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ISCHIA, EMOZIONI E DESIDERI NEL ROMANZO D’ESORDIO DI GIULIA TRANI

ISCHIA, EMOZIONI E DESIDERI NEL ROMANZO D’ESORDIO DI GIULIA TRANI

gen 09 2021

di ANNA LAMONACA – L’INTERVISTA. “Fonsinè” è il libro della talentuosa quattordicenne che si racconta a La Voce del Nisseno. Cosparso da immagini che hanno un retrogusto infinito

"Fonsinè" è il romanzo d’esordio della giovane e talentuosa Giulia Trani, il suo primo passo nel mondo della scrittura. La scrittrice quattordicenne si è persa nel magico racconto della storia d'amore dell'anziana vicina di casa nonna Alfonsina, descrivendone dettagliatamente emozioni e desideri, ambientandoli nella meravigliosa isola d’Ischia studiando il passato.

“Fonsinè” è un romanzo cosparso da immagini che hanno un retrogusto infinito e propongono con successo una serie di temi universali: i concetti di famiglia, di amicizia, del valore del lavoro e la scoperta dell'ambiente naturale dell'isola verde nota per la sua ospitalità. Per sapere di più sul suo romanzo l’abbiamo intervistata per “La Voce del Nisseno”.

Giulia il tuo primo libro è dedicato alla storia di una donna che conosci da sempre, il suo vissuto deve averti molto coinvolto e colpito per poi scrivere un romanzo…

Sì, a dire il vero soprattutto mi ha lasciata stupita. È ciò che ripeto sempre, ma quando ho ascoltato per la prima volta il racconto di nonna Alfonsina mi è parso una favola, una storia da film che meritava di essere raccontata.

Come nasce la tua passione per la scrittura?

Io ho sempre avuto questa passione. Ricordo che la mia mamma mi leggeva una storia ogni sera prima di mettermi a letto anche quando parlavo a malapena, penso che sia partito tutto da lì. La scrittura per me è sempre stata un mezzo potentissimo per esprimermi, per liberare un po’ i pensieri. Solitamente, infatti, tutto ciò che scrivo lo tengo per me e lo custodisco gelosamente, "Fonsinè" è l'unica eccezione.

Il bar Diaz a Piazza Croce fa parte della storia d’Ischia e si può dire che le sorelle Luisa ed Alfonsina siano state all'avanguardia come donne a gestire un bar insieme alla famiglia, non pensi?

Sì, in verità io stimo molto tutte le donne che sono citate nel racconto. Penso che abbiano tutte un carattere forte, determinato, il che non è scontato, soprattutto per l'epoca in cui si è sviluppata la storia. Credo che siano davvero all' avanguardia e che abbiano un po’ sfatato il mito di quei tempi per cui le donne non avevano motivo di essere prese in considerazione.

Hai appena 14 anni, ma tante passioni che curi con amore; quanto ha contato la tua famiglia in questo?

La mia famiglia conta davvero tanto. Io mi sento molto fortunata ad essere nata in una isola così bella, che mi ha sempre supportata in tutto ciò che faccio e che mi piace. Hanno creduto in me fin dall'inizio, hanno appoggiato il mio progetto e gliene sono molto grata.

Dove trovi il tempo per studiare, danzare, suonare e scrivere?

Sono dell'idea che se un'attività ti appassiona per davvero il tempo si trova sempre. Io mi organizzo, cerco di incastrare tutti gli orari. Ho sempre giornate molto impegnative, ma comunque non mi pesano visto che mi piace coltivare le mie passioni ed in ogni caso riesco sempre a trovare uno spazio da trascorrere con la mia famiglia o con i miei amici, quindi non mi comportano nessun sacrificio, anzi!

Il tuo libro oltre ad avere come protagonista Alfonsina Albanese racconta la storia di quel periodo, del dopoguerra dei soldati inglesi fermi ad Ischia; ami anche la storia o hai dovuto approfondirla meglio per scrivere il tuo libro?

A dir la verità fino a qualche anno fa non amavo molto la storia nonostante io abbia avuto sempre bravissimi insegnanti di questa materia, la vedevo come un qualcosa di lontano, di date e avvenimenti da imparare a memoria. Poi pian piano, anche grazie a diversi progetti proposti a scuola, mi ci sono appassionata e mi sono accorta che c'è molto di più. Io, come la maggioranza dei ragazzi della mia generazione, sono molto proiettata verso il futuro, ma ultimamente mi sono accorta di quanto sia affascinante ed importante conoscere il nostro passato. La storia è proprio come un libro, bisogna rileggere i capitoli precedenti prima di scrivere ciò che verrà dopo.

La Biblioteca Antoniana è sempre stato un luogo speciale per te, è li che hai fatto le tue ricerche per il romanzo?

Sì assolutamente. Appena mi è venuta in mente l'idea di mettere la storia di Alfonsina su carta la biblioteca è stato il primo luogo a cui ho pensato. Non potevo immaginarlo, ma anche grazie a Lucia Annicelli, la direttrice, mi sono accorta di quanto quegli scaffali nascondano dei veri e propri mondi, soprattutto per quanto riguarda la nostra isola.

Fin da bambina preferivi comprare libri invece che giocattoli e questa passione per la lettura è andata aumentando, ti ha aiutato aver letto molto nella stesura del romanzo?

Sì, penso che la lettura sia stata fondamentale. Ho voluto scrivere questo romanzo proprio per le emozioni che i libri mi regalano. Non nego che spesso io preferisca leggere un libro piuttosto che guardare un film, semplicemente perché l'immagine sullo schermo si vede chiaramente, non possono essere cambiate e chiunque la guardi la percepisce esattamente nello stesso modo invece in un libro i personaggi, le storie, le emozioni, si vedono con gli occhi, ma si vivono, si sentono, si immaginano ed ognuno può decidere d’interpretare le parole come meglio crede. Leggere molto mi ha trasmesso queste sensazioni, che sono in realtà quelle che io ho provato anche quando ho ascoltato il racconto da nonna per la prima volta e che ho voluto condividere attraverso questo romanzo.

Un libro secondo te si giudica anche dalla copertina? La tua è molto particolare perché disegnata da te…

Ah sì, questo purtroppo credo sia un mio grande difetto: giudico sempre il libro dalla copertina. So che è una cosa non proprio giusta, ma è ciò che ho sempre fatto: quando vado in libreria c'è sempre la copertina di un libro che mi colpisce particolarmente, provo a sfogliarne qualcun altro  ma, alla fine, finisco sempre per acquistare quello senza nemmeno leggerne la trama! Penso che questo sia dovuto al fatto che per me anche i colori e le forme esprimono molto e ho deciso di disegnare la mia perché l’avevo in mente da molto tempo e disegnarla l'ha resa ancora più mia.

Cosa ti aspetti da questo libro?

Da questo libro mi aspetto che riesca a far avvicinare i lettori un po' di più alla nostra isola, alla lettura e al valore dei racconti. È molto ambizioso, lo so, ma spero di poter trasmettere così alcune delle mie passioni.

C’è qualcuno che ti ha supportato nel tuo percorso?

Ci sono davvero moltissime persone che mi hanno supportato. A partire dalla mia famiglia, come ho già detto, i miei amici più cari che ci sono sempre stati, ma anche i miei professori, in particolare il mio professore di lettere delle medie Domenico Castagna. Devo ringraziare Lucia Annicelli, il giornalista Ciro Cenatiempo che mi ha seguita, incoraggiata e dopo Discover Italia, la casa editrice, che hanno creduto in me e mi hanno dato una mano fondamentale per la realizzazione di questo mio progetto.

Quali sono i tuoi prossimi progetti futuri?

Non ho progetti molto chiari per il futuro, in fondo ho ancora tanto tempo. Di sicuro continuerò a scrivere, a fare tutto ciò che mi piace e a studiare per realizzare i miei sogni.

ANNA LAMONACA

La Voce del Nisseno online