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LUCA CASARINI: “IL DIRITTO D’ASILO E’ IL DIRITTO AD AVERE ALTRI DIRITTI”

LUCA CASARINI: “IL DIRITTO D’ASILO E’ IL DIRITTO AD AVERE ALTRI DIRITTI”

lug 30 2015

Al microfono di Michele Bruccheri, il leader del Movimento no-global italiano. Per l’esponente politico veneto, i migranti sono una risorsa e l’esperienza politica di Rosario Crocetta è fallimentare 

 

 
 Michele Bruccheri intervista Luca Casarini, leader no-global

Non vuole che si parli di “emergenza migranti”. Secondo Luca Casarini, 48 anni, veneto, noto leader del Movimento no-global e dirigente nazionale di Sel, “lo dicono i numeri, ma anche il buonsenso”. Per lui, i migranti rappresentano una grande risorsa per i territori. “Il tema del diritto d’asilo – spiega al nostro microfono – è un tema che non possiamo permetterci di considerare un’emergenza”.

Sposato (la moglie è siciliana, confida al cronista), auspica un’attenzione vera sul fronte della povertà. Bisogna preoccuparsi dei poveri, ammette senza peli sulla lingua. E citando Anna Arendt, chiosa: “Il diritto d’asilo è il diritto ad avere altri diritti”. Gli chiedo un commento in merito al governo siciliano guidato da Rosario Crocetta. E schiettamente risponde: “E’ un’esperienza politica fallita”.

“Questa vicenda - conclude, parlando ancora della spinosa vicissitudine che ha investito il presidente Crocetta - dimostra che la divisione del mondo in mafia e antimafia non esiste più. Si dice spesso destra e sinistra, che non ha più senso. E nemmeno mafia e antimafia. Pesare le persone in base alle loro medagliette non ha più molto senso”. Ecco Luca Casarini ospite della versione web del periodico d’informazione “La Voce del Nisseno”.   

Luca Casarini, di Sel, con una lunga esperienza politica nei movimenti, leader no-global. Dal tuo “osservatorio” cosa si può dire in merito all’emergenza migranti?

Innanzitutto il primo problema è il termine che si usa: emergenza migranti. Non è un’emergenza. Questo lo dicono i numeri, ma lo dice anche il buonsenso. Ogni cosa che viene affrontata come emergenza va a finire male, prima o poi. Nel senso che o dura poco, cioè ha la caratteristica di una cosa straordinaria o… Un’emergenza che è permanente, che riguarda un fenomeno epocale – che attraversa un’epoca o le epoche – come le migrazioni, se rimane appunto un’emergenza ci dice che sostanzialmente è affrontato male. In maniera sbagliata. Io credo che il tema dei migranti, delle migrazioni, sia fatto di molteplici facce e di diverse fasi storiche e politiche.

E quella che stiamo vivendo?

Ad esempio, questa che stiamo vivendo che non è un’emergenza dal punto di vista dei numeri… I Salvini di turno o quelli che io chiamo gli ‘imprenditori della paura’, quelli che hanno bisogno che l’emergenza ci sia sempre per prendere voti, costruiscono su questo il loro successo politico-elettorale e purtroppo il nostro disastro culturale. Parlano di invasioni, esodi, di cinquecentomila o un milione di persone. Noi a tutt’oggi siamo in presenza di un fenomeno dal punto di vista numerico che riguarda i rifugiati, i richiedenti asilo, i profughi di guerra. I numeri  sono assolutamente nella norma anche rispetto all’anno scorso. Sessantamila, settantamila. Noi siamo un Paese di 60 milioni di abitanti. L’Europa è un continente di 500 milioni di persone.

 
 Michele Bruccheri e Luca Casarini

Si scappa dalle guerre.

Ai confini tra Siria e Turchia ci sono due milioni di profughi, in Libia centinaia di migliaia… Per pudore non bisogna parlare di esodi, di invasioni. Dovremmo affrontare il problema seriamente. Il fatto che la gente scappi dalle guerre, riguarda innanzitutto che ci sono le guerre. Le migrazioni non sono tutte uguali. Noi abbiamo avuto periodi storici in cui le migrazioni erano molto legate all’economia. Diciamo alla ricerca, da parte delle persone, di modi di poter campare la famiglia…

Ora si scappa per salvare la vita.

Ora si scappa per salvare la vita, appunto. Erri De Luca ha usato una bella immagine su questo. Ha detto: provate a convincere uno mentre gli brucia la casa a non buttarsi dalla finestra?! Non ci riuscirete! Qui la casa brucia. Per milioni di persone che cercano di salvarsi. La stragrande maggioranza delle quali cerca di stare vicino al posto che lascia. Noi riceviamo una parte piccola di rifugiati politici che scappano dalle guerre. Purtroppo ne abbiamo fatti morire troppi nel Mediterraneo. Colpa questa della gestione emergenziale. Il tema del diritto d’asilo è un tema che non possiamo permetterci di considerare un’emergenza. Lo dico usando le parole di Anna Arendt: il diritto d’asilo è il diritto ad avere diritti. Se noi ci giochiamo anche il diritto d’asilo, ci giochiamo non l’Europa ma la Storia (…). Deve essere organizzata l’accoglienza e il diritto d’asilo.

E’ innegabile che dinanzi a questa emergenza permanente vi siano, comunque, fenomeni di corruzione e di malaffare, scoperchiati di recente. Cosa si dovrebbe fare per arginare questo fenomeno illegale, per erigere un muro contro le pratiche illecite che speculano poi sul dolore e sulla sofferenza di poveri disgraziati?

Torno di nuovo al discorso dell’emergenza. La corruzione si sviluppa soprattutto nelle procedure velocizzate, senza controlli, di emergenza. Questo succede anche nelle grandi opere. Contro la corruzione bisogna togliere questa parola: emergenza. Organizzare l’accoglienza significa soprattutto come accogliere. E cosa fanno le persone che vengono accolte quando sono qui. La Sicilia, con il suo grande cuore, accoglie generosamente cinque volte tanto tutte le altre regioni. Perché gli impediamo di lavorare?! L’impedimento al lavoro diventa l’alimentazione dei circuiti del lavoro nero. Basta guardare nelle serre cosa accade o nei campi dove muoiono i richiedenti asilo. Lavorano in nero, sotto al sole, con quaranta gradi e non gli danno nemmeno l’acqua. Perché non hanno diritti.

 
 Luca Casarini e Michele Bruccheri

Quindi?

Per sconfiggere la corruzione, bisogna strutturare un’accoglienza non in emergenza. Queste persone possono essere una grande risorsa per la crescita dei territori dove sono. La Germania è diventata quella che è grazie all’immigrazione turca. O gli Stati Uniti d’America con tutta l’immigrazione ispanica e messicana. Tutti i Paesi forti hanno utilizzato queste persone come risorsa. Molti dei nostri territori hanno bisogno di lavoro. Perché non utilizzarli? Ad esempio, formando una cooperativa. Lavorare, mettersi in regola. Non dobbiamo tenerli come materiale umano per la corruzione, all’interno di centri come Cara di Mineo dove non fanno nulla e sono costretti sostanzialmente ad una detenzione soft.

Qual è la tua valutazione in riferimento alla vicenda sulla presunta intercettazione del Presidente della Regione Sicilia, Rosario Crocetta, dai contorni chiaroscuri?

Questa vicenda dimostra che la divisione del mondo in mafia e antimafia non esiste più. Si dice spesso destra e sinistra, che non ha più senso. E nemmeno mafia e antimafia. Pesare le persone in base alle loro medagliette non ha più molto senso. Credo che Crocetta sia un’esperienza politica fallita. Chi cambia 36 assessori in due anni e mezzo… I problemi strutturali della Sicilia, per esempio; la povertà non è diminuita. Questa regione è un gioiello dal punto di vista naturale e culturale, però non viene valorizzata. Dal punto di vista del turismo, ad esempio. E’ un dato di fatto. Nella sanità c’è una corruzione dilagante. Ma anche nel ciclo della formazione. Non vanno più fatti esperimenti sulla pelle del popolo siciliano: quanto dura uno, sino al prossimo scandalo! Il tema è invece: preoccuparsi della povertà. La Sicilia deve essere un laboratorio politico. I Comuni devono avere un grande ruolo. Come organizziamo l’accoglienza e il diritto d’asilo in Sicilia? Su questo costruiamo una proposta politica. Così non si può andare avanti, scandalo dopo scandalo. Ma lo dico per i siciliani.

MICHELE BRUCCHERI                              

 

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