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MARCO CASCONE: “LA MUSICA È UN DONO”

MARCO CASCONE: “LA MUSICA È UN DONO”

gen 21 2021

di LISA BERNARDINI – L’INTERVISTA. Per La Voce del Nisseno il giovane compositore di musica da film. Ha collaborato con prestigiose produzioni. Firma la colonna sonora della pellicola “Sul più bello”

Sebbene sia un giovane compositore di Musica da Film, Marco Cascone in realtà è già molto noto agli addetti ai lavori, perché ha una lunga gavetta sul campo con giovani registi nazionali ed internazionali. Ha scritto per svariati generi musicali su diverse tipologie di progetto (cortometraggi, documentari, lungometraggi). Ha anche collaborato spesso con importanti produzioni come Mediaset, Vogue e Rai Tv.

Da poco è uscito sul mercato il film “Sul più bello”, per cui Cascone ha scritto le musiche; è una pellicola prodotta da Eagle Pictures per la regia di Alice Filippi, con la sceneggiatura di Roberto Proia e Michela Straniero, ed il soggetto di Roberto Proia. Iscritto ai David di Donatello 2021, per tutti i coinvolti alla pellicola è forte la convinzione che possa riscuotere presso il pubblico e non solo presso la critica il successo che merita.

 

I tuoi esordi accademici come musicista; la tua storia; il tuo percorso; i tuoi maestri ispiratori. Parlaci un po’ di te, Marco.

Sono nato in una famiglia in cui si mangiava pane e musica, e da sempre sono stato a contatto con strumenti musicali (pianoforte, chitarra, violino), il che mi ha permesso di esprimermi al meglio giocando con i suoni e sperimentando sugli strumenti. Ho iniziato a suonare da piccolissimo (18 mesi) e ho considerato la musica sempre il gioco più affascinante di tutti; non avrei mai detto che un giorno sarebbe diventata la mia professione. A circa 12 anni ho avuto la mia prima folgorazione a scuola guardando il film “Amadeus” e studiando la scena finale in cui detta il lacrymosa a Salieri. Tornando a casa mi sono chiesto “forse organizzando allo stesso modo le idee e i suoni potrei farlo anche io”, così accesi il computer e con un programma molto elementare iniziai ad inserire le diverse linee melodiche su tracce separate, nota per nota con il mouse; ancora non avevo attrezzatura professionale, ma la musica usciva molto più facilmente se ordinata nella mia testa, senza fermarmi, e poco per volta scrissi il mio primo brano e capii che era la cosa più bella del mondo (anche perché questo lavoro regala livelli di adrenalina assurdi).

Continua.

Ho passato tutti gli anni della mia adolescenza scrivendo ed affinando la scrittura, l’idea musicale e l’ascolto verso un genere che mi dava particolari sensazioni: la colonna sonora originale. Il mio mentore virtuale, il primo a cui rivolsi il mio studio e tentai di emulare, fu James Horner, colpito particolarmente da opere come Braveheart, A Beautiful Mind… naturalmente non fu il solo; Danny Elfman, Bernard Herrmann, Ennio Morricone e poi quello che tutt’oggi mi dà sempre qualcosa su cui interrogarmi e spunti su come migliorare: John Williams. Nell’inverno del 2003, durante l’università, mi contattò una mia vecchia conoscenza dicendo che voleva inserire le mie musiche all’interno di un concerto sinfonico per la notte di capodanno. Di per sé non era un evento di chissà quale grande importanza, ma di colpo mi ritrovai a scrivere partiture per orchestra a lezioni di chimica fisica, convincendomi sempre di più che forse la mia aspirazione per la musica era qualcosa più di un semplice hobby…  

 

Vai avanti.

Lasciai l’università, completai la laurea di pianoforte e poi mi iscrissi in composizione al Conservatorio di Santa Cecilia, dove ho incontrato molte persone che hanno contribuito tantissimo alla mia formazione, sia come musicista che come uomo: mi riferisco ai miei compagni di corso, e soprattutto al mio maestro e anche carissimo amico e collega Stefano Mainetti (compositore affermato nel mondo della colonna sonora il quale, come suo assistente/collaboratore, mi ha trasmesso parte della sua esperienza sul campo regalandomi un bagaglio importante e consigliandomi sempre nel migliore dei modi su come interagire con le diverse parti in una produzione cinematografica). Il mestiere del compositore di musica da film non si fa solo sui libri, e non esiste in ogni caso un manuale così soddisfacente da racchiuderne le regole necessarie. L’unico modo per imparare è fare esperienza, da copista ad orchestratore, da assistente a co-compositore.

Consiglieresti la tua professione? Perché?

Assolutamente sì! La musica è un dono e chiunque lo possegga ne ha tutto il diritto di trasformarlo in una professione. La musica va curata ed accudita come un figlio e alla fine riesce a dare soddisfazioni indescrivibili. È inimmaginabile come ci si possa sentire quando qualcuno per distrarsi canticchia un motivo che hai creato. Quindi sì, ma non solo per i compositori: sempre sì agli artisti!

Finora, quale soddisfazione professionale più grande hai avuto?

Un compositore è spesso soggetto a punti di vista esterni, a giudizi vari; questa è una condizione che deve essere accettata per poter fare questo mestiere, ma c’è una cosa che mi rende particolarmente felice: il consenso degli orchestrali durante l’incisione di una colonna sonora. Guardare il viso emozionato di un musicista per le note che hai scritto non ha prezzo, ed in più questo rende il risultato finale pieno di emozioni e umanità.

Quale è il tuo sogno come uomo e quale come musicista?

Di sogni nel cassetto come uomo non ne ho così tanti!! Tolti i desideri futili come la bella macchina, o la villa stratosferica, posso dire che ho sempre avuto quello che desideravo grazie alle mie forze e a quelli di tutte le persone care che mi stanno vicino, primi tra tutti i miei genitori, la mia famiglia e mia moglie che continua a sostenermi nei momenti più difficili che un compositore attraversa (e sono tanti). Il musicista in me vive di ambizioni, di quelle non ossessive, di quelle che ti spingono a maturare e a migliorarti. Il mio sogno di musicista si realizza ogni volta che vedo il mio nome nei titoli di coda o di testa di un film. Continuare ad esprimermi con la mia musica è il sogno in generale più grande che possa auspicare di realizzare.

Da pochi giorni la colonna sonora del film è disponibile su spotify, ed il film dal giorno 8 gennaio è visibile su Amazon Prime Video.

 

LISA BERNARDINI

La Voce del Nisseno online