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SCRIVE POESIE E CANZONI PER RISCATTARE SE STESSA

SCRIVE POESIE E CANZONI PER RISCATTARE SE STESSA

feb 02 2010

Michele Bruccheri intervista Teresa Caterino, alias Caterina, poetessa campana ed autrice di canzoni. Ad un concorso internazionale, su settecento partecipanti, ha ottenuto il primo posto: “La poesia è diversa dalla canzone”. Il suo sogno è scrivere per Fiorella Mannoia

 
 Teresa Caterino

Trasforma i suoi sussurri interiori in versi. Si dipana così, ineluttabilmente, il suo variopinto universo emozionale ed intellettuale. Poesie e testi di canzone assai illuminanti che offrono sovente profondi spunti di riflessione sulla vita di ogni giorno e su ciò che è davvero importante. Teresa Caterino, alias Caterina, 47 anni, della provincia di Caserta, regala frammenti di delicato lirismo, parole che cantano gli attimi irripetibili della vita.

“Sono cresciuta in una famiglia di sette componenti – asserisce l’artista campana -. Insieme a tre fratelli e ad una sorella ho vissuto una fanciullezza spensierata. I sogni e le fantasie hanno contribuito ad aumentare la mia sensibilità e a creare una personalità dal carattere introverso. Da qui nasce il bisogno di esternare i miei sentimenti. La necessità di comunicare mi ha portato a dare vita a rime, romanzi, lettere e poesie, che solo all’età di 44 anni ho deciso di mettere in piazza per ufficializzare i miei sentimenti, per la natura e per l’amore stesso”.

Qualche anno addietro assapora una grande soddisfazione personale. Partecipa al Premio internazionale di poesia “Coluccio Salutati”, in Toscana, ed ottiene il podio più alto. Vi sono ben settecento partecipanti. Un primo posto prestigioso che la incoraggia a scrivere non solo per se stessa, ma anche per gli altri. E i numerosi lettori apprezzano e gradiscono. Di Teresa Caterino, in arte Caterina, ti colpisce immediatamente la sua indole riservata, a tratti schiva, ma di una dolcezza composta e disarmante.  

Quando hai iniziato a scrivere, per la prima volta, i tuoi versi?

“All'età di 14 anni. Ricordo ancora il titolo del mio primo scritto: ‘Frammenti’".

 

Che tipo di poesie scrivevi a quattordici anni?

“Certamente versi molto immaturi. Ero molto presa dall'argomento ‘esistenza’, del perché si nasce e si muore, dallo scopo dell'esistenza. Mi capitava spesso di rileggere dopo qualche giorno quello che avevo scritto, di rimanere sorpresa, mentre mi domandavo: L'ho scritto io questo?”.

 

Quante ne hai scritto durante il periodo adolescenziale?

“Tantissime, avevo foglietti volanti sparsi dappertutto”.

 

Dopo trent’anni, hai deciso di pubblicarle. Dove e perché?

“Tutto è successo gradualmente. Dopo trent’anni, certo, e meno male ti rendi conto di essere cambiato, di non voler più apparire quello che hai voluto per tanto tempo, di dire anche tu la tua, innanzitutto di dirla. Non sono stata mai molto loquace, anzi! Mi tenevo sempre tutto dentro. Dall'incontro quasi predestinato... Ti spiego. Mi stavo dirigendo in una zona balneare per cercare una spiaggia che mi era stata indirizzata. Sbaglio zona, sbaglio spiaggia e inizia l'avventura. Incontro dunque delle persone, dei musicisti e una parente di un grande cantautore; persone del settore che s'intendono di poesia. Per caso leggono qualche mio scritto, mi dicono che ho talento, di continuare a scrivere, mi incitano a prendere parte a concorsi, ma innanzitutto a credere in me. Seguo i loro consigli e dopo un po’ una casa editrice di Roma mi propone la pubblicazione di una raccolta, un contratto, quindi l’iscrizione alla sezione Olaf della SIAE e via dicendo”.

 

A parte scrivere liriche, hai anche prodotto altro materiale culturale. Cosa?

“Due bozze di romanzi, lettere…”.

 

Nel 2007 hai ottenuto un prestigioso primo posto in un importante concorso di poesia. In quale evento?

“Premio internazionale di poesia ‘Coluccio Salutati’ a Borgo Buggiano Pistoia”.

 

Che cosa descrive la tua lirica vincitrice, intitolata “Io”?

“Il mio mondo interiore, me stessa”.

 

Hai anche pubblicato un libro di poesie dal titolo “Riflessioni”. Quante liriche comprende questa raccolta?

“In tutto quaranta poesie”.

 

Come è stato accolto dai lettori, dalla critica e dalla stampa?

“Devo dire bene. Non ci avrei mai creduto. Tutto bene”.

 

Complessivamente, quante poesie hai scritto?

“Non lo so, non le ho mai contate”.

 

Qual è la più bella, tra tutte le tue poesie?

“Giuro non saprei dirlo! E poi mi piace che a dare un giudizio a quello che scrivo siano gli altri, non io”.

 

Quale poesia avresti voluto scrivere?

“Direi ‘L'infinito’”.

 

Definisci la tua scrittura: che cos’è?

“Una scrittura semplice, un modo spontaneo di descrivere i sentimenti, la vita…”.

 

So che scrivi anche testi di canzoni. Per chi?

“Attualmente collaboro con artisti di Ideasuono, ISI Produzioni, ma mi hanno contattato tanti altri artisti”.

 

Preferisci scrivere di più poesie o testi che poi diventano canzoni?

“La poesia è spontanea, improvvisa, scritta in relazione a qualcosa che mi tocca terribilmente l'animo. La canzone, anche se ha un tema inizialmente spontaneo, poi viene studiata in relazione alla musica, amalgamata. La poesia è diversa dalla canzone. Mi piace scrivere entrambe le cose”.

 

Quali autori della letteratura ami di più e perché?

“Italiani? Prediligo i Romantici: Leopardi”.

 

Che genere di musica ascolti usualmente?

“Michele, mi piace tutta la musica. Tranne il rock quello proprio forte. Amo ascoltare tutto quello che è musica, preferisco i nostri bravi cantautori comunque”.

 

Che giudizio esprimi in merito ai programmi televisivi italiani?

“Quali programmi?! Io non so neanche più accenderla la tv!”.

 

Quali sono i valori ai quali credi strenuamente?

“Sei un bravissimo giornalista, ma fai delle domande troppo difficili. Valori umani dici? Personalmente voglio ancora poter credere nel rispetto”.

 

Che cosa ti rende di più felice?

“La felicità degli altri”.

 

Cosa invece ti rende triste?

“La sofferenza degli altri”.

 

Cosa pensi dei giovani?

“Un'epoca difficile la loro. I giovani sono il futuro, ma il futuro cos'è?”.

 

Sei più propensa, caratterialmente, al pessimismo o all’ottimismo? E perché?

“Credo di essere un'ottima pessimista e una pessima ottimista. Scherzi a parte, credo di avere alti e bassi come tutti, di credere e non credere, sperare e non sperare, di essere una pessimista con la testa dura”.

 

Quali sono i tuoi sogni da realizzare?

“Il mio sogno? Riscattare me stessa. Si può anche, scrivendo?! Vorrei scrivere testi per artisti già affermati. Scrivere per Fiorella Mannoia, magari! Se sognare fa bene, io continuerò a farlo! Un bacio, Michele. Sei super”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

 

 

 

 

 

 

 

 



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