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I ROMANZI DELLA SCRITTRICE PUGLIESE ANITA LASSANDRO

I ROMANZI DELLA SCRITTRICE PUGLIESE ANITA LASSANDRO

gen 26 2010

Michele Bruccheri intervista l’autrice de “Il Maestro e l’Oscuro”, pubblicato recentemente, e del libro “Al sorgere del sole” che affronta il tema dell’alienazione. Tra i suoi sogni c’è quello di aprire una struttura per bimbi e giovani senza famiglia

 

 
 Anita Lassandro

Ama la scrittura ed ha già al suo attivo ben due romanzi. Pubblicati entrambi per Altromondo editore. Due libri “partoriti” nel giro di pochi anni l’uno dall’altro. Anita Lassandro, 38 anni, nativa di Marina di Ginosa, piccolo paese in provincia di Taranto, è laureanda in Giurisprudenza.

 

Il romanzo d’esordio è “Al sorgere del sole” ed affronta il delicato tema dell’alienazione. Nei mesi scorsi ha pubblicato il suo secondo libro dal titolo “Il Maestro e l’Oscuro”, dalla connotazione fantasy. L’autrice pugliese, inoltre, ama la lettura e andare in bicicletta.

 

Coltiva un sogno tanto ambizioso quanto nobile: aprire una struttura da destinare ai bambini e ai ragazzi privi di famiglia. Ecco l’intervista rilasciata a “La Voce del Nisseno”.   

 

L’anno scorso hai pubblicato il libro intitolato “Il Maestro e l’Oscuro”. Me ne parli?

“’Il Maestro e l'Oscuro’ nasce dall'esigenza di narrare, in chiave fantasy, le vicende di una persona qualunque che vede il suo mondo sconvolto da una terribile catastrofe. La realtà, però, non è quella che sembra e ogni situazione nasconde una trappola fino allo sconcertante epilogo. L'amore, la morte, la follia si mescolano e la speranza di un mondo migliore, di una vita diversa, da dimenticare sono il punto attorno al quale si muovono diverse figure che non sono altro che la proiezione dei nostri stessi sogni, delle nostre aspettative. Il romanzo si compone di due parti: una narrativa e una poetica che si intrecciano a vicenda chiarendo i fatti narrati”.

 

Due anni prima, hai “partorito” il tuo romanzo d’esordio dal titolo “Al sorgere del sole”. Di che si tratta?

“’Al sorgere del sole’ è, infatti, il mio primo romanzo. E' ambientato in un piccolo centro dedito all'agricoltura della provincia di Taranto. Affronta il tema dell'alienazione. Il protagonista è un uomo che vive ai margini della società e che cercherà un riscatto difficile da raggiungere. Ma l'impegno costante, la vita del carcere, ne faranno un uomo diverso. Il passato, però, è troppo pesante per essere dimenticato e la sua esistenza ne rimarrà segnata per sempre”.

Come sono stati accolti, questi due volumi, dai lettori e dalla critica?

“Ho ricevuto, per entrambi i romanzi, molti complimenti e apprezzamenti anche particolarmente graditi. Non sono mancate le critiche che, comunque, aiutano a crescere”.

 

Quando hai avvertito per la prima volta il “prurito” per la scrittura?

“Sono sempre stata una grande lettrice e la mia passione per la scrittura nasce negli anni delle scuole superiori. In quel tempo ho scritto parecchie cosine che ancora oggi rileggo volentieri”.

 

Qual è stato il tuo percorso formativo?

“Sono insegnante e, seppure a 38 anni, sto conseguendo la laurea in Giurisprudenza”.

 
 La copertina del libro


Chi sono i tuoi scrittori prediletti e perché?

“Amo moltissimo la Deledda, con il suo mondo magico di ‘Canne al vento’ e con le sue figure femminili infelici e travolte dal destino nella terra barbaricina popolata da padroni, servi e banditi. Mi piace Dostoevskij i cui romanzi sono popolati da innumerevoli personaggi; Tolstoj e Verga con il suo verismo e con le sue figure travolte da un destino crudele e sorrette dalla convinzione che solo il lavoro permette di riscattarsi dalla propria posizione”.

 

Qual è il libro più bello che hai letto?

“’I Malavoglia’ di Verga, semplicemente un capolavoro. I protagonisti del romanzo, una famiglia di pescatori, è sostenuta nella sua sventura dalla fede nella Provvidenza e dalla convinzione che il lavoro permette di emanciparsi da un destino crudele”.

E il più brutto?

“Ho letto parecchi libri realmente brutti, ma uno in particolare non mi sovviene. Lo devo aver dimenticato”.

Ami la poesia? Chi sono i tuoi autori preferiti?

“Mi piacciono i poeti classici e Alda Merini, la cui vita e i cui scritti, mi hanno veramente impressionato”.

 

Abitualmente che genere di musica ascolti?

“La musica è parte integrante della mia vita, anche quando sono al computer spesso mi piace ascoltare qualcosa. Prediligo cantautori italiani, ma non disdegno qualcosa dei Cure e dei Genesis”.

Quali sono gli artisti italiani che apprezzi di più?

“Apprezzo Fabrizio De Andrè con ‘Via del Campo’, ‘La canzone di Marinella’, ‘Amore che vieni, amore che vai’. Mi piace anche Antonello Venditti con ‘Settembre’, ‘Ricordati di me’, ‘Notte prima degli esami’ e Riccardo Cocciante”.

Chi sono i tuoi attori cinematografici di riferimento?

“Come attori ho grande stima di Giulietta Masina, di Anna Magnani, di Helmut Berger e di Alberto Sordi che hanno fatto la storia del cinema”.

 

Chi è Dio per te?

“Non è facile rispondere a questa domanda. Quando soffriamo, quando non vediamo una via di uscita ci rivolgiamo spesso a Dio, ma non sempre il Signore è giusto, ma dovrebbe esserci un disegno...Vivere in Dio e con Dio dovrebbe renderci uomini migliori. Chi è Dio per me? Di certo suo figlio era un gran Maestro”.

Che cos’è la felicità per te, Anita?

“La felicità è alzarsi la mattina e sentire che tutto va bene, che i nostri affetti sono vicini e che i nostri sogni si sono avverati ed avere la certezza che questa situazione rimarrà immutata per molto tempo”.

Quale politico italiano ammiri di più e perché?

“Premesso che sono pugliese di Marina di Ginosa, ammiro molto il consigliere regionale Paolo Costantino dei Ds: un medico, un politico che combatte ogni giorno per far funzionare meglio le strutture sanitarie in Puglia e nel suo paese d'origine. Una persona sempre disposta ad ascoltare le esigenze di tutti e che non ‘fa politica’, ma fa della politica un mezzo per raggiungere mete che permettono a tutti di vivere meglio. E' una persona che stimo molto”.

Sempre politicamente, invece, chi detesti?

“Non ci sono politici che detesto, di certo non mi piace chi imbroglia, chi usa la politica a fini personali e non mi è neanche piaciuto il tanto parlare che si è fatto sulla vita privata di Berlusconi”.

 

Quali sono i tuoi pregi? E i tuoi difetti?

“I miei pregi? La sincerità, l'onestà. Sono sempre disponibile quando una persona è leale con me. I miei difetti? Dicono spesso che sono insopportabile e che parlo troppo”.

 

Cosa pensi dei giovani?

“Ci sono ragazzi che, seppur giovanissimi, hanno la testa sulle spalle e sanno cosa vogliono e ragazzi che si lasciano prendere da facili mode e da divertimenti ancor più facili senza rendersi conto del prezzo che si paga per i propri sbagli”.

 

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

“E' un sogno ambizioso: vorrei aprire, nel mio paese che è Marina di Ginosa, una struttura destinata ad ospitare bambini e ragazzi senza famiglia”.

 

MICHELE BRUCCHERI

La Voce del Nisseno online