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RITA CELIA DINI E I SUOI “POEMI” MUSICALI

RITA CELIA DINI E I SUOI “POEMI” MUSICALI

dic 14 2009

“La Voce del Nisseno” intervista la compositrice svedese con sangue brasiliano e italiano. Ha già realizzato un centinaio di musiche. Tra i suoi sogni, c’è quello di andare un giorno a Gerusalemme

 

 
 Rita Celia Dini

Nelle sue vene scorre sangue italiano, brasiliano e svedese. E’ una donna dolce e di grande sensibilità, umanamente ed artisticamente. Nello specifico, musicalmente. Rita Celia Dini è compositrice di splendide opere sonore. Trovo, ad esempio, di rara bellezza, delicata e suadente “The day reame”. Il suo pianoforte “canta”. Un’altra perla è rappresentata dal brano intitolato “Innamorati”. Delizioso, incantevole, intriso di magia. Un suono di flauto avvolgente e tenero, carezzevole e pieno di meraviglia. Rita, che è mia amica, mi ha fatto ascoltare sovente le sue musiche. E tra queste c’è la bella “If I was a poetess” dalle melodie soffici e garbate come lei.  Le scrissi, ascoltandola, che per me andava bene come colonna sonora per un film.

 

“Vivo in Svezia ma sono nata in Brasile – racconta al cronista che chiede sue notizie -. In una piccola città circondata dalle montagne, sotto un cielo blu di autunno. Mio padre dice che l’orologio della chiesa suonava otto ore e penso che sia vero… Amo le mattine”. Nelle sue parole c’è una semplicità pulita e una dolcezza disarmante. Prosegue: “La prima cosa di cui mi ero innamorata, dopo i dolci occhi di mia madre e la voce di mio padre, è stata la musica. La musica venuta dalle ninne nanne, dalle risate di mio fratello piccolo, dal canarino che cantava forte in una gabbia vicino alla porta della cucina, dall’orologio della chiesina che sottolineava per ogni ora lo scorrere della vita”.

 

Nelle sue parole, come nella sua musica, c’è la poesia della vita: “Penso che la vita senza la musica sarebbe come l’inesistenza dei fiori – sottolinea con eleganza -. Come un ‘io’ senza un ‘te’. Ho studiato pianoforte per alcuni anni e poi ho avuto voglia di creare la mia musica. Una musica fatta con il cuore, vestita di semplicità e condivisa con tutti quelli che si avvicinano per sentirla”.    

 

Quando nasce la tua passione per la musica?
“La mia passione per la musica è nata quando ero bambina e ho ascoltato una signora suonare un brano al pianoforte... Il suono del pianoforte era entrato nella mia anima”.

Da allora, quanti brani musicali hai creato?
“Ho realizzato più di centro brani”.

Quali sono i più belli per te, affettivamente e tecnicamente?
“Mi piace molto 'Sei adorabile', che ho fatto per Francesco d'Assisi. E’ una delle più belle e molto speciale per me”.

Con il tuo pianoforte riesci a produrre suoni deliziosi e pieni di poesia. Come nascono le tue musiche?
“Esse nascono nei momenti in cui ho voglia di stare in silenzio”.  

 

Quante ore al giorno suoni?
“Circa otto ore al giorno”.

 

C’è un momento della giornata che t’ispira di più per creare e realizzare le tue opere musicali? 
“Sì, nel silenzio della sera”.

Hai scritto che “la vita senza musica sarebbe come la Svezia senza neve in inverno…”. Perché? Che cosa rappresenta, per te, la musica?
“Perché non posso immaginare questo Paese senza il bianco della neve sui pini in inverno. Entrambi sono come un poema insieme... E lo stesso avviene tra la vita e la musica. Una sarebbe incompleta senza l'altra, credo io”.

Quali sono i tuoi gusti musicali? Cosa ascolti abitualmente?  
“Mi piacciono diversi stili: dal classico al contemporaneo. Vorrei menzionare Angelo Branduardi, Michael Nyman, Mario Salis, Ennio Morricone, The Divine Commedy, Melody Gardot, Richard Hawley e tanti altri...”.

Qual è stato il giorno più bello per te? 
“Ci sono stati tanti bei giorni... Soprattutto il giorno in cui la mia musica era suonata in una chiesa in Svizzera. Quel giorno è stato molto speciale per me”.

 

Come trascorri il tuo tempo libero?
“Mi piace molto camminare sulle strade che sembrano infinite...”.

Che libri leggi?
“Mi piacciono i romanzi classici e la poesia”.

Qual è il tuo piatto preferito?
Quando ho fame, il piatto che sta davanti a me diventa il mio preferito”!

Cosa pensi dell’Italia?
“Ho l'Italia nel mio sangue. I miei bisnonni erano italiani. Amo questo Paese. Se potessi vivere due volte, nella prossima vita vorrei nascere in Italia, in Toscana”.

Se tu fossi un fiore, quale vorresti essere e perché?
“Mi piacerebbe essere uno dei piccoli fiori dei campi. Essi sono semplici, carini e delicati”.

Qual è stato – se c’è stato – l’errore più grande della tua vita? 
“Un grande errore nella mia vita è non aver chiesto ai miei nonni di dirmi 'tutto' su loro genitori...”.

Quali sono i tuoi valori? 
“Su tutti, l’umiltà e semplicità”.

Se apriamo il cassetto dove sono custoditi i tuoi sogni, cosa troveremo? 
“Trovereste molti sogni... Tra di essi, quello di andare a Gerusalemme un giorno”.

 

MICHELE BRUCCHERI

 

 

                                                                     

 

 

 

 

 

 

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