, quasi sconosciute, che mi parlavano entusiaste della pratica buddista e del mantra che si recita, mantra incomprensibile ma dal suono potente. Circa sei anni fa, mi trovavo in un momento difficile per il mio lavoro e per  la mia vita. Mi è stato consigliato di parlare con una persona che sicuramente mi avrebbe aiutato, come non sapevo. L’incontro è avvenuto in un prato e sono rimasta esterrefatta nel riconoscere un collega, perso di vista da molti anni, che sorrideva felice di rivedermi e mi diceva sommariamente di cosa si trattasse. Da allora è iniziato il mio ‘apprendistato’ sempre pieno di dubbi e critiche. Mi lamentavo di praticare per un problema e risolverne un altro a cui  apparentemente non avevo pensato, di praticare per star bene e ritrovarmi a perdere persone amiche e i pochi punti fermi che credevo di avere. Ero quasi infastidita e in risposta alla mia rabbia ho visto il sorriso bellissimo di una persona che si complimentava perché stavo pulendo la mia vita, come si pulisce uno specchio fino a renderlo brillante…”.

 

Prosegui pure.

“Fra dubbi e continue testimonianze di come tutto cambiava, esattamente come era bene per me cambiasse, ho continuato fino a quando, eludendo il mio controllo e la mente che poneva ostacoli, ho sognato di avere in casa il Gohonzon (pergamena che racchiude i significati del mantra e delle indicazioni buddiste) e di essere finalmente felice.  Ora sono felice anche se la vita presenta sempre difficoltà, sono felice perché le affronto in modo diverso e riesco anche a superarle”

 

Qual è stato il giorno più bello della tua vita, Maddalena?

“Oggi, questo momento!”.

 

Cosa ti commuove di più?

“La sincerità e l’onestà”.

 

Sul fronte della poesia, chi sono i tuoi autori prediletti?

“La stupenda e unica Mariapia Giulivo, il mio dolce amico Antonio Caldarella. Salvo Campisi, solare come i limoni dorati della sua terra; il poeta dal cuore sempre giovane e pulito Beppe Costa, il grande menestrello del mare Mario Salis e tantissimi altri che sarebbe lungo nominare. Tutti splendidi, tutti capaci di carezzare il cuore e farlo vibrare intensamente”.

 

Chi era e chi è, nonostante la prematura scomparsa, Antonio Caldarella?

“Posso solo dire che è stato e sarà sempre il mio grande amico di sogni, consapevolezza, risate, libertà, parole e bellezza”.

 

Quali sogni vorresti realizzare nel decennio che è appena iniziato?

“Vorrei acquisire sempre maggiore spiritualità e credere che se sono nata e sono viva ho un compito da portare avanti con fede-fiducia. Abbiamo già conosciuto momenti di difficoltà e ne incontreremo ancora nella vita, ma voglio affrontarli con tutta me stessa, sicura del risultato positivo. Mi è stato detto che il mio sembra uno dei tanti pensieri positivi, da new age, e che nessuno potrà mai avere il potere di modificare tutti i gravi problemi del mondo, che soltanto pensare di riuscire è indice di ‘presunzione’. Al contrario penso che avere un atteggiamento negativo e sentirsi totalmente impotenti è la vera presunzione dietro la quale nascondersi per non tentare nemmeno un passo incerto. E che le energie positive sono di gran lunga più forti di quelle negative”.

 

E’ vero che organizzi recitazioni a casa tua?

“Organizzo recitazioni a casa mia per la vita, l’ambiente, gli animali, tutti gli esseri viventi, il pianeta Terra e tutto il sistema planetario, la comprensione, la compassione (patire con…), l’amore e la tolleranza. Ho iniziato a fare i primi passi, sempre più decisi, verso la consapevolezza del progetto per quest’anno e gli anni a venire rendendomi conto che non serve aver paura, incertezza e sfiducia anche quando si sente che la sfida è difficile e ‘planetaria’ ma è importante credere che sia già tutto in movimento e vuole solo manifestarsi”.

 

Quale è stata la risposta?

“Mi aspettavo poche persone già al primo incontro ma diventavamo sempre più numerose ogni volta. Molti mi cercavano per sapere se e quando avrei fatto altre riunioni per recitare insieme e la gioia è cresciuta ogni momento. Anche la splendida e inaspettata occasione dell’intervista, che mi sta dando l’opportunità di parlare di quello che è importante nella mia vita, è arrivata nel momento in cui mi sentivo pronta a parlare, in cui ho abbandonato ritrosie e vergogna, quando mi sono sentita pronta a dare il meglio di me per condividere con tanti altri la possibilità di agire. Prima pensavo ‘non sono una persona che sa fare qualcosa, non sono attrice, cantante, scrittrice o regista… e non ho nulla da dire di interessante’. Ora so che non è importante solo quello che si sa fare, importante è essere se stessi e dare anche una sola goccia all’oceano (come diceva madre Teresa di Calcutta Quello che noi facciamo è solo una goccia nell'oceano, ma se non lo facessimo l'oceano avrebbe una goccia in meno’). Ecco, io sono questo: una persona anonima, sincera, pulita, ma con tantissime energie d’amore e di vita che fanno brillare anche l’oscurità più fitta e tenebrosa, ‘una candela non perde la sua luce se accende quella del vicino ma illumina la strada’”.

 

Quali sono i tuoi gusti musicali?

“Tutti quelli che riempiono la mia anima”.

 

Le tre canzoni più belle, in assoluto, a livello planetario, per te: quali sono?

“Mi sembra che ancora non siano state scritte”.

 

Hai frequentato Lettere Moderne all’Università. So che ami particolarmente la lettura. Che genere di libri preferisci?

“Preferisco leggere i libri che mi aprono a nuove visioni”.

 

Chi è lo scrittore che più ti emoziona, leggendolo?

“Chi parla di argomenti non ancora trattati”.

 

Definisci la poesia: cos’è, per te?

“Cibo per l’anima”.

 

Parliamo di cinema. Quali sono i film più belli per te? E il più brutto, da dimenticare?

“Non esistono brutti o belli, esistono argomenti e scelte”.

 

Quali attori, italiani e stranieri, ami principalmente?

“Siamo tutti stranieri l’un per l’altro”.

 

Quali sono i valori ai quali credi ciecamente?

“Credo che il Logos del Padre Celeste e l’amore della Madre Terra siano una banca inesauribile del perdono per tutti i nostri errori”.

 

Scatta una fotografia: com’è l’Italia, oggi?

“Dal satellite è sempre uguale”.

 

Cosa ti infastidisce maggiormente negli altri?

“Il presentarsi per quello che vorrebbero essere, ma non per quello che sono”.

 

Sei sportiva?

“Come la maggior parte delle persone ogni giorno mi alleno per la sopravvivenza...”.

 

Dulcis in fundo, quali sono i pregi e quali sono i difetti di Internet?

“La comunicazione con tutti i suoi effetti”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

 

 

 

 

 

La Voce del Nisseno online