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PECORE E CAPRE

PECORE E CAPRE

feb 18 2021

di GRAZIELLA MORREALE – L’INTERVENTO. Riceviamo e pubblichiamo questo testo di un’insegnante di Montedoro in pensione. Per riflettere insieme. In aiuto, anche i suoi versi


Era un tardo pomeriggio d'estate; l'aria iniziava, seppur di poco, a rinfrescarsi, all'abbeveratoio aspettavo pazientemente che il mio bidone si riempisse di acqua per potere annaffiare le piantine che avevo messo a dimora nelle aiuole della mia casetta di campagna. Ero solita andare, quasi ogni pomeriggio e quelli erano per me momenti di pace assoluta, direi quasi momenti di spiritualità. Il gorgoglìo dell'acqua e gli schizzi creavano un illusorio senso di freschezza che mi facevano dimenticare l'afa patita durante il giorno.


D'un tratto uno scampanellio ed un calpestio intenso attrassero la mia attenzione. Un gregge si avvicinava all'abbeveratoio. Le pecore ordinatamente, una dopo l'altra, iniziarono a disporsi una accanto all'altra, lungo il bordo della vasca e a dissetarsi. Nessuno spintone, nessun disordine. Era un quadretto bucolico di virgiliana memoria. Ma la magia di quel momento: puff, fu interrotta dall'arrivo di alcune capre che, con un agile salto, incuranti di tutto, si posizionarono sul bordo della vasca e sul dorso delle miti pecorelle. Che spettacolo! Ripensando a quella scena paragono le capre a certi umani che, pur di soddisfare le loro esigenze, prevaricano, calpestano, infrangono regole e leggi.


Anche adesso, in tempo di Covid, tanti, pensando di essere furbi o addirittura sapienti, con arroganza e presunzione rifiutano distanze e mascherine, si danno ai bagordi, mettendo a repentaglio oltre che la loro vita e quella dei propri cari, anche quella della comunità. In una società edonistica ed opulenta nella quale viviamo, non si riesce più a rinunciare a niente e si creano i presupposti inevitabili per una catastrofe sanitaria ed economica. L'aperitivo al bar con gli amici, il ballo, la vacanza a tutti i costi, sono più importanti della comunità, della sua incolumità, dell'economia che, per le inevitabili chiusure delle attività, va a rotoli! Purtroppo non si capisce che le conseguenze di un comportamento superficiale si ritorceranno contro anche su chi non ha rispetto delle regole.


Le nostre nonne quando una ragazzina, particolarmente discola e recalcitrante nei confronti delle regole, si comportava male, dicevano che era “nna crapa” e prendevano provvedimenti educativi. Ma le ragazzine si sa sono incoscienti, non capiscono i pericoli cui vanno incontro con i loro comportamenti avventati! Noi adulti, provvisti di ragione e di capacità di discernimento, sappiamo, invece, ciò che si fa e ciò che non si fa, perciò...


GRAZIELLA MORREALE

 

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CONDIVISIONE (di Graziella Morreale)

Se io fossi l'altro

e l'altro fosse me,

Se le sue gioie

e i suoi dolori

fossero miei

e i miei suoi,

noi, povere anime erranti

in un mondo a pezzi,

troveremmo finalmente pace.

 

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